Santi Martirio e Marciano
Martiri
Festa: 25 ottobre
Nascita-morte: † Costantinopoli, oggi Istanbul, Turchia, circa 342
Nascita - morte:
† Costantinopoli, oggi Istanbul, Turchia, circa 342
Festa:
25 ottobre
Etimologia:
Martirio: dal greco Μαρτύριος, collegato a mártys, 'testimone'; Marciano: dal latino Marcianus, derivato da Marcius e collegato al nome Marcus.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 25 ottobre
Martirologio Romano
Furono due membri del clero della Chiesa di Costantinopoli, ricordati come martiri nel contesto delle violente controversie che seguirono la deposizione del vescovo Paolo e l'affermazione di Macedonio nella capitale dell'Impero romano d'Oriente. Martirio era suddiacono, mentre Marciano era cantore e lettore della Sacra Scrittura; la tradizione ecclesiastica bizantina li ricorda inoltre come notai della Chiesa di Costantinopoli. Secondo il racconto di Sozomeno, furono coinvolti nella repressione dei sostenitori di Paolo e consegnati al governatore con l'accusa di aver partecipato alla rivolta nella quale era stato ucciso il generale imperiale Ermogeno. Furono quindi messi a morte e il loro sepolcro, situato fuori dalle mura di Costantinopoli, divenne successivamente un luogo di culto. La memoria liturgica è fissata al 25 ottobre. Il Martirologio Romano li ricorda come uccisi dagli ariani sotto l'imperatore Costanzo.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le vicende di Martirio e Marciano si collocano nella complessa crisi ecclesiastica dell'Impero romano d'Oriente durante il regno di Costanzo II. A Costantinopoli il vescovo Paolo, sostenitore della fede nicena, era stato deposto e sostituito da Macedonio, la cui posizione era sostenuta dalla corrente ecclesiastica favorevole agli avversari del concilio di Nicea.
Nel 342 Costanzo inviò a Costantinopoli il generale Ermogeno con l'incarico di allontanare nuovamente Paolo dalla città. Il tentativo provocò una violenta rivolta popolare: Ermogeno fu ucciso e il suo corpo trascinato per le strade. Socrate Scolastico collega esplicitamente questi avvenimenti al terzo consolato di Costanzo e al secondo di Costante, cioè al 342.
Dopo la rivolta, Paolo fu espulso e Macedonio assunse il controllo della Chiesa costantinopolitana. La repressione colpì i sostenitori del vescovo deposto. In questo ambiente si colloca la vicenda dei due martiri.
Martirio e Marciano
Le informazioni più antiche e significative sui due provengono dalla Historia ecclesiastica di Sozomeno, composta nel V secolo. Lo storico riferisce che Martirio e Marciano vivevano nella casa di Paolo e che Macedonio li fece consegnare al governatore, accusandoli di essere responsabili dell'uccisione di Ermogeno e di avere provocato la precedente sedizione.
Sozomeno precisa che Martirio era suddiacono, mentre Marciano era cantore e lettore delle Sacre Scritture. L'identificazione dei due con i notai di Paolo è esplicitamente attestata dalla tradizione successiva e dalla documentazione agiografica bizantina. Il repertorio Pinakes dell'Institut de recherche et d'histoire des textes li registra infatti come Marcianus et Martyrius notarii, con una Passio e un encomio attribuito al diacono e chartophylax Procopio di Costantinopoli.
L'accusa di avere partecipato all'uccisione di Ermogeno deve essere distinta dalla successiva interpretazione ecclesiastica del loro martirio. Le fonti storiche non consentono di ricostruire nei dettagli il procedimento giudiziario né di stabilire quale sia stato il loro effettivo coinvolgimento nella rivolta. Il loro culto cristiano li presenta invece come vittime della persecuzione contro i sostenitori della fede nicena.
Sozomeno afferma che furono decapitati nel luogo destinato alle esecuzioni. Non sono documentati il giorno preciso della morte, le modalità della detenzione o ulteriori particolari sulle loro sofferenze.
Il sepolcro e la nascita del culto
Il sepolcro dei due martiri si trovava fuori dalle mura di Costantinopoli ed era già famoso al tempo di Sozomeno. Lo storico riferisce che sul luogo venne edificato un edificio di culto, iniziato sotto il vescovo Giovanni, cioè Giovanni Crisostomo, e completato dal suo successore Sisinnio. La tradizione relativa alla chiesa è confermata dagli studi sulla topografia cristiana di Costantinopoli.
Sozomeno collega al sepolcro numerose guarigioni e altri prodigi. Tali episodi appartengono alla storia del culto e alla testimonianza agiografica dello storico, non possono essere considerati automaticamente fatti soprannaturali verificabili in senso storico. Il dato storicamente rilevante è che già nel V secolo il luogo era considerato un importante sepolcro martiriale e centro di venerazione.
La chiesa dei santi Notai è successivamente ricordata nella documentazione bizantina. La sua collocazione è stata collegata alla zona della porta Melantiade e del Deuteron, mentre Sozomeno la descrive semplicemente come situata davanti alle mura della città. Gli studi moderni rilevano inoltre una tradizione patriografica che attribuiva la costruzione della chiesa all'imperatore Teodosio, probabilmente per una confusione tra Teodosio I e Teodosio II.
La memoria liturgica
Martirio e Marciano furono inseriti nel calendario liturgico bizantino il 25 ottobre e sono ricordati come i santi Notai di Costantinopoli. Il repertorio Pinakes attesta per la loro memoria una Passio agiografica in greco e un testo metafrastico, oltre all'encomio attribuito a Procopio. La loro presenza nei menologi e nei sinassari testimonia la continuità del culto nella tradizione cristiana orientale.
Il Martirologio Romano li ricorda nello stesso giorno come santi Martirio, suddiacono, e Marciano, cantore, uccisi dagli ariani sotto l'imperatore Costanzo.
La questione della data del martirio
La data precisa della morte non è conservata dalle fonti. L'episodio è collegato da Socrate alla rivolta provocata dall'intervento di Ermogeno nel 342. L'annotazione cronologica del repertorio del Martirologio Romano indica invece circa il 351, mentre alcune tradizioni liturgiche orientali riportano il 355. La ricostruzione fondata sul racconto di Socrate e sulla datazione dell'uccisione di Ermogeno rende il 342 la data storica più coerente per l'episodio originario, pur lasciando aperta una divergenza nella tradizione cronologica successiva.
I santi Notai
La denominazione di 'Notai' deriva dalla tradizione secondo cui Martirio e Marciano esercitavano funzioni di segreteria ecclesiastica al servizio del vescovo Paolo. La qualifica è ben attestata nella tradizione agiografica bizantina, mentre la fonte storica di Sozomeno descrive direttamente i loro ruoli ecclesiastici di suddiacono, cantore e lettore.
Curiosità
- La loro memoria è associata nella tradizione bizantina al titolo di santi Notai di Costantinopoli, una denominazione derivata dalla loro funzione ecclesiastica.
- La chiesa sorta presso il loro sepolcro fu attribuita dalla tradizione a Giovanni Crisostomo e a Sisinnio; gli studi sulla topografia costantinopolitana distinguono questa tradizione da una diversa attribuzione patriografica all'imperatore Teodosio.
Cronologia
- 342 - Uccisione del generale Ermogeno durante la rivolta di Costantinopoli provocata dal tentativo di deporre il vescovo Paolo.
- circa 342 - Martirio di Martirio e Marciano, secondo la ricostruzione cronologica collegata agli eventi narrati da Socrate e Sozomeno.
- IV secolo - Memoria dei due martiri nella Chiesa di Costantinopoli.
- fine IV - inizi V secolo - Costruzione dell'edificio di culto presso il loro sepolcro, tradizionalmente collegata a Giovanni Crisostomo e completata sotto Sisinnio.
- V secolo - Sozomeno testimonia l'esistenza del loro sepolcro fuori dalle mura di Costantinopoli e la diffusione del culto con racconti di guarigioni e altri prodigi.
- 25 ottobre - Memoria liturgica di Martirio e Marciano nella tradizione cristiana orientale e nel Martirologio Romano.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di Martirio e Marciano e la loro morte a Costantinopoli sono sostenute da una tradizione storica antica, rappresentata soprattutto da Sozomeno, mentre la loro memoria è ulteriormente attestata dalla tradizione agiografica e liturgica bizantina.
- Il contesto storico della loro morte è collegato alla crisi della Chiesa costantinopolitana seguita alla deposizione di Paolo e alla morte del generale Ermogeno nel 342, evento datato con precisione da Socrate.
- La data esatta del martirio non è documentata. Il collegamento con gli eventi del 342 è storicamente più solido dell'indicazione tradizionale di circa 351, mentre una tradizione liturgica orientale propone il 355.
- L'accusa secondo cui i due avrebbero partecipato all'uccisione di Ermogeno appartiene alla narrazione di Sozomeno e non permette di ricostruire con certezza la loro effettiva responsabilità nella rivolta. Il culto successivo li riconobbe come martiri della parte nicena.
- La qualifica di notai è ben attestata dalla tradizione agiografica bizantina, ma Sozomeno descrive direttamente Martirio come suddiacono e Marciano come cantore e lettore delle Sacre Scritture.
- Il sepolcro e la chiesa dei due martiri sono storicamente importanti per la storia del culto. La tradizione relativa alla fondazione della chiesa presenta tuttavia attribuzioni differenti e una parte della successiva topografia patriografica appare frutto di confusione cronologica.
- I miracoli riferiti da Sozomeno appartengono alla storia della venerazione del sepolcro e non costituiscono, sul piano storico-critico, prove indipendenti degli eventi soprannaturali narrati.
- Non sono documentati dati relativi alla nascita, alla famiglia, all'età, alla formazione o alle modalità dettagliate della loro esecuzione oltre alla decapitazione.
- Il culto antico è attestato nella tradizione bizantina e nel Martirologio Romano; non risultano una beatificazione o una canonizzazione secondo la procedura moderna, estranea alla formazione del loro culto tardoantico.
Fonti e bibliografia essenziale
- Sozomeno, Historia ecclesiastica, IV, 3, 'Martyrdom of the Holy Notaries', fonte principale per la vicenda di Martirio e Marciano, per i loro ruoli ecclesiastici, l'accusa, l'esecuzione e il sepolcro.
- Socrate Scolastico, Historia ecclesiastica, II, 13, per il contesto della deposizione di Paolo, la rivolta di Costantinopoli e l'uccisione di Ermogeno nel 342.
- Acta Sanctorum, October, XI, 25 ottobre, dossier dedicato a Martirio e Marciano, con la tradizione agiografica greca e le testimonianze liturgiche.
- Institut de recherche et d'histoire des textes, Pinakes, Marcianus et Martyrius notarii mm. CP., repertorio delle fonti agiografiche greche, con Passio BHG 1028y-1028z e Passio metaphrastica BHG 1029.
- Mango, Cyril, e altri studi sulla topografia cristiana di Costantinopoli, per la chiesa dei santi Notai e la tradizione relativa alla sua fondazione e localizzazione.
