Giudea, Palestina, I sec. a.C. - Giudea, Palestina, I sec.
E' una delle figure femminili più importanti del racconto dell'infanzia di Gesù secondo il Vangelo di Luca, anche se le notizie direttamente riferite alla sua vita sono concentrate quasi esclusivamente nel primo capitolo del terzo Vangelo. Moglie del sacerdote Zaccaria e madre di Giovanni Battista, viene presentata come appartenente alle figlie di Aronne e come donna giusta davanti a Dio insieme al marito. La coppia, ormai anziana e senza figli, riceve l'annuncio della nascita di Giovanni, destinato a essere il precursore del Messia. Il momento più significativo della presenza di Elisabetta nel Nuovo Testamento è però l'incontro con Maria, sua parente, durante la Visitazione: Elisabetta riconosce nel figlio portato da Maria il 'Signore' e pronuncia una benedizione che la tradizione cristiana ha conservato come uno dei testi fondamentali della devozione mariana. Il Vangelo non specifica né il grado della parentela fra le due donne né il luogo preciso della loro abitazione. L'identificazione con l'odierna Ain Karem e numerosi particolari della sua vita appartengono invece alla successiva tradizione cristiana e devono essere distinti dalla documentazione evangelica.
Etimologia: Dall'ebraico ʾElishebaʿ e viene interpretato nel senso di 'Dio è il mio giuramento' o 'Dio è pienezza del giuramento'.
Emblema: Anziana madre, spesso rappresentata durante l'incontro con Maria o nella scena della nascita di Giovanni Battista.
Martirologio Romano: Commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria, sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall’alto come sole che sorge.
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La principale e quasi unica fonte antica sulla vita di Elisabetta è il Vangelo secondo Luca. L'evangelista apre il racconto presentando 'al tempo di Erode, re della Giudea', un sacerdote chiamato Zaccaria, appartenente alla classe sacerdotale di Abia. Sua moglie era Elisabetta, indicata espressamente come appartenente alle figlie di Aronne. La coppia viene descritta come giusta davanti a Dio e osservante dei comandamenti e delle prescrizioni del Signore. Il dato è significativo perché Luca non presenta la sterilità di Elisabetta come conseguenza di una colpa. Al contrario, la sua giustizia e quella del marito vengono affermate prima ancora che sia narrata la nascita del figlio. L'assenza di figli viene quindi descritta come una condizione dolorosa, non come una punizione. La costruzione narrativa richiama volutamente alcune celebri figure femminili dell'Antico Testamento, soprattutto Sara, madre di Isacco, e Anna, madre di Samuele: donne sterili o impossibilitate ad avere figli che diventano madri per un intervento straordinario di Dio. Luca precisa inoltre che Elisabetta e Zaccaria erano ormai avanti negli anni. La condizione della donna era dunque considerata umanamente senza soluzione, e proprio questo prepara il significato teologico dell'annuncio della nascita di Giovanni.
L'annuncio della nascita di Giovanni Mentre Zaccaria svolgeva il proprio servizio sacerdotale nel Tempio di Gerusalemme, gli apparve l'angelo Gabriele. L'annuncio riguardava direttamente Elisabetta: avrebbe avuto un figlio e il bambino avrebbe ricevuto il nome Giovanni. Il racconto sottolinea la sproporzione fra la situazione dei due coniugi e la promessa ricevuta. Elisabetta era sterile e i due erano anziani. Zaccaria reagì con incredulità e rimase muto fino al compimento dell'annuncio. Elisabetta, invece, dopo il concepimento, si ritirò per cinque mesi e riconobbe nella gravidanza l'intervento benevolo di Dio. Nel racconto lucano Elisabetta pronuncia allora una frase che rivela anche il suo punto di vista personale: Dio ha tolto la sua condizione di vergogna davanti agli uomini. La maternità assume così anche un valore sociale, perché la sterilità, nell'ambiente religioso e culturale dell'epoca, poteva essere vissuta come una condizione umiliante. Gli studi sul testo di Luca sottolineano il collegamento narrativo con le antiche storie bibliche di nascite inattese e di madri precedentemente sterili.
L'incontro con Maria Il momento più celebre della vita di Elisabetta è la Visitazione. Dopo l'annunciazione dell'angelo, Maria si recò nella regione montuosa della Giudea e raggiunse la casa di Zaccaria. Luca non indica il nome della località: parla semplicemente di una città della regione montuosa di Giuda. Quando Maria salutò Elisabetta, il bambino che quest'ultima portava nel grembo sussultò. Elisabetta fu quindi descritta come piena di Spirito Santo e pronunciò ad alta voce una benedizione rivolta a Maria e al bambino che ella portava. Il suo intervento è uno dei passaggi teologicamente più importanti dell'infanzia lucana. Elisabetta non si limita infatti a riconoscere la gravidanza della giovane donna: la definisce 'madre del mio Signore'. Il racconto attribuisce quindi a una donna anziana e incinta un ruolo profetico decisivo nel riconoscimento dell'identità di Gesù. Anche il bambino Giovanni, ancora nel grembo materno, viene presentato come colui che reagisce alla presenza del futuro Messia. Gli studi sul testo di Luca hanno osservato come il racconto attribuisca alle due donne una posizione centrale nell'apertura del Vangelo, affidando loro importanti discorsi profetici. Il testo greco definisce Maria come parente di Elisabetta, ma non stabilisce quale fosse esattamente il rapporto familiare. La traduzione tradizionale come 'cugina' è quindi possibile, ma non permette di ricostruire un albero genealogico preciso. L'affermazione secondo cui Elisabetta sarebbe stata figlia di Ismeria, sorella di sant'Anna, appartiene invece a tradizioni molto più tarde e non può essere presentata come dato storico.
Tre mesi con Maria Luca riferisce che Maria rimase presso Elisabetta per circa tre mesi e poi tornò alla propria casa. Il testo non dice esplicitamente che Maria fosse presente al momento della nascita di Giovanni, anche se una parte della tradizione e numerosi commentatori hanno interpretato in questo senso la sequenza narrativa. La presenza delle due donne permette a Luca di costruire un parallelismo fra le rispettive maternità. Elisabetta è anziana e sterile, Maria è giovane e concepisce in modo straordinario; Giovanni sarà il precursore, Gesù il Signore. Il racconto presenta così la gravidanza di Elisabetta come preparazione narrativa alla nascita di Gesù e alla missione di Giovanni.
La nascita di Giovanni Dopo il periodo della gravidanza, Elisabetta diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti si rallegrarono con lei. Al momento della circoncisione sorse una discussione sul nome da dare al bambino. I parenti proponevano il nome del padre, Zaccaria, ma Elisabetta intervenne affermando che il bambino doveva chiamarsi Giovanni. Il particolare è importante perché conferma la funzione di Elisabetta all'interno della narrazione. Ella non è una figura passiva nella vicenda: comprende il significato dell'annuncio ricevuto dal marito e difende il nome stabilito dall'angelo. Quando Zaccaria, ancora muto, scrisse su una tavoletta 'Giovanni', riacquistò la parola e pronunciò il Benedictus. La nascita del bambino conclude così il ciclo narrativo nel quale Elisabetta aveva avuto un ruolo centrale. Dopo questo episodio, il Vangelo di Luca non offre più notizie dirette sulla sua vita.
Ciò che il Vangelo non racconta La scarsità delle informazioni successive alla nascita di Giovanni è significativa. Non conosciamo dalla documentazione evangelica la data di nascita di Elisabetta, il luogo preciso della sua abitazione, l'anno della sua morte, le circostanze della morte né il luogo della sepoltura. Non è quindi possibile ricostruire una biografia completa nel senso moderno del termine. Le informazioni che consentono di stabilire con maggiore sicurezza la sua figura sono quelle contenute nel racconto lucano: era moglie di Zaccaria, apparteneva alla discendenza sacerdotale di Aronne, era madre di Giovanni e aveva un rapporto di parentela con Maria. Tutto ciò che va oltre questi dati deve essere trattato con prudenza.
Ain Karem e la memoria del luogo La tradizione cristiana ha identificato la località della casa di Zaccaria ed Elisabetta con Ain Karem, oggi quartiere di Gerusalemme. Il Vangelo, tuttavia, non fornisce questo nome. L'identificazione è quindi frutto di una tradizione geografica sviluppatasi successivamente. La tradizione di Ain Karem è comunque storicamente importante non perché permetta di dimostrare che Elisabetta abitasse necessariamente proprio lì, ma perché testimonia l'antichità e la continuità della memoria cristiana relativa alla Visitazione. Nel luogo sono state individuate strutture e testimonianze archeologiche di epoca bizantina e successiva, mentre itinerari e testimonianze medievali collegano il villaggio alla casa di Zaccaria e alla visita di Maria. Un resoconto del pellegrino Giovanni Fedanzola di Perugia, datato al 1330, distingue già nell'area di Ain Karem il luogo tradizionalmente collegato all'incontro fra Maria ed Elisabetta da quello associato alla nascita di Giovanni. La tradizione del santuario, dunque, non è una semplice costruzione contemporanea, ma il risultato di una lunga storia di identificazioni e pellegrinaggi.
La tradizione apocrifa Alla figura di Elisabetta sono stati associati anche episodi che non appartengono al Vangelo canonico. Il più noto è quello narrato dal Protovangelo di Giacomo, testo apocrifo del II secolo, secondo il quale Elisabetta avrebbe cercato di salvare Giovanni dalla persecuzione di Erode e avrebbe trovato rifugio con il figlio in una località montuosa. Questa tradizione ha avuto conseguenze importanti sulla topografia religiosa di Ain Karem e sulla successiva iconografia. Non costituisce però una fonte biografica contemporanea a Elisabetta e non può essere utilizzata per ricostruire come fatto storico le circostanze della sua vecchiaia o della sua morte. La Custodia di Terra Santa conserva e illustra ancora oggi la memoria di questa tradizione nel complesso dei santuari di Ain Karem.
Una figura senza biografia indipendente Dopo la nascita di Giovanni, Elisabetta scompare dal racconto neotestamentario. Questa lacuna ha favorito nei secoli lo sviluppo di tradizioni locali, racconti apocrifi e identificazioni di luoghi. Dal punto di vista storico, però, la figura di Elisabetta deve rimanere ancorata soprattutto al testo di Luca. La sua importanza non dipende dalla quantità di episodi biografici conservati, ma dalla funzione che il Vangelo le attribuisce: donna giusta appartenente a una famiglia sacerdotale, madre del precursore e prima persona, insieme al figlio non ancora nato, a riconoscere pubblicamente la grandezza di Gesù nel racconto lucano.
Elisabetta e la parentela con Maria Luca definisce Elisabetta parente di Maria, ma non precisa il grado di parentela. Questa cautela è importante perché la tradizione successiva ha costruito genealogie molto più dettagliate. Non esiste invece nel testo evangelico una base sufficiente per affermare che le due donne fossero necessariamente cugine in senso stretto.
Il luogo della Visitazione Ain Karem è oggi il luogo tradizionalmente associato alla Visitazione. La tradizione è antica e ha prodotto una lunga continuità cultuale, ma non può essere confusa con una certezza geografica ricavabile dal Vangelo. Luca parla soltanto di una città della regione montuosa della Giudea. Altri tentativi di identificazione geografica sono stati proposti nella storia dell'esegesi.
Il ruolo profetico di Elisabetta Nel racconto di Luca Elisabetta non è soltanto la madre di Giovanni. È una donna che interpreta gli eventi e pronuncia una dichiarazione profetica. La sua proclamazione durante la Visitazione contribuisce a stabilire il significato dell'evento prima ancora della nascita di Gesù. Studi recenti sul testo hanno evidenziato proprio la centralità narrativa delle due donne, Elisabetta e Maria, nella costruzione dell'apertura del Vangelo.
La festa del 23 settembre La memoria liturgica del 23 settembre è oggi attestata nel calendario liturgico italiano per la commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta. La CEI, alla voce del 23 settembre, riporta infatti la memoria di san Pio da Pietrelcina e, tra gli altri santi, la commemorazione congiunta dei genitori di Giovanni Battista. La data non va però confusa con altre tradizioni liturgiche. La storia della memoria di Elisabetta e Zaccaria presenta infatti differenze tra Oriente e Occidente e tra diversi calendari ecclesiastici. Anche alcune fonti moderne riportano ancora il 5 novembre, data presente in precedenti tradizioni latine.
Curiosità - Il nome Elisabetta è legato all'ebraico ʾElishebaʿ ed è tradizionalmente interpretato come 'Dio è il mio giuramento'. - Elisabetta è una delle pochissime donne del Nuovo Testamento alle quali Luca attribuisce direttamente un discorso profetico particolarmente sviluppato. - Il Vangelo non dice che Elisabetta fosse cugina di Maria in senso stretto: parla soltanto di una parentela, lasciandone indeterminato il grado. - La tradizione di Ain Karem è legata non soltanto alla Visitazione, ma anche alla memoria della casa di Zaccaria ed Elisabetta e della nascita di Giovanni Battista. - La scena dell'incontro fra Maria ed Elisabetta è diventata uno dei soggetti più frequenti dell'iconografia cristiana della Visitazione, attestato in numerosi cicli medievali e successivi.
Cronologia - I secolo a.C./I secolo d.C.: periodo generalmente attribuito alla vita di Elisabetta; date precise non documentate. - Durante il regno di Erode il Grande: Elisabetta è presentata da Luca come moglie del sacerdote Zaccaria e come donna anziana e sterile. - Prima della nascita di Giovanni: l'angelo Gabriele annuncia a Zaccaria la futura maternità di Elisabetta. - Sesto mese della gravidanza di Elisabetta: Maria visita Elisabetta nella regione montuosa della Giudea. - Poco dopo: Elisabetta dà alla luce Giovanni Battista. - Alla circoncisione di Giovanni: Elisabetta insiste sul nome Giovanni e Zaccaria riacquista la parola. - Epoca successiva: la tradizione cristiana identifica progressivamente Ain Karem con il luogo della Visitazione. - Età bizantina: nell'area oggi associata ai santuari di Ain Karem sono documentate strutture cristiane che testimoniano l'antichità della memoria cultuale del luogo. - 23 settembre: la Chiesa cattolica commemora congiuntamente Zaccaria ed Elisabetta nel Martirologio Romano.
Valutazione storico-critica - La fonte fondamentale per Elisabetta è il primo capitolo del Vangelo secondo Luca; non possediamo una biografia indipendente o una documentazione contemporanea esterna al racconto evangelico. - È storicamente sicuro, sul piano della tradizione neotestamentaria, che Elisabetta sia presentata come moglie di Zaccaria, madre di Giovanni Battista e appartenente alle figlie di Aronne. Il testo lucano è però una fonte teologica oltre che narrativa e va letto secondo il genere e gli scopi dell'autore. - La sterilità, l'età avanzata, il concepimento di Giovanni e la Visitazione costituiscono il nucleo narrativo attribuito a Luca. La struttura del racconto richiama intenzionalmente precedenti biblici, soprattutto le nascite straordinarie di Isacco, Samuele e altri personaggi. - Il grado esatto di parentela fra Elisabetta e Maria non è determinabile. La tradizione che la definisce semplicemente 'cugina' non deve essere trasformata in una genealogia certa. - L'identificazione della casa di Elisabetta con Ain Karem appartiene alla storia del culto e della topografia cristiana, non a un dato geografico esplicitamente fornito dal Vangelo. La continuità della tradizione è però storicamente significativa e trova riscontro nell'esistenza di antichi luoghi di culto e testimonianze di pellegrinaggio. - I racconti relativi alla fuga di Elisabetta con Giovanni e al loro nascondiglio durante la persecuzione di Erode provengono dalla letteratura apocrifa e dalla tradizione successiva; non possono essere utilizzati come dati biografici storicamente accertati. - Non sono documentabili con sicurezza la nascita, la morte, il luogo della sepoltura, l'età precisa, la sorte di Elisabetta dopo la nascita di Giovanni e l'autenticità delle reliquie che la tradizione ha successivamente attribuito a lei. - La memoria liturgica del 23 settembre è documentata dalla tradizione liturgica cattolica contemporanea, che commemora insieme Elisabetta e Zaccaria come genitori del Battista. - Nel complesso, la figura storica di Elisabetta rimane strettamente legata alla testimonianza di Luca. La storia successiva del suo culto, soprattutto ad Ain Karem, costituisce invece un campo documentario autonomo e consente di seguire l'evoluzione della sua memoria cristiana senza trasformare le tradizioni tarde in fatti biografici.
Fonti e bibliografia essenziale - Vangelo secondo Luca, 1,5-80, in particolare 1,5-25; 1,36-45; 1,57-66. Il testo costituisce la fonte primaria fondamentale per la figura di Elisabetta. - Martyrologium Romanum, commemorazione del 23 settembre: santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista. La formulazione è riportata anche dal calendario liturgico della Conferenza Episcopale Italiana. - Charles Souvay, 'Elizabeth', in The Catholic Encyclopedia, vol. V, Robert Appleton Company, New York, 1909. - Silvio Rosadini, 'ELISABETTA, Santa', in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932. - Treccani, voce 'Elisabètta', Enciclopedia on line, scheda dedicata alla moglie di Zaccaria e madre di Giovanni Battista. - Nico Riemersma, 'Elisabets vreugdevolle ontvangst van Maria. Een close reading van Lucas 1,39-56', Kerk en Theologie, 74, 3, 2023, pp. 284-306. - Francisco de Asís García García, 'Visitación', Base de Datos Digital de Iconografía Medieval, Universidad Complutense de Madrid, 2017. - Custodia di Terra Santa, 'Ain Karem - The Visitation', documentazione storica e cultuale sul santuario della Visitazione e sulla tradizione relativa a Elisabetta e Zaccaria. - J. Paul Getty Museum, Getty Iconography Authority, 'Elizabeth, Mother of John the Baptist, Saint', repertorio iconografico e identificativo della figura evangelica. - Protovangelo di Giacomo, II secolo, soprattutto i capitoli relativi a Elisabetta e alla fuga di Giovanni; fonte apocrifa utile per lo studio della formazione della tradizione, non come fonte storica diretta sulla biografia di Elisabetta.
Autore: Giampietro Cattini
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Aggiunto/modificato il 2026-09-11