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† Aosta, 5 ottobre 546
Fu vescovo di Aosta nella prima metà del VI secolo, in un periodo nel quale la città, l'antica Augusta Praetoria, costituiva un importante centro alpino della cristianità occidentale. La sua figura è scarsamente documentata sul piano biografico, ma presenta una testimonianza eccezionale per precisione cronologica: l'epitaffio funerario, conservato nel complesso paleocristiano di San Lorenzo, ricorda Gallo come vescovo e registra la durata del suo episcopato, la data della deposizione e il riferimento al consolato di Paolino il Giovane. Da questa iscrizione si ricava con certezza la morte il 5 ottobre 546 e, sottraendo i diciassette anni, due mesi e venti giorni indicati nell'epitaffio, l'inizio dell'episcopato nel 529. La sua biografia personale rimane invece quasi completamente sconosciuta. Il culto sviluppatosi ad Aosta è antico e strettamente legato alla memoria dei primi vescovi della diocesi e alla venerazione delle loro tombe e reliquie.
Etimologia: Dal latino Gallus, nome personale romano collegato sia all'etnonimo Gallus, 'Gallo, abitante della Gallia', sia al sostantivo gallus, 'gallo'.
Emblema: Mitria, Bastone pastorale
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Le informazioni storicamente solide su Gallo provengono soprattutto dalla sua iscrizione funeraria. Non sono noti con certezza il luogo e la data della nascita, la famiglia, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o le circostanze che precedettero la sua elevazione all'episcopato. L'epitaffio lo identifica semplicemente come Gallus episcopus e afferma che esercitò il ministero episcopale per diciassette anni, due mesi e venti giorni. L'iscrizione costituisce una testimonianza di particolare valore perché appartiene alla sua stessa epoca e conserva informazioni cronologiche molto più precise di quelle tramandate dai successivi cataloghi episcopali.
L'episcopato ad Aosta Gallo occupò la sede di Aosta dopo il vescovo Agnello, la cui morte è collegata al 528. La durata del suo episcopato è attestata dall'epitaffio e permette di collocare l'inizio del ministero nel 529. La cronotassi moderna della diocesi indica il 15 luglio 529 come data risultante dal calcolo della durata episcopale registrata nell'iscrizione. Una parte della tradizione erudita più antica propose invece il 15 ottobre 528. Tale data compare anche negli Acta Sanctorum, dove i Bollandisti, pur riconoscendo l'importanza dell'epitaffio, interpretarono in modo diverso la durata indicata nell'iscrizione. Il calcolo diretto di diciassette anni, due mesi e venti giorni a ritroso dal 5 ottobre 546 conduce invece al 15 luglio 529. Non sono conservate notizie sicure sulle attività pastorali svolte da Gallo, sui rapporti con altre sedi episcopali o su eventuali interventi in concili. Non gli possono essere attribuiti, senza ulteriori prove, episodi di attività missionaria, controversie dottrinali o opere specifiche.
La morte e l'epitaffio Gallo morì ad Aosta il 5 ottobre 546. L'epitaffio precisa che la sua deposizione avvenne nel giorno corrispondente al 3 delle None di ottobre e collega l'anno alla dodicesima ricorrenza del consolato di Paolino il Giovane, console nel 534. L'indicazione consolare consente di identificare il 546 come anno della morte. L'iscrizione registra inoltre l'indizione decima, coerente con l'ottobre del 546. La lastra funeraria fu rinvenuta il 15 maggio 1300 nel cimitero di San Lorenzo. Gli scavi e gli studi archeologici hanno collegato il luogo alla chiesa paleocristiana di San Lorenzo, complesso funerario nel quale erano state deposte le spoglie di diversi tra i primi vescovi di Aosta. Oggi l'iscrizione funeraria di Gallo è conservata nel complesso della collegiata dei Santi Pietro e Orso, insieme alle testimonianze funerarie degli antichi vescovi aostani. Il Comune di Aosta identifica nella basilica paleocristiana le epigrafi funerarie di Agnello, Gallo e Grato.
L'epigrafe come principale fonte storica La vicenda di Gallo rappresenta un caso nel quale una singola fonte epigrafica consente di correggere una tradizione cronologica successiva. Nei cataloghi episcopali medievali la sua collocazione cronologica fu infatti alterata. Gli Acta Sanctorum rilevarono che Ughelli lo collocava verso la fine del IX secolo, mentre altri eruditi lo spostavano fino all'XI secolo. L'epitaffio dimostra invece che il vescovo appartiene alla prima metà del VI secolo. La testimonianza epigrafica è registrata nel Corpus Inscriptionum Latinarum, CIL V, 6858, e viene utilizzata dalla storiografia epigrafica per documentare Gallo, vescovo di Aosta, morto il 5 ottobre 546.
Il luogo della sepoltura La chiesa paleocristiana di San Lorenzo svolse una importante funzione funeraria tra il V e l'VIII secolo. Le ricerche archeologiche hanno individuato nell'area le tombe e le iscrizioni relative a diversi vescovi della prima Aosta cristiana, tra cui Gallo. La presenza delle sepolture episcopali conferma il rilievo assunto dal complesso nella memoria della prima comunità cristiana cittadina.
Le reliquie Una tradizione documentata in epoca moderna riferisce il trasferimento delle reliquie di Gallo nella cripta della collegiata di Sant'Orso e successivamente nel coro dell'edificio, il 3 ottobre 1817. La tradizione relativa alle reliquie è distinta dalla certezza storica dell'antica sepoltura presso il complesso di San Lorenzo.
Curiosità - L'epitaffio di Gallo è una delle testimonianze epigrafiche più importanti per la cronologia dei primi vescovi di Aosta: registra non soltanto la morte, ma anche la durata esatta dell'episcopato. - La lastra funeraria fu rinvenuta il 15 maggio 1300 nel cimitero di San Lorenzo, dove era stata conservata la memoria sepolcrale del vescovo. - Il nome Gallo non identifica soltanto il vescovo di Aosta. È infatti portato anche da altri santi, tra cui Gallo di Bregenz, il monaco irlandese legato alla tradizione dell'abbazia di San Gallo, la cui festa ricorre il 16 ottobre.
Cronologia - 29 aprile 528 - Muore il vescovo Agnello di Aosta, secondo la cronotassi ricostruita sulla base della sua iscrizione funeraria. - 15 luglio 529 - Inizio dell'episcopato di Gallo ad Aosta, data ricavata dalla durata di diciassette anni, due mesi e venti giorni attestata dal suo epitaffio. - 5 ottobre 546 - Gallo muore ad Aosta e viene deposto nel complesso funerario paleocristiano di San Lorenzo. - 15 maggio 1300 - Viene rinvenuta la lastra tombale di Gallo nel cimitero di San Lorenzo. - 3 ottobre 1817 - Secondo la tradizione relativa alle reliquie, le spoglie di Gallo vengono trasferite dalla cripta della collegiata di Sant'Orso al coro dell'edificio.
Valutazione storico-critica - L'identità di Gallo come vescovo di Aosta del VI secolo è solidamente documentata dall'epitaffio funerario, che lo qualifica esplicitamente come episcopus e ne registra la durata episcopale. L'iscrizione è inoltre conservata e studiata come documento epigrafico antico. - La morte il 5 ottobre 546 è il dato cronologico più sicuro della biografia. Il riferimento al dodicesimo anno successivo al consolato di Paolino il Giovane e l'indicazione dell'indizione permettono di stabilire l'anno e il giorno della deposizione. - La data del 15 luglio 529 per l'inizio dell'episcopato deriva dal calcolo della durata indicata nell'epitaffio. La tradizione erudita antica propose invece il 15 ottobre 528. La divergenza nasce dall'interpretazione della durata episcopale e non mette in discussione l'appartenenza di Gallo al VI secolo. - La collocazione di Gallo nel IX o nell'XI secolo, presente in alcuni antichi cataloghi episcopali, è storicamente errata. Gli Acta Sanctorum stessi rilevarono la discordanza tra i cataloghi e l'epitaffio, la cui cronologia riconduce inequivocabilmente il vescovo al VI secolo. - La biografia personale rimane largamente sconosciuta. Non sono documentati con sicurezza nascita, origine familiare, formazione, ordinazione, attività pastorali specifiche o episodi della vita prima dell'episcopato. - Il culto appartiene alla tradizione antica della Chiesa di Aosta ed è strettamente collegato alla memoria funeraria dei primi vescovi della città. La presenza della tomba e dell'epitaffio nel complesso di San Lorenzo costituisce una base storica distinta dalle tradizioni agiografiche sviluppatesi posteriormente. - Non sono documentati per Gallo atti moderni di beatificazione o canonizzazione. La venerazione come santo appartiene alla tradizione cultuale antica della Chiesa locale; negli Acta Sanctorum i Bollandisti qualificavano già il culto come legittimo, pur rilevando l'assenza, all'epoca, di una memoria di Gallo nei martirologi esaminati. - Gallo di Aosta va distinto dagli altri santi omonimi, soprattutto da Gallo di Bregenz, monaco ed eremita irlandese del VII secolo, e dai due vescovi di Clermont anch'essi chiamati Gallo. Le diverse cronologie e i diversi contesti geografici impediscono di attribuire al vescovo di Aosta elementi biografici appartenenti agli altri santi. - Le reliquie venerate ad Aosta appartengono a una tradizione distinta dalla certezza epigrafica della sepoltura antica. Il rinvenimento della lastra nel 1300 e le successive tradizioni sulla traslazione delle reliquie documentano la continuità della memoria cultuale, ma non consentono di ricostruire ulteriori episodi della vita del vescovo.
Fonti e bibliografia essenziale - Corpus Inscriptionum Latinarum, vol. V, n. 6858, epitaffio funerario di Gallo, vescovo di Aosta, morto il 5 ottobre 546. - Acta Sanctorum, Septembris, tomo III, commento relativo a Grato e Gallo di Aosta, con discussione della cronologia episcopale e dell'epitaffio di Gallo. - Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia dalle origini al 1300 descritti per regioni. Il Piemonte, Fratelli Bocca, Torino, 1898, per la documentazione epigrafica e la cronologia dei primi vescovi di Aosta. - Ch. Bonnet, L'église cruciforme de Saint-Laurent d'Aoste. Étude archéologique, in Quaderni della Soprintendenza per i Beni Culturali della Valle d'Aosta. La chiesa di S. Lorenzo d'Aosta. Scavi archeologici, Roma, 1981, pp. 11-46, per il contesto archeologico della chiesa paleocristiana e delle sepolture episcopali. - Mariagrazia Vacchina, Qui étions nous?, Musumeci, Aosta, 1989, per la tradizione storica relativa a Gallo e alla sua epigrafe. - Valle d'Aosta Heritage, materiali archeologici sulla chiesa paleocristiana di San Lorenzo e sulle sepolture dei primi vescovi di Aosta.
Autore: Giampietro Cattini
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