San Filomeno di Ancira

Martire

Festa: 29 novembre

Nascita-morte: † Ancira, Ankara, Turchia, circa 270-275

Nascita - morte:
† Ancira, Ankara, Turchia, circa 270-275

Festa:
29 novembre

Etimologia:
Dal greco phílos, «amico, amante», e da un elemento collegato a ménos o a forme verbali del campo dell'amore

Emblema:
Chiodi alle mani

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 29 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Ad Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, san Filomeno, martire, che si dice abbia portato a termine il suo martirio durante la persecuzione dell’imperatore Aureliano, sotto il governatore Felice, gettato nel fuoco e poi trafitto da chiodi alle mani, ai piedi e al capo.

E' un martire cristiano venerato il 29 novembre, la cui memoria è conservata dai sinassari bizantini e dal Martirologio Romano. Secondo la tradizione agiografica, proveniva dall'Asia Minore interna e commerciava cereali; giunto ad Ancira, capitale della Galazia e odierna Ankara, sarebbe stato denunciato come cristiano al governatore Felice. Il racconto colloca il processo sotto l'imperatore Aureliano, tra il 270 e il 275, e descrive il martire sottoposto al fuoco e poi ferito con chiodi alle mani, ai piedi e al capo. La testimonianza liturgica del culto è certa, mentre la precisione della cronologia e le modalità della morte dipendono da una tradizione narrativa non verificabile attraverso atti giudiziari contemporanei. Joseph-Marie Sauget osserva che i particolari dei sinassari derivano verosimilmente da una passione oggi non conosciuta. Filomeno non va confuso con santa Filomena né con il più recente ieromartire Filoumeno del Pozzo di Giacobbe. La sua figura offre un esempio significativo della trasmissione della memoria dei martiri fra Oriente bizantino e tradizione latina.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Il nome e l'identità del martire
Filomeno è ricordato anche con le forme Filumeno, Philoumenos, Philumenus e, in greco, Philoumenos. L'indicazione «di Ancira» si riferisce alla città nella quale la tradizione colloca il processo e il martirio, non necessariamente al luogo di nascita. Ancira era un centro importante della Galazia, nell'Anatolia romana, e corrisponde all'attuale Ankara, capitale della Turchia. Il titolo di martire identifica la ragione del culto: la testimonianza della fede cristiana sino alla morte. Non sono conosciuti documenti anagrafici, lettere personali, iscrizioni funerarie sicuramente riferibili a lui o atti processuali contemporanei.
La memoria del santo compare nei sinassari della tradizione bizantina al 29 novembre ed è accolta nel Martirologio Romano. La coincidenza della data in Oriente e in Occidente è un dato significativo per la storia del culto, ma non costituisce da sola una prova che il martirio sia avvenuto proprio quel giorno. L'anno preciso della morte resta indimostrato. La cronologia comunemente ripetuta, intorno al 274, deriva dall'attribuzione della vicenda al regno di Aureliano e non da una testimonianza datata dell'evento.
Un problema preliminare riguarda gli omonimi. Il martire di Ancira è distinto da santa Filomena, la cui devozione ha una storia e una documentazione differenti, e da san Filoumeno, sacerdote ucciso presso il Pozzo di Giacobbe nel XX secolo. La vicinanza dei nomi, specialmente nelle traslitterazioni dal greco, può generare attribuzioni errate di episodi, immagini e luoghi di culto. Anche la denominazione geografica deve essere mantenuta: Filomeno di Ancira non è un martire della città di Roma né di un'altra comunità che porti lo stesso nome.

Le testimonianze bizantine e i loro limiti
La principale tradizione narrativa è quella trasmessa dai sinassari bizantini. Un sinassario raccoglie brevi notizie sui santi commemorati nei diversi giorni dell'anno; la sua funzione è anzitutto liturgica e memoriale. Non coincide con un registro pubblico degli eventi e spesso riassume testi agiografici più ampi. La voce relativa a Filomeno racconta la provenienza del martire, l'attività commerciale, la denuncia, il confronto con un'autorità e i supplizi. La conservazione di questi particolari dimostra l'esistenza di una tradizione agiografica articolata, ma non permette di stabilire quanto essa risalga a testimonianze vicine ai fatti.
Joseph-Marie Sauget, nella voce dedicata al santo, ha richiamato il rapporto fra le notizie dei sinassari e una possibile passio, ossia un racconto del martirio, che non risulta disponibile come testo indipendente identificato. L'ipotesi è importante perché chiarisce il percorso della trasmissione: i sinassari possono aver condensato una narrazione precedente, ma una fonte perduta non può essere citata come se fosse stata letta. Non è possibile ricostruirne la data di composizione, l'autore o il grado di dipendenza da modelli letterari comuni ad altri racconti di martiri.
Il Synaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae, pubblicato da Hippolyte Delehaye, costituisce un riferimento fondamentale per verificare la tradizione calendariale greca. Esso permette di collocare Filomeno nell'orizzonte liturgico di Costantinopoli e di distinguere la testimonianza della commemorazione dal contenuto storico dei particolari narrati. Una notizia sinassariale, per quanto antica rispetto ai repertori moderni, non equivale automaticamente a una fonte del III secolo. La distanza cronologica deve rimanere esplicita in ogni ricostruzione.

Provenienza e attività commerciale
La tradizione presenta Filomeno come originario della Laconia secondo una versione riportata da Sauget, mentre altri testi agiografici orientali parlano della Licaonia. Si tratta di due regioni diverse: la Laconia si trova nel Peloponneso, in Grecia; la Licaonia è nell'Anatolia centrale. La divergenza non può essere risolta senza un esame delle forme testuali e della loro trasmissione. Pertanto il luogo di nascita non è accertato e nessuna delle due provenienze deve essere elevata a dato biografico sicuro.
Secondo i racconti orientali, Filomeno si trovava in Galazia per ragioni commerciali e trasportava o vendeva grano. Alcune versioni lo descrivono come commerciante di cereali, altre come venditore di pane. È plausibile che il passaggio fra grano e pane rifletta una semplificazione narrativa oppure tradizioni testuali differenti; non esistono elementi sufficienti per ricostruire la sua effettiva posizione economica, le rotte percorse o l'organizzazione della sua attività. Anche il carattere itinerante del commercio, ripreso da alcune biografie devozionali, va attribuito alla tradizione e non a documenti economici.
La Galazia era attraversata da vie di comunicazione che collegavano l'interno dell'Anatolia ad altre province dell'impero. Questo contesto rende comprensibile, sul piano generale, la presenza di mercanti provenienti da regioni diverse. Non dimostra però che Filomeno abbia effettuato uno specifico viaggio, né consente di individuare un itinerario, una data di arrivo o eventuali compagni. La sua attività professionale è un elemento del racconto agiografico e rimane priva di riscontri indipendenti.

Ancira e il contesto religioso del III secolo
L'esistenza di comunità cristiane nella regione di Ancira è attestata ben prima del IV secolo. Eusebio di Cesarea, nella Storia ecclesiastica, riferisce di controversie religiose sorte nella città in relazione alla diffusione della cosiddetta nuova profezia, comunemente collegata al montanismo. Questa testimonianza non riguarda Filomeno, ma conferma che Ancira rientrava in un ambiente cristiano già articolato. Sarebbe scorretto trasformare tale contesto in prova diretta dell'esistenza o delle vicende del martire.
Il racconto colloca il processo sotto Aureliano, imperatore dal 270 al 275. L'associazione di singoli martiri al suo regno compare in diverse tradizioni agiografiche, ma la ricostruzione delle politiche imperiali verso i cristiani in quegli anni è più complessa di una persecuzione generale, continuativa e uniformemente applicata in tutto l'impero. Le fonti antiche non consentono di dedurre automaticamente da questa datazione l'esistenza di un editto persecutorio specificamente applicato a Filomeno ad Ancira.
Eusebio, nella Storia ecclesiastica, ricorda l'intenzione attribuita ad Aureliano di promuovere misure ostili ai cristiani, interrotta dalla fine del regno. Questa testimonianza, pur rilevante per il contesto, non nomina Filomeno né il governatore Felice. L'inserimento del martirio nell'epoca aurelianea deve dunque essere formulato come attribuzione della tradizione, non come datazione dimostrata da una fonte contemporanea. Non è documentato un collegamento fra la vicenda e gli editti della persecuzione dioclezianea, iniziata nel 303.

La denuncia e il confronto con Felice
Secondo i sinassari, Filomeno sarebbe stato denunciato come cristiano e condotto davanti a Felice, indicato come prefetto o governatore di Ancira. Alcune versioni attribuiscono la denuncia all'invidia di altre persone. Il nome dell'autorità appartiene alla tradizione narrativa, ma non è accompagnato da un'identificazione prosopografica indipendente che permetta di verificarne la carica e gli anni di esercizio. Anche l'espressione «prefetto di Ancira» va intesa come traduzione del lessico agiografico, senza dedurne con sicurezza un titolo amministrativo romano preciso.
Il nucleo del racconto è il rifiuto di rinnegare Cristo. Tale motivo è centrale in molte passioni dei martiri: il fedele è interrogato dall'autorità, riceve l'ordine di conformarsi a pratiche religiose considerate obbligatorie e oppone la propria confessione. Per Filomeno non possediamo il verbale di un interrogatorio, né discorsi pronunciati davanti al giudice di cui sia possibile accertare l'autenticità. Non sarebbe corretto aggiungere dialoghi, preghiere o formule di condanna non trasmessi dalle testimonianze disponibili.
La denuncia di un cristiano in un centro urbano del III secolo è un episodio storicamente concepibile, ma la plausibilità generale non conferma il singolo caso. Il compito della ricerca storico-critica consiste nel distinguere il quadro sociale, che può essere ricostruito attraverso fonti indipendenti, dai dettagli individuali, conosciuti soltanto attraverso il racconto liturgico. Il nome di Filomeno, la città di Ancira e il 29 novembre sono saldamente presenti nella tradizione cultuale; l'iter giudiziario resta invece ricostruibile solo come narrazione tramandata.

I supplizi e la morte nella tradizione
Il Martirologio Romano riassume la passione affermando, con una formulazione prudente, che Filomeno «si dice» abbia compiuto il martirio durante la persecuzione attribuita ad Aureliano, sotto il governatore Felice. La sequenza riferita comprende l'esposizione al fuoco e la perforazione delle mani, dei piedi e del capo con chiodi. Il testo liturgico non presenta questi particolari come risultati di una verifica giudiziaria moderna, ma come elementi della tradizione ricevuta.
Le versioni orientali aggiungono che il martire, dopo essere stato ferito, fu costretto a camminare o correre e morì per le lesioni e la perdita di sangue. Sauget riferisce che, secondo il sinassario, fu trascinato fuori della città per trenta stadi prima della morte. Il dato topografico, espresso con un'antica unità di distanza, non consente di individuare un luogo archeologico del martirio. Non sono note indagini che abbiano identificato con certezza la strada percorsa o il punto della sepoltura.
La ripetizione di particolari cruenti nelle passioni antiche svolge spesso una funzione narrativa e teologica: mette in risalto la fermezza del testimone e l'incapacità della violenza di ottenere l'abiura. Non per questo il racconto deve essere respinto in blocco; occorre però riconoscere che non è possibile verificare ogni tortura come evento individuale. L'immagine dei chiodi può avere influenzato rappresentazioni iconografiche successive, ma non è stata accertata una tradizione figurativa antica specificamente riconducibile a Filomeno.
Il martirologio latino e i sinassari greci concordano sul senso complessivo della commemorazione: Filomeno è venerato come martire di Ancira. Non concordano necessariamente in ogni dettaglio geografico, professionale o narrativo, e nessuno dei testi consultati fornisce un certificato di morte, un'iscrizione datata o il nome di testimoni oculari. La memoria del martirio appartiene alla storia religiosa delle Chiese; la ricostruzione puntuale dell'esecuzione resta incerta.

Dal calendario bizantino al Martirologio Romano
La presenza di Filomeno nel calendario bizantino al 29 novembre è il punto più stabile della sua tradizione. Nello stesso giorno le Chiese orientali ricordano anche il martire Paramone e i suoi compagni, ma ciò non dimostra una relazione personale o una morte comune. La vicinanza calendariale può dipendere dall'ordinamento della memoria liturgica e non da un evento condiviso. I testi innografici possono menzionare insieme i due martiri, esprimendo la loro comunanza nella testimonianza cristiana.
La memoria di Filomeno è entrata anche nella tradizione latina, fino a figurare nell'edizione contemporanea del Martirologio Romano. Joseph-Marie Sauget osserva che la commemorazione occidentale deriva dai sinassari orientali. Il riconoscimento liturgico del culto è dunque documentato, ma non deve essere descritto come il risultato di una canonizzazione pontificia con data, decreto e cerimonia: per un martire dell'antichità non è attestato un procedimento di quel genere.
La formulazione del Martirologio Romano, con la sua cautela sulla ricostruzione della passione, offre un criterio editoriale importante. Essa consente di riportare la tradizione senza confondere la commemorazione ecclesiale con la certificazione di ogni particolare biografico. Anche le Chiese ortodosse continuano a commemorare Filomeno il 29 novembre; le sintesi liturgiche contemporanee riprendono soprattutto il racconto del commerciante denunciato e dei chiodi, senza aggiungere nuove prove sulla sua vita.
Non risultano documentati con sufficiente sicurezza il luogo della tomba, una traslazione delle reliquie, un santuario specifico antico dedicato a Filomeno o patronati formalmente riconosciuti. L'assenza di tali dati non significa che non siano mai esistite pratiche locali di venerazione; significa soltanto che non possono essere attribuite al santo come fatti accertati sulla base delle testimonianze qui identificate. La sua memoria storicamente verificabile rimane soprattutto testuale e liturgica.

Biografia

A cura di Joseph-Marie Sauget

I sinassari bizantini commemorano il 29 novembre il martirio di Filomeno, oriundo della Laconia, e danno queste notizie. Al tempo dell'imperatore Aureliano (270-75), Filomeno andò in Galazia per ragioni d'affari: scoperto cristiano fu arrestato e condotto davanti a Felice prefetto di Ancira. Rimasto irremovibile nella sua fede, fu sottoposto a diversi tormenti; trascinato quindi fuori della città, alla distanza di trenta stadi, morì. 
Questi particolari provengono certamente da una passio del martire, rimasta finora sconosciuta.
Dai sinassari la commemorazione di Filomeno è stata introdotta allo stesso giorno nel Martirologio Romano. 

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

La distinzione tra Laconia e Licaonia nelle tradizioni
L'attribuzione della provenienza alla Laconia nella sintesi di Sauget e alla Licaonia in diversi testi orientali non è una variante geografica trascurabile. Sono due regioni lontane e con storie differenti. In assenza di un documento indipendente e di una ricostruzione filologica completa delle lezioni dei sinassari, la soluzione corretta è registrare la discordanza e lasciare non accertato il luogo di nascita.

Il valore della formula prudenziale del Martirologio Romano
La locuzione «si dice» che accompagna la descrizione della morte non è un giudizio negativo sul culto del martire. Segnala piuttosto che i particolari della passione provengono dalla tradizione. Questa distinzione permette di riconoscere la legittimità della memoria liturgica senza attribuire ai racconti antichi una precisione documentaria che non possiedono.

Cronologia

- III secolo: epoca alla quale la tradizione attribuisce la vita di Filomeno.
- Tra il 270 e il 275: collocazione tradizionale del martirio durante il regno di Aureliano; data non verificata indipendentemente.
- Età bizantina: attestazione della commemorazione del martire nei sinassari al 29 novembre.
- Età moderna: ricezione della memoria di Filomeno nella tradizione del Martirologio Romano.
- 29 novembre: memoria liturgica conservata nella tradizione latina e in quella orientale.

Valutazione storico-critica

- Identità cultuale: il martire Filomeno di Ancira è attestato dalla tradizione sinassariale bizantina e dal Martirologio Romano.
- Documentazione biografica: non sono disponibili atti processuali contemporanei, iscrizioni funerarie sicure o una passio indipendente conservata e identificata.
- Cronologia: il riferimento ad Aureliano e la datazione intorno al 274 dipendono dalla tradizione agiografica e non costituiscono una cronologia dimostrata.
- Provenienza: le indicazioni di Laconia e Licaonia sono divergenti; il luogo di nascita rimane non accertato.
- Martirio: denuncia, governatore Felice, fuoco, chiodi e percorso fuori della città sono particolari narrativi trasmessi dalle fonti liturgiche, non verificabili autonomamente.
- Culto: la commemorazione al 29 novembre è documentata; non risultano accertati patronati, reliquie o una canonizzazione formale.
- Omonimie: Filomeno di Ancira non deve essere confuso con santa Filomena né con san Filoumeno del Pozzo di Giacobbe.

Fonti e bibliografia essenziale

- Martirologio Romano, riformato a norma dei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2004, 29 novembre, n. 3, p. 914.
- Hippolyte Delehaye (a cura di), Synaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae e codice Sirmondiano nunc Berolinensi, in Propylaeum ad Acta Sanctorum Novembris, Bruxelles, 1902, commemorazione del 29 novembre.
- Joseph-Marie Sauget, «Filomeno, martire di Ancira», in Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, Roma, voce Filomeno.
- Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, libro V, capitolo 16, per la comunità cristiana di Ancira; libro VII, capitolo 30, per il contesto del regno di Aureliano.
- Orthodox Church in America, Lives of the Saints, «Martyr Philoumenus of Ancyra», commemorazione del 29 novembre.

Aggiunto/modificato il 30 ottobre 2026