Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio Condividi su Facebook

Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio Religiosa

Festa: 15 agosto

Busto Verghera, 1427 - Pallanza presso Novara, 15 agosto 1501

Nata nel 1427 in una famiglia contadina del territorio bustese, lasciò la propria casa ancora giovane per seguire una vocazione religiosa maturata attraverso una intensa esperienza di preghiera e penitenza. La tradizione biografica racconta che, ostacolata dal padre nella scelta della vita consacrata, trovò rifugio presso il Sacro Monte di Varese, dove incontrò la beata Caterina da Pallanza, già dedita alla vita eremitica. Accanto a Caterina, Giuliana contribuì alla nascita di una comunità femminile che, dopo gli inizi eremitici, sarebbe divenuta un monastero riconosciuto dalla Chiesa. La sua esistenza fu caratterizzata dall'umiltà, dal silenzio, dalla penitenza e dal servizio concreto ai pellegrini. Pur essendo analfabeta, secondo la tradizione, raggiunse una profonda maturità spirituale attraverso la preghiera e la contemplazione. Dopo la morte di Caterina da Pallanza nel 1478, Giuliana guidò la comunità fino alla sua morte, avvenuta il 15 agosto 1501. Il suo culto, diffuso localmente fin dall'antichità, fu riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel XVIII secolo e rimane legato soprattutto al Sacro Monte di Varese.

Etimologia: Deriva dal latino Iulianus, 'appartenente alla gens Iulia', nome collegato alla famiglia romana degli Iulii.

Emblema: Abito religioso, libro o crocifisso, atteggiamento di preghiera e contemplazione.

Martirologio Romano: A Pallanza presso Novara, beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine dell’Ordine di Sant’Agostino, insigne per l’invitta forza d’animo, la mirabile pazienza e l’assidua contemplazione delle realtà celesti.


Giuliana nacque nel 1427 nel territorio di Busto Arsizio, in un'epoca nella quale la Lombardia occidentale era attraversata da profonde trasformazioni politiche e religiose. Il territorio apparteneva allora al Ducato di Milano, segnato dalle vicende della signoria viscontea e poi sforzesca.
Le fonti antiche indicano come luogo natale una località rurale denominata Cascina Verghera o Cascina dei Poveri, situata nell'area compresa tra Busto Arsizio e Gallarate. La precisa identificazione geografica è stata oggetto di discussione tra gli studiosi locali: alcuni la collocano nell'attuale territorio di Busto Arsizio, altri nella frazione Verghera di Samarate.
La famiglia apparteneva al mondo contadino. Le notizie sui primi anni della sua vita provengono soprattutto dalla Vita composta da Benedetta Biumi, religiosa che nel monastero delle Romite Ambrosiane fu successore di Giuliana nel governo della comunità.

La vocazione religiosa
Secondo la tradizione agiografica, Giuliana manifestò fin dall'adolescenza un forte desiderio di consacrazione a Dio. Il padre, descritto dalle fonti come uomo severo e contrario alla scelta religiosa della figlia, avrebbe voluto destinarla al matrimonio.
Il contrasto familiare spinse Giuliana, nel racconto della sua Vita, a lasciare segretamente la casa paterna. Il 14 ottobre 1454, all'età di ventisette anni, raggiunse il Sacro Monte sopra Varese, dove incontrò Caterina Morigi, conosciuta poi come beata Caterina da Pallanza.
L'incontro segnò una svolta decisiva nella sua vita. Caterina divenne sua guida spirituale e insieme iniziarono un'esperienza di vita eremitica fondata sulla preghiera, sul lavoro manuale e sulla penitenza.

Gli anni dell'eremitaggio al Sacro Monte
La piccola comunità nata attorno a Caterina e Giuliana attirò progressivamente altre donne desiderose di vivere secondo lo stesso ideale spirituale. Il Sacro Monte, già luogo di devozione mariana, divenne così anche un centro di vita contemplativa femminile.
L'esperienza iniziale aveva caratteristiche prevalentemente eremitiche: isolamento dal mondo, preghiera continua, austerità di vita e meditazione della Passione di Cristo.
Giuliana si distinse soprattutto per l'umiltà e la disponibilità al servizio. La tradizione ricorda in particolare il suo incarico di offrire acqua fresca ai pellegrini attraverso la ruota del monastero, gesto semplice che ancora oggi viene considerato simbolo dello spirito di accoglienza delle Romite Ambrosiane.

La nascita del monastero
La crescita della comunità rese necessario un riconoscimento ecclesiastico più stabile. Nel 1474 papa Sisto IV concesse il permesso di organizzare la vita monastica presso il santuario di Santa Maria del Monte.
Il 10 agosto 1476 le religiose iniziarono ufficialmente la vita comunitaria secondo una forma monastica riconosciuta dalla Chiesa. Caterina da Pallanza fu eletta prima superiora, mentre Giuliana rimase una delle figure principali della nuova fondazione.
Alla morte di Caterina, avvenuta il 6 aprile 1478, Giuliana le succedette nella guida della comunità. Rimase alla guida delle religiose per oltre vent'anni, accompagnando la crescita della fondazione.

Spiritualità e caratteristiche personali
Le fonti agiografiche descrivono Giuliana come una donna dalla fede profonda, caratterizzata da grande pazienza, obbedienza e spirito di sacrificio.
Non appartenne alla categoria delle grandi figure religiose medievali per produzione scritta o insegnamento teologico: il suo contributo fu soprattutto quello della testimonianza quotidiana. La sua spiritualità si fondava sulla contemplazione del Cristo crocifisso, sulla devozione mariana e sulla fedeltà agli impegni della vita comunitaria.
La sua figura rappresenta un modello di santità nascosta, maturata nel silenzio e nel servizio.

Morte
Giuliana morì il 15 agosto 1501 presso il monastero del Sacro Monte, all'età di circa settantaquattro anni, dopo quasi mezzo secolo di vita religiosa.
Secondo la tradizione della comunità, aveva trascorso circa ventidue anni nella vita eremitica e venticinque nella forma monastica. La sua morte consolidò la fama di santità già diffusa tra le consorelle e nella popolazione locale.

Il culto
La venerazione verso Giuliana iniziò subito dopo la morte e rimase viva nei secoli presso il monastero del Sacro Monte e nella popolazione di Busto Arsizio.
Il corpo della beata fu inizialmente sepolto nel cimitero del monastero. Il 23 ottobre 1650 venne trasferito solennemente nel coro della chiesa monastica. Successivamente, nel 1729, in occasione del riconoscimento del culto insieme a quello di Caterina da Pallanza, le reliquie furono collocate in un apposito oratorio vicino al santuario di Santa Maria del Monte, dove sono tuttora custodite.
Il culto fu confermato localmente nel 1729 e successivamente riconosciuto ufficialmente dalla Sacra Congregazione dei Riti il 12 settembre 1769. Papa Clemente XIV ne confermò il culto il 16 settembre dello stesso anno.
Il Martirologio Romano celebra la memoria della beata Giuliana il 15 agosto.

Le Romite Ambrosiane
La principale eredità spirituale di Giuliana è rappresentata dalla comunità delle Romite Ambrosiane, nata dall'esperienza iniziata con Caterina da Pallanza.
La congregazione, ancora oggi presente presso il Sacro Monte di Varese, conserva lo stile contemplativo fondato dalle prime eremite: preghiera, vita comunitaria, accoglienza dei pellegrini e ricerca della comunione con Dio attraverso la semplicità quotidiana.
La vicenda di Giuliana mostra come una scelta personale maturata nel nascondimento abbia dato origine a una realtà religiosa destinata a durare nei secoli.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Fu la prima compagna della beata Caterina da Pallanza, fondatrice delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese.
Benedetta Biumi, succeduta alla beata Caterina nel governo del monastero nel 1478 e superiora della beata Giuliana per ventitre anni, ne ha lasciato una breve Vita. Vi si legge che Giuliana nacque nel 1427 da una famiglia di contadini abitanti a Cascina Verghera, tra Busto Arsizio e Gallarate. Il luogo viene identificato da alcuni (ad es. il Bondioli) nella Cascina dei Poveri (da qualche anno: Rione Beata Giuliana) nel territorio del comune di Busto Arsizio, da altri con Verghera, frazione del comune di Samarate (ad es. il Sevesi per il quale la beata senz'altro appartenne alla famiglia Puricelli).
Il padre, uomo rozzo e violento, non voleva che la figlia si consacrasse al Signore e la voleva assolutamente maritare. Il 14 ottobre 1454, festa di san Callisto, all'età di ventisette anni Giuliana, recatasi di nascosto al Sacro Monte di Varese, si mise sotto la direzione spirituale della beata Caterina da Pallanza che da qualche anno vi conduceva vita eremitica. Iniziò, con l'autorizzazione di Sisto IV, il 10 agosto 1476 la vita monastica in un convento eretto presso il santuario di Santa Maria del Monte o Sacro Monte di Varese. Giuliana, semplice conversa, essendo analfabeta, visse eroicamente in umiltà, spirito di penitenza, ubbidienza e servizio del prossimo, offrendo, tramite la ruota del monastero, l'acqua fresca ai pellegrini assetati - cosa questa che le Romite Ambrosiane fanno ancor oggi - nutrendo nel suo cuore una devozione profonda a Gesù crocifisso ed alla Beata Vergine Maria, finché la morte non la rapì il 15 agosto 1501 all'età di settantaquattro anni, dopo quarantasette anni di vita religiosa, dei quali ventidue passati in eremitaggio e venticinque in monastero.
Il culto fu confermato, insieme con quello della beata Caterina da Pallanza, la festa di Pentecoste del 1729, dal vescovo di Bobbio in qualità di delegato dell'arcivescovo di Milano, Benedetto Odescalchi; nel 1769 esso venne riconosciuto come esistente ab immemorabili dalla Sacra Congregazione dei Riti e da Clemente XIV.
Il corpo della beata, dapprima sepolto nel cimitero, il 23 ottobre 1650 fu traslato solennemente nel coro del monastero delle Romite Ambrosiane; in seguito, nel 1729, in occasione della conferma diocesana del culto, fu traslato insieme a quello della beata Caterina, in un oratorio appositamente eretto presso il vicino santuario mariano, ove attualmente si trovano, esposti alla venerazione dei fedeli.
La festa di Giuliana che inizialmente ricorreva il 23 ottobre, a ricordo della solenne traslazione del 1650, a partire dal 1770 si celebra il 14 agosto.
Il Martyrologium Romanum ha posto la data di culto al 15 agosto, mentre nella diocesi di Milano la sua memoria si celebra il 27 aprile.


Autore:
Antonio Rimoldi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-08-06

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati