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Beato Angelo (Scarpetti) da Sansepolcro Sacerdote eremita agostiniano

Festa: 15 febbraio

† Sansepolcro, 1306

Entrò nel convento cittadino degli Eremiti di Giovanni Bono nel 1254, con la riforma di Niccolò III passò all'Ordine degli Eremiti di sant'Agostino, durante la sua vita fu protagonista di alcuni episodi miracolosi, tra cui la resurrezione di un innocente condannato a morte, è probabile che abbia partecipato alle missioni per diffondere l'Ordine in Inghilterra, era un uomo di profonda umiltà, carità e purezza, che gli valsero la fama di santità, morì a Sansepolcro nel 1306 e fu subito venerato come beato dai suoi concittadini.

Martirologio Romano: A Borgo Sansepolcro, oggi in Toscana, beato Angelo Scarpetti, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino.


Frate dell’Ordine degli Eremiti di sant’Agostino. Nacque a Sansepolcro nella prima metà del XIII secolo. Una antica tradizione locale lo dice appartenente alla famiglia Scarpetti. Entrò nel convento cittadino degli Eremiti di Giovanni Bono nel 1254 circa. Nel 1256 il convento passò al nuovo Ordine dei frati Eremiti di sant’Agostino. Di lui si ricordano alcuni episodi miracolosi avvenuti già durante la sua vita, fra cui la resurrezione di un innocente condannato a morte. Probabile, ma non certa, la sua partecipazione alle missioni per sviluppare l’Ordine in Inghilterra. Gli scrittori agostiniani e gli studiosi locali ne hanno ricordato, fin dal XVI secolo, la profonda umiltà, la decisa carità, l’illibata purezza di spirito e di corpo, attraverso le quali si conquistò, fra i concittadini, fama di uomo accetto a Dio e ricco di carismi soprannaturali.
Morì a Sansepolcro nel 1306. Nel 1310, presso la chiesa agostiniana cittadina, sorse una confraternita intitolata alla Vergine Maria e al ‘glorioso frate Angelo’, alla quale inviarono privilegi i priori provinciale e generale dell’Ordine. Quando i frati, nel 1555, lasciarono la prima chiesa per trasferirsi in quella attuale portarono con loro anche il corpo di frate Angelo, e fissarono al 29 settembre la celebrazione della festa della traslazione del corpo. Questa festa fu soppressa nel 1855. Nel 1740 il corpo fu sottoposto a ricognizione canonica a opera del vescovo di Sansepolcro mons. Raimondo Pecchioli. Nel 1905 iniziò il processo sul culto prestato a questo servo di Dio, che si concluse con l’approvazione nel 1922.
Il suo corpo è attualmente conservato in una cassa di legno intagliato, dorato e decorato con scene della vita del beato sotto l’altare maggiore della chiesa di Sant’Agostino in Sansepolcro. il beato è raffigurato in un affresco (XIV secolo) ora esposto al Museo Civico di Sansepolcro e proveniente dall’antica chiesa agostiniana.
L’ultima manifestazione solenne del culto tributato al beato risale al 2 ottobre 1987 quando la cassa contenente il corpo fu portata processionalmente per le strade circostanti la chiesa di Sant’Agostino.


Autore:
Andrea Czortek

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Aggiunto/modificato il 2001-07-24

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