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Sant' Afra di Brescia Matrona, martire

Festa: 4 maggio

Brescia, 120 ca

Martire bresciana di cui si hanno scarse notizie storiche. Le sue spoglie, venerate nella chiesa a lei dedicata, edificata sul luogo del martirio, raccontano una storia di fede incrollabile e di prodigioso eroismo. La sua 'passio', seppur incerta nell'attribuzione, narra la sua conversione avvenuta all'anfiteatro di Brescia, dove, testimone della tortura dei santi Faustino e Giovita, fermò miracolosamente la furia di tori inferociti con un segno di croce. Il suo martirio, avvenuto sotto l'imperatore Adriano, la accomunò alla schiava Samaritana, elevandola a simbolo di devozione e intercessione per la città di Brescia, di cui è patrona insieme ai santi Faustino e Giovita.

Etimologia: Afra = originaria dell'Africa, dal latino


Una santa martire di cui si sa poco, a volte secondo alcuni studiosi, viene identificata con s. Afra di Augusta, nonostante ciò è stata molte volte raffigurata nelle opere di pittura, da artisti che operarono nell’ambiente bresciano; sempre in abiti sontuosi e con i simboli del suo martirio: la palma e la lama seghettata.
La ‘passio’ di autore ignoto, inserita negli atti dei santi Faustino e Giovita, non fornisce alcuna notizia precisa circa l’identità della santa; in qualche codice è riportata come moglie di Italico il nobile bresciano, che secondo la ‘passio’ avrebbe recato il simulacro di Saturno nell’anfiteatro, perché ai suoi piedi, i cristiani fossero sbranati dalle belve feroci.
La ‘passio’ dipende da un racconto molto conosciuto nell’VIII e IX secolo; Afra presente nell’anfiteatro di Brescia alle torture e supplizi dei martiri Faustino e Giovita, tracciando un segno di croce, avrebbe fermato la furia di cinque tori, che docilmente si accosciarono ai piedi dei santi.
Alla vista del prodigio, circa tremila degli spettatori presenti, si convertirono al cristianesimo; Afra venne denunciata all’imperatore Adriano (117-138) come cristiana, subendo il martirio insieme alla schiava Samaritana, dopo la decapitazione di Faustino e Giovita.
La chiesa, che alla fine del III secolo era dedicata ai santi Faustino e Giovita, costruita sul luogo del martirio, nell’806 fu dedicata a s. Afra, dopo che i corpi dei due martiri, vennero traslati in un’altra chiesa, cui in seguito si aggiunsero vari edifici ecclesiastici.
Tutti e tre sono patroni della città di Brescia, a volte s. Afra è raffigurata con il modello della città.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-02-06

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