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Barcellona, Spagna, 6 marzo 1880 - Barcellona, Spagna, 24 luglio 1936
Maria Mercedes Prat y Prat, conosciuta nella vita religiosa come suor Maria Mercedes del Sacro Cuore, appartiene alla schiera dei martiri della guerra civile spagnola del XX secolo. Nata a Barcellona nel 1880 in una famiglia profondamente cristiana, maturò fin dalla giovinezza una forte sensibilità religiosa e un particolare interesse per l'educazione e il servizio agli altri. Entrata nella Compagnia di Santa Teresa di Gesù nel 1904, dedicò la propria vita all'insegnamento, alla formazione cristiana dei giovani e alla cura della vita comunitaria. La sua esistenza fu segnata da una spiritualità semplice e concreta, fondata sull'amore al prossimo, sulla preghiera e sulla fedeltà quotidiana alla vocazione educativa propria della sua congregazione. Nel clima di violenza e persecuzione religiosa che accompagnò l'inizio della guerra civile spagnola, fu costretta ad abbandonare la comunità di Barcellona. Arrestata per il solo fatto di essere religiosa, affrontò la morte perdonando i suoi persecutori. Fu fucilata il 24 luglio 1936 e beatificata da Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990 come martire della fede cristiana.
Etimologia: Mercedes deriva dal latino merces, 'ricompensa', 'dono', 'grazia concessa'.
Emblema: Palma del martirio, abito religioso della Compagnia di Santa Teresa di Gesù, croce.
Martirologio Romano: Presso Barcellona sempre in Spagna, beata Mercedes Prat, vergine della Società di Santa Teresa di Gesù e martire, che nella stessa persecuzione subì il martirio in quanto religiosa.
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Maria Mercedes Prat y Prat nacque a Barcellona il 6 marzo 1880, in una famiglia cattolica appartenente al ceto commerciale cittadino. I genitori, Juan Prat e Teresa Prat, trasmisero ai figli una solida educazione religiosa; uno dei suoi fratelli divenne sacerdote. Rimasta orfana ancora adolescente, Mercedes trovò nella fede un punto di riferimento fondamentale. Fin dall'infanzia frequentò le religiose della Compagnia di Santa Teresa di Gesù, fondata pochi anni prima dal sacerdote san Enrico de Ossó y Cervelló con il fine di dedicarsi all'educazione cristiana della gioventù femminile. Proprio nella casa madre della congregazione ricevette la prima Comunione, esperienza che segnò profondamente il suo cammino spirituale. Dotata di capacità artistiche, studiò Belle Arti e coltivò il disegno e la pittura. Parallelamente si dedicò alle opere di carità, alla catechesi e all'istruzione delle giovani lavoratrici e delle domestiche, alle quali insegnava anche a leggere e scrivere.
La vocazione religiosa Attratta dalla spiritualità teresiana, Mercedes maturò progressivamente la scelta della vita consacrata. Il 27 agosto 1904 entrò nel noviziato della Compagnia di Santa Teresa di Gesù a Tortosa. Nel nuovo cammino assunse il nome religioso di Maria Mercedes del Sacro Cuore, manifestando il desiderio di conformare la propria vita all'amore di Cristo. Emise la professione religiosa il 10 maggio 1907. Da quel momento si dedicò completamente alla missione educativa della congregazione, insegnando in diversi collegi teresiani e svolgendo incarichi di responsabilità con discrezione e spirito di servizio.
L'attività educativa e apostolica La Compagnia di Santa Teresa di Gesù aveva come principale finalità l'educazione delle giovani secondo il modello spirituale di santa Teresa d'Avila. In questo ambiente suor Mercedes trovò il campo naturale della propria vocazione. Fu insegnante attenta e preparata, particolarmente apprezzata per la bontà nei rapporti con gli alunni e con le consorelle. Il suo apostolato non si limitava alla trasmissione delle conoscenze scolastiche, ma comprendeva la formazione umana e cristiana delle persone affidate alle sue cure. Nel 1913 fu destinata alla comunità di Sant Celoni, dove si occupò dell'educazione dei bambini e del servizio della sacrestia. Nel 1920 venne trasferita alla casa madre di Barcellona, dove rimase fino agli eventi drammatici del 1936.
La persecuzione religiosa e il martirio La situazione politica e sociale della Spagna negli anni Trenta divenne sempre più conflittuale. Con l'inizio della guerra civile spagnola nel luglio 1936, numerosi membri del clero e della vita consacrata furono perseguitati e uccisi in diverse zone del Paese. Il 19 luglio 1936 la comunità teresiana di Barcellona fu costretta ad abbandonare la propria casa. Suor Mercedes si rifugiò insieme ad alcune consorelle presso abitazioni private, cercando di sfuggire alla violenza dilagante. Il 23 luglio, mentre cercava di raggiungere un luogo più sicuro insieme a suor Joaquina Miguel, fu riconosciuta come religiosa e arrestata. Alla domanda sulla propria identità non nascose la sua appartenenza alla vita consacrata. Questa scelta di sincerità fu considerata dai persecutori motivo sufficiente per condannarla. Fu sottoposta a violenze e minacce, quindi condotta nella zona della Rabassada, nei pressi di Barcellona, dove venne fucilata insieme ad altri religiosi e laici. Ferita gravemente, rimase ancora in vita per alcune ore. Secondo la testimonianza della consorella Joaquina Miguel, affrontò quei momenti nella preghiera e nel perdono verso coloro che la stavano uccidendo. Morì il 24 luglio 1936.
Il processo di beatificazione La fama di martirio di suor Mercedes si diffuse rapidamente tra le consorelle, gli studenti e quanti avevano conosciuto la sua vita religiosa. La testimonianza di suor Joaquina Miguel, sopravvissuta alla fucilazione, ebbe particolare importanza nella ricostruzione degli ultimi momenti della martire. La Chiesa riconobbe che la sua morte era avvenuta in odio alla fede, elemento fondamentale per il riconoscimento del martirio. Papa Giovanni Paolo II approvò il decreto sul martirio e la beatificò il 29 aprile 1990 insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Autore: Giampietro Cattini
Nacque a Barcellona il 6 marzo 1880, in una famiglia cristiana, un fratello era un sacerdote, frequentò sin da piccola le religiose della Compagnia di s. Teresa dove nella loro Casa-madre ricevette la Prima Comunione.
Rimasta orfana, intraprese gli studi in Belle Arti, mentre si dedicava alle opere di carità e mortificazione, fu catechista generosa delle giovani operaie e delle domestiche alle quali insegnava pure a leggere e scrivere.
Nel 1905 entrò nella Compagnia di s. Teresa aggiungendo al suo nome Mercedes quello del s. Cuore di Gesù. Fece la sua professione il 10 maggio 1907. Insegnò in vari collegi della Compagnia, ricoprendo man mano incarichi di responsabilità sempre espletati nella stima e apprezzamento di tutti.
Una teresiana secondo il pensiero di Dio.
Nel 1920 venne trasferita a s. Gervasio di Barcellona e lì venne sorpresa dalla rivoluzione della guerra civile spagnola nel luglio 1936. Rifugiatosi con un gruppo di consorelle in una casa privata, il 23 luglio ebbe l’ordine di raggiungere la casa di una sorella insieme a suor Gioacchina Miguel.
Per la strada furono intercettate e riconosciute come religiose, cosa che lei confermò subito e portate in una casa dove erano già altre religiose e un giovane religioso. Fu sottoposta a simulazione di fucilazione e vari maltrattamenti e nella notte del 24 fu portata insieme agli altri sulla via “Rebassada”, sempre nel circondario di Barcellona e lì fucilati.
Ferita a morte sopravvisse alcune ore fra dolori immensi sopportati con la preghiera sulle labbra, l’ultima fu il ‘Padre nostro’ poi i suoi lamenti furono uditi dal miliziani che ripassavano per quel posto e le spararono di nuovo, morì dissanguata per le ferite.
La suora Gioacchina Miguel nonostante fosse stata fucilata con lei, poté sopravvivere e diventare così una testimone efficace del martirio, quando le chiuse gli occhi vide in essa ‘un angelo di dolore’.
E’ stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1990.
Autore: Antonio Borrelli
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