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San Ciro Martire

Festa: 31 gennaio

† 303

Ciro e Giovanni erano due santi martiri venerati dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. Furono martirizzati sotto l'imperatore Diocleziano, intorno al 303.
Ciro era un medico e Giovanni un soldato. I due si incontrarono ad Alessandria d'Egitto e divennero amici. Quando seppero che quattro donne cristiane di Canopo erano state arrestate per la loro fede, si recarono in loro aiuto. Furono però arrestati anche loro e condannati a morte.
Furono torturati per giorni, ma non rinnegarono la loro fede. Alla fine, furono decapitati.

Patronato: Portici (NA)

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Sempre ad Alessandria, santi Ciro e Giovanni, martiri, che per la loro fede in Cristo, dopo molti tormenti furono decapitati.


CIRO E GIOVANNI, martiri della fede

Ciro e Giovanni sono due santi martiri, venerati dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa, che furono uccisi durante la persecuzione dei cristiani sotto l'imperatore Diocleziano.
Le notizie sulla loro vita e sul loro martirio sono scarse e frammentarie, e si basano su fonti agiografache che mescolano elementi storici e leggendari.
Secondo la tradizione, Giovanni era un soldato romano di Edessa, mentre Ciro era un medico di Alessandria d'Egitto. Entrambi erano cristiani ferventi, e si distinsero per la loro carità e la loro compassione verso i bisognosi.
Un giorno, Ciro e Giovanni appresero che quattro cristiane di Canopo, Teodosia, Teotista, Eudossia e Atanasia, erano state arrestate e condannate a morte per la loro fede. I due santi si recarono immediatamente a Canopo per confortarle e sostenerle.
Quando arrivarono, Ciro e Giovanni furono anche loro arrestati e condannati a morte. Furono decapitati insieme alle quattro donne, intorno all'anno 303.
Il culto dei santi Ciro e Giovanni si diffuse rapidamente in tutto l'Oriente cristiano. Le loro reliquie furono traslate ad Alessandria d'Egitto, dove furono venerate nella chiesa di San Marco.
Nel corso dei secoli, Ciro e Giovanni furono venerati come protettori dei malati e dei moribondi. Il loro martirio è un esempio di fede e di coraggio, che continua a ispirare i cristiani di tutto il mondo.

I miracoli di Ciro

Ciro era noto per i suoi miracoli di guarigione. Si narra che, grazie alla sua intercessione, molti malati furono guariti da malattie incurabili.
Una delle storie più famose riguarda la guarigione di un uomo che era cieco dalla nascita. L'uomo, disperato, si rivolse a Ciro, che lo toccò con la mano e gli disse: "In nome di Gesù Cristo, ricevi la vista!".
L'uomo aprì gli occhi e vide per la prima volta. Fu così grande la sua gioia che corse per le strade di Alessandria proclamando la potenza di Dio.

Il martirio
Ciro e Giovanni furono arrestati insieme alle quattro donne di Canopo. Furono torturati e interrogati, ma rifiutarono di abiurare la loro fede.
Furono infine decapitati, e le loro teste furono gettate in mare.
La tradizione narra che le teste dei santi galleggiarono fino alla costa, dove furono ritrovate da alcuni pescatori.

La memoria dei santi
Il culto dei santi Ciro e Giovanni si diffuse rapidamente in tutto l'Oriente cristiano. Le loro reliquie furono traslate ad Alessandria d'Egitto, dove furono venerate nella chiesa di San Marco.
I santi Ciro e Giovanni sono venerati come protettori dei malati e dei moribondi. Il loro martirio è un esempio di fede e di coraggio, che continua a ispirare i cristiani di tutto il mondo.
In Italia, i santi Ciro e Giovanni sono patroni di Vico Equense, in provincia di Napoli. La loro festa viene celebrata il 31 gennaio.
A Vico Equense, i santi Ciro e Giovanni sono venerati fin dal Medioevo. La loro chiesa, che si trova nel centro storico della città, è meta di pellegrinaggi da tutta la Campania.
Ogni anno, il 31 gennaio, si tiene una processione in onore dei santi. La processione parte dalla chiesa di San Francesco e si conclude nella chiesa dei santi Ciro e Giovanni.

Autore: Franco Dieghi
 


 


Santi CIRO e GIOVANNI, martiri.

Sono ricordati nel Martirologio Romano alla data del 31 gennaio. Nello stesso giorno sono commemorati anche dai Greci nei cui libri si trovano molte notizie sulla loro vita e sui loro miracoli mescolate a leggende. I principali dati sui due martiri sono molto vaghi e generici e si basano su testimonianze incerte. Secondo questi racconti, Giovanni fu soldato e Ciro fu monaco dopo aver esercitato l'arte medica: ad Alessandria si mostrava, incorporata alla chiesa dei «Tre Fanciulli», la camera dove Ciro riceveva i clienti. Questa leggenda si è formata, senza dubbio, quando i miracoli da lui operati a Menouthis aumentarono la sua fama di guaritore. Ciro e Giovanni, avendo un giorno saputo che quattro cristiane di Canopo, Teodosia (o Teodota), Teotista, Eudossia, e la loro madre Atanasia erano state arrestate si portarono a Canopo per incoraggiarle a non venire meno alla loro fede, ma furono anch'essi arrestati e condannati a morte, come avveniva contemporaneamente per le quattro cristiane. Gli uni e le altre furono decapitati verso il 303, sotto Diocleziano. Al principio del sec. V le reliquie dei ss. Ciro e Giovanni risposavano nella chiesa di S. Marco ad Alessandria. Il Sinassario Costantinopolitano ricorda, insieme con i due santi, le suindicate Teodosia, Teotista, Eudossia e Atanasia.

SANTUARIO DEI SS. CIRO E GIOVANNI
A Menouthis, distante circa due miglia da Canopo, sorgeva un tempio in onore della dea Iside, molto venerata nella zona. Distrutto il tempio dai cristiani, vi era stata edificata una chiesa in onore degli Evangelisti; ma ciò non era stato sufficiente a distruggere l'antico culto e a spegnere i resti del paganesimo. S. Cirillo di Alcssandria, per raggiungere questo scopo, pensò di fondarvi un santuario in onore dei ss. Ciro e Giovanni, traslandovi le reliquie. Fece aprire la tomba e ne fece trasportare i corpi a Menouthis. La traslazione avvenne in forma solenne e lo stesso s. Cirillo durante la cerimonia prese alcune volte la parola pronunziando discorsi che sono arrivati a noi. Le notizie relative a questo santuario a metà del sec. V ci fanno vedere come il fine voluto da s. Cirillo non fu raggiunto e occorsero altri interventi energici per distruggere il paganesimo. La chiesa acquistò un'importanza di prim'ordine nel sec. Vl, importanza dovuta alle guarigioni che vi avvenivano, divenendo, nel contempo, uno dei più celebri santuari del mondo orientale, facendo concorrenza all'altro dei SS. Cosma e Damiano di Costantinopoli. I santi indicavano, durante la notte, agli ammalati distesi sul pavimento della loro basilica i rimedi, alcune volte anodini e spesso curiosi. Agli eretici, accorrenti anch'essi, non venivano concesse grazie, se prima non fossero ritornati alla Chiesa cattolica. Nei primi anni del sec. VII Sofronio di Gerusalemme, amico di Giovanni Mosco e di s. Giovanni l'Elemosiniere, grato ai due santi per una guarigione agli occhi ottenuta per loro intercessione, fece una raccolta di settanta miracoli operati presso il loro sepolcro di Menouthis. Sofronio ricorda anche i nomi dei guariti e conosce alcuni ex voto di ringraziamento, ma spesso accetta le testimonianze con una estrema credulità. Il nome di Abukir è ancora oggi la migliore testimonianza del culto reso a questi martiri nella località, avendo sostituito quello di Menouthis (Abukir non è altro che la deformazione araba del nome di aba Ciro). Non si conosce esattamente l'epoca della rovina del santuario che, probabilmente, avvenne all'inizio dell'invasione araba. Le reliquie dei due martiri furono, in seguito, trasportate a Roma e deposte in una chiesetta sulla via Portuense, a destra del Tevere, il cui nome, S. Ciro, per una serie di trasformazioni linguistiche, da Abbaciro (abate Ciro) diventò per il popolo S. Passera. Essa fu meta di pellegrinaggi i durante il Medioevo ed è ricordata negli Itinerari romani. Altre quattro chiesette furono dedicate in Roma ai ss. Ciro e Giovanni.
Attualmente le loro reliquie sono a Napoli nella chiesa cosiddetta del Gesù nuovo (Gesuiti).


Autore:
Filippo Caraffa


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2024-01-07

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