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San Buono Martire
Festa:
1 agosto
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† Roma, Via Latina, 1 agosto 259 circa
Martire romano del III secolo, ricordato dal Martirologio Romano il 1 agosto insieme ai santi Fausto, Mauro e ad altri nove compagni. La tradizione lo identifica come presbitero appartenente al clero di papa Stefano I e vittima della persecuzione promossa sotto l'imperatore Valeriano. Le notizie storiche sulla sua vita sono molto scarse e derivano soprattutto dagli antichi Atti di santo Stefano, documento di carattere agiografico che gli studiosi considerano solo parzialmente attendibile per la ricostruzione storica. Ciò che appare consolidato è l'esistenza di un culto molto antico, conservato dalla liturgia romana e rafforzato nei secoli dalla venerazione delle reliquie attribuitegli. Dal XVIII secolo San Buono è particolarmente venerato nell'omonimo comune della provincia di Chieti, che ne conserva il corpo santo ed è posto sotto la sua protezione.
Patronato: San Buono (CH)
Etimologia: Dal latino Bonus, 'buono', 'virtuoso', 'benefico'.
Emblema: Palma del martirio, veste sacerdotale.
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Le informazioni su San Buono sono estremamente limitate. Nessuna fonte contemporanea descrive la sua vita personale, la famiglia o il ministero. Il suo nome compare nella tradizione liturgica romana e negli Atti di santo Stefano papa, testo composto alcuni secoli dopo gli avvenimenti narrati, nel quale è presentato come uno dei dodici chierici legati al pontefice. Gli studiosi distinguono pertanto con chiarezza il dato liturgico, ritenuto affidabile, dalla narrazione degli Atti, che contiene elementi storici e altri di carattere edificante.
Il ministero sacerdotale Secondo la tradizione, Buono esercitava il ministero come presbitero della Chiesa di Roma durante uno dei periodi più difficili della sua storia. La comunità cristiana viveva infatti sotto la minaccia delle persecuzioni imperiali e il clero romano era particolarmente esposto agli arresti. L'attribuzione del titolo di presbitero è costante nella tradizione liturgica occidentale e distingue San Buono da altri martiri omonimi.
Il martirio La tradizione racconta che, insieme ai presbiteri Fausto e Mauro e ad altri nove cristiani, Buono fu arrestato e condannato senza lungo processo. L'esecuzione sarebbe avvenuta lungo la Via Latina mediante decapitazione il 1 agosto dell'anno 259 circa, durante la persecuzione di Valeriano. Dopo il martirio i corpi sarebbero stati raccolti da un cristiano di nome Tertullino e deposti in un cimitero romano. La data e il luogo del martirio sono accolti dalla tradizione liturgica, mentre i particolari dell'arresto e della sepoltura derivano principalmente dagli Atti agiografici.
Il culto La memoria di San Buono è conservata dal Martirologio Romano, che lo commemora il 1 agosto insieme ai suoi compagni di martirio. La sua venerazione conobbe una nuova diffusione nel XVIII secolo, quando un corpo santo identificato con il martire fu trasferito da Roma al paese abruzzese che oggi porta il suo nome. La traslazione delle reliquie contribuì in modo determinante allo sviluppo del culto locale. Da allora San Buono è patrono del comune omonimo, dove la festa patronale costituisce ancora oggi uno degli appuntamenti religiosi più importanti dell'anno.
Le reliquie Le reliquie venerate nel comune di San Buono provengono dal cimitero di Priscilla, una delle principali catacombe cristiane di Roma. La documentazione relativa alla traslazione risale al 1753, quando il corpo santo fu richiesto alla Santa Sede e donato alla comunità locale dai principi Caracciolo, feudatari del paese. Come per molti corpi santi provenienti dalle catacombe, l'identificazione con il martire ricordato dal Martirologio si fonda sulla tradizione ecclesiastica e sulla documentazione dell'epoca della traslazione.
Autore: Giampietro Cattini
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