Santi Filemone ed Appia

Sposi e martiri, discepoli di San Paolo

Festa: 22 novembre

Immagini di Santi Filemone ed Appia Sposi e martiri, discepoli di San Paolo

Festa:
22 novembre

Etimologia:
Filemone dal greco Philēmōn, connesso a philos, 'amico', 'affettuoso'

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 22 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Commemorazione di san Filemone di Colossi, della cui carità per Cristo Gesù si rallegrò san Paolo Apostolo; è venerato insieme a sua moglie santa Affia.

I santi Filemone e Appia (o Affia), venerati come sposi e martiri, appartengono alla prima generazione cristiana dell'Asia Minore. La loro memoria è legata soprattutto alla breve Lettera a Filemone, conservata nel Nuovo Testamento e indirizzata dall'apostolo Paolo a un cristiano nella cui casa si riuniva una comunità. Appia compare nel saluto iniziale insieme ad Archippo: la sua identificazione come moglie di Filemone, accolta dalla tradizione ecclesiastica, è plausibile ma non esplicitamente affermata nella lettera. L'occasione dello scritto è il ritorno di Onesimo, persona in condizione servile, che Paolo chiede di accogliere come fratello. Il documento costituisce una testimonianza preziosa sulla vita domestica delle prime comunità e sui rapporti sociali trasformati dall'appartenenza cristiana. Il culto successivo ricorda Filemone e Appia come martiri, collocandone la morte nella persecuzione neroniana; mancano tuttavia atti contemporanei capaci di confermare circostanze e modalità del supplizio. Il Martirologio Romano li commemora il 22 novembre, privilegiando la testimonianza paolina sulla loro fede e carità.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le testimonianze apostoliche
La fonte più antica per Filemone e Appia è la Lettera a Filemone, testo neotestamentario tradizionalmente attribuito a Paolo e scritto durante una sua prigionia. L'identificazione del luogo di detenzione è discussa: Roma, Cesarea ed Efeso sono state proposte nella ricerca esegetica. La scelta fra queste ipotesi influisce sulla datazione precisa, ma non sul fatto che lo scritto appartenga all'orizzonte delle comunità paoline del I secolo.
Paolo si rivolge a Filemone chiamandolo amato collaboratore e nomina Appia come sorella nella fede e Archippo come compagno di lotta. Il saluto si estende alla comunità che si raduna nella casa del destinatario. L'ordine dei nomi suggerisce una relazione stretta fra i tre, ma il testo non definisce il vincolo familiare. La tradizione interpreta Appia come moglie di Filemone e talora Archippo come loro figlio; la seconda parentela, in particolare, non è dimostrabile dal Nuovo Testamento.
Il riferimento alla casa indica che Filemone aveva la disponibilità di un ambiente capace di ospitare riunioni cristiane. La presenza di Onesimo, che apparteneva alla sua casa in condizione servile, lascia intravedere una posizione economica non indigente. Non si può tuttavia ricavare dal testo un preciso patrimonio, una carica pubblica o un rango nobiliare.

La comunità di Colossi e l'ambiente frigio
La tradizione situa Filemone e Appia a Colossi, città della Frigia nella valle del Lico, in Asia Minore. La lettera non contiene una dichiarazione geografica esplicita sul luogo di residenza; il collegamento è sostenuto soprattutto dall'affinità con la Lettera ai Colossesi, dove compaiono Onesimo e Archippo. Il contesto è quello di comunità domestiche, prima che si sviluppassero edifici destinati stabilmente al culto cristiano.
Colossi si trovava in una regione attraversata da traffici commerciali e da contatti culturali fra tradizioni anatoliche, ellenistiche e romane. La diffusione del cristianesimo in quest'area è associata alla rete missionaria paolina. Paolo stesso, nella Lettera ai Colossesi, lascia intendere di non aver conosciuto personalmente tutti i fedeli della zona; pertanto non è accertato che abbia visitato la casa di Filemone.
L'espressione 'chiesa nella tua casa' non permette di definire la consistenza della comunità, il numero dei partecipanti o una struttura gerarchica. Mostra però il ruolo delle famiglie e delle abitazioni private nell'accoglienza delle assemblee cristiane.

Onesimo e la richiesta di Paolo
Il nucleo della Lettera a Filemone riguarda Onesimo. Paolo lo presenta come persona divenutagli cara durante la prigionia e lo rimanda a Filemone, chiedendo che venga accolto non soltanto secondo il rapporto giuridico preesistente, ma come fratello amato. La lettera accenna a un possibile torto o debito, del quale Paolo si offre di assumere la responsabilità.
La ricostruzione abituale descrive Onesimo come schiavo fuggitivo, ma alcuni aspetti della sua vicenda rimangono oggetto di discussione: il testo non racconta in forma completa né la partenza né le ragioni del suo incontro con Paolo. Non è neppure esplicitamente narrata la risposta di Filemone. L'esito di riconciliazione appartiene alla ricezione tradizionale e non a una testimonianza successiva indipendente.
L'appello dell'apostolo alla libera decisione di Filemone è uno degli aspetti più caratteristici del documento. Paolo sceglie la persuasione personale e richiama il legame di fede, l'amicizia e la solidarietà. Il testo non contiene un provvedimento generale di abolizione della schiavitù; testimonia però una tensione fra ordinamento sociale romano e fraternità cristiana. Appia, destinataria del saluto, risulta inclusa nell'orizzonte comunitario della vicenda, senza che siano registrate parole o azioni individuali a lei attribuibili.

Il ruolo di Filemone e la presenza di Appia
Il nome di Filemone è accompagnato da un titolo di collaborazione apostolica, non da un'indicazione esplicita di ordinazione. La sua autorità nella comunità domestica emerge dall'ospitalità e dalla responsabilità che Paolo gli riconosce. In epoca successiva alcune tradizioni gli attribuirono un episcopato, variamente collegato a Colossi o a Gaza. Tali notizie non sono ricavabili dalla lettera e non possiedono una conferma contemporanea.
Appia è una delle donne nominate personalmente nel corpus epistolare paolino. Il saluto 'sorella' designa l'appartenenza alla comunità cristiana; non equivale, di per sé, alla prova di un rapporto di sangue. L'interpretazione coniugale risulta antica e coerente con l'inclusione di Appia in una questione che riguarda la casa di Filemone. Resta tuttavia un'inferenza, non un'affermazione diretta di Paolo.
La sua figura conserva un rilievo specifico perché il testo apostolico non la presenta come semplice presenza anonima: è destinataria nominata, insieme agli uomini e all'assemblea domestica. Non sono conosciuti nascita, provenienza familiare, età, attività assistenziali individuali o data della morte.

Il racconto del martirio
Le tradizioni liturgiche orientali ricordano Filemone e Appia insieme ad Archippo e, in alcune redazioni, a Onesimo. Le narrazioni del martirio li collocano sotto Nerone e riferiscono un'aggressione contro i cristiani riuniti in preghiera. Secondo il racconto agiografico, Filemone e Appia sarebbero stati condotti davanti a un'autorità e uccisi mediante lapidazione; la sorte di Archippo è descritta con particolari variabili.
La persecuzione neroniana è storicamente attestata a Roma dopo l'incendio del 64, ma l'estensione di un'azione sistematica imperiale a Colossi non è provata da queste narrazioni. Mancano atti processuali coevi, iscrizioni o testimonianze del I secolo che attestino direttamente il martirio dei due sposi. Anche il nome del magistrato e i dettagli della festa pagana appartengono a una tradizione posteriore.
L'assenza di conferma non autorizza a dichiarare impossibile il martirio; impone di distinguere la memoria cultuale dall'accertamento storico delle modalità della morte. Non è possibile fissare una data di decesso sulla base della sola commemorazione liturgica.

La memoria nelle Chiese
Il 22 novembre è la data della commemorazione di Filemone e Appia nel Martirologio Romano e in calendari orientali. Il testo romano ricorda a Colossi Filemone, la cui carità è lodata da Paolo, e associa a lui la moglie Appia. La formulazione insiste su un elemento neotestamentario verificabile, senza riprodurre l'intero racconto del martirio.
Nella tradizione bizantina Filemone è annoverato fra i Settanta discepoli, categoria agiografica che non corrisponde a un elenco nominativo contenuto nei Vangeli. I calendari orientali possono associare alla commemorazione anche Archippo e Onesimo, e conoscono ulteriori ricorrenze. Queste differenze riflettono la storia dei calendari e non costituiscono una cronologia biografica.
Non sono accertate sepolture o reliquie autenticamente identificabili dei due santi. Il loro culto è trasmesso soprattutto attraverso la lettura della lettera paolina, i martirologi e l'innografia. La tradizione iconografica orientale li rappresenta spesso con Archippo e Onesimo, come figure della cerchia apostolica; non è documentato un attributo individuale antico esclusivo di Appia.

Approfondimenti

La Lettera a Filemone nella storia cristiana
La lettera, fra i più brevi scritti del Nuovo Testamento, ha avuto una ricezione particolarmente ampia nella riflessione sulla schiavitù, sul perdono e sulla dignità della persona. La sua interpretazione deve distinguere l'orizzonte sociale del I secolo dagli sviluppi etici e giuridici successivi. La menzione esplicita di Appia ricorda inoltre il ruolo delle donne nelle prime assemblee domestiche, pur senza consentire di ricostruirne singolarmente le funzioni.

Cronologia

- I secolo - Filemone, Appia e Archippo sono nominati nel saluto della Lettera a Filemone.
- I secolo - La tradizione colloca la loro attività cristiana nell'area di Colossi.
- Epoca non determinabile - La tradizione agiografica attribuisce a Filemone e Appia il martirio.
- 22 novembre - Commemorazione liturgica di Filemone e Appia.

Valutazione storico-critica

- La Lettera a Filemone costituisce la testimonianza primaria della loro esistenza e dell'ambiente comunitario.
- Il matrimonio di Filemone e Appia è un'identificazione tradizionale molto plausibile, non una parentela esplicitata nel testo paolino.
- L'identificazione di Archippo come figlio non è documentata dal Nuovo Testamento.
- Le attribuzioni episcopali e i dettagli del martirio provengono da tradizioni posteriori e non sono confermati da fonti contemporanee.
- Il 22 novembre è data liturgica e non dimostrata data di morte.

Fonti e bibliografia essenziale

- Nuovo Testamento, Lettera a Filemone, vv. 1-25.
- Nuovo Testamento, Lettera ai Colossesi, 4,7-17.
- Martyrologium Romanum, commemorazione del 22 novembre, Filemone e Appia.
- James Hastings (a cura di), Dictionary of the Apostolic Church, voce 'Apphia', di Henry Cowan.
- The Catholic Encyclopedia, voce 'Philemon', New York, Robert Appleton Company.
- The Orthodox Church in America, Lives of the Saints, commemorazione del 22 novembre: Philemon, Archippus, Apphia and Onesimus.

Aggiunto/modificato il 25 ottobre 2026