Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > San Geroldo di Colonia Condividi su Facebook

San Geroldo di Colonia Pellegrino

Festa: 7 ottobre

Colonia, Germania, 1201 circa - presso Cremona, 7 ottobre 1241

E' un pellegrino tedesco del XIII secolo, morto violentemente presso Cremona mentre era impegnato in un itinerario di pellegrinaggio. Le notizie sulla sua vita provengono soprattutto da fonti agiografiche tarde e furono sottoposte a un'approfondita analisi critica negli Acta Sanctorum del 1770. Geroldo è tradizionalmente associato ai grandi pellegrinaggi medievali verso Santiago di Compostela, Roma e la Terrasanta. La sua morte, avvenuta nel 1241, fu attribuita a briganti, probabilmente interessati a derubarlo. Fin dal Medioevo il suo corpo fu venerato a Cremona e Geroldo fu considerato un martire; gli Acta Sanctorum precisano tuttavia che non è dimostrato che sia stato ucciso in odium fidei e preferiscono quindi definirlo un santo 'venerato come martire'. Nel XVII secolo il culto si sviluppò anche a Colonia, dove una parte delle reliquie fu trasferita nel 1651 e solennemente esposta. La memoria liturgica ricorre il 7 ottobre.

Etimologia: Dal germanico Gerwald, formato dagli elementi dell'alto tedesco antico ger, lancia, e waltan, governare, dominare, con il significato di 'colui che governa con la lancia'.


Le fonti agiografiche identificano Geroldo (Geroldus Coloniensis, Gérold de Cologne, Gerold von Köln) come originario di Colonia, allora Colonia Agrippina. Gli Acta Sanctorum collocano la nascita nel 1201, ma precisano che tale data è soltanto creduta: non si tratta quindi di una data anagraficamente documentata da una fonte contemporanea. La stessa analisi settecentesca considera scarse le notizie storicamente sicure sulla sua vita.
Le biografie tarde gli attribuiscono una formazione profondamente religiosa e una vita caratterizzata dalla penitenza, dalla preghiera e dall'ascesi. Questi particolari appartengono però alla costruzione agiografica della sua figura e non possono essere trattati come dati biografici contemporanei. Gli Acta Sanctorum osservano esplicitamente che le fonti utilizzate dai primi biografi contengono numerose aggiunte e congetture posteriori.

Il pellegrino
Il dato centrale della tradizione relativa a Geroldo è la sua attività di pellegrino. Le fonti gli attribuiscono pellegrinaggi a Santiago di Compostela e a Roma, ai quali sarebbe seguito il progetto di raggiungere la Terrasanta. Gli Acta Sanctorum riportano che le narrazioni più tarde presentano Geroldo come un pellegrino impegnato in viaggi particolarmente lunghi, ma distinguono ciò che può essere plausibilmente ricondotto alla sua vicenda da numerosi particolari edificanti aggiunti successivamente.
Una fonte agiografica seicentesca, ripresa dagli Acta Sanctorum, organizza il viaggio finale nel 1241: Geroldo sarebbe giunto a Santiago, avrebbe poi raggiunto Roma e, dopo essere passato per Cremona, avrebbe proseguito il viaggio. La stessa fonte colloca l'arrivo a Cremona il 6 ottobre e la partenza dalla città nella mattina del giorno successivo. Questi particolari appartengono però a una narrazione molto posteriore agli eventi.

La morte presso Cremona
Geroldo morì il 7 ottobre 1241 nei dintorni di Cremona. L'esistenza della sua morte violenta presso la città è uno degli elementi ritenuti più solidi dalla ricostruzione storico-critica degli Acta Sanctorum. Un catalogo dei vescovi cremonesi, inoltre, ricorda sotto il vescovo Omobono che Geroldo fu ucciso fuori città da sicari stranieri.
Le fonti tarde collocano l'episodio presso un antico abitato chiamato Mamica, Manica o Menica, lungo il Po. Gli Acta Sanctorum rilevano che questo toponimo non era più identificabile con certezza e che non poteva essere localizzato sulle carte geografiche disponibili agli studiosi del XVIII secolo. La tradizione cremonese lo ha successivamente collegato alla zona di Porta Mosa.
Secondo il racconto agiografico, due briganti avrebbero simulato una lite per attirare Geroldo, che sarebbe intervenuto per riconciliarli. Ritenendolo portatore di denaro, lo avrebbero aggredito e ucciso. Gli Acta Sanctorum considerano verosimile il nucleo essenziale della vicenda, cioè che Geroldo sia stato ucciso da briganti probabilmente mossi dalla speranza di un bottino, ma giudicano non dimostrabili i particolari della scena e soprattutto l'idea che tali particolari fossero conosciuti attraverso una testimonianza diretta.

Il corpo e la venerazione a Cremona
La tradizione agiografica narra che il corpo di Geroldo fu ritrovato attraverso una serie di prodigi, tra cui il suono spontaneo delle campane, una luce straordinaria e un intenso profumo. I pescatori avrebbero quindi avvertito gli abitanti di Cremona, che avrebbero portato il corpo in città. Secondo il racconto, il cadavere sarebbe stato inizialmente deposto nella chiesa di San Vitale.
Questi prodigi appartengono alla tradizione agiografica e non sono verificabili come fatti storici indipendenti. Gli Acta Sanctorum distinguono nettamente tali racconti dalla storia del culto, che risulta invece attestata. La chiesa di San Vitale è documentata dal 1088 e nel 1241 ospitò il corpo del pellegrino tedesco Geroldo.
La venerazione cremonese si sviluppò intorno alla sua sepoltura. Le fonti seicentesche ricordano miracoli attribuiti all'intercessione del santo e una celebrazione annuale il 7 ottobre. Gli Acta Sanctorum ritengono plausibile che un culto pubblico locale fosse stato stabilito in epoca medievale, ma non accettano come dimostrata una canonizzazione pontificia nel XIII secolo.

Il problema del martirio
Geroldo fu a lungo venerato come martire. Gli Acta Sanctorum affrontano direttamente la questione e distinguono tra morte violenta e martirio in senso stretto. Secondo la definizione teologica allora richiamata dagli studiosi, il martirio propriamente detto richiede che la morte sia inflitta per odio della fede cristiana o di una verità connessa alla fede. Nel caso di Geroldo, invece, la causa più plausibile dell'uccisione appare essere il desiderio di derubarlo.
Per questo motivo gli Acta Sanctorum non lo qualificano semplicemente come martire, ma come persona 'venerata come martire'. La distinzione è significativa: Geroldo appartiene alla tradizione cultuale dei martiri, ma non è dimostrato che la sua morte sia stata un martirio cristiano in senso rigoroso. Il fatto che il suo culto sia nato dopo una morte violenta e che egli fosse considerato santo a causa della sua vita e dei prodigi attribuiti alla sua intercessione contribuì probabilmente alla qualificazione tradizionale come martire.

La presunta canonizzazione
Una tradizione riportata da Crombach nel XVII secolo attribuiva a papa Innocenzo IV la canonizzazione di Geroldo, collocandola ipoteticamente nel 1251. Gli Acta Sanctorum respingono però questa ricostruzione come non sufficientemente documentata. Non risultavano lettere pontificie relative alla canonizzazione e i più antichi calendari cremonesi conservati e studiati non offrivano una testimonianza compatibile con una canonizzazione pontificia medievale.
Lo stesso studio settecentesco osserva che l'espressione usata da una fonte cremonese, secondo cui Geroldo sarebbe stato annoverato tra gli eletti di Dio, poteva riferirsi alla concessione del culto locale da parte dell'autorità ecclesiastica, senza implicare necessariamente una canonizzazione papale. Anche le disposizioni pontificie del XVII secolo relative alle sue reliquie e alle indulgenze non costituiscono una prova di una precedente canonizzazione.

Il culto moderno a Cremona
Il culto di Geroldo rimase legato alla chiesa di San Vitale, dove il corpo era stato custodito. La chiesa, insieme alla memoria del santo, fu amministrata dai Chierici regolari di Somasca a partire dal XVI secolo. Gli archivi storici conservano inoltre documentazione specificamente relativa a San Geroldo e all'attività somasca nella città.
Nel 1808, dopo la soppressione della chiesa di San Vitale, le reliquie di Geroldo furono trasferite nella chiesa di Santa Maria Maddalena. Una documentazione cremonese precisa che il trasferimento solenne dell'altare con le reliquie avvenne il 9 ottobre 1808.
Le reliquie sono tuttora venerate nella chiesa di Santa Maria Maddalena, dove è presente una cappella dedicata a Geroldo.

Il culto a Colonia
Il culto di Geroldo si sviluppò anche nella sua città d'origine. Nel XVII secolo le autorità ecclesiastiche e civili di Colonia chiesero a Cremona una parte delle sue reliquie. Gli Acta Sanctorum riferiscono che nel 1646 l'arcivescovo elettore Ferdinando di Colonia e il senato ottennero l'assenso pontificio per ricevere reliquie del santo da Cremona. Nel 1651 una parte delle reliquie fu portata a Colonia e solennemente elevata.
La celebrazione coloniensis raggiunse particolare solennità nel 1652. In quell'occasione fu predisposto un altare con le reliquie e venne realizzata una statua d'argento raffigurante Geroldo in abito da pellegrino. Un documento relativo alla celebrazione lo presenta come martire cremonese e cittadino di Colonia.
Il culto coloniensis fu inoltre associato all'invocazione contro le febbri. La documentazione relativa alla traslazione del XVII secolo presenta Geroldo come intercessore contro le malattie febbrili, e la celebrazione delle sue reliquie fu collegata alle epidemie di febbre allora presenti nella diocesi.

La chiesa di San Vitale
La chiesa cremonese di San Vitale, documentata dal 1088, ebbe diverse fasi costruttive medievali. Nel 1241 ospitò il corpo di Geroldo e divenne quindi uno dei principali luoghi del suo culto. L'edificio fu successivamente trasformato e nel 1808 venne soppresso. Le reliquie di Geroldo furono allora trasferite nella chiesa di Santa Maria Maddalena.

Le reliquie trasferite a Colonia
La richiesta delle reliquie da parte di Colonia costituisce una delle principali testimonianze della diffusione del culto al di fuori di Cremona. Nel 1646 furono ottenuti gli assensi necessari e nel 1651 una parte della mandibola di Geroldo fu trasferita a Colonia. La celebrazione solenne delle reliquie si sviluppò nel 1652.

Il carattere storico del pellegrinaggio
Il pellegrinaggio costituisce l'elemento biografico attorno al quale si è formata la memoria di Geroldo. Gli Acta Sanctorum considerano storicamente più sicuro il fatto generale della sua morte violenta durante un viaggio che i numerosi particolari presenti nelle biografie tarde. Le destinazioni di Santiago, Roma e Gerusalemme appartengono invece alla tradizione agiografica trasmessa dalle fonti successive e non sono tutte documentabili con testimonianze contemporanee.

Curiosità
- Nel 1770 gli Acta Sanctorum dedicarono a Geroldo una specifica Sylloge historico-critica, nella quale la sua qualificazione come martire fu sottoposta a un'analisi particolarmente severa.
- Una statua d'argento realizzata a Colonia nel XVII secolo rappresentava Geroldo con l'aspetto del pellegrino, il capo coperto e il bastone nella mano destra; sul petto era raffigurata la ferita della sua uccisione.
- La chiesa di Santa Maria Maddalena a Cremona conserva una cappella dedicata a Geroldo e l'altare con le sue reliquie.

Cronologia
- 1201 circa - Nascita tradizionalmente collocata a Colonia. La data non è documentata con certezza.
- 1241 - Geroldo è ricordato dalla tradizione agiografica come pellegrino diretto verso la Terrasanta dopo aver visitato Santiago di Compostela e Roma.
- 6 ottobre 1241 - Secondo una fonte agiografica tarda, Geroldo giunge a Cremona il giorno precedente alla morte.
- 7 ottobre 1241 - Geroldo viene ucciso nei pressi di Cremona. La morte violenta nel territorio cremonese costituisce l'elemento cronologico più solidamente attestato della sua vicenda.
- 1241 - Il corpo di Geroldo viene associato alla chiesa di San Vitale a Cremona, dove si sviluppa la sua venerazione.
- XIII secolo - Si sviluppa il culto locale di Geroldo a Cremona. La tradizione lo venera come martire, benché non sia dimostrato che la sua uccisione sia avvenuta per odio della fede.
- 1251 - Una tradizione seicentesca attribuisce a papa Innocenzo IV una presunta canonizzazione di Geroldo. L'episodio non è sufficientemente documentato e non può essere considerato una canonizzazione storicamente accertata.
- XVI secolo - La chiesa di San Vitale e il culto di Geroldo passano sotto la cura dei Chierici regolari di Somasca.
- 1646 - L'arcivescovo elettore di Colonia e il senato della città ottengono l'assenso per ricevere reliquie di Geroldo da Cremona.
- 1651 - Una parte delle reliquie di Geroldo viene trasferita da Cremona a Colonia. La traslazione è documentata nel contesto dello sviluppo del culto coloniensis.
- 1652 - A Colonia si celebra solennemente la venerazione delle reliquie di Geroldo e viene rafforzato il culto del santo nella città.
- 1808 - La chiesa di San Vitale viene soppressa e le reliquie di Geroldo vengono trasferite nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Cremona.
- 9 ottobre 1808 - L'altare con le reliquie di San Geroldo viene solennemente trasferito nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Cremona.

Valutazione storico-critica
- Geroldo è identificato nella tradizione agiografica come pellegrino originario di Colonia e morto presso Cremona nel 1241. L'origine coloniensis e la morte violenta presso Cremona costituiscono gli elementi più stabili della tradizione.
- La data di nascita nel 1201 è riportata dalle fonti tarde ma gli Acta Sanctorum la presentano come una data creduta, non come un dato documentato contemporaneamente agli eventi.
- Le notizie sulla sua vita prima del pellegrinaggio finale derivano soprattutto da biografie tarde. Gli Acta Sanctorum ritengono che Borgo e Crombach abbiano inserito nelle loro narrazioni congetture, elementi edificanti e materiali estranei alla biografia propriamente documentabile.
- Il pellegrinaggio a Santiago, Roma e Terrasanta appartiene alla tradizione consolidata, ma i singoli dettagli del viaggio non sono attestati da fonti contemporanee. La documentazione più antica utilizzata dagli studiosi conferma soprattutto la figura di Geroldo come pellegrino morto violentemente nel territorio cremonese.
- La morte per mano di briganti è ritenuta plausibile dagli Acta Sanctorum, mentre i particolari della rapina, della lite simulata e delle parole attribuite a Geroldo derivano da una tradizione agiografica tarda.
- La qualificazione come martire non corrisponde necessariamente al martirio in senso stretto. Gli Acta Sanctorum ritengono che Geroldo sia stato ucciso probabilmente per rapina e non per odio della fede cristiana; per questo lo definiscono un santo 'venerato come martire'.
- La presunta canonizzazione da parte di Innocenzo IV, collocata da una fonte seicentesca nel 1251, non è sufficientemente documentata. Gli Acta Sanctorum non trovano lettere pontificie né calendari medievali che permettano di confermarla.
- I prodigi associati al ritrovamento del corpo, alle campane, alla luce, al profumo e alle guarigioni appartengono alla tradizione agiografica. Non costituiscono testimonianze contemporanee indipendenti della vita di Geroldo.
- Il culto cremonese è storicamente attestato e si sviluppò attorno alla chiesa di San Vitale, dove il corpo fu venerato. Nel 1808 le reliquie furono trasferite nella chiesa di Santa Maria Maddalena, dove sono ancora conservate e venerate.
- Il culto di Colonia è documentato con particolare chiarezza nel XVII secolo, quando una parte delle reliquie fu ottenuta da Cremona e trasferita nella città d'origine. La solenne celebrazione del 1652 conferma la rilevanza raggiunta dal culto in ambito coloniensis.
- Il principale problema storico non riguarda l'identità del personaggio, ma l'ampiezza della sua biografia. La figura del pellegrino morto a Cremona è sufficientemente definita, mentre gran parte degli episodi della sua vita e dei particolari del martirio appartiene a una elaborazione agiografica posteriore.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris tomus III, Antverpiæ, 1770, 7 ottobre, De S. Geroldo Coloniensi, pro martyre culto, apud Cremonam in Insubria, pp. 955-964. Gli Acta Sanctorum esaminano criticamente la data di nascita, la morte, il luogo dell'uccisione, la tradizione del martirio, il culto cremonese e la presunta canonizzazione.
- Philippus Ferrarius, Catalogus Sanctorum Italiæ, 7 ottobre. È tra le prime fonti agiografiche a riportare Geroldo nei propri cataloghi e utilizza le tradizioni ecclesiastiche cremonesi.
- Peregrino Merula, Santuario della città e diocesi di Cremona, fonte seicentesca che riprende la tradizione locale relativa a Geroldo.
- Romanus Borgus, biografia di Geroldo utilizzata da Crombach e dagli Acta Sanctorum come fonte agiografica tarda.
- Hermann Crombach, Leben des heiligen Geroldi Cremonensischen Martyrers und Cöllnischen Bürgers, Colonia, 1652. L'opera amplia notevolmente la tradizione biografica e cultuale, ma gli Acta Sanctorum ne sottolineano il carattere tardo e le numerose elaborazioni.
- Italia sacra di Ferdinando Ughelli, catalogo dei vescovi cremonesi, testimonianza utilizzata dagli Acta Sanctorum per la notizia della morte violenta di Geroldo sotto il vescovo Omobono nel 1241.
- Lombardia Beni Culturali, scheda della chiesa di San Vitale di Cremona, con attestazione della presenza del corpo di Geroldo nella chiesa nel 1241.
- Archivio di Stato di Milano, Fondo di Religione, documentazione relativa al convento di Santa Lucia dei Somaschi e agli atti riguardanti San Geroldo di Cremona.
- Documentazione storica sulla chiesa di Santa Maria Maddalena di Cremona, con attestazione del trasferimento delle reliquie di Geroldo da San Vitale il 9 ottobre 1808.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-21

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati