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Aozaraza, Arechavaleta, Guipúzcoa, 2 novembre 1884 - Alarcos, presso Ciudad Real, 18 settembre 1936
Nacque il 2 novembre 1884 ad Aozaraza, frazione di Arechavaleta, nella Guipúzcoa, in una famiglia rurale profondamente cristiana. Entrato nel postulato dei Marianisti di Escoriaza nel 1899, iniziò nel 1902 il noviziato a Vitoria e l'anno seguente emise i primi voti. Formatosi come maestro, dedicò tutta la vita all'educazione cristiana dei giovani, distinguendosi soprattutto per le sue capacità pedagogiche e per l'attenzione alle persone. Fu direttore dell'Instituto Popular de la Concepción di Ciudad Real dal 1916 al 1927, del collegio marianista di Tetuán, nel Marocco spagnolo, dal 1927 al 1933, e quindi del settore della scuola primaria del Colegio Nuestra Señora del Pilar di Madrid. Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, il collegio del Pilar fu requisito e la comunità marianista dispersa. Dopo due arresti e altre vicissitudini, Eraña raggiunse Ciudad Real, dove sperava di trovare protezione presso i suoi numerosi ex allievi. Invece, nella città sottoposta alla persecuzione contro sacerdoti e religiosi, continuò ad assistere i confratelli rimasti nascosti. Arrestato il 6 settembre, fu detenuto per dodici giorni. Nella notte tra il 17 e il 18 settembre venne condotto presso Alarcos e fucilato. La Chiesa riconobbe nel suo caso un vero martirio per la fede. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995 insieme ai confratelli marianisti Fidel Fuidio Rodríguez e Jesús Hita Miranda.
Etimologia: Dal nome germanico Karl, collegato al significato di uomo libero, uomo di valore.
Emblema: Palma del martirio.
Martirologio Romano: Presso Ciudad Real in Spagna, beato Carlo Eraña Guruceta, religioso della Società di Maria e martire, che, in epoca di angherie contro i sacerdoti e i religiosi, fu arrestato dai miliziani e fucilato senza processo.
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Carlos Eraña Guruceta nacque il 2 novembre 1884 ad Aozaraza, nel territorio di Arechavaleta, nella Guipúzcoa. Era il terzogenito di sei figli di una famiglia di contadini-pastori fittavoli, nella quale la fede cristiana occupava un posto centrale. La sua infanzia trascorse tra la scuola, i lavori della campagna, i giochi e il servizio all'altare. L'ambiente familiare e quello del paese favorirono così una maturazione religiosa precoce, ma senza particolari elementi straordinari. Nel 1899, seguendo anche l'esempio di alcuni compagni, chiese di entrare nel postulato marianista di Escoriaza. I suoi educatori ne apprezzarono presto la serenità, il buon senso, la capacità di riflessione, la trasparenza nei rapporti e la pietà. Nel 1902 passò al noviziato di Vitoria, dove approfondì la formazione religiosa e iniziò la preparazione professionale all'insegnamento. Il 9 settembre 1903 emise i primi voti nella Società di Maria.
La vocazione marianista e l'educazione Per Eraña la vocazione religiosa e quella educativa rimasero strettamente unite. Dopo la formazione come maestro, dal 1904 si dedicò all'insegnamento in diversi istituti marianisti. Fu prima insegnante e successivamente direttore, assumendo progressivamente responsabilità sempre maggiori. Il 15 agosto 1908, nel convento di Nuestra Señora del Pilar a Escoriaza, emise la professione perpetua, impegnandosi per tutta la vita nella povertà, castità, obbedienza e stabilità secondo le Costituzioni della Società di Maria. Una sua lettera di richiesta della professione perpetua esprime con particolare chiarezza il centro della sua spiritualità: il desiderio di dedicare l'intera esistenza al servizio di Dio e di Maria attraverso la Società di Maria. La sua religiosità non rimase tuttavia confinata alla vita personale. Nell'attività educativa cercò di tradurre la fede in una formazione concreta, attenta sia alla dimensione religiosa sia alla maturazione umana degli allievi. Le testimonianze raccolte durante la causa descrivono un educatore particolarmente capace di comprendere la psicologia dei bambini. Un suo superiore lo considerava il religioso della provincia più adatto a comprendere l'animo del bambino della scuola primaria e a dirigere questo tipo di istituzione. Gli ex alunni ricordavano invece la sua bontà, la profondità della sua pietà e il modo caritatevole con cui trattava insegnanti e studenti. Era solito inoltre visitare le famiglie degli alunni e i poveri.
Ciudad Real e la missione tra i ceti popolari Nel 1916 Eraña fu inviato a Ciudad Real come direttore dell'Instituto Popular de la Concepción, conosciuto semplicemente come La Popular. L'istituto rappresentava una delle espressioni più significative dell'impegno educativo marianista verso le classi popolari. Eraña rimase alla guida dell'opera fino al 1927 e divenne una figura particolarmente conosciuta nella città. Il suo lavoro non consisteva soltanto nell'organizzazione scolastica. Era considerato un educatore capace di creare un rapporto personale con gli alunni e con le loro famiglie. Le testimonianze raccolte successivamente ricordano proprio la fiducia che riusciva a suscitare, tanto che la sua figura rimase profondamente impressa nella memoria degli ex studenti anche molti anni dopo la sua morte. La sua importanza per la storia dell'educazione marianista in Castiglia-La Mancia è legata soprattutto alla capacità di coniugare disciplina, formazione religiosa, attenzione ai ragazzi e apertura verso gli ambienti sociali più modesti. Nel 1927 lasciò Ciudad Real per assumere la direzione del collegio marianista di Tetuán, nel protettorato spagnolo del Marocco. Vi rimase fino al 1933, occupandosi della formazione degli alunni e dello sviluppo dell'istituto. Il 20 settembre 1927 raggiunse Tetuán, dove la presenza marianista si inseriva in un contesto sociale e politico assai diverso da quello della Spagna peninsulare.
Gli ultimi anni a Madrid Nel 1933 Eraña tornò in Spagna e fu destinato al Colegio Nuestra Señora del Pilar di Madrid, dove assunse la direzione della scuola primaria. Anche in questa fase continuò a distinguersi soprattutto come educatore. Le fonti marianiste lo ricordano come uno dei pedagogisti più significativi della prima generazione dei Marianisti spagnoli. Il suo stile educativo era caratterizzato da una combinazione di fermezza e cordialità. La disciplina religiosa faceva parte della formazione proposta agli alunni, ma le testimonianze sottolineano soprattutto il rapporto umano che Eraña riusciva a stabilire con loro. La sua figura di educatore, più che la produzione di opere scritte, costituisce dunque il principale lascito della sua attività.
La guerra civile e la persecuzione religiosa Nel luglio 1936 lo scoppio della guerra civile trasformò radicalmente la situazione. Il 24 luglio il Colegio del Pilar di Madrid fu requisito e la comunità marianista venne dispersa. Eraña fu arrestato due volte e successivamente liberato. Ritenendo che Ciudad Real potesse offrirgli maggiore sicurezza grazie alla conoscenza di molti ex allievi, decise di raggiungerla. Il viaggio fu difficile e comportò ulteriori pericoli. Arrivò in città il 29 luglio, ma trovò una situazione molto diversa da quella sperata: anche le opere marianiste erano state requisite e le comunità disperse. La persecuzione contro sacerdoti e religiosi si era ormai intensificata. Nonostante il pericolo, Eraña non cercò semplicemente di mettersi al sicuro. Le testimonianze raccolte per la causa ricordano che si dedicò a visitare e sostenere i confratelli dispersi, aiutandoli anche materialmente e mantenendo i contatti tra loro. Proprio questa attività lo espose ulteriormente. Un testimone dichiarò in seguito che Eraña visitava i religiosi nascosti per aiutarli e che proprio in relazione a tale attività fu arrestato.
L'arresto e gli ultimi dodici giorni Il 6 settembre 1936 Eraña fu nuovamente arrestato dai miliziani e rinchiuso nella Casa del Pueblo, in isolamento. Vi rimase per dodici giorni. La documentazione della causa descrive il periodo come una fase nella quale egli mantenne un atteggiamento di serenità e di abbandono alla volontà di Dio. Il giorno precedente alla morte espresse anche il desiderio di potersi confessare, ma non gli fu possibile ricevere il sacramento. La documentazione relativa alla causa affrontò anche una questione decisiva: per quale motivo Eraña fosse stato ucciso. Alcuni riferimenti dell'epoca cercarono di attribuirgli appartenenze o simpatie politiche. L'istruttoria della causa esaminò tali ipotesi e raccolse testimonianze che le escludevano. I testimoni concordavano nel riconoscere che Eraña non aveva svolto attività politica e non risultava coinvolto in azioni militari o clandestine. La conclusione ecclesiale fu che la sua condizione di religioso marianista costituiva il motivo determinante della persecuzione subita. È significativo che anche alcune testimonianze provenienti dall'ambiente politico opposto alla Chiesa considerassero ingiusta la sua uccisione. La causa raccolse dichiarazioni secondo cui molti prigionieri si erano meravigliati della sua presenza in carcere e alcune persone avevano definito la sua morte un'ingiustizia. Questi elementi furono considerati nel discernimento del carattere martiriale della sua morte.
Il martirio ad Alarcos Nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1936, in un clima di violenza e rappresaglie, Eraña fu prelevato dalla prigione insieme ad altri detenuti. Il gruppo fu condotto verso Alarcos. Secondo la ricostruzione locale, i prigionieri furono portati sulla strada di Valverde, nei pressi del ponte sul Guadiana e della zona dell'eremo di Nuestra Señora de Alarcos, dove furono fucilati. Il corpo di Eraña fu inizialmente sepolto in una fossa comune. La Santa Sede lo ha riconosciuto ufficialmente come martire della persecuzione religiosa del 1936. Il Dicastero delle Cause dei Santi lo presenta come religioso della Società di Maria arrestato dai miliziani e fucilato senza processo. Un elemento importante nella valutazione della causa è che non esistono testimonianze esplicite di un gesto di perdono pronunciato da Eraña nei confronti dei suoi uccisori. La documentazione invita quindi a non trasformare in fatto storico ciò che non è documentato. Esistono invece numerose testimonianze sulla sua assenza di odio, sulla disponibilità ad accettare la propria sorte e sulla serenità mantenuta durante la prigionia.
Il culto e la beatificazione Dopo la morte si sviluppò tra gli ex alunni, i confratelli e quanti lo avevano conosciuto una persistente fama di martirio. La causa dei tre marianisti di Ciudad Real, Carlos Eraña, Fidel Fuidio e Jesús Hita, fu avviata formalmente a Ciudad Real nel 1962. La documentazione della causa raccolse numerose testimonianze sulla loro fama di martirio e sulla vita religiosa ed educativa di Eraña. Il processo giunse alla fase romana e il 6 luglio 1993 fu promulgato il decreto sul martirio di Carlos Eraña Guruceta e dei suoi compagni. La Santa Sede li beatificò a Roma il 1° ottobre 1995 durante il pontificato di Giovanni Paolo II. I tre furono i primi religiosi della Società di Maria a essere beatificati. La memoria liturgica di Carlos Eraña è celebrata il 18 settembre, giorno della sua morte. Nel calendario della Famiglia Marianista la data è indicata come memoria dei Beati Carlos Eraña, Fidel Fuidio e Jesús Hita, martiri.
Le reliquie e la memoria a Ciudad Real La sorte dei resti di Eraña fu complessa. Dopo l'esecuzione furono sepolti in una fossa comune e successivamente sottoposti a operazioni di ricerca e identificazione. La documentazione marianista riferisce che nel 1962 il suo cranio, identificato come reliquia, fu collocato nel Mausoleo dei Martiri presso l'allora Escolasticato Marianista di Carabanchel Alto, a Madrid. Dopo la beatificazione, i resti dei tre martiri furono trasferiti a Ciudad Real e collocati nella cappella dei Martiri del Colegio Nuestra Señora del Prado. La diocesi di Ciudad Real ricorda che nel 1998, con l'inaugurazione della nuova cappella, furono trasferiti i resti di Carlos Eraña, Fidel Fuidio e Jesús Hita. La memoria di Eraña rimane particolarmente legata alla città nella quale aveva svolto per undici anni la sua opera educativa. Nel 1962 gli fu dedicato il Paseo Carlos Eraña, dove si trovano ancora la comunità e il collegio marianista. La sua figura è inoltre ricordata da un busto collocato nel complesso scolastico.
Carlos Eraña e il carisma educativo marianista La caratteristica più originale della figura di Eraña non consiste soltanto nel martirio finale, ma nella continuità tra la sua vocazione religiosa e il suo impegno educativo. Per oltre trent'anni fu maestro e direttore, assumendo la formazione dei giovani come principale campo della propria missione. La documentazione marianista lo considera uno dei pedagogisti più significativi della prima generazione spagnola della Società di Maria. Il suo itinerario mostra anche la particolare attenzione dei Marianisti all'educazione popolare. A Ciudad Real, alla guida della Popular, Eraña operò in un ambiente rivolto anche ai ceti meno abbienti, lasciando un ricordo che rimase vivo per decenni. La successiva intitolazione di una strada e la conservazione della memoria presso il collegio sono elementi concreti di questa eredità.
La spiritualità La spiritualità di Eraña era fortemente mariana, come corrispondeva alla tradizione della Società di Maria. La sua professione religiosa venne vissuta come servizio a Dio e a Maria, mentre nella vita quotidiana la preghiera, la partecipazione alla Messa e la formazione religiosa degli alunni costituivano elementi centrali della sua attività. La sua spiritualità appare tuttavia soprattutto attraverso la coerenza della vita ordinaria: l'insegnamento, la cura degli alunni, la disponibilità verso le famiglie, l'attenzione ai poveri e, negli ultimi mesi, la solidarietà verso i confratelli perseguitati.
Il significato del martirio Nel caso di Eraña è importante distinguere la guerra civile spagnola dalla persecuzione religiosa che si sviluppò in alcune aree durante il conflitto. La causa ecclesiastica non lo presenta come un combattente caduto sul fronte né come una vittima di una normale operazione militare, ma come un religioso la cui appartenenza alla Chiesa fu determinante nella persecuzione e nell'uccisione. L'istruttoria esaminò anche l'ipotesi di motivazioni politiche personali, senza trovare elementi sufficienti per sostenerla. Il suo caso mostra quindi come il riconoscimento ecclesiale del martirio sia stato preceduto da un'indagine sulle circostanze della morte e sulla vita precedente, proprio per distinguere una morte avvenuta nel contesto della guerra da una morte riconducibile all'odio verso la fede.
Curiosità - A Ciudad Real una strada è stata intitolata a Carlos Eraña e oggi porta il nome di Paseo Carlos Eraña. - Nel complesso del Colegio Nuestra Señora del Prado è presente un busto dedicato al beato, ricordato nella documentazione fotografica della Famiglia Marianista. - Carlos Eraña, Fidel Fuidio e Jesús Hita furono i primi religiosi della Società di Maria a essere beatificati. - La memoria liturgica dei tre martiri marianisti di Ciudad Real ricorre il 18 settembre. - La documentazione della causa conserva anche testimonianze di persone appartenenti all'ambiente politico ostile alla Chiesa che considerarono ingiusta la morte di Eraña.
Cronologia - 2 novembre 1884 - Nasce ad Aozaraza, Arechavaleta, nella Guipúzcoa. - 1899 - Entra nel postulato marianista di Escoriaza. - 1902 - Inizia il noviziato a Vitoria. - 9 settembre 1903 - Emette i primi voti nella Società di Maria. - 15 agosto 1908 - Emette la professione perpetua. - 1916 - Assume la direzione dell'Instituto Popular de la Concepción di Ciudad Real. - 1927 - Viene destinato a Tetuán, nel Marocco spagnolo. - 1933 - Torna a Madrid come direttore della scuola primaria del Colegio Nuestra Señora del Pilar. - 24 luglio 1936 - Il collegio del Pilar viene requisito e la comunità marianista dispersa. - 29 luglio 1936 - Arriva a Ciudad Real. - 6 settembre 1936 - Viene arrestato e rinchiuso nella Casa del Pueblo. - 18 settembre 1936 - Viene fucilato presso Alarcos, nei pressi di Ciudad Real. - 6 luglio 1993 - Viene promulgato il decreto sul martirio. - 1 ottobre 1995 - È beatificato a Roma da Giovanni Paolo II insieme a Fidel Fuidio Rodríguez e Jesús Hita Miranda. - 1998 - I resti dei tre martiri vengono trasferiti nella nuova cappella dei Martiri del Colegio Nuestra Señora del Prado di Ciudad Real.
Autore: Giampietro Cattini
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