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Beata Maria del Transito (Cabanillas) di Gesù Sacramentato

Festa: 25 agosto

Santa Leocadia, attuale Villa Carlos Paz, Córdoba, Argentina, 15 agosto 1821 - San Vicente, Córdoba, Argentina, 25 agosto 1885

Nacque il 15 agosto 1821 nella tenuta di Santa Leocadia, nell'area dell'attuale Villa Carlos Paz, in provincia di Córdoba, in una famiglia profondamente cristiana. Terzogenita di undici figli, ricevette un'educazione religiosa e culturale accurata e, fin dalla giovinezza, si dedicò alla catechesi e alle opere di misericordia, visitando poveri e malati. Dopo essere entrata nell'Ordine Francescano Secolare nel 1858-1859, maturò il desiderio di consacrarsi interamente a Dio e di dedicarsi all'educazione cristiana delle bambine povere e abbandonate. La sua vocazione attraversò una fase singolare: nel 1873 entrò nel monastero carmelitano di Buenos Aires, ma una grave debilitazione fisica la costrinse a lasciare la clausura l'anno seguente. Un successivo tentativo presso le Visitandine di Montevideo ebbe lo stesso esito. L'esperienza della malattia non spense però il suo progetto religioso. Al contrario, la orientò verso una forma di vita francescana attiva, capace di unire preghiera, educazione e servizio ai poveri. L'8 dicembre 1878, a San Vicente di Córdoba, fondò con Teresa Fronteras e Brígida Moyano la Congregazione delle Suore Terziarie Missionarie Francescane dell'Argentina, affidandone la direzione spirituale al francescano Quírico Porreca. La nuova famiglia religiosa si dedicò soprattutto all'educazione cristiana dell'infanzia povera e alla carità. Maria del Transito morì il 25 agosto 1885. Dichiarata venerabile da Giovanni Paolo II nel 1999, fu beatificata dallo stesso pontefice nel 2002, diventando la prima donna nata in Argentina a essere beatificata.

Martirologio Romano: A Córdova in Argentina, beata Maria del Transito di Gesù Sacramento, vergine, che si adoperò molto per la formazione cristiana dell’infanzia povera e abbandonata e istituì in Argentina le Suore Missionarie del Terz’Ordine di San Francesco.


Maria del Transito nacque nella tenuta di Santa Leocadia, nell'area che oggi appartiene a Villa Carlos Paz, il 15 agosto 1821, solennità dell'Assunzione della Vergine Maria. Era figlia di Felipe Cabanillas Toranzo e Francisca Antonia Luján Sánchez, sposatisi nel 1816. La famiglia, di origine spagnola da parte paterna, disponeva di una certa agiatezza, ma era soprattutto caratterizzata da una profonda vita cristiana. Dei suoi undici figli, alcuni morirono prematuramente, quattro si sposarono e altri scelsero la consacrazione religiosa: un figlio divenne sacerdote e tre figlie entrarono in istituti religiosi.
Ricevette il battesimo il 10 gennaio 1822 nella cappella di San Roque, amministrato dal sacerdote Mariano Aguilar. Le furono imposti i nomi di Transito, Eugenia e Dolores. Ricevette la Confermazione il 4 aprile 1836. Dopo la prima formazione in famiglia fu mandata a Córdoba, dove completò gli studi nel collegio di Santa Teresa. La città, sede di una delle più antiche università dell'America meridionale, costituiva allora uno dei principali centri culturali e religiosi della regione.
A partire dal 1840 Maria del Transito si prese cura anche del fratello minore, che si preparava al sacerdozio nel seminario di Nostra Signora di Loreto. La morte del padre, nel 1850, determinò il trasferimento definitivo della famiglia a Córdoba. La giovane Cabanillas si trovò così a condividere la vita quotidiana con la madre, il fratello, le sorelle e cinque cugine rimaste orfane.

Catechesi, carità e vocazione francescana
La sua vita spirituale si sviluppò progressivamente attraverso la preghiera, l'amore per l'Eucaristia e un'intensa attività caritativa. Maria del Transito insegnava il catechismo e visitava poveri e malati, spesso accompagnata dalla cugina Rosario. Non si trattava ancora di un'attività organizzata in forma istituzionale: era piuttosto una pratica quotidiana di prossimità verso le persone più fragili.
Dopo la morte della madre, il 13 aprile 1858, entrò nell'Ordine Francescano Secolare. La sua formazione spirituale fu accompagnata dal francescano Bonaventura Rizo Patrón, destinato in seguito all'episcopato di Salta. Nel 1859, in occasione della professione nell'Ordine Francescano Secolare, emise anche il voto di verginità perpetua. In quegli anni prese forma l'idea di una futura opera religiosa destinata soprattutto all'educazione cristiana dell'infanzia povera e abbandonata.
Il progetto è importante per comprendere l'originalità della sua vocazione. Maria del Transito non concepì la carità soltanto come assistenza immediata. La collegò all'educazione, alla formazione religiosa e alla promozione della persona. L'istruzione delle bambine povere divenne così uno degli elementi caratterizzanti della futura congregazione.

Il desiderio della vita contemplativa
Per diversi anni Maria del Transito cercò la forma di consacrazione che ritenesse più conforme alla propria vocazione. Nel 1871 incontrò Isidora Ponce de León, impegnata nella realizzazione di un monastero carmelitano a Buenos Aires. La seguì nella capitale argentina e il 19 marzo 1873 entrò nel monastero appena inaugurato.
L'esperienza durò poco più di un anno. Le severe esigenze ascetiche della vita claustrale si rivelarono superiori alle sue condizioni fisiche e una malattia la costrinse ad abbandonare il monastero nell'aprile 1874. Nel settembre dello stesso anno tentò una nuova esperienza religiosa presso le Visitandine di Montevideo, ma anche questa volta dovette ritirarsi dopo pochi mesi a causa della salute.
Questi fallimenti apparenti furono decisivi. Secondo la lettura proposta dalla Chiesa nel processo di beatificazione, Maria del Transito comprese progressivamente che la sua vocazione non consisteva nella clausura, ma in una consacrazione vissuta attraverso l'attività educativa, la carità e la spiritualità francescana. Giovanni Paolo II avrebbe sottolineato proprio questo passaggio nel discorso della beatificazione.

La nascita di una nuova famiglia religiosa
Rientrata a Córdoba, Maria del Transito riprese il progetto di fondare un'opera destinata all'educazione dei bambini poveri. Alcuni francescani la incoraggiarono; Agostino Garzón mise a disposizione una casa e favorì l'incontro con padre Quírico Porreca, frate minore di Río Cuarto. Con il suo aiuto furono elaborati il progetto e le costituzioni del nuovo istituto.
L'8 dicembre 1878, nella festa dell'Immacolata Concezione, Maria del Transito Cabanillas, Teresa Fronteras e Brígida Moyano diedero ufficialmente inizio, a San Vicente di Córdoba, alla nuova Congregazione delle Suore Missionarie Francescane dell'Argentina. Padre Quírico Porreca ne divenne direttore. Il progetto nasceva con una precisa finalità educativa e caritativa: promuovere opere di misericordia e offrire gratuitamente educazione cristiana alle figlie delle famiglie povere e abbandonate.
Il 2 febbraio 1879 le tre prime religiose emisero la professione. Il 27 febbraio dello stesso anno fu presentata al Ministro generale dei Frati Minori la richiesta di aggregazione all'Ordine. L'assenso giunse il 28 gennaio 1880. La nuova congregazione poté così consolidare la propria identità francescana.

L'educazione delle bambine povere
L'attività dell'istituto crebbe rapidamente. Durante la vita della fondatrice furono aperte diverse opere educative, tra cui il Collegio Santa Margherita da Cortona nel quartiere San Vicente di Córdoba, il Collegio Nuestra Señora del Carmen a Río Cuarto e quello dell'Immacolata Concezione a Villa Nueva.
L'educazione non era per Maria del Transito un'attività secondaria rispetto alla vita religiosa. Era il modo concreto attraverso il quale la sua spiritualità si traduceva in azione sociale. In un contesto nel quale l'accesso delle bambine all'istruzione rimaneva fortemente condizionato dalla posizione sociale e dalle risorse familiari, l'offerta di una formazione gratuita alle figlie dei poveri assumeva anche una rilevanza civile.
La fondatrice univa infatti catechesi, alfabetizzazione, formazione morale e assistenza. Il suo progetto non mirava semplicemente a raccogliere bambine bisognose, ma a formarle perché potessero costruire una vita cristiana e una famiglia nella società del loro tempo.

La prova dell'autorità e della malattia
La crescita dell'istituto comportò inevitabilmente anche difficoltà organizzative e tensioni interne. La documentazione storica mostra che i rapporti fra la fondatrice e il direttore ecclesiastico Quírico Porreca non furono sempre semplici. La questione della direzione dell'istituto richiese l'intervento dell'autorità ecclesiastica e si inserisce nel più ampio problema, tipico dell'Ottocento, della definizione degli spazi di autonomia delle nuove congregazioni femminili rispetto ai direttori ecclesiastici.
Questi episodi aiutano a evitare una rappresentazione idealizzata della fondatrice. La sua esperienza religiosa non fu priva di conflitti, incomprensioni e momenti di sofferenza. La documentazione utilizzata nel processo di beatificazione presenta proprio la pazienza, la prudenza e la fortezza con cui affrontò tali difficoltà come elementi significativi della sua maturità spirituale.
Nel frattempo le sue condizioni fisiche peggioravano. Le fatiche quotidiane, la responsabilità della fondazione e una vita caratterizzata anche da pratiche ascetiche contribuirono al progressivo indebolimento della salute. Nonostante ciò, continuò a occuparsi della congregazione e della formazione delle religiose fino agli ultimi anni.

La morte
Maria del Transito morì a San Vicente di Córdoba il 25 agosto 1885, all'età di 64 anni, esattamente nel giorno che sarebbe divenuto la sua memoria liturgica. La sua morte concluse una vita nella quale la ricerca della contemplazione era confluita in una forma originale di apostolato francescano.
La memoria della fondatrice rimase strettamente legata alla congregazione da lei istituita. Il suo corpo è oggi venerato presso il santuario dedicato a lei, nella Casa Madre delle Terziarie Missionarie Francescane nel quartiere San Vicente di Córdoba.

Spiritualità
La spiritualità di Maria del Transito presenta alcuni elementi particolarmente riconoscibili: amore per l'Eucaristia, preghiera, fiducia nella Provvidenza, spiritualità francescana, carità verso i poveri e attenzione all'educazione.
Il passaggio attraverso il Carmelo e la Visitazione dimostra che la sua ricerca vocazionale fu inizialmente orientata verso la vita contemplativa. La malattia non le consentì però di perseverare in quelle esperienze. La successiva fondazione francescana non rappresentò una semplice alternativa pratica, ma la maturazione di una vocazione nella quale contemplazione e servizio venivano uniti. Giovanni Paolo II, durante la beatificazione, evidenziò proprio come la sua chiamata si fosse progressivamente chiarita attraverso la ricerca della volontà di Dio e l'accettazione delle prove.
La fiducia nella Provvidenza appare anche nella memoria legata alla sua attività caritativa. Nella tradizione iconografica e devozionale della congregazione la cesta con il pane è diventata un suo segno caratteristico: richiama sia la raccolta delle offerte necessarie alla fondazione sia l'aiuto materiale portato ai poveri.
La spiritualità francescana, infine, non rimase soltanto una cornice istituzionale. La povertà, l'umiltà, la pazienza e la misericordia costituirono gli elementi attraverso i quali Maria del Transito interpretò concretamente la propria vocazione.

La beatificazione
La causa di beatificazione fu introdotta nel XX secolo e conobbe un lungo iter. La documentazione processuale fu sottoposta alla Santa Sede e, dopo l'esame storico, teologico e da parte della Congregazione delle Cause dei Santi, Giovanni Paolo II riconobbe l'eroicità delle virtù della Serva di Dio il 28 giugno 1999. Maria del Transito divenne così venerabile.
Per la beatificazione fu riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione. Il caso riguardò il sacerdote francescano José Roque Chielli, che nel 1970, mentre esercitava il ministero missionario nella provincia di Salta, fu colpito da una grave patologia cerebrale associata alla rottura di un aneurisma. Quando era stata programmata l'intervento chirurgico, le successive verifiche mediche mostrarono una remissione improvvisa e completa della patologia. Il caso fu sottoposto alle procedure canoniche previste per il riconoscimento dei miracoli.
Il 7 luglio 2001 Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto relativo al miracolo attribuito all'intercessione della venerabile Maria del Transito.
La beatificazione avvenne il 14 aprile 2002 in Piazza San Pietro. In quella stessa celebrazione Giovanni Paolo II la presentò come fondatrice delle Suore Terziarie Missionarie Francescane e come la prima donna argentina a essere beatificata.

La causa di canonizzazione
Maria del Transito Cabanillas non è attualmente canonizzata. Dopo la beatificazione è stata avviata una nuova fase della causa, relativa a un secondo presunto miracolo necessario per la canonizzazione.
Nel 2017 il Tribunale ecclesiastico di Córdoba concluse la fase diocesana della nuova inchiesta e la documentazione fu trasmessa a Roma. Il 14 giugno 2017 il materiale relativo al presunto miracolo fu consegnato alla Congregazione delle Cause dei Santi e il 21 luglio successivo venne aperto ufficialmente il trasunto.
Le fonti ecclesiali disponibili più recenti non attestano tuttavia la promulgazione di un decreto pontificio che riconosca questo secondo presunto miracolo. Pertanto, allo stato attuale, Maria del Transito deve essere indicata correttamente come beata e non come santa.

Rapporti con la Chiesa di Córdoba
La vicenda della fondatrice si inserisce profondamente nella storia religiosa della Córdoba ottocentesca. La sua opera si sviluppò in una diocesi caratterizzata dalla presenza storica degli ordini religiosi e da una vivace attività educativa.
Negli anni della crescita della congregazione ebbe particolare rilievo anche il rapporto con il vescovo francescano frate Mamerto de la Ascensión Esquiú, che guidò la diocesi di Córdoba dal 1880 al 1883. La documentazione storica segnala l'esistenza di rapporti fra Esquiú, la fondatrice e il nuovo istituto, nel quadro delle questioni relative alla sua organizzazione e alla sua direzione.
Il rapporto è significativo perché mostra come la nascente congregazione dovette confrontarsi fin dall'inizio con le strutture ecclesiastiche locali e con la necessità di definire progressivamente la propria identità giuridica e spirituale.

Culto e memoria
La memoria di Maria del Transito è particolarmente forte a Córdoba, dove sorge la Casa Madre della congregazione e il santuario a lei dedicato. Le sue reliquie sono venerate nel santuario del quartiere San Vicente, che costituisce ancora oggi il principale centro legato alla sua memoria.
La sua figura ha inoltre mantenuto una particolare presenza nella città natale. Nel 2015 Maria del Transito è stata proclamata patrona del quartiere Villa del Río, a Villa Carlos Paz, luogo legato alla sua nascita.
Negli ultimi anni le sue reliquie hanno partecipato anche a iniziative itineranti in diverse diocesi argentine, insieme a quelle di san José Gabriel del Rosario Brochero e del beato Mamerto Esquiú. Queste iniziative testimoniano la persistente rilevanza della sua figura nella religiosità argentina contemporanea.

Iconografia
L'immagine tradizionale della beata la presenta con l'abito religioso francescano e con gli attributi propri della sua vita consacrata. Particolare rilievo ha assunto la cesta con il pane, elemento che non appartiene semplicemente all'iconografia generica della religiosa, ma è collegato alla memoria concreta della sua attività caritativa e alla raccolta delle offerte per sostenere la sua opera.
La cesta richiama quindi due aspetti complementari della sua esistenza: la vicinanza ai poveri e la fiducia nella Provvidenza. In questo senso costituisce uno degli attributi più caratteristici della sua rappresentazione popolare.

Eredità
L'importanza storica di Maria del Transito Cabanillas non consiste soltanto nella fondazione di una nuova congregazione religiosa. Il suo progetto rappresentò una forma concreta di risposta a una delle esigenze della società argentina dell'Ottocento: offrire alle bambine appartenenti alle famiglie più povere una formazione religiosa e scolastica stabile.
La sua esperienza mostra inoltre il ruolo crescente assunto dalle congregazioni femminili nell'educazione e nell'assistenza nell'America Latina dell'Ottocento. La fondatrice non si limitò a concepire un'opera teorica, ma ne seguì direttamente la costruzione, la ricerca di risorse, la formazione delle prime religiose e l'apertura delle prime scuole.
La sua vicenda personale conserva anche un particolare interesse umano. Cercò dapprima la santità nella clausura, ma dovette rinunciarvi per motivi di salute. Proprio questa rinuncia divenne il punto di partenza di una diversa forma di consacrazione. La sua storia mostra dunque come una vocazione possa assumere una forma inattesa senza perdere il proprio centro spirituale.
La Chiesa cattolica ha riconosciuto in questo percorso l'eroicità delle virtù, mentre la storia documentata permette di cogliere soprattutto una donna capace di trasformare la propria esperienza personale, le proprie difficoltà e la propria sensibilità verso i poveri in un'opera educativa destinata a durare oltre la sua morte.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Maria del Transito Eugenia dei Dolori Cabanillas nacque a Santa Leocadia, attuale Carlos Paz, in provincia di Cordova, in Argentina, il 15 agosto 1821. Suo padre Filippo discendeva da una famiglia di Valencia, in Spagna, emigrata in Argentina nella seconda metà del sec. XVII. Nel nuovo ambiente i Cabanillas riuscirono ad accumulare una certa fortuna economica, ma si distinsero soprattutto per la loro profonda religiosità cristiana.
Nel 1816 il sig. Filippo si unì in matrimonio con la sig.na Francesca Antonia Luján Sánchez, dalla quale ebbe 11 figli. Tre morirono prematuramente, quattro contrassero matrimonio e gli altri si consacrarono a Dio, uno come sacerdote secolare e tre come religiose in Istituti diversi, continuando così una lunga e gloriosa tradizione familiare.
La Serva di Dio fu la terzogenita. Battezzata nella cappella di San Rocco da Don Mariano Aguilar, il 10 gennaio 1822, le furono imposti i nomi di Transito, ossia Maria Assunta, ed Eugenia dei Dolori. Il sacramento della Confermazione lo ricevette il 4 aprile 1836, con notevole ritardo, data la lontananza dal centro diocesano.

La formazione a Cordova
Dopo la prima educazione familiare, Transito fu inviata a Cordova, città di nobili tradizioni culturali, con la celebre università del sec. XVII, fondata dal Vescovo francescano Fernando Trejo y Sanabria, e i collegi di Santa Caterina (1613) e di Santa Teresa (1628). Completò la sua formazione, secondo i criteri del tempo, nel collegio di Santa Teresa. Dal 1840, mentre attendeva agli studi, si curò anche del fratello minore che nel frattempo si preparava al sacerdozio nel seminario di Nostra Signora di Loreto, sempre in Cordova.
Nel 1850, dopo la morte del sig. Filippo Cabanillas, tutta la famiglia si trasferì definitivamente a Cordova, per cui la Venerabile si ritrovò con la madre, il fratello, ordinato poi sacerdote nel 1853, le sorelle e cinque cugine orfane, in una casetta situata nei pressi della chiesa di San Rocco.
Transito si distingue per la sua pietà, specialmente verso l'Eucaristia; svolge un'intensa attività come catechista, compie opere di misericordia con frequenti visite ai poveri e agli ammalati in compagnia della cugina Rosaria.

La consacrazione francescana
Dopo la morte della mamma (13 aprile 1858) la Serva di Dio entra anche nell'Ordine Francescano Secolare e intensifica la sua vita di orazione e di penitenza, diretta spiritualmente dal francescano Padre Bonaventura Rizo Patrón, poi Vescovo di Salta (1862); ma le sue aspirazioni sono per una consacrazione totale al Signore.
Così, nel 1859, in occasione della sua professione nell'Ordine Francescano Secolare, emette anche il voto di verginità perpetua e incomincia a pensare alla fondazione di un Istituto per la istruzione cristiana dell'infanzia povera e abbandonata.

L'esperienza nel Carmelo e tra le Visitandine
Nel 1871 incontra la signora Isidora Ponce de León, che si interessa vivamente alla erezione di un monastero di carmelitane, in Buenos Aires: un anno dopo la segue in quella città e il 19 marzo 1873, giorno dell'inaugurazione del monastero, vi fa il suo ingresso per essere carmelitana.
Tuttavia l'impegno ascetico cui si assoggetta, si rivela superiore alle sue forze fisiche, tanto che cade ammalata e per conseguenza, nell'aprile 1874, deve abbandonare la clausura.
Nel settembre dello stesso anno, credendosi sufficientemente ristabilita in salute, entra fra le Visitandine di Montevideo, ma anche qui, dopo pochi mesi, è nuovamente inferma.

Il progetto di una nuova fondazione
La Serva di Dio accetta tutto con ammirabile rassegnazione, sempre più abbandonata alla Divina Provvidenza. Intanto riaffiora l'idea di una propria fondazione educativo-assistenziale per la infanzia; alcuni Padri Francescani la incoraggiano; un certo Don Agostino Garzón le offre una casa e la propria collaborazione, e la mette in contatto con il Padre Quirico Porreca, O.F.M., di Rio Quarto.

La fondazione della Congregazione
Ottenuta l'approvazione ecclesiastica del progetto di fondazione e delle costituzioni, dopo un corso di esercizi spirituali predicati dallo stesso Padre Porreca, Transito Cabanillas con due consorelle, Teresa Fronteras e Brigida Moyano, l'8 dicembre 1878, a San Vincenzo di Cordova, dà ufficialmente il via alla Congregazione delle Suore Missionarie Francescane dell'Argentina.
Direttore del nascente Istituto, su richiesta della Fondatrice, è nominato il Padre Quirico Porreca, O.F.M. Il 2 febbraio 1879 la Cabanillas e le prime sue due compagne emettono la professione religiosa e il 27 dello stesso mese chiedono l'aggregazione all'Ordine dei Frati Minori, con lettera diretta al Ministro Generale Padre Bernardino da Portogruaro, che risponde loro affermativamente in data 28 gennaio 1880.

La crescita dell'Istituto
La nuova Congregazione ebbe subito una larga fioritura di vocazioni, tanto che, vivente ancora la Fondatrice, furono aperti i Collegi di Santa Margherita da Cortona in San Vincenzo, quello del Carmine a Rio Quarto e dell'Immacolata Concezione a Villa Nova.

Gli ultimi anni e la morte
La Serva di Dio guidava con mirabile saggezza il fiorente Istituto, ma intanto le sue forze fisiche cedevano gradualmente alle fatiche di ogni giorno e alle asprezze ascetiche.
Il 25 agosto 1885 moriva santamente, così come era vissuta per 64 anni, lasciando in eredità eroici esempi di umiltà e di carità esercitata specialmente verso l'infanzia, verso i poveri, gl'infermi e le consorelle.
Nel suo curriculum spirituale vanno sottolineate soprattutto la prudenza, la pazienza, la fortezza nell'affrontare le molteplici prove della vita, la sua operosità assidua nell'insegnamento del catechismo e nella formazione dell'infanzia abbandonata, il suo amore alla purezza e la fiducia nella Divina Provvidenza, che spesso le rispondeva con segni sorprendenti.
Come Fondatrice, la Serva di Dio seppe infondere nelle sue figlie lo spirito soprannaturale, la generosità, l'amore all'infanzia, lo spirito di penitenza e di mortificazione.
L'eroicità delle virtù della Serva di Dio venne dichiarata da Sua Santità Giovanni Paolo II il 28 giugno 1999.


Autore:
Santa Sede

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Aggiunto/modificato il 2026-08-12

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