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Beato Tommaso da Tolentino Sacerdote francescano, martire

Festa: 9 aprile

Tolentino, Macerata, ca. 1250/60 - Thana, India, 9 aprile 1321

Il beato Tommaso, conterraneo del più celebre san Nicola, nacque nel 1250. Entrato giovanissimo tra i Francescani, fu sostenitore della più rigorosa povertà, finendo per questo in carcere. Liberato, andò missionario in Armenia con Angelo Clareno e altri compagni. Fu propugnatore delle missioni in Oriente. Cercò di recarsi in Cina, accogliendo l'appello di Giovanni di Montecorvino. Fu però martirizzato sull'isola di Salsetta, in India, nel 1321. Odorico di Pordenone portò il corpo in Cina. La testa si trova nel duomo di Tolentino. (Avvenire)

 

Martirologio Romano: A Tana in India orientale, beato Tommaso da Tolentino, sacerdote dell’Ordine dei Minori e martire, che, spintosi fin verso l’impero cinese per annunciare il Vangelo, mentre era in viaggio attraverso le terre dei Tartari e degli Indi, coronò con un glorioso martirio la propria missione.


Tommaso nacque a Tolentino intorno al 1250. Entrato giovanissimo nell'Ordine Francescano, fu tra i più accesi sostenitori dell'ideale di povertà in conformità della Regola e per questo motivo fu imprigionato due volte.
Liberato dal carcere per intervento del generale dell'Ordine Raimondo Godefroy, fu insieme ad Angelo Clareno, Marco da Montelupone, Pietro da Macerata ed Angelo da Tolentino nella missione di Armenia.
Il re di Armenia, Heitung II, lo incaricò di varie ambascerie in Europa presso il Papa e il re di Francia. Tornando nuovamente a Roma in cerca di missionari, ripartì nel 1302 per l'Oriente con dodici compagni. Nel 1307 partecipò al concilio di Sis che sanzionò l'unione della Chiesa armena con la romana.
Nel pieno della sua attività apostolica gli giunsero alcune lettere di Fra Giovanni da Montecorvino, il quale sollecitava l'invio di aiuti dalla Cina. Nel 1308 San Tommaso fu a Poitiers dove prospettò al Papa Clemente V le necessità delle missioni in Oriente. In seguito al suo intervento il Papa istituì la prima gerarchia ecclesiastica in Cina.
Negli anni successivi il campo dell'attività missionaria di San Tommaso dalla Persia fu esteso presumibilmente in India e in Cina.
Verso la fine del 1320 s'imbarcò in Ormuz con i francescani Giacomo da Padova, Pietro da Siena, Demetrio da Tifliz e con il domenicano Giordano da Severac, diretto in Cina.
Sbarcati contro la loro volontà nell'isola di Salsetta, i cinque missionari furono accolti da una famiglia di nestoriani a Tana. Preso insieme ai suoi confratelli, difese dinanzi ai Musulmani la divinità di Gesù Cristo e con il nome della Madonna sulle labbra venne crudelmente martirizzato il 9 aprile del 1321.
Qualche anno dopo, Odorico da Pordenone trasportò il corpo del Beato a Zaiton in Cina.
Il capo, alla fine del secolo XIV, fu portato da un mercante pisano a Tolentino, dove con l'approvazione di Papa Bonifacio IX, venne innalzata una cappella in onore del Martire. Le venerate reliquie, custodite in un busto d'argento, sono conservate attualmente nella Basilica Cattedrale.
Sua Santità Leone XIII, nel 1894, ne confermò il culto.

Autore: Elisabetta Nardi




Lo conosciamo già adulto, e francescano dei più battaglieri, mentre si ignorano l’anno di nascita e la condizione della sua famiglia. È diventato frate assai giovane, e altrettanto presto contestatore. L’Ordine francescano è diviso su un problema capitale: per una parte di essi la povertà significa rinuncia a qualsiasi tipo di beni personali, usando solo quelli della comunità; ma altri la intendono più radicalmente, come privazione di tutti i beni. Il contrasto è vivace particolarmente fra i francescani di Provenza, di Toscana, e tra quelli della Marca di Ancona, «anticamente adornata – a modo che il cielo di stelle – di santi ed esemplari frati», come si legge nei Fioretti. Qui il movimento degli “spirituali” si ispira in particolare a frate Angelo da Cingoli (detto poi Clareno) e il leader locale è appunto Tommaso da Tolentino.
Il conflitto, dapprima interno all’Ordine, rischia di investire la Chiesa; e allora per gli uomini di punta del movimento arrivano i processi e la detenzione. Anche a frate Tommaso tocca questa sorte, due volte. Ma, ritornato in libertà, si aprono per lui e per molti altri “spirituali” i campi dell’attività missionaria. Tommaso, nel 1290, viene mandato in Armenia, e qui in breve tempo diventa consigliere del re Aitone II, che lo fa viaggiare come suo ambasciatore presso il Papa e i re di Francia e d’Inghilterra. Per anni Tommaso fa il missionario e il viaggiatore. Nel 1295 è a Roma, chiamato dal Ministro generale del suo Ordine, ancora per la questione degli “spirituali”: e nel ritornare in Oriente porta con sé un gruppo di missionari.
Intanto, dopo il conflitto tra papa Bonifacio VIII e il re Filippo il Bello di Francia, la Chiesa ha un pontefice francese che non può venire a Roma: è l’inizio del “papato avignonese”. Frate Tommaso deve spingersi in Francia, fino a Poitiers, per raggiungere papa Clemente V portando notizie “dall’altro mondo”: un figlio ancora di Francesco d’Assisi, frate Giovanni da Montecorvino, ha dato vita a una comunità cristiana in Khambalik, l’attuale Pechino, e sta traducendo in lingua tartara i Vangeli e i Salmi, ma ha bisogno urgente di rinforzi. Il Papa lo nomina allora primo arcivescovo della capitale cinese.
Alcuni anni dopo anche Tommaso parte per l’Estremo Oriente: sono con lui i francescani Giacomo da Padova e Pietro da Siena, il domenicano Giordano da Severac e l’interprete laico Demetrio da Tiflis. Si imbarcano a Ormuz, nel Golfo Persico, nel 1320, ma in Cina non arriveranno mai. Sono costretti a sbarcare in India, in quella che all’epoca è l’isola di Salsetta, in un piccolo arcipelago che ora è terraferma nell’area di Bombay; di qui passano poi a Thana, dove si concludono la missione e le loro vite.
La vicenda finale sarà raccontata alcuni anni dopo da un altro missionario, il beato Odorico da Pordenone, morto nel 1331, che nel suo viaggio verso la Cina si è fermato a Thana ascoltando i testimoni.Tommaso e i suoi compagni erano stati chiamati a deporre davanti a un giudice, su certi litigi in una famiglia; poi hanno cominciato a predicare la fedecristiana (a un uditorio di numerosi musulmani) con un tale vigore polemico che il capo locale li fece mettere a morte. Sepolti a Thana, i corpi sono stati riesumati da Odorico, trasportati in Cina e sepolti a Zaitun (regione del Fujian). Nella cattedrale di Tolentino si conservano reliquie ossee del corpo di Tommaso, riportato in Italia nello stesso XIV secolo da un mercante pisano. Nel1894, Leone XIII ha approvato il culto a Tommaso col titolo di beato.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2005-03-24

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