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Beato Costanzo Servoli da Fabriano Domenicano

Festa: 24 febbraio

Fabriano ? - Ascoli, 1481

Fu un religioso tutto dedito alla preghiera: oltre all'Ufficio divino era solito celebrare ogni giorno l'intero Ufficio dei defunti. Uomo di vita austera e zelante nel promuovere la pace, fu tra coloro che con maggior successo riformarono la vita regolare nell'Ordine. Morì il 24 febbraio ad Ascoli Piceno, dove il suo corpo è ancora venerato nella chiesa di s. Pietro martire; mentre il suo capo si trova nella cattedrale di Fabriano.

Martirologio Romano: Ad Ascoli Piceno, beato Costanzo Sérvoli da Fabriano, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che si distinse per austerità di vita e impegno nel promuovere la pace.


Gli antichi storici dell’Ordine Domenicano chiamano Costanzo da Fabriano “illustre e lucidissima stella del cielo domenicano". Nato a Fabriano agli inizi del XV° secolo, da Bernardo Servoli, uomo di modeste condizioni sociali, entrò nell’Ordine a quindici anni, dove ebbe come maestri Sant’Antonino e in seguito Corradino da Brescia. Sotto si abili guide divenne un compito modello di Frate Predicatore. Grande fu la sua azione, sia nell’Ordine, lavorando efficacemente a propagare e a stabilire nei vari conventi quella rinnovata vita domenicana instaurata da quei generosi figli di S. Domenico accesi dalla nobile brama di far rivivere nella sua integrità l’ideale del Fondatore, sia tra il popolo fedele, riconducendo con la potente parola le anime a Dio, e ricomponendo gli atroci odi di parte. Nel 1440 e 1467 fu Priore a Fabriano, nel 1445 a Perugia, e nel 1459 e 1470 ad Ascoli. Nella città di Ascoli, vicina a distruggersi per le discordie civili, egli riportò il sereno e la pace. Restaurò dalle fondamenta il convento di S. Domenico, dove fece rifiorire gli studi e la disciplina regolare e dove chiuse la sua carriera. Anima di preghiera, diceva che nessuna grazia il Signore non gli aveva mai negata alla recita dell’intero Salterio, e quando volle dirlo per ottenere che i Turchi desistessero dall’infliggere alla Grecia l’estrema rovina, non gli riuscì mai di finirlo, comprendendo egli con questo che nessuna preghiera non poteva mai placare l’ira divina, provocata da tanta ostinazione. Morì ad Ascoli Piceno il 24 febbraio 1481 e il suo corpo riposa nella chiesa di San Pietro Martire. Fabriano, sua città natale, e dove con grande venerazione, in cattedrale, si conservano il suo capo, lo ha eletto suo Patrono. Papa Pio VII il 22 settembre 1821 ha concesso la Messa e l’ufficio propri.


Autore:
Franco Mariani

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Aggiunto/modificato il 2002-04-10

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