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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > Beato Giovanni Giorgio (Giacomo) Rhem Condividi su Facebook

Beato Giovanni Giorgio (Giacomo) Rhem Sacerdote domenicano, martire

Festa: 11 agosto

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Katzenthal, Francia, 1752 - Rochefort, Francia, 11 agosto 1794

Nacque nel 1752 a Katzenthal, nella regione dell’Alto Reno. All’età di vent’anni anni, a Parigi, vestì il Sacro Abito Domenicano prendendo il nome di Tommaso. L’anno dopo emise la Professione Solenne nel Convento di Schelestad. Nel 1791, al tempo della Rivoluzione Francese, rifiutò il giuramento scismatico imposto al clero e, distrutto il convento, si portò nel dipartimento di La Meurthe, dove continuò a predicare la fede cattolica. Nel 1793 il comitato rivoluzionario lo mise in prigione a Nancy. Poco dopo lo destinò con molti altri a Rochefort, presso La Rochelle, condannato alla deportazione. Dal mese di maggio a quello di agosto del 1794 rimase prigioniero in una nave, dove, estenuato da efferati maltrattamenti, trovò la morte l’11 agosto. Fa parte di un gruppo di 64 sacerdoti e religiosi francesi, chiamati i “Deportés des Pontons”, beatificati da Papa Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1995.

Etimologia: Giovanni deriva dall'ebraico Yehohanan, 'Dio ha fatto grazia'; Giorgio deriva dal greco Georgos, 'lavoratore della terra' o 'agricoltore'. Il cognome Rhem (o Rehm) è di origine germanica, derivato dal

Emblema: Abito domenicano, palma del martirio, catena o ceppi, nave.

Martirologio Romano: All’ancora al largo di Rochefort sulla costa francese, beato Giovanni Giorgio (Giacomo) Rhem, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, consegnato durante la persecuzione ad una sordida prigionia, invitava alla speranza i compagni di carcere atrocemente provati, finché lui stesso morì per Cristo, logorato da una malattia incurabile.


Jean-Georges Rhem vide la luce il 21 aprile 1752 a Katzenthal, un piccolo villaggio situato nel dipartimento dell'Alto Reno, nella regione dell'Alsazia. L'Alsazia del XVIII secolo era una terra di confine, culturalmente e linguisticamente a cavallo tra la Francia e il mondo germanico, un contesto che forgiò nel giovane un carattere resiliente e una profonda pietà. Attratto dalla vita consacrata, a vent'anni, nel 1772, si recò a Parigi per entrare nel noviziato dell'Ordine dei Predicatori. In quell'occasione, ricevette l'abito domenicano e assunse il nome religioso di fra' Tommaso. L'anno successivo emise la professione solenne nel convento di Sélestat (all'epoca nota come Schlestadt), tornando così nella sua terra natale per dedicarsi allo studio, alla preghiera e alla predicazione.

Il rifiuto del giuramento e la clandestinità
Lo scoppio della Rivoluzione francese sconvolse l'assetto della Chiesa in Francia. Nel 1790 fu approvata la Costituzione Civile del Clero, che imponeva a tutti gli ecclesiastici un giuramento di fedeltà allo Stato, trasformando i sacerdoti in funzionari pubblici e sottomettendoli all'autorità civile piuttosto che a quella pontificia. Come gran parte del clero regolare e molti sacerdoti secolari, fra' Tommaso si schierò tra i 'refrattari', rifiutando il giuramento scismatico. 
Le conseguenze furono immediate. I conventi furono soppressi e confiscati, e i religiosi espulsi. Fra' Tommaso vide il suo convento distrutto e fu costretto alla fuga. Trovò rifugio nel dipartimento della Meurthe, in Lorena, dove continuò a esercitare il suo ministero sacerdotale in modo clandestino. Celebrava l'Eucaristia in segreto, amministrava i sacramenti ai fedeli e predicava la fede cattolica, sfuggendo costantemente alle pattuglie rivoluzionarie e ai comitati di salute pubblica che davano la caccia ai preti refrattari.

L'arresto e i pontoni di Rochefort
Nel 1793, il periodo del Terrore raggiunse il suo apice. Il comitato rivoluzionario di Nancy riuscì a individuare e arrestare fra' Tommaso. Rinchiuso in prigione, fu presto condannato alla deportazione. Il destino che attendeva lui e centinaia di altri ecclesiastici era la deportazione nelle colonie penali della Guyana francese. 
Tuttavia, il blocco navale inglese e le difficoltà logistiche impedirono la partenza delle navi. I prigionieri furono quindi trasferiti a Rochefort, sulla costa atlantica, e stipati su vecchie navi da guerra in disuso, i famigerati pontoni, ancorati al largo del porto e nelle acque della Charente. 
Dal mese di maggio all'agosto del 1794, fra' Tommaso visse l'inferno delle stive. Le condizioni igieniche erano inesistenti, il cibo era scarso e avariato, l'aria irrespirabile. Epidemie di tifo, dissenteria e scorbuto falcidiarono i prigionieri. In questo contesto di disperazione, il domenicano si distinse per la sua carità e la sua forza d'animo: nonostante le sofferenze, invitava costantemente i compagni di carcere alla speranza e alla preghiera, offrendo conforto spirituale a chi era atrocemente provato. 
Logorato da una malattia incurabile e dai maltrattamenti, fra' Tommaso Rhem spirò l'11 agosto 1794. Il suo corpo, come quello di molti altri martiri, fu gettato in una fossa comune o sepolto frettolosamente sulle isole circostanti, ma il suo sacrificio fu subito riconosciuto dai compagni superstiti come un autentico martirio.

I Martiri dei pontoni di Rochefort
La vicenda di Giovanni Giorgio Rhem non può essere disgiunta da quella dei suoi compagni di prigionia. Complessivamente, 829 sacerdoti, religiosi e seminaristi furono stipati su navi prigione come la Deux Associés e la Washington. Di questi, 547 morirono a causa delle condizioni disumane. La Chiesa ha riconosciuto il martirio di 64 di essi, tra cui il beato Jean-Baptiste Souzy, che funge da capofila del gruppo. Essi sono ricordati collettivamente come i Martiri dei pontoni di Rochefort e rappresentano una delle pagine più buie e al contempo luminose della persecuzione rivoluzionaria.

Culto e Beatificazione
La causa di beatificazione dei martiri dei pontoni fu introdotta nel XIX secolo, ma subì numerose interruzioni a causa della complessità nel raccogliere le prove documentali per ogni singolo prigioniero. Solo nel 1994, il 2 luglio, la Consulta Medica e la Congregazione delle Cause dei Santi riconobbero ufficialmente il loro martirio 'in odio alla fede'. Papa Giovanni Paolo II procedette alla solenne beatificazione di Jean-Baptiste Souzy e dei suoi 63 compagni, tra cui fra' Tommaso Rhem, il 1° ottobre 1995 a Roma. La memoria liturgica di Giovanni Giorgio Rhem è fissata al 11 agosto, giorno del suo transito.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-08-03

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