Sant' Apollinare
Abate di Montecassino
Festa: 27 novembre
Nascita-morte: † Montecassino, 27 novembre 828
Nascita - morte:
† Montecassino, 27 novembre 828
Festa:
27 novembre
Etimologia:
Dal latino Apollinaris, «relativo ad Apollo», derivato dal nome della divinità Apollo
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 27 novembre
Monaco benedettino e quattordicesimo abate di Montecassino, governò il celebre monastero dal 817 al 27 novembre 828, in una fase decisiva per il consolidamento delle sue proprietà e della sua autonomia. Succeduto a Gisulfo, proseguì l'acquisizione e l'organizzazione dei beni abbaziali, con donazioni attestate nell'area beneventana, capuana e pugliese. Le testimonianze storiche lo presentano dunque non soltanto come superiore religioso, ma anche come amministratore di una comunità ormai inserita nelle complesse relazioni politiche dell'Italia meridionale carolingia e longobarda. La memoria monastica ne conservò presto il profilo di uomo santo: alla sua figura furono associati racconti miracolosi e un culto locale, documentato anche dalla successiva traslazione delle spoglie per iniziativa dell'abate Desiderio, futuro papa Vittore III. La tradizione cassinese ne celebra la memoria il 27 novembre, anniversario della morte; non va tuttavia confusa questa venerazione storica con una canonizzazione pontificia moderna, della quale non risulta documentazione.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le origini ignote e il monastero ricostituito
Della nascita, della famiglia, del luogo d'origine e dell'infanzia di Apollinare non si conservano notizie attendibili. Anche la data del suo ingresso nella vita religiosa rimane sconosciuta. Le fonti consentono invece di collocarlo con sicurezza nell'ambiente benedettino di Montecassino, dove giunse a ricoprire il governo abbaziale all'inizio del IX secolo. Non è possibile attribuirgli una formazione particolare, viaggi o incarichi anteriori sulla base della sola importanza raggiunta dal monastero.
Per comprendere il suo abbaziato è necessario ricordare la storia recente della comunità. Dopo la distruzione longobarda della fine del VI secolo, Montecassino era stato ricostituito nell'VIII secolo grazie soprattutto all'iniziativa di Petronace e al sostegno pontificio. Il recupero della vita monastica fu accompagnato dalla progressiva ricostruzione del patrimonio, dalla ripresa della liturgia e dall'attività culturale. Nel corso dell'VIII secolo il cenobio divenne un luogo di riferimento per monaci, ecclesiastici e personaggi dell'aristocrazia.
La presenza di Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi, mostra il rilievo intellettuale raggiunto dall'abbazia prima dell'elezione di Apollinare. Non esiste però una prova che permetta di considerare Apollinare suo discepolo diretto. La distinzione è importante: il contesto culturale di Montecassino è storicamente ricostruibile, mentre la biografia personale del futuro abate, prima del 817, resta sostanzialmente oscura.
L’elezione dopo Gisulfo e il governo della comunità
Apollinare succedette a Gisulfo, morto nel 817, ed è indicato nella serie degli abati come il quattordicesimo superiore di Montecassino. La cronologia tradizionale attribuisce al suo governo undici anni, conclusi con la morte il 27 novembre 828. Il passaggio di responsabilità avvenne dopo una fase di intenso sviluppo materiale: Gisulfo aveva ampliato e organizzato i possedimenti monastici e promosso interventi edilizi di rilievo.
L'elezione di Apollinare non significò l'abbandono di tale politica. La documentazione ricordata dalla storiografia cassinese indica, al contrario, una continuità nell'amministrazione e nell'accrescimento dei beni. Per un'abbazia altomedievale le proprietà agricole, le chiese dipendenti e i diritti territoriali non costituivano soltanto risorse economiche: sostenevano il mantenimento dei monaci, l'accoglienza, gli edifici e le funzioni religiose. Non è tuttavia possibile ricostruire nel dettaglio le decisioni quotidiane del superiore o attribuirgli personalmente ogni operazione amministrativa della comunità.
La tradizione religiosa sottolineò in Apollinare la pietà e la disciplina monastica. Tali caratterizzazioni appartengono al ricordo che i confratelli elaborarono del loro abate; non sono accompagnate da un diario contemporaneo o da una biografia composta durante la sua vita. Il suo profilo storico emerge soprattutto dagli atti patrimoniali e dalla continuità istituzionale del cenobio.
Le donazioni nell’area beneventana
Nei primi anni dell'abbaziato l'espansione patrimoniale riguardò in particolare il territorio di Benevento, centro del principato longobardo con il quale Montecassino intratteneva rapporti importanti. La voce dedicata ad Apollinare nel Dizionario Biografico degli Italiani segnala per il 820 donazioni di un nobile beneventano di nome Trasemundo e ricorda inoltre un gastaldo chiamato Rodegario. Si tratta di nomi e circostanze che appartengono alla documentazione economica della storia abbaziale, non a una narrazione agiografica di miracoli.
Il titolo di gastaldo designava un funzionario dell'organizzazione longobarda; la presenza di donatori appartenenti a gruppi dirigenti aiuta a comprendere come il monastero fosse collegato alle reti politiche e sociali della regione. Le donazioni non devono però essere interpretate automaticamente come segni di un rapporto personale di amicizia tra Apollinare e ciascun benefattore: ciò che risulta è l'effetto giuridico ed economico delle concessioni ricordate dalle fonti.
Nel quadro del IX secolo, possedere terre distribuite in più distretti poteva rafforzare la capacità del monastero di fronteggiare mutamenti di potere e difficoltà locali. Questa considerazione chiarisce la rilevanza storica delle acquisizioni, senza trasformarla in un programma politico esplicitamente formulato dall'abate, del quale non si conserva una dichiarazione diretta.
Verso Capua e la Puglia: un patrimonio più esteso
La storiografia registra ulteriori acquisizioni nella zona di Capua, riferite agli anni 825 e 827. Nello stesso 827 si colloca l'ampliamento di possessi cassinesi in Puglia, fino all'area di Taranto. L'indicazione di territori diversi e relativamente distanti mostra che l'amministrazione di Montecassino superava ormai i confini immediati del monte e della valle circostante.
Il dato ha anche un significato politico. L'espansione in direzione di Capua e della Puglia è stata letta come una delle prime manifestazioni di un progressivo distacco economico e politico della comunità cassinese dalla centralità beneventana. Questo processo si sarebbe sviluppato ulteriormente sotto gli abati successivi; non è corretto presentarlo come un'indipendenza già compiuta nel 828, né come un conflitto personale documentato tra Apollinare e i principi di Benevento.
L'abbazia aveva bisogno di conservare e amministrare beni dispersi, di mantenere relazioni con donatori e poteri territoriali e di assicurare continuità alla vita comunitaria. Le fonti disponibili descrivono soprattutto gli esiti di queste attività. Restano ignoti i nomi degli eventuali collaboratori dell'abate nelle singole trattative, le modalità precise di molte acquisizioni e l'eventuale presenza personale di Apollinare nei luoghi interessati.
La morte e il primo ricordo di santità
Apollinare morì il 27 novembre 828 e fu sepolto a Montecassino. L'accordo delle ricostruzioni sulla data e sul luogo della sepoltura permette di considerarli tra gli elementi più solidi della sua biografia. Alla guida dell'abbazia gli succedette Deusdedit. Non sono documentate le circostanze della malattia o della morte, né parole finali attribuibili con sicurezza al monaco.
La comunità cassinese conservò presto una memoria di santità del proprio abate. La tradizione, già sviluppata nel IX secolo e trasmessa poi dagli autori monastici, non lo ricordò soltanto come amministratore, ma come intercessore e protettore. È significativo il racconto secondo cui sarebbe apparso all'abate Bassacio, superiore tra il 837 e il 856, per rassicurarlo di fronte alla minaccia saracena. Il racconto attesta il modo in cui i monaci interpretarono la protezione spirituale dei predecessori; non costituisce una prova indipendente di un'apparizione soprannaturale.
Il culto locale risulta dunque radicato nella storia della comunità. È però necessario distinguere l'uso dei titoli di santo o beato nelle fonti monastiche da una canonizzazione solenne in senso moderno. Per Apollinare non è documentata una procedura pontificia di canonizzazione, e la sua commemorazione appartiene soprattutto alla tradizione cassinese e benedettina.
I miracoli nella tradizione agiografica
Tra i racconti più caratteristici tramandati dagli scrittori cassinesi figura l'attraversamento a piedi del fiume Liri. Un'altra tradizione gli attribuisce la conversione di Radelchi, conte di Conza. Questi episodi sono ricordati dalla storiografia come parte del patrimonio narrativo che si formò attorno all'abate, ma non possono essere esposti come avvenimenti verificati mediante testimonianze contemporanee indipendenti.
Il miracolo del passaggio sul fiume appartiene a un repertorio di motivi agiografici nel quale il dominio sulle acque manifesta simbolicamente la santità. Anche il racconto relativo a Radelchi presenta un significato religioso: il superiore monastico vi appare capace di influire sulla condotta di un personaggio aristocratico. Per valutarne il valore storico sarebbe necessario poter stabilire con precisione la redazione più antica, la sua distanza dai fatti e la dipendenza fra le diverse testimonianze.
Questi racconti non sono inutili alla ricostruzione storica. Informano, infatti, sul modello di santità che la comunità intendeva trasmettere e sul rapporto fra memoria spirituale, prestigio del monastero e relazioni con i potenti. Devono però restare distinti dalla documentazione patrimoniale, che consente un controllo più diretto sulle attività svolte durante l'abbaziato.
La traslazione delle reliquie e la memoria postuma
Nell'XI secolo Desiderio, abate di Montecassino e futuro papa Vittore III, promosse la traslazione del corpo di Apollinare e compose un epitaffio destinato alla nuova sepoltura. L'iniziativa costituisce una testimonianza rilevante della venerazione riservata al predecessore a distanza di oltre due secoli. L'epitaffio inseriva la sua memoria nello spazio liturgico e monumentale dell'abbazia, rendendola visibile anche alle generazioni successive.
Una tradizione repertoriale più tarda precisa il 1058 per l'apertura della tomba e indica la chiesa di San Giovanni Battista come luogo della deposizione. Tali dettagli, riportati in compilazioni moderne, richiedono cautela quando non siano confrontati direttamente con la documentazione monumentale e narrativa originale. Analogamente, la notizia di una nuova collocazione delle reliquie nel 1952, dopo le distruzioni belliche e la ricostruzione del complesso, appartiene alla storia recente del culto e non alla biografia dell'abate altomedievale.
Il ricordo di Apollinare attraversò così fasi molto diverse della storia cassinese: la prima venerazione monastica, la sistemazione memoriale voluta da Desiderio, la trasmissione attraverso le cronache e le trasformazioni degli edifici. Il 27 novembre rimase la data associata alla sua commemorazione. La sua figura va distinta sia da sant'Apollinare vescovo di Ravenna, sia dal santo ravennate al quale era dedicata una cella monastica fondata nell'area cassinese durante il governo di Gisulfo.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
L’Ordine Benedettino e l’Abbazia di Montecassino, celebrano il 27 novembre la memoria liturgica del santo abate Apollinare, anche se il ‘Martirologio Romano’ non ne fa menzione. Fu nominato 14° abate nell’817, succedendo all’abate Gisulfo; benedettino di grandi virtù, promosse con tenacia la disciplina monastica e nel contempo, operò con vivace attività per incrementare i possessi del monastero ed organizzandone la gestione, ricevé donazioni da molti nobili feudatari.
Intraprese con viaggi la visita dei possedimenti, controllandone l’amministrazione e fu durante una di queste trasferte, che arrivato sulle sponde del fiume Liri, non avendo barche per attraversarlo, si fece un segno di croce e camminò sulle acque a piedi asciutti.
Accolse nel monastero, come penitente Radechi conte di Conza, che era desideroso di espiare per l’assassinio di Grimoaldo IV principe di Benevento, cosa abbastanza frequente nelle lotte intestine fra i feudatari dell’epoca.
Apollinare morì il 27 novembre 828 e sepolto nell’abbazia; l’abate Desiderio e lo storico Leone Marsicano, che già narrano l’episodio dell’attraversamento del Liri, raccontano che quando alla fine dell’846, i Saraceni dopo aver distrutto Fondi, si preparavano ad assalire Montecassino, l’abate di quel periodo Bassacio, insieme ai trepidanti monaci, elevava preghiere per allontanare il mortale pericolo, durante la notte Apollinare gli apparve e lo rassicurò in nome di s. Benedetto.
Infatti durante la notte un violento temporale, fece straripare il fiume Liri ed i saraceni, che non avevano barche, rinunciarono per quella volta alla distruzione dell’abbazia. Nel 1058, l’abate Desiderio fece esumare le sue spoglie e le sistemò nella chiesa di S. Giovanni Battista, componendo egli stesso un epitaffio in versi; nel 1952, dopo la ricostruzione dell’abbazia, dalla distruzione della II guerra mondiale, fu trasferito nella cappella eretta in suo onore ed affrescata da Luca Giordano nel sec. XVII, che era scampata alla rovina.
Approfondimenti
La tradizione delle cronache cassinesi
Leone Marsicano, autore della Chronica monasterii Casinensis tra XI e XII secolo, raccolse materiali d'archivio e memorie della comunità; l'opera fu poi continuata da altri monaci, fra i quali Pietro Diacono. Per gli abati del IX secolo la cronaca rappresenta un testimone indispensabile, ma cronologicamente posteriore. Le notizie sulle donazioni vanno lette alla luce dell'interesse dell'abbazia a ricostruire la legittimità dei propri possessi; i racconti di miracoli rispondono invece anche a finalità di edificazione religiosa.
L'epitaffio come testimonianza del culto
La composizione di un'iscrizione funeraria da parte di Desiderio documenta l'importanza attribuita ad Apollinare nella memoria cassinese dell'XI secolo. La conservazione e lo studio delle epigrafi dell'abbazia sono particolarmente significativi perché il complesso monumentale ha subito ripetute distruzioni e ricostruzioni.
Cronologia
- 817: Apollinare succede a Gisulfo come quattordicesimo abate di Montecassino.
- 820: sono ricordate donazioni beneventane, fra cui quella di Trasemundo.
- 825 e 827: acquisizioni patrimoniali nell'area capuana.
- 827: ampliamento dei possessi in Puglia, fino all'area di Taranto.
- 27 novembre 828: morte e sepoltura a Montecassino.
- XI secolo: l'abate Desiderio promuove la traslazione delle spoglie e compone un epitaffio.
Valutazione storico-critica
- Identificazione: sicura come quattordicesimo abate di Montecassino; non va confuso con sant'Apollinare di Ravenna.
- Cronologia: abbaziato dal 817 al 828 e morte il 27 novembre 828 concordemente attestati dalla tradizione storiografica cassinese.
- Attività documentabile: acquisizioni e donazioni territoriali riferite agli anni 820, 825 e 827; l'interpretazione di un progressivo distacco da Benevento è una valutazione storica, non una dichiarazione personale conservata dell'abate.
- Limiti biografici: nascita, origini familiari, formazione, ingresso in monastero e particolari della vita quotidiana non documentati.
- Miracoli: attraversamento del Liri, conversione di Radelchi e apparizione a Bassacio appartengono alla tradizione agiografica e non sono verificabili come fatti mediante prove indipendenti contemporanee.
- Culto: venerazione monastica antica e traslazione delle spoglie nell'XI secolo; non risulta una canonizzazione pontificia formale documentata. La sua presenza nel Martirologio Romano universale non è accertata dalle fonti consultate.
Fonti e bibliografia essenziale
- Apollinare, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 1961.
- Leone Marsicano e continuatori, Chronica monasterii Casinensis, a cura di Hartmut Hoffmann, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, vol. 34, Hannover, 1980.
- Vittore III, Dialogi, in Patrologia Latina, vol. 149, coll. 967 sgg. e 1017.
- Pietro Diacono, De ortu et obitu iustorum Casinensium, in Patrologia Latina, vol. 173, coll. 1081-1090.
- Chronica Sancti Benedicti Casinensis, a cura di Georg Waitz, in Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum, Hannover, 1878.
- L. Fabiani, La Terra di S. Benedetto, vol. I, Montecassino, 1950.
- Abbazia di Montecassino, voce in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto della Enciclopedia Italiana.
- Per Einar Odden, Den hellige Apollinaris av Montecassino, repertorio biografico della Chiesa cattolica norvegese, aggiornato nel 2006.
