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San Riccardo di Andria Vescovo

Festa: 9 giugno

XII sec.

Fu vescovo di Andria durante il dominio normanno. Si presume che la sua istruzione sacerdotale sia avvenuta in un'abbazia benedettina, forse in Francia o Italia. Nominato vescovo da papa Adriano IV tra il 1157 e il 1159, partecipò al Concilio Lateranense III nel 1179 e si distinse per la sua fervente attività pastorale. Nel 1196 trasferì ad Andria le reliquie dei Santi Ponziano ed Erasmo, consolidando la sua devozione. La data precisa della sua morte è incerta, ma si presume sia avvenuta il 9 giugno tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII. Canonizzato il 23 aprile dopo il 1300, le sue reliquie furono inizialmente deposte sull'altare maggiore della cattedrale, ma andarono disperse nel 1348 a causa di un'invasione. Ritrovate nel 1438, oggi riposano in un pregevole sarcofago marmoreo nella cappella più artistica della cattedrale.

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: Ad Andria in Puglia, san Riccardo, vescovo, che, inglese d’origine e celebre per la sua virtù, accolse con onore le reliquie dei santi Erasmo e Ponziano.


San Riccardo visse nel secolo XII durante il periodo della dominazione normanna, fu vescovo di Andria in provincia di Bari ed è il patrono della città e della diocesi.
Di origine inglese, fu istruito e preparato al sacerdozio con tutta probabilità in qualche abbazia benedettina, che a quell’epoca erano abbastanza diffuse nell’Europa Occidentale, specie in Francia ed Italia; si suppone che fu nominato vescovo di Andria dal papa Adriano IV, anche lui benedettino inglese, fra il 1157 e il 1159, periodo in cui avvenne la pacificazione del papa con il re di Sicilia e duca di Puglia, Guglielmo I.
Si sa che partecipò nel 1179 al Concilio Ecumenico Lateranense III; nel 1196 ricevette e trasferì con solennità ad Andria, le reliquie dei martiri Ponziano ed Erasmo, deponendole nella chiesa di S. Bartolomeo.
Morì il 9 giugno di un anno imprecisato alla fine del secolo XII; dal numero simbolico dei miracoli attribuitogli sia in vita che da morto, si può pensare che furono effettivamente molti, e diluiti in lungo periodo, di conseguenza si presume che il suo fu un lungo episcopato.
Per la data della canonizzazione, essa deve essere avvenuta un 23 aprile dopo l’anno 1300, durante il pontificato di papa Bonifacio VIII; il suo corpo dopo essere stato deposto sull’altare principale a seguito della canonizzazione, sparì nel 1348 in seguito all’invasione del re Luigi d’Ungheria.
La salma fu ritrovata 90 anni dopo, dal duca d’Andria Francesco II Del Balzo (1410-1482) e dal vescovo Dondei, il 23 aprile 1438; le reliquie erano in una cassetta di legno ravvolte in un panno, insieme ai sandali di pelle, il capo e il cuore di colore rosso perché conservati in un balsamo, in seguito furono rinvenuti tre cosiddetti calendari di epoca normanna, che riportavano la data della morte del santo vescovo Riccardo al 9 giugno.
Il culto degli andriesi è antichissimo, il re Federico II di Svevia ‘stupor mundi’, che nel territorio di Andria aveva fatto costruire il meraviglioso Castel del Monte, volle seppellire accanto alla venerata salma del vescovo, le mogli Jolanda, morta nel 1228 e Isabella morta nel 1241.
Il primo ospedale e poi anche quello edificato sulle rovine del primo, furono intitolati a s. Riccardo; in suo nome nel sec. XV, venne istituita una fiera che iniziava il 23 aprile e durava fino al 30, con la direzione del capitolo della cattedrale, ciò alimentò il commercio con i paesi vicini, dando un certo benessere alla città
Nello stesso XV secolo si completò la chiesa cattedrale a tre navate in stile romanico-gotico, sulla cripta della precedente di epoca pre-normanna, anche questa cattedrale si andò ad aggiungere a quella serie di bianche cattedrali pugliesi, che costituiscono i gioielli architettonici della regione insieme ai trulli, e che danno importanza con la loro presenza a tutte le cittadine che le possiedono, una volta tutte sedi vescovili.
Le reliquie di s. Riccardo sono deposte in un pregevole sarcofago di marmo, fatto eseguire nel 1836 dal vescovo Cosenza e stanno nella cappella più artistica della cattedrale di Andria.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-05-30

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