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San Severino di Settempeda (di San Severino Marche) Vescovo

Festa: 15 maggio

V-VI sec.

Vescovo e patrono di San Severino Marche, emerge come figura emblematica tra storia e leggenda. Nato da nobile famiglia cristiana a Septempeda alla fine del V secolo, la sua vita è narrata in una "Vita" agiografica, seppur con elementi leggendari che ne sfumano la veridicità storica. Egli scelse la vita eremitica sul Monte Nero, divenendo vescovo di Septempeda in un periodo turbolento. Morì l'8 gennaio, probabilmente durante l'assedio di Piceno. Il suo corpo, traslato a Monte Nero, fu custodito in una chiesa a lui dedicata.

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Settémpeda nelle Marche, san Severino, vescovo, dal quale questa città prese poi il nome.


La città di San Severino Marche custodisce gelosamente la memoria di San Severino, vescovo e suo patrono, la cui vita si staglia come un affascinante enigma storico intrecciato a leggende e devozione popolare. Nato da una nobile famiglia cristiana a Septempeda (l'odierna San Severino Marche) alla fine del V secolo, le poche notizie certe su San Severino provengono da una "Vita" agiografica redatta tra il VII e il IX secolo. Tuttavia, un rifacimento tardo di questa biografia, volto ad arricchirla con elementi leggendari, getta un'ombra di dubbio sulla sua attendibilità storica.
Ciò che emerge con maggiore chiarezza è la scelta radicale di San Severino, il quale, insieme al fratello Vittorino, decise di rinunciare a un'esistenza agiata abbracciando una vita eremitica di solitudine, preghiera e penitenza sul vicino Monte Nero. La fama di santità che ne derivò lo portò all'elezione, da parte del clero e del popolo, a successore del defunto vescovo di Septempeda. A Roma, fu consacrato vescovo da Papa Vigilio, assolvendo al suo ministero episcopale in un'epoca tumultuosa segnata dalle invasioni gotiche. La data della sua morte, l'8 gennaio, coincide con un probabile assedio gotico del Piceno, contribuendo ulteriormente a consolidare la sua immagine di santo.
La "Vita" agiografica non fornisce riferimenti cronologici precisi, ma la tradizione locale colloca il suo episcopato tra il 540 e il 545. Secondo la stessa tradizione, il suo corpo fu sepolto nella cattedrale di Septempeda e occultato sotto un altare laterale per proteggerlo dalle scorrerie barbariche. Ritrovato fortuitamente nel 590, fu traslato il 3 novembre nella nuova comunità di Monte Nero, che da quel momento prese il suo nome. Qui, in un luogo ritenuto sacro per aver ospitato la sua vita eremitica, fu eretta una chiesa per custodire le sue spoglie. Nel corso dei secoli, la chiesa subì ampliamenti e abbellimenti, culminando nella solenne consacrazione dell'8 giugno 1198.
Le reliquie di San Severino non furono prive di ulteriori vicissitudini. Nel 1197, temendo profanazioni, vennero nuovamente nascoste per poi essere ritrovate il 15 maggio 1576 durante i lavori di ampliamento del presbiterio.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2002-06-07

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