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Episcopio di Sarno, Salerno, 1° luglio 1843 - Napoli, 4 marzo 1917
Giuseppe Atonna nacque il 1° luglio 1843 a Episcopio, frazione di Sarno, in provincia di Salerno e diocesi di Nocera-Sarno. A sedici anni vestì il saio dei Frati Minori Alcantarini, compiendo la professione religiosa l’8 dicembre 1863; venne ordinato sacerdote il 18 febbraio 1866. Si dedicò per quarant’anni alle missioni popolari per la Campania e la Puglia, raccogliendo grandi risultati. Fu poi maestro dei novizi, definitore, custode provinciale e, dopo la riunificazione delle famiglie francescane sotto Leone XIII, superiore della Provincia religiosa di Principato di San Giacomo della Marca. Non fondò congregazioni religiose, ma fu consigliere e guida spirituale di molti fondatori e fondatrici. Una volta libero dalle responsabilità di governo, accettò di tenere delle conferenze per le giovani terziarie che assistevano le donne anziane e le orfane ospitate da Antonietta Fiorillo, una sua penitente. Grazie ai suoi superiori, gli fu concesso di stabilirsi nella villa della signora Fiorillo, situata sulla collina di Capodimonte a Napoli. Sentendo approssimarsi la fine della sua vita, per quindici giorni si preparò nel silenzio assoluto: morì il 4 marzo 1917 nella sua stanza di Villa Fiorillo, assistito da alcuni confratelli. Il 18 novembre 2025 papa Leone XIV autorizzò la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù di padre Berardo, i cui resti mortali riposano dal 1929 a Napoli, nella chiesa di Santa Lucia al Monte, precisamente nella cappella di san Pasquale Baylón.
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Giuseppe Atonna nacque ad Episcopio, frazione di Sarno (provincia di Salerno), il 1° luglio del 1843, da Raffaele e Maria Domenica D’Angelo. Fu battezzato lo stesso giorno nella parrocchia-cattedrale di San Michele Arcangelo. L’educazione familiare e il contatto con gli zii sacerdoti fecero germogliare in lui la vocazione religiosa e sacerdotale. Il 16 agosto 1859 a Napoli si presentò al convento di Santa Lucia al Monte, sede provincializia dei Frati Minori Alcantarini. Il 28 agosto 1859 nel convento di Santa Maria Occorrevole di Piedimonte d’Alife, vestì l’abito francescano e assunse il nome di Fra Berardo del Cuore di Gesù. Il 4 settembre 1860 emise la professione dei voti semplici. Nel 1863 fu trasferito al convento di San Francesco a Marcianise, dove si preparò per la ricezione degli ordini minori. Il 2 luglio 1865 venne ordinato diacono a Napoli dal Servo di Dio monsignor Luigi Sodo, Vescovo di Telese o Cerreto. Fu ordinato sacerdote a Napoli il 18 febbraio del 1866 da monsignor Pietro Cilento, Arcivescovo di Rossano. Fu quindi trasferito di comunità nel convento di Santa Maria Capua Vetere dove celebrò la sua prima Messa. L’8 dicembre 1868 emise la professione solenne. Con l’avvento delle leggi eversive e la chiusura dei conventi il Servo di Dio dovette ritornare a Sarno. Tuttavia, continuò a dedicarsi con zelo all’apostolato, edificando spiritualmente i suoi concittadini, ritirandosi spesso sull’eremo dei Santi Cosma e Damiano sulla collina del Saretto. In questo tempo poté frequentare, su suggerimento del Commissario provinciale degli Alcantarini, un corso di morale a Napoli, in attesa di tempi migliori. Tornato a Sarno si unì a due altri due confratelli per condividere una forma di vita comunitaria nel Palazzo Barbaroli. Appena fu possibile ripristinare la vita religiosa, venne inviato a Piedimonte d’Alife nel convento di Santa Maria Occorrevole, che divenne il punto di partenza delle sue innumerevoli missioni al popolo. Padre Berardo sviluppò in Campania, Lazio, Umbria e Puglia un fecondo apostolato di predicazione, di direzione spirituale, di guida sapiente e prudente nella confessione. Tra gli innumerevoli personaggi che egli ebbe modo di incontrare, si possono ricordare: san Bartolo Longo, fondatore del santuario della Madonna di Pompei; santa Maria Cristina Brando, fondatrice delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato di Casoria; la Beata Serafina Micheli, fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della SS. Trinità; la Serva di Dio Maria di Gesù Landi, fondatrice delle Ancelle della Chiesa; la Serva di Dio Barbara Micarelli, fondatrice delle Suore Francescane di Gesù Bambino; don Vincenzo Gargiulo fondatore delle Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia. Amante della povertà francescana, scelse senza esitazioni e senza resistenze la via stretta dell’alcantarinismo napoletano. Quando vi fu la fusione delle famiglie francescane, pur amando assai la tradizione “stretta” del proprio ramo, obbedì prontamente. Il suo amore per il saio francescano fu ampiamente riconosciuto dai suoi confratelli: fu definitore provinciale, quindi maestro dei novizi, guardiano del convento a Piedimonte d’Alife, infine Ministro provinciale della Provincia di Principato sotto l’invocazione di San Giacomo della Marca dal 1902 al 1905. Dotato di un grande spirito di carità verso il prossimo, scrisse un libretto dal titolo «Il balsamo degli infermi», che regalava agli ammalati durante le visite che faceva loro. Negli ultimi anni di vita offrì il suo aiuto spirituale e materiale all'opera di carità di “Casa San Giuseppe”, fondata da Antonietta Fiorillo, sua figlia spirituale, a sostegno di orfane e donne anziane, in una villa sulla collina di Capodimonte, a Napoli. Ottenuti i dovuti permessi del suo provinciale, padre Geremia Olivieri, fu ospite in una dipendenza di Villa Fiorillo, dove si stabilì anche una comunità di Suore Francescane Missionarie di Maria. Qui celebrò il suo giubileo di professione il 16 gennaio 1914. Rassegnato e sofferente, impedito nei movimenti, si avviò al tramonto con operosità e zelo, confessando, guidando spiritualmente molte persone di diversi stati di vita. Assistito dai vicini confratelli del convento della Sanità, dopo che padre Modesto Trinchese gli ebbe amministrato gli ultimi sacramenti, morì all’alba del 4 marzo 1917. Il suo corpo fu esposto nella chiesa delle Suore Stimmatine al Tondo di Capodimonte. I funerali si celebrarono il 6 marzo alla presenza del Ministro provinciale e di un grande concorso di popolo. Fu sepolto nella cappella degli Alcantarini nel cimitero di Poggioreale. Nel 1929 le sue spoglie mortali furono traslate nella cappella di San Pasquale nella chiesa francescana di Santa Lucia al Monte. Il 18 dicembre 2025, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Leone XIV autorizzò la promulgazione del decreto con cui padre Berardo veniva dichiarato Venerabile.
Autore: Dino Bernardo Aito
Note:
Per approfondire: www.padreberardoatonna.it
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