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Beata Amata (de Corano) da Assisi Religiosa

Festa: 20 febbraio

Assisi, 1254 (?)

Nipote di santa Chiara, Amata nacque ad Assisi alla fine del 1200, destinata a sposare un nobile della città. Fiera della sua bellezza, conduceva una vita frivola, finché non visitò la zia e fu illuminata dalla povertà umile e serena delle Damianite. Mutò ideali, rinunciò al matrimonio e nel 1213 entrò nel monastero di San Damiano. Purità di vita e fervente amore per Cristo la resero una delle più eminenti figlie di santa Chiara, che la guarì da un'idropisia con un semplice segno di croce. Presente alla morte della santa, le fu rivolta la domanda: "Vedi tu, figlia, il re della gloria che io vedo?". Morì intorno al 1254 e le sue spoglie furono traslate nel convento di San Giorgio di Assisi, dove sono tuttora venerate.



Nipote di s. Chiara, nacque ad Assisi alla fine del 1200. Destinata a sposare un nobile della città natale, orgogliosa della sua bellezza, conduceva una vita frivola. Visitando la zia, fu illuminata dalla povertà umile e serena delle Damianite. Mutò ideali, rinunziò al matrimonio e nel 1213 entrò nel monastero di S. Damiano. Il Martirologio Francescano la ricorda con questo elogio: "Quae puritate et innocentia vitae ferventique in Christum sponsum amore excelluit". A causa delle aspre penitenze si ammalò di idropisia: per tredici mesi soffrì di una violenta tosse e ne fu guarita infine dalla santa zia con un semplice segno di croce. Presente alla morte di s. Chiara, da lei fu interpellata, come narra il Celano, con queste parole: "Vides tu, filia, regem gloriae quem ego aspicio?".
Morì intorno al 1254. Quando nel 1260 le Damianite abbandonarono il vecchio monastero per entrare in città, le spoglie di Amata furono portate nel convento di S. Giorgio. Nel 1602 Crescenzio, vescovo di Assisi, trasferì le sue reliquie, quelle della b. Agnese (sorella di s. Chiara) e quelle della b. Benedetta (prima badessa dopo s. Chiara), in un'urna di pietra sotto un altare della chiesa. La festa di Amata ricorre il 20 febbraio.


Autore:
Germano Cerafogli


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2002-10-01

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