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Beata Maria Pia (Teresa Maria) Mastena Fondatrice

Festa: 28 giugno

Bovolone, Verona, 7 dicembre 1881 - Roma, 28 giugno 1951

Teresa Maria Mastena nacque a Bovolone (Verona) il 7 dicembre 1881. A 20 anni, dopo aver sospeso gli studi magistrali, entrò nell’istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona: il 24 ottobre 1903 emise la professione religiosa, prendendo il nome di suor Passitea Maria di Gesù Bambino. Riprese poi gli studi, conseguendo il diploma di maestra elementare e, nel 1907, l'abilitazione all'insegnamento. Nel 1908 fu trasferita alla nuova fondazione di Miane (Treviso) come superiora della comunità e maestra di scuola elementare, dove rimase fino al 1927. Trascorse sette mesi nel monastero cistercense di San Giacomo di Veglia, dove divenne suor Maria Pia, dopo i quali riprese l’insegnamento. Negli anni dal 1930 al 1936 fu insegnante a San Fior (provincia di Treviso e diocesi di Vittorio Veneto). Iniziava intanto a pensare a una nuova congregazione religiosa, che avrebbe avuto come intento fondamentale quello di «propagare, riparare, ristabilire l’immagine del dolce Gesù nelle anime». Il 24 ottobre 1932 a San Fior, con il permesso del vescovo di Vittorio Veneto, si svolsero le prime vestizioni delle Religiose del Santo Volto, tra le quali professò la stessa fondatrice, l’8 dicembre 1936, mantenendo il nome assunto tra le Cistercensi. Fu eletta superiora generale dal primo capitolo generale della congregazione. Dopo aver lasciato l’insegnamento, si concentrò sulla formazione delle nuove suore e sulla fondazione di altre case in varie regioni d’Italia. Madre Maria Pia Mastena morì a Roma, per un infarto, il 28 giugno 1951. È stata beatificata a Roma il 13 novembre 2005, sotto il pontificato di Benedetto XVI. I suoi resti mortali sono venerati nella cappella adiacente alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, a San Fior.



Nascita e primi anni
Teresa Maria Mastena nacque a Bovolone (Verona) il 7 dicembre 1881, prima di cinque figli. Fu battezzata il 29 dicembre successivo, nella chiesa parrocchiale del suo paese. Fin da bambina ebbe una grande devozione per l’Eucaristia, per la Passione di Gesù e per il Santo Volto, che era raffigurato in un quadretto nella sua stanza.
Si accostò alla Prima Comunione il 19 marzo 1891: in quell’occasione, emise il voto di castità in forma privata. Il 27 agosto successivo, invece, ricevette la Cresima. Negli anni successivi partecipò alla vita della sua parrocchia, impegnandosi specialmente come catechista.

Tra le Sorelle della Misericordia di Verona
A 20 anni, dopo aver sospeso gli studi magistrali, entrò nell’Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona. Aveva fatto domanda per diventare postulante già sei anni prima, ma fu accettata solo il 7 settembre 1901. Il 29 settembre 1902 iniziò il noviziato. Col permesso dei suoi superiori, l’11 aprile 1903 emise il voto privato di vittima: in quello stesso giorno, tornava al Padre santa Gemma Galgani.
Il 24 ottobre 1903 emise la professione religiosa, prendendo il nome di suor Passitea Maria di Gesù Bambino. In ubbidienza ai superiori, riprese gli studi: conseguì il diploma di maestra elementare e, nel 1907, ottenne l’abilitazione all’insegnamento.
Grazie alla sua qualifica, nell’ottobre 1908 fu trasferita alla nuova fondazione di Miane, in provincia di Treviso, come superiora della comunità e maestra di scuola elementare. Fu fedele ai suoi compiti di religiosa, molto attiva nell’insegnamento, nelle attività della parrocchia e nelle associazioni cattoliche.

Sette mesi in clausura
Per soddisfare la sua originaria aspirazione alla vita di clausura, alla fine dell’anno scolastico del 1927 le fu consentito di entrare nel monastero cistercense di San Giacomo di Veglia, sempre in provincia di Treviso. Il 2 giugno, con la vestizione religiosa, assunse il nome di donna Maria Pia (le monache cistercensi hanno l’appellativo di “donna”).
Il 15 novembre, ossia sette mesi dopo, uscì dalla clausura, su consiglio del vescovo di Vittorio Veneto monsignor Eugenio Beccegato. Riprese quindi l’insegnamento nella scuola elementare di Miane e di Carpesica.

Il progetto di una nuova congregazione
Intanto, suor Maria Pia (aveva conservato il nome assunto tra le Cistercensi) cominciava a pensare di dover fondare una nuova famiglia religiosa, la cui spiritualità doveva consistere nel «propagare, riparare, ristabilire l’immagine del dolce Gesù nelle anime».
Negli anni dal 1930 al 1936 fu insegnante a San Fior, in provincia di Treviso e diocesi di Vittorio Veneto: aprì un asilo, una mensa gratuita per bambini poveri e un laboratorio. Di pari passo, cominciò a radunare delle aspiranti per la nuova congregazione.

La nascita delle Religiose del Santo Volto
Il 24 ottobre 1932, a San Fior, con il permesso del vescovo di Vittorio Veneto, ci furono le prime vestizioni: così nacquero le Religiose del Santo Volto. Il decreto di erezione canonica portava la data dell’8 dicembre 1936: nello stesso giorno, suor Maria Pia professò i voti nel nuovo Istituto.
Sempre nel 1936, lasciò l’insegnamento, per dedicarsi interamente alla formazione delle nuove suore e all’espansione della congregazione.

Gli ultimi anni e la morte

L’approvazione definitiva pontificia arrivò il 10 dicembre 1947. Un anno dopo, l’8 dicembre 1948, il primo capitolo generale delle Religiose del Santo Volto elesse, a maggioranza assoluta, suor Maria Pia come superiora generale.
Madre Maria Pia morì a Roma il 28 giugno 1951, per un infarto improvviso. I suoi resti mortali, inizialmente sepolti presso il cimitero romano del Verano, il 26 dicembre 1953 furono traslati nella cappella cimiteriale della Casa madre dell’Istituto, a San Fior.

La causa di beatificazione fino al decreto sulle virtù eroiche

Il nulla osta per l’avvio della causa di beatificazione di madre Maria Pia è stato ottenuto il 23 giugno 1990. L’inchiesta diocesana si è quindi svolta dal 1990 al 1992 presso il Vicariato di Roma; gli atti sono stati convalidati il 30 aprile 1993.
La “Positio super virtutibus”, trasmessa nel 1994, è stata esaminata dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il 17 marzo 2002, mentre i cardinali e i vescovi membri della stessa Congregazione l’hanno valutata positivamente il 7 maggio 2002. Il 5 luglio 2002 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzava quindi la promulgazione del decreto con cui madre Maria Pia Mastena veniva dichiarata Venerabile.

Il miracolo per la beatificazione
Come possibile miracolo per ottenere la beatificazione fu esaminato il caso di Maria Azzurra De Lollis, nata il 5 maggio 1970 presso la clinica Santo Volto di Roma. Era venuta alla luce dopo ventotto settimane di gestazione, cianotica e praticamente priva di attività cardiaca e muscolare.
Lo stesso padre e il nonno della bambina, entrambi medici (il secondo era chirurgo nella stessa clinica), avevano partecipato alle manovre di rianimazione, durate oltre venti minuti: alla loro presenza, il ginecologo aveva redatto il certificato medico in cui la bambina era dichiarata morta.
Una Religiosa del Santo Volto, suor Costantina Ravazzolo, prese in braccio la neonata: avrebbe dovuto condurla nella cella mortuaria, ma la pose in un’incubatrice della nursery. Le praticò la respirazione bocca a bocca e le erogò l’ossigeno: contemporaneamente, invocò la sua Fondatrice. Di lì a poco, la piccola ebbe un sussulto, poi emise un respiro e cominciò a piangere. Esami successivi dimostrarono che il lungo periodo senza ossigeno al cervello non aveva in nulla intaccato il suo normale sviluppo.

L’inchiesta sul miracolo
L’inchiesta diocesana relativa all’asserito miracolo si è svolta del 2000 al 2001 ed è stata convalidata il 5 aprile 2002. La Commissione medica della Congregazione delle Cause dei Santi, il 4 dicembre 2002, si è pronunciata a favore dell’inspiegabilità scientifica dell’accaduto. I Consultori teologi, il 26 maggio 2004, hanno invece espresso parere positivo circa la guarigione della bambina e l’intercessione di madre Maria Pia Mastena. Uguale opinione è stata riferita dai cardinali e dai vescovi, nella sessione ordinaria del 1° giugno 2004.
Infine, il 22 giugno 2004, san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto con cui quanto accaduto a Maria Azzurra De Lollis era un vero miracolo, ottenuto grazie alla fondatrice delle Religiose del Santo Volto.

La beatificazione
La beatificazione di madre Maria Pia Mastena è stata celebrata il 13 novembre 2005 nella Basilica di San Pietro a Roma. A presiedere il rito, come delegato di papa Benedetto XVI, il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinal José Saraiva Martins. Nella stessa celebrazione furono beatificati anche Charles de Foucauld e madre Maria Crocifissa Curcio.
La sua memoria liturgica, per la congregazione da lei fondata, è stata fissata al 27 giugno, vigilia della sua nascita al Cielo. Prima della beatificazione, nel febbraio 2005, i suoi resti mortali sono stati esumati dalla cappella cimiteriale. Attualmente sono venerati, in un’apposita urna, nella cappella adiacente alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a San Fior.

Le Religiose del Santo Volto oggi
La vita delle Religiose del Santo Volto si declina in un apostolato aderente ai bisogni della società, in parrocchia, nella scuola, tra i malati nelle case di cura, di riposo e a domicilio e anche nell’aiuto agli aspiranti sacerdoti.
Vivente ancora la Fondatrice, hanno diffuso la loro azione caritativa anzitutto nell’Italia segnata dalla seconda guerra mondiale, poi anche in Francia. Dopo la sua morte sono arrivate in Puglia, in alcuni Stati del Brasile (dove sono sorti i Fratelli del Santo Volto, ispirati al suo carisma), in Indonesia e in Bolivia. Il loro servizio è, come sempre, rivolto ai più poveri.
Infine, ricordano la memoria liturgica del Santo Volto di Gesù ogni anno, nell'ultimo venerdì del mese di aprile.

Autore: Antonio Borrelli ed Emilia Flocchini

 



 

Una persona in ricerca della propria vocazione, ostacolata da tante incomprensioni e maldicenze: questa la vicenda umana e spirituale di Teresa Mastena, che vede la luce a Bovolone, in provincia di Verona, il 7 dicembre 1881.
I genitori sono ottimi cristiani, fervorosi e praticanti, con una particolare devozione al Volto Santo: è forse grazie a ciò se in quella casa, tra sette figli, sbocciano ben tre vocazioni religiose.
Teresa, in particolare, si sente chiamata da Dio fin da bambina, al punto da far voto di castità il giorno della prima comunione, e cioè a 10 anni. Pur sorvolando sul significato di un simile voto a quell’età e sulla capacità di comprenderne fino in fondo il significato e le conseguenze, resta il fatto che questa bambina si sente da subito orientata verso Dio.
Cresce con il desiderio di farsi suora e intanto, fa catechismo, anima al bene le compagne, si impegna in parrocchia in mille modi. Solo sui 20 anni riesce però a realizzare il suo sogno, tra le Sorelle della Misericordia di Verona che le danno il nome di suor Passitea Maria di Gesù Bambino.
Fa scuola in diverse località del Veneto, svolgendo un intenso apostolato tra i giovani e i bambini, interessandosi dei malati e degli invalidi. Tutto ciò per 25 anni, con una vita attiva intensissima, pensando alla clausura.
Perché questa suora è prima di tutto una mistica, dai colloqui continui con il cielo, dalla preghiera prolungata e dalla penitenza ferrea, che cerca di vedere Gesù in ogni persona e che cerca di propagare nel suo ambiente quella devozione al Volto Santo respirata in famiglia.
Amata e venerata dai più, viene derisa e calunniata da altri: è in questa triste e delicata fase della sua vita che il vescovo di Vittorio Veneto decide di esaudire il suo desiderio di clausura e le permette di fare un’intensa esperienza contemplativa in un monastero cistercense, dove assume il nome di suor Maria Pia. Per poco tempo, però, perché qualche mese dopo è di nuovo impegnata nell’insegnamento, ancora e sempre accompagnata da incomprensioni e derisioni.
È forse troppo scomoda questa donna che, oltre a fare scuola in un paese del trevigiano, trova il tempo per allestire una mensa per i poveri, un laboratorio per insegnare il lavoro a bambine orfane e a giovani povere, addirittura una scuola materna.
Scomoda sì, ma anche terribilmente affascinante, tanto che alcune giovani cominciano a seguirla e a fare comunità con lei. Quasi senza accorgersene si trova così fondatrice di una congregazione nuova, le Religiose del Santo Volto, che hanno come carisma particolare di «propagare, riparare, ristabilire il Volto del dolce Gesù nelle anime».
Madre Maria Pia affida alle sue suore il compito di «far sorridere» il Volto di Cristo nel volto del fratello sfigurato dal peccato, dall’ingiustizia e dalla malattia e la congregazione si espande, in Italia e nel mondo. Muore il 28 giugno 1951, stroncata da un infarto.
Il miracolo che l’ha portata sugli altari il 13 novembre 2005 riguarda Maria Azzurra De Lollis, figlia dell’attrice Salvatrice Elena Negro (in arte Sandra Milo) e del medico Ottavio De Lollis. Venuta alla luce dopo 28 settimane di gravidanza, la bambina fu data per morta, tanto che era già stato redatto l’atto di decesso.
Dopo 20 minuti di asfissia totale, tornò a vivere per intercessione di madre Maria Pia Mastena, la suora che, come ha detto papa Benedetto XVI, «aveva assimilato i sentimenti di dolce premura del Figlio di Dio verso l’umanità e ne aveva concretizzato i gesti di compassione».


Autore:
Gianpiero Pettiti

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Aggiunto/modificato il 2018-04-28

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