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Teplá, Boemia, 1160 - Kinsberg, 14 luglio 1217
Il Beato Hroznata è una delle figure più significative della spiritualità boema del Medioevo centrale: nobile laico, fondatore monastico e martire, rappresenta l’incontro tra la tradizione cavalleresca dell’aristocrazia europea e l’ideale religioso dei canonici regolari premostratensi. Vissuto nel XIII secolo, in un periodo segnato dal consolidamento politico dei territori cechi e dalla riforma della vita ecclesiastica, abbandonò una posizione sociale privilegiata per dedicarsi alla fondazione di comunità religiose e alla difesa dei beni ecclesiastici. La sua vicenda è conosciuta soprattutto attraverso fonti agiografiche medievali, che ne trasmisero il profilo spirituale e il racconto del martirio. Pur con alcune incertezze proprie della documentazione dell’epoca, è storicamente attestata la sua appartenenza alla nobiltà boema, il suo rapporto con l’Ordine dei Premostratensi e la fondazione dell’abbazia di Teplá. La tradizione lo presenta come un uomo profondamente religioso, disposto a rinunciare alle ricchezze e alla vita stessa per rimanere fedele alla propria vocazione.
Emblema: Palma, Catene
Martirologio Romano: In località Stáry Kynsperk vicino a Eger in Boemia, beato Croznato, martire, che, morti la moglie e il figlio, si dice abbia lasciato la corte ducale per entrare tra i monaci premostratensi di Teplá; catturato poi dai predoni mentre tentava di difendere i diritti del monastero, fu lasciato morire di fame.
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Hroznata (forme latine: Hroznata, Croznatus, Crosnatus) nacque intorno al 1160 in una famiglia dell’alta nobiltà boema. Il contesto storico nel quale visse era quello della progressiva cristianizzazione e organizzazione ecclesiastica delle terre ceche sotto la dinastia dei Přemyslidi. Le informazioni sulla sua famiglia derivano principalmente dalle fonti agiografiche medievali. Secondo la tradizione, avrebbe avuto una sorella e un fratello, e sarebbe rimasto profondamente segnato da eventi familiari dolorosi, in particolare dalla morte prematura di persone a lui care. La sua condizione aristocratica gli avrebbe garantito ricchezza, influenza e una posizione importante nella società del tempo. Tuttavia, secondo la memoria tramandata dai Premostratensi, egli interpretò i beni ricevuti non come strumenti di prestigio personale, ma come responsabilità da mettere al servizio della Chiesa e dei poveri.
Dalla vita nobiliare alla vocazione religiosa La svolta decisiva della vita di Hroznata maturò dopo un pellegrinaggio in Terra Santa. Secondo la tradizione, egli aveva progettato di partecipare alla crociata organizzata per la liberazione dei luoghi santi, ma circostanze familiari e personali gli impedirono di realizzare questo progetto. In seguito avrebbe trasformato il desiderio di offrire la propria vita a Dio in un impegno concreto nella fondazione di istituzioni religiose. Invece di cercare la gloria militare tipica dell’ideale cavalleresco medievale, Hroznata scelse una forma diversa di consacrazione: sostenere la vita monastica e favorire la riforma spirituale della Chiesa. Entrò in relazione con i canonici regolari premostratensi, ordine fondato nel 1120 da san Norberto di Xanten, caratterizzato dalla vita comunitaria, dalla preghiera liturgica e dall’attività pastorale.
Fondatore dell’abbazia di Teplá L’opera più importante legata al nome di Hroznata è la fondazione dell’abbazia premostratense di Teplá, nella Boemia occidentale. La fondazione, avvenuta alla fine del XII secolo, fu probabilmente motivata dal desiderio del nobile boemo di creare un centro religioso stabile per la preghiera, l’evangelizzazione e la cura pastorale del territorio. Hroznata destinò parte considerevole dei suoi beni alla nuova comunità e ne divenne il principale benefattore. L’abbazia di Teplá sarebbe divenuta nei secoli successivi uno dei principali centri spirituali e culturali della regione. Accanto a Teplá, la tradizione gli attribuisce anche un ruolo nella fondazione del monastero femminile premostratense di Chotěšov, destinato alle comunità religiose femminili dell’Ordine.
Il rapporto con i Premostratensi Hroznata non fu semplicemente un benefattore esterno dell’Ordine. Secondo la tradizione, entrò nella comunità premostratense come fratello laico (conversus), scegliendo una vita di umiltà e servizio. Questa scelta assume un particolare significato nel contesto medievale: un membro dell’aristocrazia rinunciava ai privilegi della propria classe per abbracciare una forma di vita caratterizzata dall’obbedienza e dal lavoro quotidiano. La sua esperienza mostra come, nel Medioevo, la vocazione religiosa non fosse limitata al clero ordinato, ma comprendesse anche forme di consacrazione laicale all’interno degli ordini religiosi.
Il conflitto e il martirio Negli ultimi anni della sua vita Hroznata entrò in conflitto con alcuni nobili locali per la difesa dei diritti e dei possedimenti dell’abbazia di Teplá. Secondo la tradizione premostratense, nel 1217 fu catturato da alcuni avversari e imprigionato. Gli sarebbe stata offerta la possibilità di ottenere la libertà rinunciando ai diritti dell’abbazia, ma egli avrebbe rifiutato. Morì il 14 luglio 1217 in prigionia, probabilmente per le conseguenze dei maltrattamenti subiti. Il racconto del martirio, tramandato dalle fonti agiografiche, presenta Hroznata come un testimone della fedeltà alla Chiesa e alla propria vocazione religiosa. Gli studiosi distinguono tuttavia gli elementi storici fondamentali dagli aspetti narrativi propri della letteratura edificante medievale.
Culto e beatificazione Dopo la morte, il culto di Hroznata si sviluppò rapidamente nell’ambiente premostratense e nella regione boema. La sua tomba presso l’abbazia di Teplá divenne meta di venerazione e la comunità religiosa ne conservò la memoria come fondatore e martire. Il riconoscimento ufficiale della Chiesa giunse il 14 settembre 1897, quando papa Leone XIII confermò il culto del Beato Hroznata. La sua memoria liturgica è fissata al 14 luglio, giorno tradizionale della sua morte. Autore: Giampietro Cattini
Figlio di una delle più illustri famiglie di Boemia nacque verso il 1160 a Teplá, rimasto vedovo prematuramente per la perdita della giovane moglie e per la morte dell’unico figlio, fondò a Teplá sui suoi terreni, il monastero di S. Maria per i Canonici Premostratensi. Fu uno dei più importanti personaggi politici della corte di Praga di quei tempi; con altri cavalieri boemi, nel 1198 partì per la crociata, anche per adempiere ad un voto fatto di un pellegrinaggio in Terra Santa. Ma la crociata non andò a termine e papa Celestino III commutò il suo voto; allora Hroznata fondò, verso il 1200, un altro monastero a Chote_ov, per le Canonichesse Premostratensi, intitolandolo a S. Venceslao. Nel 1201, a Roma, lui stesso prese l’abito dei Premostratensi (Ordine fondato nel 1121 da s. Norberto), dopo aver donato tutti i suoi beni al monastero di Teplá, dove poi visse come fratello laico, con il compito affidatogli dall’abate di amministratore dei beni della comunità. L’abbazia era soggetta in quei tempi a soprusi che riguardavano i suoi beni e Hroznata si spostava spesso per difenderli, durante uno di questi viaggi, fu catturato dai briganti e portato al castello di Kinsberg ed incarcerato, al suo abate fu chiesta una forte somma di denaro per liberarlo, ma a causa dei maltrattamenti subiti, Hroznata nel frattempo morì santamente in carcere, il 14 luglio 1217. Il suo corpo, riscattato dall’abate di Teplá, dopo solenni funerali, fu sepolto nella chiesa abbaziale. Fu venerato come martire e il suo culto ebbe inizio subito dopo la morte; nel secolo XIII una lampada ardeva continuamente sulla sua tomba e dal secolo XIV il giorno della sua morte, nei due monasteri premostratensi, era considerato festa di precetto. Durante tutto il secolo XVI, i pellegrinaggi alla tomba raggiunsero notevoli proporzioni e fra i pellegrini si trovavano imperatori austriaci e vescovi, per questo fu costruito per lui un sontuoso altare. Dietro richiesta dell’Ordine Premostratense e dell’arcivescovo di Praga Schönborn, papa Leone XIII, il 16 settembre 1897, confermò il culto da sempre tributatogli. La festa liturgica è al 14 luglio, è patrono dei perseguitati ingiustamente.
Autore: Antonio Borrelli
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