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> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio Damiano Sfascia da Cingoli Condividi su Facebook

Servo di Dio Damiano Sfascia da Cingoli Frate cappuccino

Festa: .

Piammartino di Cingoli, 6 maggio 1875 - 23 agosto 1936

Adolescente vuol diventare "frate penitenziale e di preghiera", ed è già consapevole dell'importanza del soffrire per immedesimarsi nel Cristo Crocifisso. Veste l'abito francescano cappuccino a diciassette anni.
Sacerdote, viene richiesto come confessore straordinario e giuda spirituale nei seminari e nelle parrocchie. Molto devoto di Gesù Sacramentato e della Beata Vergine Maria, il Signore arricchisce il suo cammino terreno di estasi, profezie e guarigioni. Muore in fama di santità il 23 agosto 1936.


Padre Damiano Sfascia, cappuccino, nacque a Cingoli (MC) il 6 maggio 1875 e morì nel convento francescano di Macerata, il 23 agosto 1936. Un limpido esempio di umiltà francescana, che fece della sua vita un ministero al servizio del prossimo, prediligendo il sacramento della riconciliazione con cui riusciva a placare gli animi, anche i più disperati. Nacque da umile famiglia di agricoltori, fin da bambino mostrò una chiara propensione per la carriera ecclesiastica ed a 17 anni entrò nel convento dei Padri Cappuccini di Cingoli, ponendosi subito in evidenza per volontà, obbedienza, fervore religioso. Ordinato sacerdote, si pose subito a disposizione delle necessità spirituali della comunità; con un carisma particolare egli riusciva ad infondere fiducia in Dio, dedicandosi, in maniera particolare, all'assistenza dei più bisognosi, anziani e malati, ai quali riusciva ad infondere fiducia e spirito di rassegnazione. La sua grande devozione per la Santa Vergine, la facilità con cui riusciva a catturare gli animi, stimolandoli alla preghiera, la sua ineccepibile condotta di vita, la grandissima fede, ne hanno fatto un esempio di povertà francescana, ma anche di grande apostolo di religiosità. Queste sue virtù non mancarono di suscitare rispetto, consenso venerazione, da parte di quanti lo avvicinavano ed a lui confidavano i problemi spirituali e corporali. Era con questa grande genuinità mistica che riusciva a conquistare a tal punto che già in vita un alone di santità alloggiava intorno alla sua persona. A lui si ascrivono numerose guarigioni, rivelazioni profetiche, conversioni e questa sua grande bontà d'animo andò diffondendosi, specie fra coloro che cominciarono a venerarlo, tanto che alla sua morte si parlo di "fama di santità".
Riesumato nel 1941 è trovato incorrotto: il suo corpo giace nel cimitero di Macerata (loculo 1671). La causa di canonizzazione e beatificazione è promossa della comunità dei Frati Cappuccini di Ancona.


Autore:
Elisabetta Nardi

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Aggiunto/modificato il 2003-01-13

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