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San Luciano (o Feliciano) Martire

Festa: 28 maggio

Luciano o Feliciano, martire sardo, discepolo dei santi apostoli Giacomo e Paolo, dai quali ascoltò il primo annuncio del Vangelo e di san Pietro, che lo battezzò. Fu ucciso con un colpo di lancia del preside del processo Felice: era il 28 maggio del 69.  La chiesa di Cagliari lo celebra il 28 maggio e il 10 marzo giorno del ritrovamento delle sue s. reliquie ora deposte nel Santuario della Cattedrale. Molto venerato in Sardegna e a lui sono dedicate alcune chiese nell'oristanese.



Tra i santi venerati in Sardegna, la figura di San Luciano (o Feliciano) si erge come un faro di fede e coraggio, illuminando i primi secoli del Cristianesimo nell'isola. Discepolo diretto degli apostoli, Luciano incarnò i principi evangelici con dedizione incrollabile, affrontando il martirio con eroica fermezza. La sua storia, seppur ricca di fascino e significato, è avvolta in un alone di mistero, con diverse fonti che ne narrano la vita e la morte in modi leggermente differenti. Ciononostante, la devozione verso questo santo martire rimane viva e sentita in Sardegna, specialmente nella sua terra natale, l'Oristanese, dove diverse chiese portano il suo nome e custodiscono la memoria del suo sacrificio.
Secondo la tradizione più diffusa, Luciano nacque in una nobile famiglia sarda durante il I secolo d.C. Fin da giovane, si distinse per la sua pietà e il suo desiderio di conoscere la verità. La svolta decisiva arrivò quando ebbe l'opportunità di ascoltare la predicazione degli apostoli Giacomo e Paolo, giunti in Sardegna per diffondere il Vangelo. Affascinato dal loro messaggio di amore e salvezza, Luciano si convertì al Cristianesimo e ricevette il battesimo dalle mani di San Pietro.
Divenuto un fervente seguace di Cristo, Luciano dedicò la sua vita alla diffusione della fede tra i suoi conterranei. La sua predicazione incontrò un grande successo, attirando numerose conversioni e suscitando l'ammirazione del popolo. Tuttavia, il suo zelo religioso non mancò di attirare l'attenzione delle autorità romane, ostili al Cristianesimo e determinate a sopprimerlo.
Nel 69 d.C., durante il regno dell'imperatore Nerone, Luciano fu arrestato e sottoposto a processo per la sua fede. Accusato di sovversione e blasfemia, il santo martire affrontò le accuse con incrollabile fermezza, rifiutando di rinnegare la sua fede. Di fronte alla sua inamovibile convinzione, il preside del processo, Felice, ordinò la sua condanna a morte.
Il 28 maggio del 69 d.C., Luciano fu giustiziato con un colpo di lancia. La sua morte segnò la fine del suo percorso terreno, ma non l'estinzione del suo esempio. Anzi, il suo martirio divenne il seme da cui germogliò una fervida devozione, che lo elevò al rango di santo e lo rese uno dei più venerati in Sardegna.
La venerazione per San Luciano si diffuse rapidamente in tutta l'isola, in particolare nell'Oristanese, dove il santo è considerato patrono di diverse città e paesi. A lui sono dedicate numerose chiese, tra cui la Basilica di San Saturnino a Cagliari, che custodisce le sue reliquie dal 10 marzo 1614, giorno del loro ritrovamento.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-06

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