|
Caguas, Portorico, 22 novembre 1918 - San Juan de Portorico, 13 luglio 1963
Pur non essendo sacerdote né religioso, fu uno dei più importanti promotori del rinnovamento liturgico del XX secolo nel continente americano. Molti anni prima del Concilio Vaticano II intuì che la liturgia non dovesse essere soltanto osservata, ma vissuta come il cuore dell'esperienza cristiana, soprattutto nel mistero pasquale. La sua intensa attività di formazione tra gli universitari, la diffusione della cultura liturgica mediante conferenze e pubblicazioni e la testimonianza di una fede maturata nella sofferenza gli valsero una profonda stima già durante la vita. Primo beato di Porto Rico, continua a essere considerato una delle figure più significative del laicato cattolico latinoamericano del Novecento.
Etimologia: Carlos deriva dal germanico Karl, uomo libero; Manuel significa Dio è con noi.
Emblema: Libro della liturgia, messale, croce, cero pasquale, talvolta il rosario o il simbolo della Veglia Pasquale.
Martirologio Romano: A San Juan in Portorico, beato Carlo Emanuele Rodríguez Santiago, che si consacrò instancabilmente al rinnovamento della sacra liturgia e alla diffusione della fede tra i giovani.
|
Carlos Manuel nacque a Caguas il 22 novembre 1918 da Manuel Baudilio Rodríguez e Herminia Santiago, appartenenti a una famiglia semplice ma ricca di fede. Fu il secondo di cinque figli. L'ambiente domestico esercitò su di lui un'influenza decisiva: una sorella sarebbe diventata religiosa carmelitana, mentre il fratello Víctor avrebbe intrapreso la vita benedettina fino a diventare il primo abate portoricano. Quando Carlos aveva sei anni un incendio distrusse la casa e il negozio di famiglia, costringendo tutti a trasferirsi presso i nonni materni. L'esempio della nonna Alejandrina, ricordata come donna di profonda spiritualità, contribuì in modo determinante alla sua formazione religiosa.
Una salute fragile Fin dall'infanzia la sua esistenza fu segnata dalla malattia. Dopo aver soccorso un bambino durante l'aggressione di un cane, sviluppò una grave patologia intestinale che lo accompagnò per tutta la vita, limitandone gli studi e le energie. Frequentò il collegio cattolico della sua città e, concluso il liceo, lavorò come impiegato e segretario. Nel 1946 riuscì a iscriversi all'Università di Porto Rico, ma la salute gli impedì di completare il percorso accademico. Questa limitazione non frenò però la sua straordinaria formazione personale, costruita attraverso un'intensa attività di studio autonomo.
La scoperta della liturgia L'aspetto più originale della sua vita fu la passione per la liturgia. Convinto che essa costituisse il centro della vita cristiana, approfondì le correnti del Movimento Liturgico europeo, studiando autori contemporanei e traducendo testi allora poco conosciuti a Porto Rico. Il suo motto, frequentemente ricordato, era: «Viviamo per quella notte», riferendosi alla Veglia Pasquale, considerata il cuore dell'intero anno liturgico. Molti anni prima della costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II, Carlos promuoveva già la partecipazione attiva dei fedeli, la centralità della Pasqua e una formazione liturgica accessibile a tutti.
Apostolo dei giovani universitari La sua opera più importante si sviluppò nel Centro Universitario Cattolico di Río Piedras, presso l'Università di Porto Rico. Qui organizzò gruppi di studio, incontri di formazione, ritiri spirituali e iniziative culturali rivolte soprattutto agli studenti. Fondò circoli di cultura cristiana, collaborò alla pubblicazione di riviste dedicate alla liturgia e alla spiritualità e promosse cori, conferenze e momenti di approfondimento biblico. Nel 1960 lasciò il proprio impiego per dedicarsi completamente a questo apostolato, vivendo con grande semplicità e sostenendosi con modeste risorse economiche.
La prova della malattia Alla fine del 1962 gli venne diagnosticato un tumore maligno del colon-retto. Nel marzo 1963 affrontò un delicato intervento chirurgico che non riuscì a fermare il decorso della malattia. Secondo le testimonianze del processo di beatificazione attraversò anche un periodo di intensa aridità spirituale, vissuto tuttavia con grande fiducia nel Signore. Morì serenamente il 13 luglio 1963, assistito dal fratello sacerdote, all'età di quarantaquattro anni.
Beatificazione e culto La causa di beatificazione fu introdotta il 26 giugno 1992. Fu dichiarato Venerabile dopo il riconoscimento dell'eroicità delle virtù; successivamente venne approvato il miracolo attribuito alla sua intercessione, consistente nella guarigione scientificamente inspiegabile di un linfoma maligno non-Hodgkin. Il 29 aprile 2001 san Giovanni Paolo II lo proclamò Beato in Piazza San Pietro. È il primo beato nato a Porto Rico, evento che ha avuto un notevole significato per la Chiesa portoricana. Autore: Giampietro Cattini
Il primo beato portoricano, nacque a Caguas (Portorico) il 22 novembre 1918, in una famiglia umile e profondamente cristiana; dei cinque figli, due sorelle si sposarono, un fratello divenne benedettino e una sorella carmelitana. Carlos Manuel Rodríguez Santiago visse la sua fanciullezza ed adolescenza, nell’ambiente cristiano della famiglia e frequentando la sua parrocchia, dove era chierichetto. A seguito di una grande paura, presa durante la lotta con un cane lupo, che aveva aggredito un bimbo di un anno, Carlos dall’età di nove anni si ammalò di dissenteria, che lo tormenterà per tutti gli anni della sua vita. Completati gli studi liceali, lavorò come segretario in diverse ditte; nel 1946 iniziò gli studi universitari ma non poté terminarli a causa della malattia. Vero amante della liturgia, seguì con passione il rinnovamento liturgico della Chiesa, che sarà poi sancito dal Concilio Ecumenico Vaticano II; si dedicò a letture specializzate in materia, pubblicando anche degli articoli inerenti; ma non si fermò a questo, per poter divulgare la conoscenza della liturgia, creò un Centro universitario cattolico presso l’Ateneo di San Juan di Portorico. Nel 1960 lasciò il suo lavoro per dedicarsi completamente al Centro, diventando così un autentico apostolo fra i giovani. Ma la fulgida parabola della sua vita di fervente cristiano e apostolo della Chiesa, volgeva al termine, nel marzo 1963 venne sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore maligno, ma tutto fu inutile, dopo alcuni mesi di sofferenze, aggiunte ad un’oscurità spirituale che lo tormentò, morì a soli 45 anni, il 13 luglio 1963 a San Juan de Portorico, sorridente e rasserenato, assistito da suo fratello da poco ordinato sacerdote. L’iter per la sua beatificazione è stato veloce, la causa fu introdotta il 26 giugno 1992, il decreto sulle virtù con il titolo di venerabile si ebbe il 30 maggio 1995, l’approvazione di un miracolo avvenuto per sua intercessione, il 20 dicembre 1999; è stato beatificato in Piazza San Pietro a Roma il 29 aprile 2001, da papa Giovanni Paolo II.
Autore: Antonio Borrelli
|