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Beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostynski Sacerdoti e martiri

Festa: 6 maggio

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† Dachau, Germania, 6 maggio 1942

Questi due sacerdoti polacchi condivisero il martirio nel campo di concentramento tedesco di Dachau il 6 maggio 1942, vittime del nazismo. Furono beatificati da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 106 martiri polacchi.
Il Beato Enrico Kaczorowski è tra i 108 martiri polacchi beatificati da Giovanni Paolo II nel 1999 a Varsavia: tutti vittime dell'odio nazista. Enrico Kaczorowski nacque il 10 ottobre 1888 a Briezwienna, in Polonia; a 20 anni entrò nel seminario di Wloclawek; dal 1913 frequentò l'Accademia di Teologia di Pietroburgo dove venne ordinato sacerdote il 13 giugno 1914. A causa della Prima Guerra Mondiale, poté riprendere gli studi solo nel 1918 divenendo dottore in Teologia nel 1922. Ritornato a Wloclawek ebbe l'incarico di docente di teologia morale presso il Seminario e di direttore del liceo vescovile. Fu redattore della rivista «Ateneo Sacerdotale» e dal 1928 in poi fu rettore del Seminario. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, benché la città fosse stata occupata dai tedeschi, rimase nel Seminario. E qui venne arrestato il 7 novembre 1939, portato nel campo di concentramento di Lad e poi nell'aprile 1941 nel campo di concentramento di Dachau. Sfinito nel fisico, fu assegnato al cosiddetto «blocco invalidi». Il 6 maggio 1942 venne condotto alla camera a gas. (Avvenire)

Martirologio Romano: Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beati Enrico Kaczorowski e Casimiro Gostyński, sacerdoti e martiri, che, deportati durante l’occupazione militare della Polonia da parte di persecutori dell’umana dignità, nel campo di prigionia di Dachau in una camera a gas persero la vita per la fede in Cristo.


Papa Giovanni Paolo II ha beatificato il 13 giugno 1999 a Varsavia, durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia, 108 martiri vittime della persecuzione contro la Chiesa polacca, scaturita durante l’occupazione nazista tedesca, dal 1939 al 1945.
L’odio razziale operato dal nazismo, provocò più di cinque milioni di vittime tra la popolazione civile polacca, fra cui molti religiosi, sacerdoti, vescovi e laici impegnati cattolici.
Fra i tanti si è potuto, in base alle notizie raccolte ed alle testimonianze, istruire vari processi per la beatificazione di 108 martiri, il primo processo fu aperto il 26 gennaio 1992 dal vescovo di Wloclawek, dove il maggior numero di vittime subì il martirio; in questo processo confluirono poi altri e il numero dei Servi di Dio, inizialmente di 92 arrivò man mano a 108.
Diamo qualche notizia numerica di essi, non potendo riportare in questa scheda tutti i 108 nomi. Il numeroso gruppo di martiri è composto da quattro gruppi principali, distinti secondo gli stati di vita: vescovi, clero diocesano, famiglie religiose maschili e femminili e laici; appartennero a 18 diocesi, all’Ordinariato Militare ed a 22 famiglie religiose.
Tre sono vescovi, 52 sono sacerdoti diocesani, 3 seminaristi, 26 sacerdoti religiosi, 7 fratelli professi, 8 religiose, 9 laici. Subirono torture, maltrattamenti, imprigionati, quasi tutti finirono i loro giorni nei campi di concentramento, tristemente famosi di Dachau, Auschwitz, Sutthof, Ravensbrück, Sachsenhausen; subirono a seconda dei casi, la camera a gas, la decapitazione, la fucilazione, l’impiccagione o massacrati di botte dalle guardie dei campi. La loro celebrazione religiosa è singola, secondo il giorno della morte di ognuno.
Fra loro ci fu il sacerdote Enrico Kaczorowski, che nacque il 10 ottobre 1888 a Briezwienna, distretto di Kolo in Polonia; a 20 anni entrò nel seminario di Wloclawek; nel 1913 prese a perfezionarsi negli studi di teologia all’Accademia di Teologia di Pietroburgo dove venne ordinato sacerdote il 13 giugno 1914. A causa della Prima Guerra Mondiale, poté riprendere gli studi solo nel 1918 divenendo dottore in Teologia nel 1922.
Ritornato a Wloclawek ebbe l’incarico di docente di teologia morale presso il Seminario e inoltre quello di direttore del liceo vescovile. Fu redattore della rivista ‘Ateneo Sacerdotale’ e dal 1928 in poi fu Rettore del Seminario; unanimemente considerato un modello di spiritualità sacerdotale, era un uomo di Dio e della Chiesa.
Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, avvenuto con l’invasione della Polonia da parte dei nazisti il 1° settembre 1939 e benché la città fosse stata occupata dai tedeschi, rimase nel Seminario insieme ad altri professori per continuare l’insegnamento.
E qui venne arrestato il 7 novembre 1939, portato nel campo di concentramento di Lad e poi nell’aprile 1941 nel campo di concentramento di Dachau.
Sfinito nel fisico, fu assegnato al cosiddetto “blocco invalidi” e quindi secondo la perversa logica di quei campi, il 6 maggio 1942 venne condotto alla camera a gas, dove morì lo stesso giorno.
Prima di essere condotto alla morte disse agli amici: “Prendiamo dalle mani di Dio quel che ci tocca. Pregate per noi, per farci rimanere forti e anche noi pregheremo per voi lassù. Dio sia con voi!”.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-03-18

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