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San Tommaso Khuong Sacerdote, martire nel Tonchino

Festa: 30 gennaio

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Tonchino, 1780 ca. - † 30 gennaio 1860

Apparteneva a una nobile famiglia Tonchinese, e forse era figlio di un mandarino. Cristiano fin da piccolo, divenne poi sacerdote e terziario domenicano. Fu incarcerato più volte a causa della sua fede. Quando ormai era già ottantenne, nel 1859, fu arrestato una seconda volta. Il giudice tentò invano di fargli calpestare il Crocifisso e lo invitò invano a persuadere i suoi cristiani ad apostatare, ma egli rispose fermamente: "Per redimere l'uomo, Gesù Cristo soffrì volontariamente la morte, anch'io voglio rendergli amore per amore, versando tutto il mio sangue per lui". Mentre si genufletteva per adorare la croce, gli fu troncata la testa: era il 30 gennaio 1860.

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Nel Tonchino, ora Viet Nam, san Tommaso Khuông, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione dell’imperatore Tự Đức, avendo professato con invitto animo di essere cristiano, fu messo in prigione e, in ginocchio davanti alla croce, fu ucciso a colpi di scure.


Il 19 giugno 1988 papa Giovanni Paolo II ha canonizzato un numeroso gruppo di martiri del Tonchino (Vietnam), essi in numero di 117, fra cui 8 vescovi, 50 sacerdoti e religiosi e 59 laici, tutti martiri dal 1745 al 1862, erano stati beatificati in precedenza, in diversi gruppi negli anni 1990, 1906, 1909 e 1951.
Tra i 50 sacerdoti, vi è il terziario domenicano sacerdote del Tonchino, Khuong a cui era stato aggiunto il nome cristiano di Tommaso; nacque verso il 1780 da una nobile famiglia tonchinese, forse figlio di un mandarino.
Cristiano sin da piccolo, poi sacerdote, subì per questo il carcere durante la grande persecuzione dell’imperatore Minh-Manh, ottenendo la libertà solo per la sua nobile origine. Da allora visse in clandestinità in un luogo sicuro, espletando il suo ministero sacerdotale nello spirito domenicano; aveva quasi 80 anni, quando il 29 dicembre 1859, venne catturato a Tran-Xa, durante la nuova persecuzione anticristiana indetta da re Tu-Duc.
Egli in quei giorni aveva lasciato il suo rifugio per trasferirsi altrove, quando giunto davanti al ponte di Tran-Xa, venne riconosciuto come cristiano, tradito dalla sua esitazione ad attraversarlo per non calpestare la croce, messa lì a terra dai persecutori.
Arrestato e condotto davanti al giudice, fu sottoposto ad intenso interrogatorio, per trovare nelle sue parole qualche dichiarazione, comprovante pretese relazioni tra i cristiani locali e gli europei; fu invitato a convincere i suoi correligionari ad apostatare e calpestare la croce; a questo punto padre Tommaso Khuong, dichiarandosi cristiano sin da fanciullo e sacerdote di Cristo, rifiutò sdegnato, dicendosi pronto a morire, anche centomila volte per la sua amata religione.
Venne condannato a morte e un mese dopo, il 30 gennaio 1860, genuflesso davanti ad una piccola croce di canne, che aveva portato con sé, nell’atto di venerarla venne decapitato.
Fu beatificato insieme ad altri 24 martiri il 29 aprile 1951 da papa Pio XII. La sua festa religiosa è rimasta dopo la canonizzazione al 30 gennaio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-03-18

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