San Fortunato di Casei
Martire
Festa: 16 ottobre e III domenica di ottobre
Nascita-morte: Alto Egitto, Egitto, III sec. - Agaunum, oggi Saint-Maurice, Vallese, Svizzera, circa 286
Nascita - morte:
Alto Egitto, Egitto, III sec. - Agaunum, oggi Saint-Maurice, Vallese, Svizzera, circa 286
Festa:
16 ottobre e III domenica di ottobre
Etimologia:
Dal latino Fortunatus, 'fortunato', 'favorito dalla sorte'.
Emblema:
Figura di soldato romano, con armamento militare.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera F
Calendario: I santi del 16 ottobre
E' un martire venerato soprattutto a Casei Gerola, nell'Oltrepò Pavese, dove il suo corpo, identificato come quello di un antico martire delle catacombe romane, fu trasferito nel XVIII secolo e divenne oggetto di un culto locale tuttora vivo. La tradizione lo presenta come un giovane soldato cristiano originario dell'Egitto e appartenente alla Legione Tebea, ucciso ad Agaunum, nell'attuale Vallese svizzero, durante la persecuzione associata all'imperatore Massimiano. Questa identificazione, tuttavia, non è sostenuta da una documentazione antica specificamente riferita a Fortunato. Il racconto della Legione Tebea compare soltanto in una fonte del V secolo, la Passio Acaunensium martyrum di Eucherio di Lione, e il nome di Fortunato non figura tra i protagonisti della narrazione originaria. La tradizione locale di Casei collega successivamente a quel martire un corpo santo proveniente dalle catacombe romane. La storia documentabile del culto comincia quindi soprattutto con la traslazione delle reliquie a Casei nel XVIII secolo, mentre l'identificazione del martire, la sua origine egiziana e il suo martirio ad Agaunum appartengono alla tradizione agiografica.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
L'associazione con la Legione Tebea deriva da una tradizione agiografica sviluppatasi intorno ai martiri di Agaunum. La fonte fondamentale è la Passio Acaunensium martyrum attribuita a Eucherio, vescovo di Lione, composta nel V secolo. Eucherio racconta il martirio di una formazione militare chiamata Thebaei, guidata da Maurizio, Candido ed Esuperio, ma non menziona Fortunato tra i martiri principali. Il testo è dunque importante per la storia della tradizione di Agaunum, ma non costituisce una testimonianza antica sulla vita di Fortunato di Casei.
La tradizione del martirio ad Agaunum
Secondo la tradizione sviluppatasi posteriormente, Fortunato sarebbe stato tra i soldati cristiani della Legione Tebea che subirono il martirio ad Agaunum, l'odierna Saint-Maurice nel Vallese. La data tradizionale del martirio è il 286, anche se la cronologia della vicenda tebana è discussa e la Passio di Eucherio non fornisce una data precisa. Le fonti relative ad Agaunum collocano comunque l'origine del culto dei martiri prima della fine del IV secolo e collegano la memoria del luogo al vescovo Teodoro di Octodurum.
La storicità della Legione Tebea nel suo complesso è stata oggetto di un ampio dibattito. Denis Van Berchem, nel 1956, interpretò la Passio come una costruzione letteraria e studiò i processi attraverso i quali la leggenda avrebbe preso forma. David Woods ha successivamente sostenuto una posizione ancora più radicale, considerando la narrazione di Eucherio una costruzione letteraria. Altri studiosi hanno invece difeso una possibile base storica del culto e del martirio di Agaunum. Il dibattito riguarda però la vicenda della Legione Tebea nel suo complesso e non fornisce una prova specifica dell'esistenza storica di Fortunato come suo membro.
Le reliquie a Roma
La tradizione relativa alle reliquie di Fortunato è meglio documentata per l'età moderna che per l'antichità. Secondo la documentazione locale, un corpo attribuito a san Fortunato era conservato nelle catacombe romane di San Callisto. Nel 1746 il cardinale Giovanni Antonio Guadagni, vicario di Roma sotto Benedetto XIV, ne avrebbe disposto la riesumazione e l'esposizione nella collegiata di Santa Maria in Via Lata.
Il passaggio delle reliquie dalle catacombe romane a Casei è invece attestato dalla tradizione documentaria locale con una datazione al 1764-1765. Una fonte del Comune di Casei Gerola indica il 1765 come anno della traslazione, mentre la documentazione relativa al giubileo locale del 2013-2014 ricorda il 1764. La divergenza di un anno sembra riferirsi alle diverse fasi della concessione e del trasferimento.
Il culto a Casei Gerola
Le reliquie furono collocate nella Collegiata di San Giovanni Battista, dove tra il 1768 e il 1775 venne costruita una cappella dedicata al santo. L'urna lignea che custodisce il corpo risale al 1765. La cappella e l'urna costituiscono il principale centro storico del culto di Fortunato a Casei Gerola.
La tradizione locale attribuisce al santo il patronato di Casei Gerola. La memoria liturgica ricorre il 16 ottobre, mentre le celebrazioni patronali del paese culminano tradizionalmente nella festa della terza domenica di ottobre e nella processione con l'urna.
Il corpo santo e l'identificazione con il martire
L'esistenza di un corpo venerato a Casei dal XVIII secolo è storicamente distinta dall'identificazione di quelle reliquie con un martire del III secolo. La provenienza dalle catacombe attesta l'origine romana del corpo santo, ma non consente da sola di stabilire chi fosse la persona le cui ossa furono rinvenute e successivamente attribuite a Fortunato.
Anche la tradizione relativa al cranio presenta un elemento documentario e uno interpretativo. Secondo la fonte locale, le ossa del capo risultavano frantumate e furono inserite nella ricostruzione in gesso del cranio, successivamente rivestita con un elmo. L'interpretazione di tale condizione come prova di una morte provocata da colpi di clava appartiene invece alla tradizione interpretativa moderna e non costituisce una prova indipendente del martirio ad Agaunum.
La Legione Tebea e Fortunato
La Passio Acaunensium martyrum di Eucherio costituisce la principale fonte antica sulla tradizione dei martiri di Agaunum. Il testo fu composto circa alla metà del V secolo, molti decenni dopo l'epoca tradizionalmente assegnata al martirio. La narrazione presenta una legione chiamata Thebaei, proveniente dall'Oriente e composta da soldati cristiani, che avrebbe rifiutato di partecipare ai sacrifici richiesti dall'autorità imperiale.
Fortunato di Casei non compare tuttavia tra i nomi dei principali martiri forniti da Eucherio. Il suo collegamento con la Legione Tebea appartiene quindi a una fase successiva della tradizione agiografica. Non è documentata una fonte antica che descriva individualmente il martirio di Fortunato ad Agaunum.
La cappella e l'urna di Casei Gerola
La cappella di San Fortunato nella Collegiata di San Giovanni Battista fu edificata tra il 1768 e il 1775. L'urna del patrono, intagliata nel 1765, costituisce uno degli elementi più significativi della devozione locale e conserva il corpo venerato come quello del martire.
Nel 2013 fu inaugurato sul sagrato della Collegiata un monumento dedicato al patrono. L'opera raffigura Fortunato come soldato nell'atto di deporre la spada, richiamando la tradizione secondo cui avrebbe rinunciato alle armi per affrontare il martirio.
Curiosità
- Nel 2013-2014 Casei Gerola celebrò un anno giubilare per il 250º anniversario della traslazione del corpo venerato come quello di san Fortunato.
- La cappella del santo nella Collegiata di San Giovanni Battista conserva un'urna realizzata nel 1765, contemporanea alla traslazione delle reliquie da Roma.
- La tradizione locale attribuisce a Fortunato un'origine nell'Alto Egitto, ma questo dato non è attestato da una fonte antica riferita individualmente al martire.
Cronologia
- III secolo - Periodo tradizionalmente attribuito alla vita di Fortunato; nascita e primi anni non sono documentati.
- 286 - Data tradizionale del martirio di Fortunato ad Agaunum, senza una testimonianza antica individuale che ne confermi la morte in quell'anno.
- circa 450 - Eucherio di Lione compone la Passio Acaunensium martyrum, principale fonte antica sulla tradizione dei martiri di Agaunum; Fortunato non è nominato tra i principali martiri del racconto.
- 1746 - Secondo la tradizione locale, il corpo attribuito a Fortunato viene riesumato dalle catacombe di San Callisto e trasferito nella collegiata di Santa Maria in Via Lata a Roma.
- 1764-1765 - Il corpo venerato come quello di san Fortunato viene trasferito da Roma a Casei, nell'attuale Casei Gerola. Le fonti locali riportano entrambe le date.
- 1765 - Viene realizzata l'urna destinata a custodire le reliquie.
- 1768-1775 - Viene edificata la cappella di San Fortunato nella Collegiata di San Giovanni Battista di Casei Gerola.
- 2013 - Viene inaugurato sul sagrato della Collegiata il monumento dedicato al patrono, raffigurato mentre depone la spada.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza del culto di san Fortunato a Casei Gerola e la presenza nella Collegiata di un corpo venerato con questo nome sono documentate soprattutto dalla storia locale dell'età moderna, con la traslazione delle reliquie da Roma nel 1764-1765 e la successiva costruzione della cappella.
- La biografia del martire non è invece documentata da fonti antiche individuali. Origine egiziana, appartenenza alla Legione Tebea, martirio ad Agaunum e morte nel 286 appartengono alla tradizione agiografica successiva.
- La Passio Acaunensium martyrum di Eucherio, composta nel V secolo, è la principale fonte antica sulla tradizione della Legione Tebea, ma non nomina Fortunato tra i principali martiri descritti.
- La storicità della Legione Tebea e della sua decimazione è stata ampiamente discussa dagli studiosi. Le interpretazioni moderne divergono sull'origine e sul valore storico della narrazione di Eucherio.
- L'identificazione del corpo conservato a Casei Gerola con un martire del III secolo non è dimostrabile sulla sola base della provenienza dalle catacombe romane. La documentazione attesta il culto e la traslazione del corpo, non l'identità storica della persona cui appartennero le ossa.
- La frattura delle ossa craniche riferita nella tradizione locale non costituisce da sola una prova del martirio per percosse ad Agaunum. L'interpretazione della lesione come conseguenza di un colpo di clava rimane un'ipotesi legata alla tradizione agiografica.
- Il culto di Fortunato a Casei Gerola è storicamente documentato e presenta un carattere fortemente locale, mentre la ricostruzione biografica del martire rimane largamente tradizionale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Eucherio di Lione, Passio Acaunensium martyrum, V secolo. Il testo costituisce la principale fonte antica sulla tradizione dei martiri di Agaunum.
- Auguste Molinier, Les Sources de l'histoire de France, I, Paris, 1901, pp. 31, con la descrizione della Passio Acaunensium martyrum e delle principali questioni sulla sua storicità.
- Denis Van Berchem, Le martyre de la légion thébaine. Essai sur la formation d'une légende, Bâle, F. Reinhardt, 1956. Studio fondamentale sulla formazione della tradizione della Legione Tebea.
- David Woods, The Origin of the Legend of Maurice and the Theban Legion, Journal of Ecclesiastical History, 45, 1994, pp. 385-395. Analisi dell'origine letteraria della tradizione tebana.
- Henri Leclercq, voce 'Agaunum', The Catholic Encyclopedia, I, New York, 1907. Sintesi delle fonti antiche e delle principali discussioni sulla storicità del martirio di Agaunum.
- Comune di Casei Gerola, 'La vita di San Fortunato'. Documentazione locale sulla traslazione delle reliquie, il culto e la tradizione relativa al santo.
- Città e Cattedrali, 'Collegiata di San Giovanni Battista, Casei Gerola'. Documentazione storico-artistica sulla cappella di San Fortunato e sull'urna del patrono.
- La Provincia Pavese, 'Un monumento al patrono sul sagrato della Collegiata', 9 ottobre 2013. Documentazione sull'iconografia moderna di san Fortunato a Casei Gerola.
