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Beato Stanislaw Kubista Sacerdote e martire

Festa: 26 aprile

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Alta Slesia (allora Prussia), 27 settembre 1898 - Sachsenhausen, Germania, 26 aprile 1940

«La tua vita non vale più niente». Pronunciando queste parole sprezzanti un nazista soffocò il già agonizzante sacerdote verbita polacco Stanislaw Kubista nel lager di Sachsenhausen. Era il 26 aprile 1940. Nato in Alta Slesia (allora Prussia), nel 1898, Kubista era divenuto prete nel 1927. Le sue attività di apostolato principali furono la letteratura e il giornalismo sulle riviste «Il piccolo missionario», «Il tesoro familiare» e «Il Messaggero di san Giuseppe», santo di cui era molto devoto. (Avvenire)

Martirologio Romano: Nel campo di prigionia di Sachsenhausen in Germania, beato Stanislao Kubista, sacerdote della Società del Verbo Divino e martire, che, durante l’occupazione militare della Polonia in tempo di guerra da parte di un regime nemico di Dio, in questo carcere esalò il suo spirito tra atroci torture. Insieme a lui si commemora il beato Ladislao Goral, vescovo ausiliare di Lublino, che nello stesso luogo e durante la medesima persecuzione difese con coraggio la dignità umana e della fede, morendo in prigione di malattia in un giorno sconosciuto.


Papa Giovanni Paolo II ha beatificato il 13 giugno 1999 a Varsavia, durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia, 108 martiri vittime della persecuzione contro la Chiesa polacca, scaturita durante l’occupazione nazista tedesca, dal 1939 al 1945.
L’odio razziale operato dal nazismo, provocò più di cinque milioni di vittime tra la popolazione civile polacca, fra cui molti religiosi, sacerdoti, vescovi e laici impegnati cattolici.
Fra tutti si è potuto, in base alle notizie raccolte ed alle testimonianze, istruire vari processi per la beatificazione di 108 martiri, il primo processo fu aperto il 26 gennaio 1992 dal vescovo di Wloclawek, dove il maggior numero delle vittime subì il martirio; in questo processo confluirono poi altri e il numero dei Servi di Dio, inizialmente di 92 arrivò man mano a 108.
Diamo qualche notizia numerica di essi, non potendo riportare in questa scheda tutti i 108 nomi. Il numeroso gruppo di martiri è composto da quattro gruppi principali, distinti secondo gli stati di vita: vescovi, clero diocesano, famiglie religiose maschili e femminili e laici; appartennero a 18 diocesi, all’Ordinariato Militare ed a 22 Famiglie religiose.
Tre sono vescovi, 52 sono sacerdoti diocesani, 3 seminaristi, 26 sacerdoti religiosi, 7 fratelli professi, 8 religiose, 9 laici. Subirono torture, maltrattamenti, imprigionati, quasi tutti finirono i loro giorni nei campi di concentramento, tristemente famosi di Dachau, Auschwitz, Sutthof, Ravensbrück, Sachsenhausen; subirono a seconda dei casi, la camera a gas, la decapitazione, la fucilazione, l’impiccagione o massacrati di botte dalle guardie dei campi. La loro celebrazione religiosa è singola, secondo il giorno della morte di ognuno.
Fra loro ci fu il sacerdote Stanislaw Kubista, nato il 27 settembre 1898 in Alta Slesia in Polonia. Nel 1920 era entrato nella ‘Società del Verbo Divino’, fondata da s. Arnold Janssen (1837-1909), canonizzato il 5 ottobre 2003, sacerdote tedesco con spirito missionario, che fondò ben tre Congregazioni religiose con finalità missionarie.
Stanislaw Kubista fece la professione religiosa solenne il 29 settembre 1926 e fu ordinato sacerdote il 25 maggio 1927; rivestì la carica di Direttore della Casa religiosa Verbita di Górna Grupa.
Fu attivo nell’apostolato anche come giornalista delle riviste “Il piccolo missionario”, “Il tesoro familiare” e il “Messaggero di S. Giuseppe”, santo a cui era particolarmente devoto.
Dopo l’invasione della Polonia, fu catturato dai tedeschi il 5 febbraio 1940 insieme ad altri confratelli e fu trasferito nel campo di concentramento di Sachsenhausen in Germania, dove il 26 aprile dello stesso anno, venne ucciso dal capo-baracca.
Martire della fede, perché la sua morte fu frutto dell’odio fanatico contro i religiosi, tanto più se polacchi.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-12-14

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