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Santi Martiri Spagnoli di Turón Religiosi e martiri

Festa: 9 ottobre

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† Turón, Spagna, 9 ottobre 1934

Cirilo Bertrán (1888-1934), 7 compagni, religiosi dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ed un sacerdote passionista, Martiri di Turón, uccisi il 9 ottobre 1934 durante la Rivoluzione delle Asturie dalla milizia social-comunista a seguito della proclamazione ad Oviedo della "Repubblica Socialista Asturiana". A causa del loro status di persone consacrate e insegnanti, hanno affrontato il loro tragico destino come una vera testimonianza di fede, dando al loro martirio l'ultima lezione della loro vita. Furono beatificati da San Giovanni Paolo II il 19 aprile 1990 e canonizzati il 21 novembre 1999. Questi nove santi sono ricordati dal Martirologio Romano il 9 ottobre, anniversario del martirio, considerando quale "capogruopo" il passionista Innocenzo dell'Immacolata. Nella stessa data i Fratelli delle Scuole Cristiane celebrano la memoria liturgica di tutti i loro santi martiri spagnoli, cioè Giacomo Ilario Barbal Cosàn ed i Martiri di Turon, tra i quali figurava anche il sacerdote passionista, sotto la dicitura: "Santi Cirillo, Giacomo Ilario e compagni, martiri". Inoltre la loro memoria liturgica in Spagna è celebrata il 6 novembre unitamente a tutti i Santi e Beati martiri spagnoli del XX secolo, sotto la dicitura "Santi Pietro Poveda Castroverde, Innocenzo dell'Immacolata Canoura Arnau, presbiteri, e compagni, martiri".

Martirologio Romano: In località Turón nelle Asturie in Spagna, santi martiri Innocenzo dell’Immacolata (Emanuele) Canoura Arnau, sacerdote della Congregazione della Passione, e otto compagni, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che, nelle avverse circostanze dei loro tempi, conseguirono la suprema vittoria sterminati in odio alla fede senza processo.


La Chiesa eleva all'onore degli altari nove Fratelli delle Scuole Cristiane (de La Salle) e un Padre Passionista. Otto Fratelli insegnavano in una scuola di Turón, un paese situato al centro di una valle mineraria della regione delle Asturie, al nord-est della Spagna: furono martirizzati nel 1934. Il nono Fratello era della Catalogna e fu ucciso vicino a Tarragona nel 1937. Il Padre Passionista prestava assistenza sacramentale presso la scuola di Turón. È la glorificazione di dieci persone che sono rimaste fedeli alla loro consacrazione fino al punto di dare la loro vita in difesa della fede e della loro missione evangelizzatrice. Il riconoscimento ufficiale della loro santità esalta nello stesso tempo la missione delicata e difficile degli educatori cristiani dei giovani.
La maggior parte di questi religiosi erano nel fiore della loro gioventù: quattro di essi avevano meno di 26 anni mentre il più vecchio raggiungeva appena i 46 anni. I loro nomi sono:

100134 Cirilo Bertran (José Sanz Tejedor)
100135 Marciano Jost (Filomeno López López)
100136 Victoriano Pio (Claudio Bernabé Cavo)
100137 Julian Alfredo (Vilfrido Fernandez Zapico)
100138 Benjamín Julián (Vicente Alonso Andrés)
100139 Benito de Jesús (Héctor Valdivielso Sáez)
100140 Aniceto Adolfo (Manuel Seco Gutiérrez)
100141 Augusto Andrea (Román Martínez Fernández)
100133 Inocencio de la Inmaculada (Manuel Canoura Arnau)

Il martirio di questi nove religiosi non arrivò in modo inatteso. La situazione politica della Spagna in quel periodo era difficile: la massoneria e il comunismo volevano giungere a tutti i costi al potere e demolire le tradizioni religiose della nazione. Per questo avevano programmato varie iniziative contro la Chiesa, soprattutto nei confronti dei sacerdoti e dei religiosi. Fu attizzata una campagna di odio e di violenza che in molti casi portò a feroci massacri, anche al di là delle intenzioni dei gruppi dirigenti. Le Asturie erano una regione mineraria con molti immigrati, che conducevano una vita dura ed erano sradicati dai loro ambienti e dalle loro tradizioni. L'astiosa campagna contro la borghesia e contro la Chiesa trovò in loro un terreno particolarmente adatto. Fu così che all'alba del 5 ottobre 1934 un gruppo di ribelli fece irruzione nella scuola dei Fratelli. I religiosi e con essi il Padre Passionista furono concentrati nella " Casa del popolo ", in attesa delle decisioni del Comitato rivoluzionario. Sotto la spinta degli estremisti più intransigenti, il Comitato decise la condanna a morte dei religiosi, che avevano una notevole influenza in paese perché la gran parte della popolazione mandava i propri figli alla loro scuola.
Per l'esecuzione fu fatto venire un plotone da lontano, perché nessuno nel paese era disposto a questo crimine. Nelle prime ore del 9 ottobre il piccolo gruppo fu fatto salire al cimitero, dove era già pronta una lunga fossa davanti alla quale essi furono schierati. Due scariche di fucile posero fine alle loro vite terrene, ma aprirono loro le porte della gloria celeste. La serenità con la quale essi accettarono la morte impressionò gli stessi carnefici, come più tardi dichiarò qualcuno di loro.
La Chiesa ha onorato il loro sacrificio dichiarandoli Beati il 29 aprile 1990. Una guarigione, riconosciuta prodigiosa dagli ufficiali della Congregazione delle Cause dei Santi, avvenuta per loro intercessione, ha spalancato loro le porte della santità.


Fonte:
www.causesanti.va

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Aggiunto/modificato il 2023-08-11

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