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Beato Carlo Liviero Vescovo e fondatore

Festa: 30 maggio

Vicenza, 29 maggio 1866 – Fano, 7 luglio 1932

Nato a Vicenza nel 1866, si distinse fin da giovane per la sua profonda vocazione al sacerdozio. Ordinato sacerdote a 22 anni, si dedicò con instancabile zelo all'aiutare gli altri, dapprima come parroco in diverse località, dove si impegnò contro le difficoltà e la miseria, e poi come vescovo di Città di Castello. Nella sua nuova sede, Liviero si dimostrò un pastore modello, promuovendo attività di beneficenza e istruzione per i più bisognosi, tra cui un istituto per orfani e una congregazione di suore. Fondò anche un giornale e un bollettino per i suoi sacerdoti. Dotato di grande forza d'animo e intuito pastorale, Liviero si oppose con fermezza alle idee anti-religiose e laiche, guadagnandosi il rispetto e l'ammirazione dei suoi fedeli. La sua opera incessante lo rese un punto di riferimento spirituale per la diocesi, lasciando un'eredità duratura di carità e impegno sociale. Dopo una vita spesa al servizio del prossimo, Liviero morì a Fano nel 1932.



Carlo Liviero nacque a Vicenza il 29 maggio 1866, in quel secolo che ha dato alla Chiesa, specie quella italiana, tante figure splendenti in santità, operosità, apostolato a tutti livelli e che adesso man mano, ottengono il riconoscimento ufficiale della Chiesa e mons. Carlo Liviero è fra essi.
Da Vicenza la famiglia si sposta a Monselice in provincia di Padova, dove il padre ferroviere viene trasferito, qui frequenta le scuole elementari ed il ginnasio, manifestando altresì ben presto la sua vocazione per il sacerdozio e quindi nell’ottobre del 1881 entra nel seminario di Padova, dove si distingue per la sua profonda pietà, diligenza e applicazione allo studio.
Il 30 novembre 1888 viene ordinato sacerdote a 22 anni, poco tempo dopo è inviato a Gallio, sull’altopiano di Asiago (Vicenza) detto dei Sette Comuni, per insegnare ai giovinetti inclini al seminario.
Nel 1890 diventa Arciprete di Gallio e dopo 10 anni (1900) viene trasferito ad Agna nella Bassa Padovana (Padova); il territorio versava in sfavorevoli condizioni economiche, che si ripercuotevano sulla vita religiosa e morale dei suoi abitanti.
Il parroco Liviero dà vita ad opere di ampio respiro, mettendo al servizio del Regno di Dio le sue eccellenti doti umane e spirituali, per sollevare da ogni tipo di miseria i fedeli a lui affidati. Intraprese altresì una dura lotta contro l’anticlericalismo imperante, propugnato con l’azione sovversiva dei rivoluzionari socialisti; i suoi parrocchiani lo denominarono “martello del socialismo”.
La sua concreta opera di apostolato, di organizzazione e ideologica, gli procurò il riconoscimento dei suoi superiori e il 6 marzo 1910 fu consacrato vescovo di Città di Castello, storica città in provincia di Perugia.
Anche qui e da subito dovette impegnarsi, come ad Agna, a contrastare in campo aperto, i nemici della Chiesa, socialisti, liberali e massoni, con tutto l’ardore della sua giovane età e delle sue fondate convinzioni.
L’iniziale ostilità nei suoi confronti, ben presto si trasformò in ammirazione, per il numeroso complesso di opere spirituali e caritative, che in poco tempo sorsero per il suo impulso pastorale. Il seminario rifiorì con un discreto vivaio di vocazioni; nel 1915 sorse l’”Ospizio del Sacro Cuore” per l’educazione dei fanciulli poveri ed orfani; nel 1920 il “Pensionato S. Cuore” per gli studenti e nel 1925 una colonia marina a Pesaro per gli orfani e per i bambini scrofolosi e rachitici della diocesi.
Inoltre non ci si può dimenticare della ‘Scuola elementare cattolica’ del 1910, della ‘Tipografia Cattolica’ del 1912, della ‘Libreria Cattolica’ del 1919, sostiene una biblioteca circolante; apre una sala per proiezioni di film nel 1912, poi un vero cinema nel 1931.
Per assicurare l’assistenza agli orfani e derelitti, vittime della Prima Guerra Mondiale, ospiti nel suo ‘Ospizio del S. Cuore’ e nella colonia marina, fonda una Congregazione di suore denominate “Piccole Ancelle del S. Cuore” approvata poi il 16 ottobre 1916 da papa Benedetto XV e oggi fiorente in numero di case e di suore.
Fonda il settimanale diocesano “Voce di popolo” e per tutti i suoi sacerdoti un “Bollettino diocesano”. Suo particolare impegno fu la formazione cristiana e morale dei giovani ed il valore educativo insostituibile della famiglia.
Il 24 giugno 1932, mentre si recava a Pesaro alla colonia marina, ebbe un incidente grave con l’auto, ferito, venne ricoverato nell’ospedale di Fano, dove morì il 7 luglio seguente, povero come era vissuto.
Venne inizialmente tumulato nel cimitero di Città di Castello e poi il 5 marzo 1933 le sue spoglie vennero trasferite nella cripta della cattedrale, poste in un sarcofago marmoreo, divenuto meta dell’omaggio riconoscente di tanti fedeli.
Il 5 agosto 1976 è stata introdotta la causa per la sua beatificazione, che prosegue presso la competente Congregazione delle Cause dei Santi, che ha già riconosciuto l’eroicità delle sue virtù e quindi il titolo di venerabile. E' stato beatificato il 27 maggio 2007.
La memoria liturgica ricorre il 30 maggio (giorno del battesimo, nel 1866), come disposto da papa Benedetto XVI nel decreto di beatificazione il 24 maggio 2007. La liturgia prevede il grado di memoria facoltativa nella Diocesi di Città di Castello e il grado di festa nelle case della congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-06-11

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