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Roma (?), ca. 320 - Milano, ca. 401
La sua grandezza deriva soprattutto dall'opera svolta come maestro, consigliere e guida spirituale di due fra i maggiori Padri della Chiesa: sant'Ambrogio e sant'Agostino. Fu infatti incaricato di completare la formazione cristiana di Ambrogio prima del battesimo e accompagnò Agostino nel difficile cammino che lo portò alla conversione, come quest'ultimo ricorda con riconoscenza nelle Confessioni. Alla morte di Ambrogio, nel 397, fu scelto come suo successore sulla cattedra episcopale di Milano, governando la diocesi in un periodo politicamente delicato, quando la città era ancora capitale dell'Impero romano d'Occidente. Uomo di vasta cultura, profondo conoscitore della filosofia platonica e stimato da vescovi e pontefici, Simpliciano contribuì in modo decisivo alla formazione del cristianesimo latino del IV secolo.
Etimologia: Dal latino Simplicianus, derivato da simplex, cioè semplice, schietto, sincero.
Emblema: Mitria, pastorale, libro, abiti episcopali.
Martirologio Romano: A Milano, san Simpliciano, vescovo, che sant’Ambrogio designò come suo successore e sant’Agostino celebrò con lodi.
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Le fonti antiche non consentono di ricostruire con precisione le origini di Simpliciano. La tradizione più autorevole lo considera romano di nascita, mentre alcune ipotesi successive lo vogliono originario dell'Italia settentrionale. È certo invece che ricevette una solida formazione classica e filosofica, che gli consentì di dialogare con i maggiori intellettuali del suo tempo. Ordinato sacerdote, acquisì ben presto fama di uomo colto, prudente e di profonda vita spirituale. La sua conoscenza del platonismo si rivelò particolarmente preziosa nell'incontro con uomini di cultura provenienti dal mondo pagano.
Il maestro di Ambrogio Quando Ambrogio, ancora governatore civile della Liguria e dell'Emilia, venne acclamato vescovo di Milano nel 374 pur non essendo ancora battezzato, fu proprio Simpliciano a completarne l'istruzione catechetica e teologica. Tra i due nacque un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima che durò per oltre vent'anni. Ambrogio si affidò spesso ai suoi consigli nelle questioni dottrinali e pastorali e, secondo la tradizione, lo indicò personalmente come successore sul letto di morte.
L'incontro con sant'Agostino L'influenza esercitata su sant'Agostino rappresenta probabilmente il contributo più importante di Simpliciano alla storia della Chiesa. Quando il giovane professore africano giunse a Milano, attraversava una profonda crisi spirituale e intellettuale. Agostino racconta nelle Confessioni di essersi rivolto a Simpliciano, considerandolo un uomo nel quale risplendeva la grazia di Dio. Durante uno dei loro colloqui, Simpliciano narrò la conversione del celebre retore Mario Vittorino, spiegando come un grande intellettuale potesse giungere alla fede senza rinunciare alla propria ricerca della verità. Quel racconto colpì profondamente Agostino e contribuì a preparare il cammino che lo avrebbe portato al battesimo nella Pasqua del 387. Più tardi Agostino gli dedicò alcune opere teologiche e mantenne con lui un intenso rapporto epistolare.
Vescovo di Milano Alla morte di sant'Ambrogio, il 4 aprile 397, Simpliciano fu eletto vescovo di Milano, probabilmente già molto anziano. Pur governando la diocesi per appena quattro anni circa, mantenne saldo il prestigio della Chiesa milanese in un momento di grandi trasformazioni politiche. Fu in corrispondenza con papa Anastasio I e con numerosi vescovi dell'Africa e della Gallia, svolgendo un ruolo di riferimento nella difesa della fede nicena e nella comunione tra le Chiese occidentali. Le fonti ricordano inoltre il suo interessamento affinché Milano conservasse il ruolo di capitale dell'Impero d'Occidente, opponendosi ai progetti di trasferimento del centro politico nuovamente a Roma.
Spiritualità e insegnamento Non possediamo opere certe di Simpliciano, ma la sua influenza emerge dagli scritti dei suoi contemporanei. La sua spiritualità era caratterizzata dall'armonia tra cultura classica e fede cristiana, dalla capacità di dialogare con il pensiero filosofico e da una straordinaria attitudine educativa. Più che come autore, Simpliciano viene ricordato come formatore di coscienze: la sua opera contribuì indirettamente alla nascita di alcuni dei più importanti capolavori della teologia latina attraverso l'influenza esercitata su Ambrogio e Agostino.
Morte e culto La data esatta della morte non è nota, ma viene generalmente collocata intorno al 401. La venerazione popolare iniziò immediatamente dopo la sua scomparsa. Fu sepolto presso la Basilica Virginum di Milano, che successivamente prese il suo nome e divenne la Basilica di San Simpliciano. Nel Martirologio Romano la sua memoria è fissata al 15 agosto, mentre il calendario liturgico ambrosiano la celebra il 14 agosto, evitando la coincidenza con la solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Autore: Giampietro Cattini
Un maestro di santi. E quali santi. Uno è Ambrogio, designato vescovo di Milano mentre sta ancora preparandosi al battesimo; si incarica il prete Simpliciano di completare la sua istruzione religiosa, e Ambrogio viene battezzato a fine novembre del 374, ricevendo poi la consacrazione episcopale il 7 dicembre. L’altro santo è Agostino di Ippona, l’intellettuale africano estraneo al cristianesimo, amico dei manichei, venuti a cercare prestigio in Italia. Si è già fatto un nome in Milano come professore, quando lo raggiunge la “chiamata”, la spinta a seguire Cristo. Nelle sue Confessioni egli dirà che il Signore stesso lo ha indirizzato al prete di Milano: "Ed ecco, Tu suggeristi alla mia mente l’idea di rivolgermi a Simpliciano, che si presentava come un fedele in cui risplendeva la Tua grazia". Preparato da Simpliciano, Agostino riceve il battesimo dal vescovo Ambrogio nel 387.
Questo eccezionale catechista, forse romano di origine, è cristiano fin dalla giovinezza. Dopo anni di studi classici e di viaggi viene ordinato sacerdote, e diventa famoso quando converte al cristianesimo uno degli intellettuali più illustri del tempo: Caio Mario Vittorino. A Milano lo troviamo nel tempo in cui Ambrogio vi risiede ancora come governatore civile di quasi tutta l’alta Italia. E qui rimane per sempre, aiutando il vescovo Ambrogio con la sua preparazione teologica ed esegetica, e influendo col suo prestigio sull’ambiente culturale della città. Mantiene contatti epistolari con Agostino, poi vescovo di Ippona, che dall’Africa gli manda i suoi scritti, chiedendo giudizi e consigli.
Il vescovo Ambrogio muore il 4 aprile 397, dopo aver indicato come successore proprio Simpliciano, ormai vicino agli ottant’anni. "È vecchio, ma buono", avrebbe detto Ambrogio morente, e così Simpliciano gli succede, per un episcopato di circa quattro anni, sul quale abbiamo poche notizie. Sappiamo che era in corrispondenza col pontefice Anastasio I, con vescovi d’Africa e della Gallia; ma non ci sono scritti suoi in argomento.
Milano, all’epoca, è capitale dell’Impero d’Occidente. Vi risiede spesso la famiglia imperiale, vi si svolgono feste, giochi, spettacoli di gladiatori e di belve. Tuttavia l’uomo forte dell’Impero, il vandalo romanizzato Stilicone, capo dell’esercito, vorrebbe riportare il centro del potere a Roma. Ma su questo punto il vescovo Simpliciano non è d’accordo: Milano deve restare capitale. Si mette d’impegno in questo sforzo: "Nel 400 e nel 401 continua la sua campagna contro il trasporto eventuale della capitale a Roma. Essa continua fino alla morte del presule, avvenuta nel 401" (A. Calderini, Storia di Milano, Treccani).
La data esatta della sua morte ci è sconosciuta. Simpliciano viene subito venerato come santo, e il suo corpo trova sepoltura nell’atrio della basilica virginum, che sarà poi per sempre intitolata al suo nome.
Nella diocesi di Milano la sua memoria si celebra il 14 agosto.
Autore: Domenico Agasso
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