Sant' Apollinare di Trieste

Martire

Festa: 6 dicembre

Nascita-morte: † Trieste, 6 dicembre

Immagini di Sant' Apollinare di Trieste Martire

Nascita - morte:
† Trieste, 6 dicembre

Festa:
6 dicembre

Etimologia:
Dal latino Apollinaris, 'relativo ad Apollo'

Categoria: I santi che iniziano con la lettera A

Calendario: I santi del 6 dicembre

E' un martire venerato nella tradizione ecclesiastica tergestina, con memoria propria il 6 dicembre. La sua figura è legata ai racconti sulle origini del cristianesimo nella città adriatica, ma le testimonianze che ne descrivono la vita e la morte sono posteriori agli avvenimenti narrati. Una passione agiografica lo presenta come suddiacono, perseguitato sotto l'imperatore Caracalla e condannato dal magistrato Lucinio; la narrazione comprende supplizi e prodigi che non possono essere accertati come episodi storici. La sua identità è stata inoltre discussa in rapporto a sant'Apollinare di Ravenna, poiché nell'Adriatico antico circolarono reliquie e culti fra le due sponde. La venerazione triestina è tuttavia attestata nella tradizione liturgica e nell'arte locale: nella cattedrale di San Giusto sopravvivono affreschi medievali dedicati al martire. La diocesi lo ricorda insieme ai protomartiri tergestini il 7 giugno, mentre nella chiesa a lui intitolata si celebra il 6 dicembre. La sua vicenda esige dunque una distinzione fra il culto storicamente riconoscibile e la biografia trasmessa da fonti tarde.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le fonti e il problema dell’identità
La tradizione triestina presenta Apollinare come un martire della comunità cristiana locale. Non sono però conosciute attestazioni del suo nome nei più antichi martirologi e sacramentari. Questa assenza non dimostra da sola l'inesistenza del personaggio, ma impedisce di considerare la narrazione della sua vita una testimonianza prossima ai fatti.
Francesco Lanzoni propose di collegare la figura tergestina a sant'Apollinare di Ravenna, osservando come gli scambi di reliquie e devozioni fra le coste adriatiche potessero favorire la nascita di identità cultuali locali. L'ipotesi non costituisce un'identificazione definitivamente provata; segnala invece una difficoltà storica concreta nella ricostruzione delle origini del culto.

La passione e il quadro cronologico
Secondo la passione, Apollinare era suddiacono della Chiesa di Trieste durante il regno di Caracalla, fra il 211 e il 217. Il racconto nomina un magistrato chiamato Lucinio e descrive un processo culminato nella condanna a morte. L'ambientazione sotto Caracalla è parte della tradizione, non una cronologia stabilita da documenti contemporanei.
La narrazione riferisce che il martire, dopo aver professato la fede cristiana, fu sottoposto al fuoco sopra una graticola, ma ne uscì illeso grazie al segno della croce. Seguirono, sempre secondo la passione, l'amputazione della mano destra e la decapitazione fuori dalle mura cittadine. Sono motivi propri del racconto agiografico e non possono essere riferiti come fatti giudiziari accertati. Il 6 dicembre è la data tradizionale del martirio e della celebrazione, non una data di morte verificata indipendentemente.

Il culto nella città di Trieste
La memoria di Apollinare si inserì nel gruppo dei martiri venerati dalla Chiesa tergestina. Nella cattedrale di San Giusto una piccola abside conserva resti di affreschi del XIII secolo che raffigurano episodi della sua passione e le esequie. Si tratta di una testimonianza materiale importante della diffusione medievale del culto, distinta dalla questione dell'effettiva storicità degli eventi narrati.
Un'altra attestazione figurativa compare nel passionario legato alla badessa Eufrasia Bonomo. Nella tradizione iconografica locale Apollinare è ricordato accanto ad altri martiri triestini, mentre la chiesa a lui dedicata sul colle di Montuzza mantiene il titolo e la celebrazione del 6 dicembre.
Nel Novecento il vescovo Antonio Santin difese presso la competente congregazione romana la continuità della tradizione martiriale locale. Dopo una ricognizione di reliquie compiuta nell'agosto 1986, il vescovo Lorenzo Bellomi non inserì una memoria autonoma di Apollinare nel calendario diocesano. La commemorazione è compresa nella memoria dei santi protomartiri tergestini del 7 giugno; il 6 dicembre rimane la ricorrenza celebrata nella chiesa dedicata al santo.

Reliquie e limiti delle attribuzioni
La tradizione riferisce una sepoltura presso le mura di Trieste e la venerazione di reliquie. L'esistenza di una ricognizione ecclesiastica nel 1986 documenta l'attenzione riservata a questi resti, ma non prova, da sola, che appartengano al martire descritto dalla passione.
L'eventuale provenienza ravennate di un culto o di reliquie è una questione storiografica distinta dalla devozione locale. Le testimonianze artistiche e liturgiche attestano la venerazione di Apollinare a Trieste, senza risolvere definitivamente l'identità storica del suo referente.

Biografia

A cura di Filippo Caraffa

Trieste celebra il 6 dicembre, come proprio martire, un s. Apollinare non ricordato nei documenti agiografici antichi (martirologi, sacramentari). La sua “passio”, di origine piuttosto recente, lo fa suddiacono morto per la fede sotto Caracalla. Il prefetto Lucinio, mandato da Roma a Trieste, lo avrebbe condannato prima alla pena del fuoco e poi a quella della decapitazione. Il Lanzoni lo identifica con s. Apollinare di Ravenna facendo presente: “Le due rive dell’Adriatico si scambiarono reliquie dei loro santi e come la riva occidentale trasformò quelli della sponda orientale in santi propri, così la riva orientale quelli occidentali”.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Il rapporto con Apollinare di Ravenna
La proposta di Lanzoni interpreta la possibile duplicazione cultuale nel quadro delle comunicazioni adriatiche. La presenza di una tradizione triestina autonoma non equivale necessariamente alla prova di un secondo martire omonimo: il problema rimane aperto, anche perché mancano testimonianze antiche indipendenti sul suddiacono di Trieste.

Cronologia

- Età imperiale romana, secondo la tradizione - collocazione del martirio sotto Caracalla, non verificabile
- XIII secolo - affreschi dedicati ad Apollinare nella cattedrale di San Giusto
- Agosto 1986 - ricognizione delle reliquie
- Epoca contemporanea - memoria comune dei protomartiri tergestini il 7 giugno; festa propria il 6 dicembre nella chiesa dedicata

Valutazione storico-critica

- Il culto triestino è attestato da testimonianze artistiche e liturgiche; la biografia non è confermata da documenti contemporanei.
- La passione è tarda e contiene motivi agiografici non verificabili.
- La data del 6 dicembre è liturgica e tradizionale; non prova il giorno effettivo della morte.
- L'identificazione proposta con Apollinare di Ravenna resta un'ipotesi storiografica.
- Le reliquie venerate non dispongono di un'identificazione storica certa.

Fonti e bibliografia essenziale

- Servizio diocesano per le cause dei santi, 'Sant’Apollinare martire fu venerato dai tempi antichi tra i Patroni della nostra Chiesa', Il Domenicale di San Giusto, 13 giugno 2021, p. 8.
- Réginald Grégoire, 'La passione degli antichi martiri di Trieste', in La Tradizione Martiriale Tergestina. Storia, culto, arte, a cura di V. Cian e G. Cuscito, Vita Nuova, Trieste, 1992.
- G. Brumat Dellasorte, 'Apollinare', in Santi Martiri del Friuli Venezia Giulia, a cura di W. Arzaretti, Messaggero, Padova, 2001, pp. 80-81.
- Proprium Officiorum pro unitis Diocesibus Tergestinae et Iustinopolitanae, Pars Hiemalis, Pustet, Ratisbona e Roma, 1918.

Aggiunto/modificato il 2 novembre 2026