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San Sereno di Marsiglia Vescovo

Festa: 2 agosto

Biandrate, Vercelli, 601/606

Etimologia: Dal latino Serenus, 'sereno', 'limpido', 'tranquillo'.

Emblema: Vescovo con pastorale; talvolta con immagini sacre spezzate o libri.


Le notizie certe sulla vita di Sereno (Serenus, Sérène) sono estremamente limitate. Non si conoscono né la data di nascita né le origini familiari. Fu vescovo di Marsiglia durante il pontificato di san Gregorio Magno, in un periodo nel quale la Gallia attraversava profonde trasformazioni politiche e religiose dopo la dissoluzione dell'Impero romano d'Occidente.
La sua esistenza è documentata soprattutto dal Registrum Epistolarum di Gregorio Magno, una delle più importanti raccolte epistolari dell'alto Medioevo.

Marsiglia, crocevia del Mediterraneo
Alla fine del VI secolo Marsiglia era uno dei principali porti del Mediterraneo occidentale. Vi transitavano mercanti provenienti dall'Oriente, pellegrini e missionari, rendendo la città un punto d'incontro fra culture e sensibilità religiose differenti.
In questo contesto Sereno esercitò il suo ministero episcopale, preoccupato di custodire la purezza della fede dei fedeli affidati alle sue cure.

La controversia sulle immagini sacre
L'episodio più noto della sua vita riguarda la distruzione di alcune immagini conservate nella cattedrale di Marsiglia.
Sereno riteneva che alcuni fedeli tributassero alle immagini un culto improprio, rischiando di trasformare la venerazione in idolatria. Per questo motivo decise di eliminarle.
Papa Gregorio Magno gli scrisse una celebre lettera nella quale approvò il suo desiderio di evitare ogni forma di idolatria, ma disapprovò la distruzione delle immagini. Il pontefice spiegò che esse avevano una funzione educativa: permettevano infatti anche agli analfabeti di contemplare gli episodi della storia della salvezza e di apprendere visivamente quanto altri leggevano nei libri sacri.
Questa distinzione tra venerazione e adorazione costituisce uno dei testi fondamentali della riflessione cristiana sull'arte sacra e influenzò profondamente la successiva tradizione della Chiesa.

L'accoglienza dei missionari diretti in Inghilterra
Le lettere di Gregorio Magno ricordano anche Sereno come ospitale collaboratore della missione guidata da sant'Agostino di Canterbury.
Quando il pontefice inviò Agostino e i suoi compagni ad evangelizzare gli Anglosassoni, il vescovo di Marsiglia offrì loro assistenza durante il viaggio verso la Britannia, confermando il ruolo strategico della città come punto di passaggio tra il continente e le isole britanniche.

La morte e la tradizione di Biandrate
Le circostanze della morte non sono documentate con certezza.
Secondo una tradizione sviluppatasi nei secoli successivi, Sereno si recò personalmente a Roma per incontrare Gregorio Magno dopo la controversia sulle immagini. Durante il viaggio di ritorno sarebbe morto a Biandrate, presso Vercelli, dove il suo corpo venne sepolto.
Gli studiosi osservano tuttavia che questa tradizione compare tardivamente e presenta diversi punti problematici. In particolare manca qualsiasi testimonianza antica dell'esistenza di un culto a Marsiglia presso la sua sepoltura, mentre il culto biandratese si consolida soprattutto in età moderna. Per questo motivo il viaggio finale e la morte in Piemonte devono essere considerati elementi della tradizione locale più che dati storicamente dimostrati.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Le fonti storiche
Le notizie relative alla vita di Sereno, vescovo della città francese di Marsiglia, si possono trarre dal ricco epistolario di papa Gregorio Magno; il pontefice li inviò ben quattro lettere, dalle quali è possibile trarre utili indicazioni per ricostruire la storia del santo.

La controversia sulle immagini sacre
Molto interessanti sono le epistole degli anni 599 – 600, con le quali il papa ribadisce al vescovo la legittimità del culto per le immagini sacre, da lui contestato. Risulta, infatti, che egli fece distruggere alcune icone nella sua cattedrale nel timore che la venerazione di cui erano oggetto potesse sconfinare nell’idolatria, specialmente da parte di persone provenienti dall’oriente, che per motivi commerciali frequentavano quello che già allora era uno dei maggiori porti del Mediterraneo. Nei suoi scritti Gregorio invitò il santo a considerare l’immagine non tanto e non solo come un oggetto di venerazione, quanto piuttosto come utile strumento di catechesi per chi meno colto o illetterato trovava difficoltà ad accostarsi direttamente al testo sacro.

Il sostegno alla missione di sant'Agostino
Sempre lo stesso pontefice aveva già raccomandato a Sereno, nel 596, il monaco Agostino che, inviato come evangelizzatore della penisola britannica, avrebbe sostato presso la sua città; ugualmente nel 601 fece riguardo i suoi collaboratori.

La tradizione del viaggio a Roma e della morte a Biandrate
Null’altro è possibile riferire di storicamente provato in riferimento alla vita di San Sereno, mentre ulteriori dati sono forniti dalla tradizione popolare. Essa, partendo da quanto si è appena ricordato, ci descrive il santo in viaggio verso Roma per incontrare il papa e chiarire personalmente la sua posizione in merito alla questione motivo di divergenza. Durante il ritorno, ammalatosi improvvisamente, morì nei pressi di Biandrate, centro agricolo della pianura piemontese tra Novara e Vercelli.

Il ritrovamento delle reliquie
Il suo corpo venne deposto in un campo nei pressi del paese: col tempo si perse memoria della sepoltura e soltanto nel medioevo le sue reliquie vennero ritrovate da un agricoltore durante l’aratura di un campo. Il prodigioso ritrovamento suscitò molto scalpore tra la popolazione locale, che volle collocare i sacri resti nella chiesa del borgo dedicata a San Colombano, ove ancora si trovano custoditi in un’artistica urna, donata nel 1678 dal feudatario Gerardo de Silva, all’interno di un elegante scurolo.

I dubbi della critica agiografica
Purtroppo è difficile stabilire quanta attendibilità si possa attribuire a questa tradizione se considerata nell’ambito di una seria critica agiografica. In particolare risulta difficile comprendere i motivi per cui, se effettivamente il santo fosse morto nella località piemontese, il suo corpo non sia stato comunque trasportato fino a Marsiglia, sua sede episcopale. La motivazione della distanza tra le due località non sembra sufficiente, basti pensare, ad esempio, al caso di San Germano di Auxerre, morto a Ravenna ma deposto nella città francese di cui era vescovo. Il feretro compì un lunghissimo percorso attraverso la pianura padana, lasciando molte tracce nella storia e nella tradizione di numerosi centri.

Lo sviluppo del culto
E’ del resto comprovato come a Marsiglia non si ebbe mai traccia nell’antichità di un culto, con la venerazione di una sepoltura o di reliquie, relativo al suo nono vescovo: soltanto dal 1730 la sua celebrazione venne inserita nel calendario diocesano, mentre si deve attendere la metà dell’ottocento per la richiesta di una reliquia alla diocesi di Vercelli, cui Biandrate appartiene. Già Carlo Bascapè, vescovo di Novara dal 1593 al 1615, si premurò di effettuare ricerche per legittimare il pellegrinaggio alla chiesa di Biandrate da parte dei fedeli della bassa novarese.

Un problema ancora aperto
Non del tutto chiaro è, inoltre, il problema relativo all’atteggiamento iconoclasta di Sereno e le dinamiche socio - culturali che possono averlo determinato.

Devozione e iconografia
Popolarmente il santo è invocato, a motivo del nome, per ottenere il bel tempo e un raccolto favorevole; la sua festa è celebrata a Biandrate la prima domenica di agosto, mentre a Marsiglia l’11 dello stesso mese. L’iconografia del santo non è molto diffusa e non presenta particolari caratterizzazioni: egli viene, infatti, genericamente raffigurato nelle sembianze di un vescovo.


Autore:
Damiano Pomi

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Aggiunto/modificato il 2026-07-27

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