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Beato Arnoldo (Jules-Nicolas) Rèche Fratello delle Scuole Cristiane

Festa: 23 ottobre

Landroff (Metz), 2 settembre 1838 - Reims, 23 ottobre 1890

Martirologio Romano: A Reims in Francia, beato Arnoldo (Giuliano Nicola) Rèche, fratello delle Scuole Cristiane, che, docile in tutto allo Spirito Santo, si adoperò con sommo zelo per i giovani, sempre assiduo nei suoi doveri di maestro e nella preghiera.


Passare d’un sol colpo da carrettiere ad insegnante sarà pure un bel avanzamento e una forma di riscatto sociale, ma, come si può intuire, non è né facile né indolore. Onori e meriti a chi ci riesce, dunque, ma anche profonda comprensione per chi fatica di più e finisce per essere carente o a livello didattico o sul piano pedagogico. D’altronde, la vita grama della famiglia Rèche non era certo imputabile a Nicolas-Jules, il primogenito, che fin dai primi anni di vita si era visto rovesciare addosso problemi più grossi di lui: la morte prematura della mamma, otto fratelli da allevare e curare, il papà calzolaio da aiutare nella difficile impresa di trovare i soldi per sfamare tutti. Naturale che lui, il primogenito, dopo aver frequentato con profitto i primi anni di scuola, dovesse abbandonare i libri e mettersi a lavorare. Prima come garzone di campagna, poi come cocchiere, per un certo tempo come lavoratore a giornata nei campi dei vicini e infine anche come carrettiere. Dove non trova certo un ambiente raffinato da salotto borghese, e il giovanotto finisce per sbandare, a causa di un collega volgare e ubriacone.. Però si riprende subito, grazie alle “buone radici” che la famiglia gli ha trasmesso e agli insegnamenti che riceve all’oratorio festivo gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane. Da loro decide di entrare a 24 anni, prendendo il nome di Fratel Arnoldo, con lo scopo dichiarato di dedicarsi anima e corpo all’educazione della gioventù. Riprende i libri in mano, familiarizza di nuovo con la scuola e due anni dopo si ritrova insegnante a Reims: forse un passaggio un po’ troppo brusco ed affrettato, se da subito si manifestano i suoi limiti. Il fatto è che la sua pedagogia non va molto d’accordo con la sua didattica; così, mentre di giorno in giorno si notano i suoi progressi di insegnante, che trascorre anche tutta la notte a preparare coscienziosamente la lezione del giorno dopo, tutti vedono e sentono che l’ordine e la disciplina non sono proprio il suo forte. Fatica infatti enormemente a farsi ubbidire e ad ottenere il silenzio, spesso è fatto oggetto degli scherzi bonari dei suoi alunni; in compenso gli riesce facile farsi amare da tutti per la sua semplicità e per il suo cuore grande. Cosciente dei suoi limiti, li vive come la sua croce da portare in silenzio, assolvendo al suo incarico di insegnante nel migliore dei modi a lui possibile. E questo, fino a che i superiori lo ritengono più adatto ad insegnare agraria, botanica e zoologia, dove si trova più a suo agio per la sua indole, formatasi in prevalenza nel lavoro dei campi. E anche il suo ascendente sugli alunni cresce, perchè riesce ad entusiasmarli ed interessarli, ora con esperimenti su nuove varietà di grano e orzo da far coltivare nei campi dei suoi fratelli o nella catalogazione delle varie specie vegetali. Dove fallisce l’insegnante, in ogni caso, non fallisce l’uomo e il religioso: sa essere caldo e accogliente con tutti, gioioso e simpatico con i Fratelli, caritatevole fino all’eccesso come dimostra nella cura delle migliaia di feriti della guerra franco-prussiana. Tutti capiscono che la radice di questa gioia e di questa fraternità affonda nel prolungato colloquio con Dio, nell’ascolto continuo della Scrittura, nella pratica anche di penitenze corporali, cui si sottomette nel tentativo di migliorare se stesso. Tutte qualità e attitudini che cerca di trasmettere ai giovani, quando lo nominano direttore del Noviziato di Thillois. La spiritualità di questo umile Fratello è tutta incentrata sulla passione di Gesù e sullo Spirito Santo, il solo che “fortifica il cuore degli uomini”. La sua vita è costellata di piccoli episodi che hanno del soprannaturale: dalla sua capacità di scrutare le coscienze a guarigioni o cessate calamità che creano attorno a lui la fama di santo. Colpito da ictus, muore il 23 ottobre 1890, a soli 52 anni.. Giovanni Paolo II° lo ha beatificato il 1° novembre 1987.

Autore: Gianpiero Pettiti





Jules Nicolas Rèche nacque il 2 settembre del 1838 a Landroff, diocesi di Metz in Francia, primo dei nove figli di Claudio Rèche e Anna Clausset. La sua famiglia era povera ma la fede cristiana sosteneva validamente tutti; la mamma purtroppo si ammalò gravemente e dopo qualche tempo morì.
Jules Nicolas già da bambino, oltre che studiare con impegno, dovette dare una mano al padre calzolaio aiutandolo a sostenere la famiglia, tanto più che dopo la morte della mamma, papà Claudio dovette badare da solo alla numerosa e povera famiglia; quindi Jules andò a servizio presso i signori Grueber, i quali lo apprezzarono per il suo impegno e aiutarono volentieri anche la sua famiglia sempre più bisognosa.
Il giovane Rèche crebbe nella devozione a Maria, ogni sera in casa si recitava il rosario, considerandola la sua mamma e la sua ‘Regina’; trovava il tempo fra studio e lavoro di frequentare la parrocchia, di servire all’altare, di essere assiduo al catechismo e di fare il catechista lui stesso per i suoi compagni.
A 21 anni concluse il servizio presso la famiglia Grueber e dopo una parentesi di servizio come cocchiere nel castello di Faville Fouligny, che lasciò perché l’ambiente non era ideale per la sua fede, né per la sua sempre più sentita vocazione religiosa, Giuliano Nicola Rèche accettò l’invito di un impresario edile e dal 1859 al 1862, fece il carrettiere per l’impresa che stava costruendo una chiesa a Charleville nelle Ardenne.
Qui ebbe un periodo di sbandamento e crisi, influenzato da un amico libertino e ubriacone, ma richiamato da una sua zia, seppe ritornare sulla retta strada e pentito seguì una vita di dura penitenza, tanto da essere rimproverato dal suo medico.
Prese nel contempo a frequentare l’Oratorio dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che erano ritornati a Charleville dopo la Rivoluzione Francese.
Il benemerito Ordine, fondato da s. Giovanni Battista de La Salle, dedito soprattutto all’istruzione dei giovani con metodi innovativi, aveva organizzato dei Corsi serali per giovani lavoratori, ai quali s’iscrisse Giuliano Rèche; così nell’inverno 1861-62 frequentò le lezioni di francese, matematica e contabilità.
Il contatto con i Fratelli risvegliò la sua vocazione religiosa, coltivando l’idea di dedicarsi all’educazione dei giovani. Il 13 novembre 1862 entrò nel Noviziato e il 23 dicembre vestì l’abito con il nome di Fratel Arnoldo; il suo noviziato fu un luminoso esempio di intensa vita spirituale, suscitando l’ammirazione di confratelli e superiori; nel 1863 fece la sua professione religiosa.
Subito dopo fu mandato ad insegnare nel convitto dei Fratelli a Reims, dove i Superiori ebbero qualche perplessità di fronte a questo giovane volenteroso e buono, ma più adatto ai lavori di campo e del carretto, che ad insegnare.
Nonostante ciò fratel Arnoldo, a cui furono affidati i più piccoli, seppe mostrare pazienza ed impegno, guadagnandosi l’affetto dei ragazzi, più che la disciplina.
Nel tempo libero si preparò ai diversi esami per ottenere il diploma di maestro, che conseguì con lode il 24 settembre 1868 a Parigi; su consiglio dei superiori cambiò indirizzo, diventando un competente insegnate di agricoltura.
Restò a Reims per 14 anni fino al 1877, quando fu nominato maestro dei novizi a Thillois, qui formò alla vita religiosa i giovani, con fermezza, dignità, comprensione, umiltà, nel contempo approfondì la sua cultura studiando teologia e ascetica. Nel 1881 ritornò nei sobborghi di Reims, trasferendo il Noviziato nella “Casa del S. Cuore”, dove accolse anche un gruppo di Fratelli anziani.
Il suo continuo lavoro però stava per giungere alla fine, nel 1889 lo colpì una tosse acuta e persistente seguita da una pleurite infettiva, il suo fisico già stanco fu minato inesorabilmente; dopo un corso di Esercizi da lui predicato, la pleurite si acutizzò.
Nel marzo 1890 fu esonerato dalla carica di maestro dei novizi, rimanendo come Direttore della “Casa del Sacro Cuore”. Il 23 ottobre 1890 ebbe una congestione cerebrale, che lo portò alla morte quella notte stessa a soli 52 anni. Il suo corpo riposa nella Casa oggi “Centro Fratel Arnold” di Reims.
Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificato il 1° novembre 1987 a Roma.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2008-12-27

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