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Madonna della Neve

Festa: 5 agosto

La Madonna della Neve è uno dei più antichi e diffusi titoli attribuiti alla Vergine Maria nella tradizione latina. La sua memoria liturgica ricorre il 5 agosto e coincide con la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il più antico e importante santuario mariano d'Occidente. Il titolo nasce da una tradizione medievale che collega la fondazione della primitiva basilica liberiana a una prodigiosa nevicata avvenuta sul colle Esquilino nella notte tra il 4 e il 5 agosto, durante il pontificato di papa Liberio. Secondo il racconto, la Vergine apparve in sogno al papa e a un patrizio romano, Giovanni, indicando con quel segno il luogo dove edificare una chiesa in suo onore. Pur non essendo storicamente documentato, l'episodio ebbe una straordinaria fortuna nella devozione popolare e nell'arte cristiana. Sul piano storico è invece certo che, dopo il Concilio di Efeso del 431, papa Sisto III fece edificare l'attuale basilica dedicata a Maria, proclamata solennemente Madre di Dio. Da Roma il culto della Madonna della Neve si diffuse in tutta Europa, dando origine a centinaia di chiese, santuari e tradizioni locali.


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L'appellativo "Madonna della Neve" deriva dall'antica denominazione Sancta Maria ad Nives, attribuita alla primitiva basilica sorta sull'Esquilino. La narrazione della nevicata compare nelle fonti solo alcuni secoli dopo i fatti ai quali viene riferita e appartiene quindi alla tradizione agiografica più che alla storia documentata.
Secondo il racconto, un ricco patrizio romano, Giovanni, e sua moglie, non avendo figli, decisero di destinare il proprio patrimonio alla Vergine Maria. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto ricevettero in sogno l'indicazione che una nevicata avrebbe mostrato il luogo destinato alla costruzione della chiesa. Anche papa Liberio avrebbe avuto la medesima visione. Il mattino seguente il colle Esquilino apparve miracolosamente coperto di neve e il pontefice ne tracciò il perimetro.

La realtà storica
Gli studiosi concordano nel ritenere che il racconto della nevicata sia una tradizione sviluppatasi nel Medioevo.
Storicamente documentata è invece la costruzione della grande basilica fatta realizzare da papa Sisto III tra il 432 e il 440, subito dopo il Concilio di Efeso, che aveva proclamato Maria Theotokos, Madre di Dio. La nuova basilica rappresentò il più autorevole monumento mariano della cristianità occidentale e contribuì in modo decisivo allo sviluppo del culto della Vergine.

Santa Maria Maggiore
La Basilica di Santa Maria Maggiore, detta anche Liberiana, conserva ancora oggi il legame con questa antica tradizione.
È una delle quattro basiliche papali maggiori di Roma ed è l'unica ad aver conservato sostanzialmente l'impianto paleocristiano originario. Custodisce importanti opere d'arte, preziosi mosaici del V secolo e numerose reliquie legate alla nascita di Cristo, tra cui quelle tradizionalmente identificate con la mangiatoia di Betlemme.

La memoria liturgica del 5 agosto
La celebrazione del 5 agosto ricorda la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Nel calendario romano la festa venne estesa alla Chiesa universale nel XVI secolo da Papa Pio V, che inserì la commemorazione nel Messale e nel Breviario romano.
Ogni anno la basilica celebra la memoria con una suggestiva pioggia di petali bianchi che rievoca simbolicamente la tradizionale nevicata dell'Esquilino.

Diffusione del culto
Dal tardo Medioevo il titolo della Madonna della Neve conobbe una diffusione straordinaria.
In Italia sorsero centinaia di chiese, santuari, confraternite e cappelle dedicate alla Vergine della Neve. Il culto si estese anche in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Europa orientale e successivamente nelle Americhe grazie all'opera missionaria.
Molte comunità conservano ancora oggi processioni, pellegrinaggi e feste patronali che si svolgono il 5 agosto o nella domenica più vicina.

Tradizioni popolari
Viene chiamata anche: Nostra Signora della Neve, Santa Maria della Neve, Beata Vergine Maria della Neve, Madonna ad Nives.
In numerose località italiane il 5 agosto si svolgono processioni, infiorate, rievocazioni storiche e la caratteristica distribuzione di petali bianchi.
Nella Basilica di Santa Maria Maggiore, durante il canto del Gloria nella Messa solenne e durante i Vespri, una pioggia di petali bianchi cade dalla sommità dell'edificio, richiamando simbolicamente il miracolo tramandato dalla tradizione.

Curiosità
La tradizione della nevicata non appartiene alle fonti contemporanee a papa Liberio, ma compare in documentazione medievale.
Santa Maria Maggiore è il più antico santuario mariano d'Occidente dedicato alla Vergine dopo la proclamazione della sua divina maternità.
In Italia esistono oltre cento chiese dedicate alla Madonna della Neve.
La rievocazione della nevicata mediante petali bianchi è una delle celebrazioni mariane più caratteristiche della città di Roma.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

La Vergine Maria, oggetto di iperdulia, è stata invocata in tutti i secoli cristiani, con tante denominazioni legate alle sue virtù, al suo ruolo di corredentrice del genere umano e come Madre di Gesù il Salvatore; inoltre alle sue innumerevoli apparizioni, per i prodigi che si sono avverati con le sue immagini, per il culto locale tributatole in tante comunità.E per ogni denominazione ella è stata raffigurata con opere d’arte dei più grandi come dei più umili artisti, inoltre con il sorgere di tantissime chiese, santuari, basiliche, cappelle, ecc. a lei dedicate, si può senz’altro dire, che non c’è nel mondo cristiano un paese, una città, un villaggio, che non abbia un tempio o una cappella dedicata a Maria, nelle sue innumerevoli denominazioni.
Il titolo di Madonna della Neve, contrariamente a titoli più recenti come Madonna degli abissi marini, Madonna delle cime dei monti, Madonna delle grotte, ecc. quello di Madonna della Neve affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.
Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana.
Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta ‘Liberiana’ dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa.
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.
Nei secoli successivi la basilica ebbe vari interventi di restauro strutturali e artistici, fino a giungere, dal 1750 nelle forme architettoniche che oggi ammiriamo.
Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve, è stata modificata nel termine “Dedicazione di Santa Maria Maggiore” con celebrazione rimasta al 5 agosto; il miracolo della neve in agosto non è più citato in quanto leggendario e non comprovato.
Ma il culto per la Madonna della Neve, andò comunque sempre più affermandosi, tanto è vero che tra i secoli XV e XVIII ci fu la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve, con l’instaurarsi di tante celebrazioni locali, che ancora oggi coinvolgono interi paesi e quartieri di città.
A Roma il 5 agosto, nella patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore, il miracolo veniva ricordato, non so se ancora oggi si fa, con una pioggia di petali di rose bianche, cadenti dall’interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica.
Il culto come si è detto, ebbe grande diffusione e ancora oggi in Italia si contano ben 152 fra chiese, santuari, basiliche minori, cappelle, parrocchie, confraternite, intitolate alla Madonna della Neve.
Ogni regione ne possiede un buon numero, per lo più concentrate in zone dove la neve non manca, fra le regioni primeggiano il Piemonte con 31, la Lombardia con 19, la Campania con 17. Non conoscendo usi, costumi e tradizioni dei tanti paesi italiani che portano viva devozione alla Madonna della Neve, mi soffermo solo a segnalare tre località dalla mia provincia di Napoli, il cui culto e celebrazione è molto solenne, coinvolgendo la comunità dei fedeli anche in grandi manifestazioni esterne e folcloristiche.

Basilica parrocchia di S. Maria della Neve, patrona del quartiere orientale di Napoli chiamato Ponticelli, la cui devozione iniziò con la bolla di papa Leone X del 22 maggio 1520.
L’antico santuario è stato proclamato Basilica Minore il 27 luglio 1988. Da più di cento anni la solenne processione esterna è effettuata con un alto carro (nel contesto della radicata tradizione napoletana delle macchine da festa), alla cui sommità è posta la statua della Madonna.

Basilica Santuario Maria SS. della Neve in Torre Annunziata (Napoli). L’immagine in terracotta bruna di tipo greco della veneratissima Madonna della Neve, è custodita nella omonima Basilica Minore; essa ha origine con il rinvenimento a mare, presso lo ‘scoglio di Rovigliano’, dell’immagine da parte di pescatori, tra il XIV e XV secolo; le fu dato il nome di Santa Maria ad Nives, perché il ritrovamento era avvenuto un 5 agosto.
La grande processione, che coinvolge tutta la popolosa città, inizia dal porto, dopo che la sacra immagine arriva dal mare con una barca, simulando l’originario rinvenimento.
I torresi, noti nel mondo per la lavorazione della pasta e per il lavoro degli uomini nell’ambito marinaro, sono devotissimi della Madonna, che li liberò da una delle violente eruzioni del Vesuvio, alle cui falde è adagiata Torre Annunziata, il 22 ottobre 1822.

Collegiata di S. Maria Maggiore o della Neve di Somma Vesuviana (Napoli). La Collegiata fu istituita con il titolo di S. Maria Maggiore verso l’anno 1600, al posto di precedenti denominazioni della chiesa, risalenti al Medioevo.
Nella stessa Collegiata è attiva la Confraternita della Madonna della Neve, con confratelli e consorelle, lo Statuto è del 1° settembre 1762; ai confratelli spetta il compito di portare in processione la statua della Madonna.
Nel contesto delle manifestazioni esterne, c’è la “festa delle lucerne”, che si svolge ogni quattro anni nei giorni 3-4-5 agosto; le strade dell’antico borgo medioevale Casamale vengono invase da tanti telai di forme geometriche varie, su ciascuno dei quali sono poggiate circa 50 lucerne, così da dare l’impressione di un fiume sfavillante che percorre il borgo.
Ad accrescere l’effetto visivo, in fondo alla serie di figure geometriche, si colloca un grande specchio, che prolunga con il suo riflesso la suggestiva scia luminosa.
A questo si aggiungono delle zucche vuote illuminate internamente, delle vasche con oche vive, apparati di fiori con l’immagine della Madonna; al passaggio della statua della Vergine in processione, da terrazzi non visibili dalla strada, giungono dall’alto i canti-nenia di gruppi di donne.
Alla processione annuale prendono parte in costumi tipici, i cosiddetti “mesi dell’anno” con l’ausilio di animali da trasporto, componendo con più persone, le figurazioni che rappresentano lo scorrere dell’anno e le varie attività del mondo contadino.

In molte zone d’Italia, in omaggio alla Madonna della Neve, si usa mettere alle neonate i nomi di Bianca, Biancamaria, o più raro il nome Nives.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-28

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