Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione Venerabili > Venerabile Maria Raffaella De Giovanna Condividi su Facebook

Venerabile Maria Raffaella De Giovanna Fondatrice

Festa: .

Genova, 31 luglio 1870 – 11 marzo 1933

Maria De Giovanna nacque a Genova, nel Sestriere di Portoria, il 31 luglio 1870 La sera stessa della nascita, per motivi di necessità, venne affidata alla ruota degli esposti dell’Ospedale Pammatone, affinché venisse allevata lì; dopo qualche anno, fu riaccolta dai genitori. A causa della sua gracile salute, non poté entrare in monastero come sperava e nemmeno diplomarsi maestra: si dedicò quindi alla cura degli ammalati poveri e all’insegnamento del catechismo ai bambini nella parrocchia di Santa Maria dei Servi. Dopo un’intuizione spirituale, riconobbe che Dio voleva che lei fondasse una nuova comunità religiosa che avesse come scopo la carità verso i poveri e i malati. Tuttavia, lei e le sue compagne persero sia la loro guida spirituale, sia il loro alloggio, sia l’appoggio dell’Ordine dei Servi di Maria. Aiutata dal parroco di Santa Margherita di Marassi, nonché Provinciale dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, padre Raffaele Ricca, Maria diede vita alle Suore Minime Infermiere di San Francesco di Paola: il 14 novembre, con le prime sei compagne, ricevette il velo e l’abito religioso dell’Ordine dei Minimi, diventando suor Maria Raffaella. Il 17 novembre 1902 celebrò con le altre suore la professione solenne. La congregazione andò incontro a molte difficoltà sul piano formale: suor Maria Raffaella si affidò alla Provvidenza fino alla soluzione di quelle questioni. Negli ultimi anni di vita fu malata di diabete mellito e soffrì di disturbi cardiocircolatori. Morì a Genova l’11 marzo 1933, a sessantatré anni: quello stesso giorno fu conclusa la costruzione della casa di riposo per signore che aveva a lungo desiderato. Il 27 aprile 2026 papa Leone XIV autorizzò la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche di suor Maria Raffaella, le cui spoglie riposano dal 27 maggio 1957 nella cappella della casa generalizia delle Suore Minime Infermiere di San Francesco di Paola, a Genova, in via Marassi 2.



Maria De Giovanna nasce il 30 luglio 1870 e nella sera dello stesso giorno viene affidata alla Ruota degli Esposti dell’ospedale genovese di Pammatone, in quell’ospedale che, verso la fine del 1400, ebbe come Rettora Santa Caterina Fieschi Adorno, la Serafina di Genova.
Non ci è dato a sapere il perché di questo doloroso affido. Si sono ipotizzati motivi economici e giuridici, ma in merito valgono le parole di uno dei periti storici della Causa di Canonizzazione: «…a noi è chiesto di documentare la testimonianza di vita cristiana di Madre Raffaella, non di indagare sullo straziante dolore di una madre che deve affidare la sua creatura alla Ruota».
Affidata, si è detto, non abbandonata, visto che dopo alcuni anni sarà ripresa in famiglia, ove vivrà, amata e accudita dai suoi genitori, Giuseppe De Giovanna e Regina Antonia Bruschetti, insieme alla più giovane sorella Anna.

Giovane catechista
Crescerà e diventerà catechista la giovane Maria De Giovanna e nel contempo curerà, assisterà bambini malati e famiglie, prendendo così piena coscienza di quanto grande fosse il bisogno dei poveri, degli ammalati, di coloro che erano gli esclusi da una società già allora troppo protesa verso l’affermazione personale.
Si interrogava la giovane Maria su quanto Nostro Signore, l’Amato, voleva da lei e sarà nel Santuario di Santa Caterina da Genova, in quella stessa chiesa - così vicina alla Ruota degli Esposti - dove era stata battezzata, che Maria avvertirà un chiaro invito a fondare una Comunità religiosa che abbia come scopo il soccorso, la Carità verso i poveri e i malati.

Fondazione della Congregazione
Ben presto attorno a quella giovane donna si raccolgono altre giovani che ne condividono le aspirazioni e le speranze e così, con il consenso dell’Arcivescovo di Genova, il Beato Tommaso Reggio, nasce una prima Comunità.
Sono tante però le vicissitudini e le prove che dovranno affrontare quelle giovani e solo il 14 novembre 1901, grazie ad un venerando Sacerdote, Padre Raffaele Ricca dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, Maria De Giovanna, che prenderà in religione il nome di Raffaella, potrà vedere la sua Comunità aggregata all’Ordine del Santo Paolano.
Quel giorno in Villa Brusco a Genova, in quella che diventerà la Casa Madre, nasceva la Congregazione delle Suore Terziarie Minime di San Francesco di Paola.
Occorre aggiungere che dopo la fondazione risulteranno necessari altri atti di formale riconoscimento, eminente tra questi il breve apostolico datato 9 gennaio 1909 di Papa San Pio X, sovrano atto di riconoscimento e approvazione della Congregazione.
Mentre tutto questo accade, mentre nasceva e si consolidava la sua Comunità, Madre Raffaella non cessa di soccorrere, accudire, curare: «la Madre girava, anche nottetempo, per tutte le crose, le salite per portare aiuto, cure soccorso; questo con ogni tempo: nulla la fermava quando si trattava di curare ed aiutare. Si dimenticava anche di se stessa, talvolta non mangiava neppure…» (testimonianza della Signora Maria Luisa Benvenuto).

La Grande Guerra
Passeranno pochi anni e verrà la prima guerra mondiale e le Suore Minime saranno negli ospedali a curare ed assistere.
Dopo la guerra sarà un fiorire di Case filiali mentre Madre Raffaella, benché malata e sempre più sofferente, continuerà a dirigere con mano materna la Congregazione da lei fondata.
Case filiali, opere e lavori, ma per Madre Raffaella su tutto prevaleva la Carità in un umile e confidente affidamento alla Divina Provvidenza: «...amava tanto i poverelli di Gesù Cristo, soccorreva tutti e tutti l’amavano; con quanti ho parlato tutti la conoscevano e tutti la stimavano per santa e per noi era una gloria trovarci vicino ad una Madre tanto buona. Io restavo ammirata della Sua grande umiltà; poi la Sua Fede era infinita; era tanta la Sua confidenza in Dio che non s’affliggeva mai del domani, diceva “Iddio è tanto buono, tanto grande, tanto misericordioso, che non ci abbandona giammai…”». (Memoria di Suor M. Immacolata Camarda)

Incontro allo Sposo
Si giunge così all’undici marzo 1933, quando. attorniata dalle sue Figlie e con il Crocifisso tra le mani, Madre Maria Raffaella De Giovanna, affida il suo spirito all’Amato, allo Sposo, mentre «Don Orione entrava dopo qualche istante, dando una benedizione si inginocchiò, rimase in preghiera e, rivoltosi verso le Suore, disse: “Oggi un bel posto in Paradiso”» (Memoria di Suor M. Carmela Grassi).

Dal legno della Ruota a quello della Croce
Anche nel concludere la sua vita terrena Madre M. Raffaella renderà testimonianza allo Sposo, richiamando la nudità della Croce, visto che le Suore sue figlie faticheranno non poco a vestirla convenientemente sul letto di morte perché tutto, anche la biancheria, aveva donato a chi ne aveva bisogno. Niente più aveva Madre M. Raffaella «tutto aveva donato ai poveri, perché [diceva] Gesù è nascosto sotto i cenci dei più bisognosi…» (Memoria di Suor M. Francesca Piano).

Culto
Il Corpo incorrotto di Madre M. Raffaella riposa nella Cappella della Casa Madre della Congregazione in via Marassi a Genova.
Vicino alla Tomba è posta una bella effigie della Madonna del Miracolo, della Beata Vergine Maria che Madre Raffaella tanto ha amato: «Preghiamo molto la S. Vergine il rifugio dei peccatori, da questa buona Madre tutto dobbiamo sperare…» (Memoria di Suor M. Francesca Piano).
Vicino a quella Tomba, davanti alla Madonna si può, nella preghiera, far proprie le parole di Suor M. Carmela Grassi: «… prendendomi per mano attraversammo il salone, mi parlò del Paradiso e a me sembrò che Ella in quel momento me ne indicasse la via…».

Autore: Giovanni Battista Angelo Bosio
 



Maria De Giovanna nacque a Genova, nel Sestriere di Portoria, il 31 luglio 1870 La sera stessa della nascita, per motivi di necessità, venne affidata alla ruota degli esposti dell’Ospedale Pammatone, affinché venisse allevata. Il giorno dopo, venne battezzata nella chiesa di Santa Caterina in Portoria con il nome di Nicoletta; le fu dato il cognome Nardo.
Dopo qualche anno fu riaccolta dai genitori, Giuseppe De Giovanna e Regina Antonia Bruschetti, che intanto avevano avuto un’altra figlia, Anna, ma fu chiamata da loro Maria. Trascorse l’infanzia nella serenità della famiglia che comprendeva anche le due nonne e nel contempo cresceva in lei, pur essendo gioviale per natura, il desiderio di solitudine per donarsi completamente a Dio. 
Da giovane espresse la volontà di entrare in un monastero di clausura: i genitori, ben consapevoli delle sue possibilità spirituali, non si opposero. Tuttavia, la sua gracile e delicata salute non permise quello stile austero di vita, per cui, pur dispiaciuta, continuò negli studi anche di medicina vista la tradizione di famiglia. Sempre per ragioni di salute, non aveva potuto prendere il diploma di maestra, pur desiderandolo. 
Verso i diciott’anni, d’accordo con il parroco di Santa Maria dei Servi, si diede all’insegnamento del catechismo ai bambini e alle bambine della parrocchia. Questa forma di apostolato durò otto anni, che per lei furono di conoscenza e meraviglia nel constatare la miseria in tutte le sue forme e le malattie che attanagliavano le famiglie dei piccoli, specie della sua zona, il Borgo Lanaioli, uno dei più popolari di Genova.
Vincendo lo sgomento e fortificata dalla preghiera e dall’Eucaristia, penetrò nelle soffitte e nei tuguri dei poveri, dove, oltre a trovare persone dimenticate da tutti, comprese anche che Dio era il grande dimenticato. Curò gli ammalati, anche i più ripugnanti, non badando a sé stessa, giungendo a portare a casa sua e dei genitori un ragazzo storpio e abbandonato, sistemato poi in seguito in una famiglia caritatevole.
Intanto, si faceva chiara nel suo cuore la strada in cui Dio la voleva. Alla fine, vincendo il suo naturale riserbo, confidò al suo confessore, padre Piras dei Servi di Maria, il suo desiderio: raccogliere altre giovani sotto la protezione della Vergine Addolorata, per dedicarsi gratuitamente all’assistenza dei poveri infermi e all’apostolato verso i bambini. Si era sentita spinta a farlo da una misteriosa voce, udita durante un’intensa preghiera nella chiesa di Santa Caterina in Portoria.
Con il consiglio di padre Piras, sorse così, il 4 agosto 1896, con l’approvazione dell’arcivescovo di Genova monsignor Tommaso Reggio (beatificato nel 2000), la piccola comunità composta oltre che da Maria De Giovanna da altre quattro giovani, sotto la guida di don Giuseppe Queirolo. 
Le aderenti presero il nome di “Sorelle Servite” e iniziarono la vita comune in una dimora nella Salita Nuova di Nostra Signora del Monte. Nel 1898, però, furono sfrattate dalla casa, per dare posto alle Suore di Nostra Signora dell’Orto, proprietarie dello stabile: furono costrette ad alloggiare in una modesta villa fuori mano, in San Rocco da Vernazza. L’anno successivo, morì il loro direttore spirituale, don Queirolo, che le aveva sostenute fino ad allora. 
Agli inizi del 1901 Maria incontrò il parroco di Santa Margherita di Marassi, nonché Provinciale dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, padre Raffaele Ricca. Anche lui voleva realizzare nella sua parrocchia qualcosa di simile allo spirito che animava la comunità di cui lei faceva parte.
Dal momento che i Servi di Maria avevano preso a disinteressarsi di quelle Sorelle, proponendo loro di aggregarsi al loro Secondo Ordine a Saluzzo, padre Ricca prese ad aiutarle ponendole sotto la sua protezione: s’interessò di trovar loro un alloggio decoroso e vicino, che fu individuato nella Villa Brusco, nei dintorni della chiesa di Marassi.
Ne parlò col vescovo Tommaso Reggio che approvò. Il 10 settembre 1901, quindi, padre Ricca raccolse le cinque giovani in una nuova comunità con il nome di Suore Terziarie Minime Infermiere di San Francesco di Paola: il 14 novembre, dopo un corso di Esercizi spirituali, impose alle novelle suore, nel frattempo divenute sette, il velo e l’abito religioso dell’Ordine dei Minimi.
Maria De Giovanna cambiò il nome in suor Maria Raffaella. Il 17 novembre 1902 le prime sette suore, dopo l’anno del noviziato, fecero la loro professione solenne nella cappella della Villa Brusco nelle mani di padre Ricca, delegato allo scopo dal nuovo arcivescovo di Genova, monsignor Edoardo Pulciano.
Sorsero però alcune controversie: monsignor Reggio aveva dato la sua approvazione oralmente e non per iscritto, facendo così mancare qualsiasi documento ufficiale. Le suore non erano riconosciute tali, nemmeno dal nuovo arcivescovo, le attività erano incerte, mentre le novizie e le postulanti erano ferme nelle tappe della loro consacrazione a Dio. Suor Maria, dal canto suo, pregò e sperò, affrontando anche la perdita di padre Ricca, morto il 26 agosto 1908 all’età di 91 anni.
L’approvazione pontificia da parte del Papa san Pio X, l’8 gennaio 1909, spazzò via ogni dubbio, ma l’approvazione arcivescovile arrivò solo il 2 aprile 1934, con la firma del cardinale Carlo Dalmazio Minoretti. Il 20 agosto 1934 vennero definitivamente approvate le Costituzioni.
Negli anni intercorsi, le Suore Minime erano state impegnate nell’assistenza ai soldati reduci dal fronte della prima guerra mondiale nell’Ospedale di San Benigno e nel Conservatorio delle Fieschine a Genova. Nel 1921 venne aperta la prima casa filiale ad Ancona.
La congregazione prese a consolidarsi e diffondersi, mentre madre Maria Raffaella, cominciava ad ammalarsi. Negli ultimi anni soffrì per il diabete mellito e per disturbi cardiocircolatori, che le mozzavano il respiro e le infiammavano i piedi, in modo tale che bisognava applicarci sopra una bottiglia d’acqua fredda. Cercò di offrire le sue pene a Dio per il bene della comunità religiosa.
Costretta a letto, poté vedere il tetto finito della nuova casa di riposo per le signore anziane, che tanto aveva voluto: gli operai issarono il ramo indicante il raggiungimento della copertura proprio il giorno della sua morte, avvenuta l’11 marzo 1933, a sessantatré anni, fra il compianto generale.
Il 27 maggio 1957 le sue spoglie mortali, sostanzialmente intatte, furono traslate dal cimitero genovese di Staglieno alla cappella della casa generalizia a Genova, in via Marassi 2.
L’inchiesta diocesana su vita, virtù e fama di santità di madre Maria Raffaella fu aperta il 29 settembre 2012 nella diocesi di Genova, ottenendo il nulla osta dalla Congregazione delle Cause dei Santi l’11 dicembre dello stesso anno.
Il 27 aprile 2026, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Leone XIV autorizzò la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù, dichiarando quindi Venerabile la fondatrice delle Suore Minime di San Francesco di Paola.
Le religiose hanno poi proseguito nel solco da lei tracciato, rimanendo in prima linea nell’assistenza ai soldati e reduci della seconda guerra mondiale (durante la quale, nel 1944, la casa di Ancona fu distrutta nel corso di un bombardamento), poi continuando l’assistenza ad anziani e ammalati nelle loro case religiose o in strutture sanitarie dell’Italia del Centro-Nord, anche per lunghi periodi. Oggi continuano la loro opera nelle case di Genova Marassi, Genova Quarnaro e Lavagna.


Autore:
Antonio Borrelli

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-04-27

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati