San Proietto

Diacono e martire

Festa: 1 dicembre

Nascita-morte: † Sedula, Casale Monferrato 1 dicembre 741

Immagini di San Proietto Diacono e martire

Nascita - morte:
† Sedula, Casale Monferrato 1 dicembre 741

Festa:
1 dicembre

Etimologia:
Dal latino Proiectus, participio di proicere, 'gettare avanti', 'proiettare'

Categoria: I santi che iniziano con la lettera P

Calendario: I santi del 1 dicembre

E' venerato a Casale Monferrato come diacono e martire, con memoria il 1 dicembre. La tradizione locale lo associa a sant'Evasio, considerato vescovo di Asti, e colloca la loro morte presso l'antica Sedula nel 741, per iniziativa di un persecutore chiamato Attubolo. Tale racconto appartiene però alla tradizione agiografica e non possiede una conferma contemporanea indipendente: la cronologia, la figura del persecutore e persino i rapporti personali fra i protagonisti rimangono controversi. L'identità di Proietto è resa più complessa dalla presenza di un omonimo venerato nell'area di Cavour, attestato da testimonianze epigrafiche e reliquiarie, che non possono essere automaticamente trasferite al diacono casalese. La memoria di quest'ultimo è legata soprattutto alla storia religiosa di Casale e al culto tributato alle reliquie a lui attribuite nella cattedrale. La sua vicenda illustra così la distanza, frequente nell'agiografia altomedievale, tra la persistenza di una venerazione locale e la possibilità di ricostruire con precisione una biografia individuale.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Un'identità conservata dal culto
Proietto è conosciuto soprattutto attraverso la venerazione ecclesiastica di Casale Monferrato. La qualifica di diacono lo inserisce nella memoria del clero che avrebbe accompagnato il vescovo Evasio, ma mancano atti contemporanei capaci di ricostruirne la formazione, il servizio liturgico, gli incarichi e le relazioni personali. Il nome, trasmesso nella forma italiana Proietto e in quella latina Proiectus, è condiviso da altri santi, circostanza decisiva per la lettura critica delle testimonianze.
Il racconto tradizionale presenta Proietto come compagno di Evasio, vescovo di Asti, e ne colloca la morte nella zona di Sedula, identificata dalla tradizione con il territorio di Casale. Il racconto del martirio è ambientato nel 741, durante il regno longobardo, e attribuisce l'uccisione a un personaggio detto Attubolo, descritto come principe ariano. Non si conosce tuttavia una testimonianza coeva che confermi congiuntamente questi elementi. La precisione apparente dell'anno e del giorno non deve dunque essere confusa con una datazione storicamente dimostrata.

Il problema della cronologia di Evasio
La biografia tradizionale di Proietto dipende in larga misura da quella di Evasio. L'esistenza di un vescovo di Asti con tale nome viene collegata da una testimonianza documentaria all'età del re longobardo Liutprando, morto nel 744. Questa indicazione ha favorito una collocazione nell'VIII secolo, ma non prova di per sé né il martirio del vescovo né la partecipazione del diacono Proietto. Le ricostruzioni che spostano la vicenda ai secoli IV o V tentano di superare le difficoltà poste da una persecuzione religiosa organizzata nell'Italia longobarda dell'VIII secolo, senza poter risolvere definitivamente il problema.
L'elemento dell'arianesimo attribuito al persecutore va esaminato nel contesto della trasformazione religiosa del regno longobardo. Nel periodo di Liutprando la monarchia era ormai legata al cattolicesimo, circostanza che rende problematica la rappresentazione di un principe ariano intento a eliminare un vescovo e il suo seguito. Questa incongruenza non dimostra che nessuna violenza abbia avuto luogo, ma impedisce di assumere la narrazione tradizionale come cronaca esatta degli eventi.

L'omonimo di Cavour
Un altro Proietto appartiene alla memoria religiosa dell'area di Cavour e Campiglione. A lui è collegata un'epigrafe, rinvenuta agli inizi dell'Ottocento e generalmente datata tra V e VI secolo, che ricorda un santo Proiectus qualificato con l'abbreviazione PRS e ne indica la morte al tredicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 20 ottobre secondo il computo romano inclusivo. In alcune ricostruzioni la data è resa come 19 ottobre: anche questo dettaglio richiede cautela nella trascrizione e nell'interpretazione dell'iscrizione.
Durante scavi compiuti nel 1905 presso l'antica abbazia di Santa Maria a Cavour fu inoltre rinvenuta una piccola capsella di piombo, con resti attribuiti a un Proietto da una targhetta. Queste attestazioni sostengono l'antichità di una venerazione locale, ma non dimostrano che il santo di Cavour coincida con il diacono casalese. La tradizione di Cavour ha descritto il proprio Proietto come vescovo e, in alcune versioni, come martire appartenente alla leggendaria Legione Tebea. Quest'ultima associazione è priva di riscontro specifico nella documentazione citata.
La festa di Cavour era ricordata il 25 gennaio, data condivisa con il culto di un altro omonimo, il vescovo e martire Proietto di Clermont. L'interferenza fra calendari e nomi uguali aiuta a comprendere quanto facilmente una venerazione potesse acquisire particolari appartenenti ad altre biografie. Il Proietto di Casale, invece, è ricordato il 1 dicembre, in connessione con Evasio.

Il culto a Casale Monferrato
La continuità del culto casalese costituisce il dato più riconoscibile della vicenda di Proietto. Nella cattedrale di Casale Monferrato, dedicata a sant'Evasio, sono venerati resti tradizionalmente attribuiti al diacono, collocati sotto la mensa di un altare nella navata destra secondo le descrizioni locali. L'attribuzione delle reliquie appartiene alla storia del culto; non equivale a una identificazione archeologica certa della persona.
La memoria del 1 dicembre è stata conservata nella tradizione liturgica locale e regionale. La coincidenza con la celebrazione di Evasio esprime la struttura collettiva del racconto agiografico, che unisce il vescovo e i suoi compagni nella medesima testimonianza. Non sono documentati per Proietto, in modo autonomo, una passio contemporanea, atti giudiziari del martirio o una sequenza attendibile di traslazioni delle reliquie.
La trasmissione del suo nome mostra come il riconoscimento liturgico locale e la ricostruzione storica rispondano a domande diverse. Il primo attesta la persistenza di una memoria religiosa; la seconda richiede fonti databili e indipendenti. La scarsità di queste ultime impedisce di attribuire con sicurezza a Proietto parole, miracoli, episodi di ministero o modalità della morte.

Biografia

A cura di Damiano Pomi

Due sono i santi di nome Proietto che sono ricordati nella tradizione agiografica piemontese e la cui esistenza è diversamente suffragata da prove archeologiche e documentarie. 
Il primo è ricordato in un’epigrafe, scoperta agli inizi dell’ottocento tra Cavour e Campiglione, databile tra il V ed il VI secolo: HIC REQUIESCIT SCS PROIECTUS PRS QUI RECES SIT XIII K NOVBRES. Anche una piccola capsella plumbea, rivenuta nel 1905 durante degli scavi nell’area dell’antica abbazia di Santa Maria a Cavour, conteneva delle reliquie attribuite da una traghetta ad un santo di nome Proietto. 
Sulla base di queste due testimonianze si può dunque dar credito alla tradizione che indicava Proietto come uno dei primi vescovi dell’antica Caburrum, vissuto tra il IV ed il V secolo. Una incerta credenza popolare lo considerava anche martire e lo inseriva anche nella numerosa lista dei martiri della famosa Legione Tebea: un processo assai frequente nell’ambito della produzione agiografica locale, che mirava a fornire maggiori coordinate spazio temporali, anche se in certi casi puramente fantastiche, a santi dei quali si era persa memoria dell’autentica identità storica. Il culto per questo santo era nel medioevo molto sentito ed aveva quale centro una cappella nei pressi di Cavour, ove numerosi fedeli ne veneravano la memoria al 25 gennaio. Il motivo dello spostamento rispetto alla data del 19 ottobre, riportata sulla ricordata lapide, sembrerebbe essere derivato da una confusione con un santo omonimo, vescovo e martire di Clermont – Ferrand, venerato in diverse diocesi francesi in tale data. Inoltre un altro martire con questo nome, localizzato nella cittadina istriana di Parenzo, è ricordato nello stesso giorno Oggi non rimane traccia di devozione verso San Proietto di Cavour. 
Un secondo santo con questo nome è invece tuttora celebrato nel calendario liturgico regionale: un diacono e martire venerato a Casale Monferrato. La locale tradizione ne fece uno dei compagni di martirio del vescovo di Asti Evasio, ucciso il 1 dicembre del 741 nei pressi di Sedula (nome attribuito al territorio di Casale) per ordine del principe ariano Attubolo. 
E’ noto come questa tradizione venne più volte fatta oggetto di attente analisi critiche che non hanno fino ad ora consentito di accettarne o negarne la storicità. Sembrerebbe improbabile un caso di martirio in pieno VIII secolo, pertanto alcuni trasportarono i fatti agli inizi della cristianizzazione del Piemonte, tra IV e V secolo. Un vescovo di Asti di nome Evasio è però solo testimoniato, in un documento di donazione fatta da Carlo Magno alla celebre abbazia di Novalesa, al tempo del re longobardo Liutprando (morto nel 744): la questione dell’identificazione dell’attuale patrono di Casale, e quindi dei suoi eventuali compagni, è tutt’altro che approdata ad una conclusione definitiva. Nella stupenda cattedrale romanica della cittadina piemontese, dedicata a San Lorenzo, sono comunque conservate le reliquie di Proietto, sotto la mensa dell’altare di fondo della navata destra. La festa annuale del santo è fissata al 1 dicembre.
Soltanto una più accurata e critica analisi delle fonti storiche (documentarie, archeologiche ed iconografiche) oggi reperibili, potrebbe contribuire a far luce sulla vicenda storica di questi santi e determinare se essi debbano essere identificati, come si potrebbe sospettare, in un solo personaggio che per ragioni sconosciute, venne doppiamente interpretato.

Approfondimenti

Il rapporto tra epigrafia e tradizione agiografica
L'epigrafe di Cavour è una testimonianza materiale relativa a un Proiectus venerato in antico, mentre la narrazione del diacono casalese si sviluppa nell'ambito della memoria di Evasio. La prima non può essere impiegata come prova della seconda senza un collegamento documentario esplicito. La possibilità di una originaria identità fra i due santi è stata avanzata come ipotesi, ma rimane indimostrata. Anche la diversa qualifica ecclesiastica, vescovo nel caso cavourese secondo la tradizione e diacono nel caso casalese, invita a non sovrapporre le due figure.

Cronologia

- Tra il V e il VI secolo - datazione proposta per l'epigrafe relativa al Proiectus venerato nell'area di Cavour, di identità non dimostrabilmente coincidente con il diacono casalese.
- 741 - data tradizionale, non verificata, del martirio di Proietto insieme a Evasio presso Sedula.
- 1905 - rinvenimento a Cavour di una capsella con reliquie attribuite a un santo omonimo.
- 1 dicembre - memoria liturgica del diacono Proietto a Casale Monferrato.

Valutazione storico-critica

- Il culto di Proietto a Casale Monferrato è attestato dalla tradizione liturgica e dalla venerazione di reliquie attribuite al santo; la biografia individuale rimane scarsamente documentata.
- La data del 741, il persecutore Attubolo e il racconto del martirio condiviso con Evasio appartengono alla tradizione agiografica e non risultano confermati da fonti contemporanee indipendenti.
- L'omonimo di Cavour è sostenuto da testimonianze materiali, ma non è dimostrata l'identificazione con il diacono di Casale.
- La memoria del 1 dicembre è una data di culto e non costituisce prova autonoma del giorno della morte.

Fonti e bibliografia essenziale

- Damiano Pomi, San Proietto, diacono e martire, testo agiografico riprodotto dalla Comunità del Diaconato Permanente della diocesi di Treviso.
- Comunità del Diaconato Permanente della diocesi di Treviso, Diaconi santi e martiri, voce San Proietto, diacono e martire.
- Libro santi diaconi, raccolta consultabile presso il sito di San Sossio, voce San Proietto.

Aggiunto/modificato il 31 ottobre 2026