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Andoain, Guipúzcoa, Spagna, 31 maggio 1845 - Salamanca, Spagna, 9 agosto 1912
Nata nei Paesi Baschi in una famiglia povera, ricevette una formazione scolastica molto limitata, ma sviluppò fin dall'adolescenza una notevole sensibilità religiosa e una straordinaria capacità organizzativa. Convinta che l'istruzione fosse uno dei mezzi più efficaci per rinnovare la società, fondò nel 1871 a Salamanca la Congregazione delle Figlie di Gesù, destinata alla formazione integrale dell'infanzia e della gioventù, con particolare attenzione alle ragazze e alle giovani donne. Pur incontrando difficoltà economiche, diffidenze e ostacoli istituzionali, guidò con equilibrio e tenacia il nuovo istituto fino a ottenerne il riconoscimento pontificio. Alla sua morte lasciava una congregazione ormai consolidata e in continua espansione. Beatificata da san Giovanni Paolo II nel 1996 e canonizzata da Benedetto XVI nel 2010.
Etimologia: Dal latino candidus, 'splendente', 'luminoso', 'puro'.
Emblema: Abito religioso delle Figlie di Gesù, crocifisso, libro delle Costituzioni, bambini o giovani affidati all'educazione.
Martirologio Romano: A Salamanca in Spagna, beata Candida Maria di Gesù (Giovanna Giuseppa) Cipitria, vergine, che fondò la Congregazione delle Figlie di Gesù per collaborare nell’opera di formazione cristiana dei fanciulli.
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Giovanna Giuseppa Cipitria y Barriola nacque il 31 maggio 1845 nel casale di Berrospe, presso Andoain, nella provincia basca di Guipúzcoa. Era la primogenita dei sette figli del tessitore Giovanni Michele Cipitria e di Maria Gesù Barriola. La famiglia viveva modestamente e, quando Giovanna era ancora bambina, si trasferì a Tolosa per motivi di lavoro. Come accadeva frequentemente negli ambienti popolari dell'epoca, la giovane non poté frequentare regolarmente la scuola e ricevette soltanto un'istruzione elementare. Ciò non le impedì di sviluppare un'intelligenza pratica, una profonda vita spirituale e una notevole capacità di governo.
La scoperta della vocazione Durante l'adolescenza maturò progressivamente la convinzione di consacrare interamente la propria vita a Dio. L'incontro con alcuni direttori spirituali e con l'ambiente ecclesiale di Burgos contribuì a chiarire la sua vocazione. Il suo ideale si concentrò nell'educazione cristiana della gioventù, settore nel quale vedeva una delle più urgenti necessità della Chiesa e della società spagnola, profondamente segnata dai cambiamenti politici e culturali del XIX secolo. Pur essendo quasi priva di istruzione, comprese con sorprendente lucidità il valore della scuola come luogo di evangelizzazione e di promozione umana.
La fondazione delle Figlie di Gesù L'8 dicembre 1871, a Salamanca, insieme a cinque compagne, diede vita alla Congregazione delle Figlie di Gesù, assumendo il nome religioso di Candida Maria di Gesù. Lo scopo dell'istituto era l'educazione integrale dei bambini e dei giovani, soprattutto attraverso scuole, collegi e opere formative rivolte anche alle ragazze appartenenti alle classi più povere. Il vescovo di Salamanca, Joaquín Lluch y Garriga, sostenne fin dall'inizio la nuova fondazione, approvandola canonicamente il 3 aprile 1873. L'8 dicembre dello stesso anno la fondatrice e le prime religiose emisero la professione religiosa. Pochi mesi dopo venne aperto il primo collegio e una scuola domenicale destinata alle domestiche, iniziativa innovativa per l'epoca, che offriva istruzione religiosa e culturale alle giovani lavoratrici.
Una crescita tra molte difficoltà I primi decenni della congregazione furono caratterizzati da continue ristrettezze economiche. Madre Candida affrontò con serenità problemi finanziari, incomprensioni e sacrifici personali. Le sue lettere mostrano una donna concreta, prudente e profondamente fiduciosa nella Provvidenza, capace di unire fermezza nel governo e grande attenzione verso ogni religiosa. La sua spiritualità si ispirava agli Esercizi Spirituali di sant'Ignazio di Loyola. L'opera educativa delle Figlie di Gesù rifletteva infatti il metodo ignaziano, volto alla formazione completa della persona, della coscienza e della libertà. Nel corso degli anni sorsero nuove comunità in numerose città spagnole.
Il riconoscimento pontificio Il lungo lavoro di consolidamento culminò il 6 agosto 1901 con il decreto di approvazione della Santa Sede. L'anno successivo, il 27 ottobre 1902, furono approvate definitivamente anche le Costituzioni dell'istituto, che la stessa fondatrice aveva personalmente difeso durante il soggiorno romano. Questo riconoscimento assicurò stabilità giuridica alla congregazione e favorì la sua successiva espansione internazionale.
Gli ultimi anni Negli ultimi anni Madre Candida continuò a seguire personalmente le comunità, pur con salute progressivamente indebolita. Morì a Salamanca il 9 agosto 1912 all'età di sessantasette anni. Secondo le testimonianze raccolte durante il processo canonico, affrontò serenamente la morte, consapevole di aver dedicato tutta la propria esistenza alla missione affidatale. Fu sepolta nella Casa Madre della congregazione.
Il culto Il processo di beatificazione iniziò nel 1942. San Giovanni Paolo II la proclamò beata il 12 maggio 1996. Il 3 luglio 2009 Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto riguardante il miracolo attribuito alla sua intercessione, aprendo la via alla canonizzazione. Fu proclamata santa il 17 ottobre 2010 in Piazza San Pietro. La memoria liturgica è celebrata il 9 agosto.
La spiritualità ignaziana e le Costituzioni Pur non appartenendo alla Compagnia di Gesù, la sua congregazione nacque sotto una forte influenza della pedagogia e della spiritualità ignaziane, assumendo gli Esercizi Spirituali e il discernimento come elementi fondamentali della formazione. Madre Candida seguì personalmente la preparazione delle Costituzioni dell'istituto e ne sostenne la difesa presso la Santa Sede, dimostrando capacità giuridiche e organizzative non comuni per una donna con limitata istruzione scolastica. Autore: Giampietro Cattini
Giovanna Giuseppa primogenita dei sette figli di Giovanni Michele Cipitria tessitore e di Maria Gesù Barriola, nacque il 31 maggio 1845 nel casale di Berrospe, antica ‘casa torre’ del paese di Andoain nella regione di Guipúzcoa (Spagna); a tre anni il 5 agosto 1848, ricevette la Cresima.
Per motivi di lavoro la famiglia si trasferì nel 1852 a Tolosa e qui Giovanna Giuseppa trascorse l’infanzia e l’adolescenza, impegnata nei compiti di solito spettanti alla più grande di una numerosa famiglia, badò alle sorelle più piccole insegnando loro le preghiere e le canzoni che aveva imparato; come spesso accadeva in quei tempi non andò a scuola.
A dieci anni nel 1855 fece la Prima Comunione, fu un incontro con Gesù che le lasciò tanta gioia e sin da allora avvertì che non poteva appartenere se non a Lui; proposito che ribadì quando le si presentò una vantaggiosa proposta di matrimonio.
Nel 1865 si trasferì a Burgos a servizio della famiglia Mantoya, ma vedendo le difficoltà che le facevano per le sue pratiche religiose, il suo confessore padre Raimondo Sureda gesuita, la fece trasferire presso la famiglia del magistrato Giuseppe Sabater Noverges, la cui consorte Hermitas Becerra, donna di eccezionali virtù, l’agevolò nelle pratiche cristiane e con il confessore la guidarono all’orazione quasi continua e a vedere più chiaramente i tratti della sua spiritualità: la devozione eucaristica e mariana, la predilezione per i poveri, la donazione di sé e la penitenza, la meditazione per la Passione del Signore.
Seguendo la famiglia Sabater Becerra a Valladolid nel 1868, qui trovò la definizione della volontà di Dio, con l’incontro di padre Michele de Los Santos San José Herranz, che in seguito alla Rivoluzione di Spagna del 1868, viveva fuori dal chiostro in casa di suo fratello.
Il loro incontro fu provvidenziale e permise di riconoscere come volontà divina, l’ispirazione che Giovanna Giuseppa Cipitria y Barriola, ebbe il 2 aprile 1862 davanti all’altare della Sacra Famiglia nella Chiesa del Rosarillo e cioè che sarebbe stata la fondatrice di una congregazione di religiose denominate “Figlie di Gesù”, dedite all’educazione e all’istruzione, quale mezzo di salvezza delle anime, soprattutto delle bambine e delle giovani.
La stessa ispirazione l’aveva ricevuta padre Herranz durante la celebrazione della Messa, cosicché quando Giovanna Giuseppa gli raccontò la sua esperienza, egli non tardò a riconoscerla come volontà di Dio.
Cominciò così subito l’istruzione culturale e spirituale della giovane, che era quasi analfabeta, fra lo scetticismo di parecchi, mentre altri fra i quali il vescovo di Salamanca Joaquin Lluch y Garriga, considerarono quell’opera utile per la Chiesa e benefica per la società.
L’8 dicembre del 1871 dopo aver affittato una casa a Salamanca, Giovanna Giuseppa fondò la Congregazione delle Figlie di Gesù insieme a cinque compagne e cambiando il nome in Candida Maria di Gesù; la Congregazione fu approvata il 3 aprile 1873 dal suddetto vescovo di Salamanca.
L’8 dicembre 1873 la Madre Fondatrice e le consorelle emisero i voti religiosi e un mese dopo aprirono il loro primo collegio a Salamanca, più una scuola domenicale per le domestiche.
Dopo le necessarie tappe di riconoscimento succedutesi negli anni seguenti, il 6 agosto 1901 la nuova Congregazione ottenne l’approvazione della Santa Sede e il 27 ottobre 1902 l’approvazione delle Costituzioni, che la stessa Madre Candida Maria di Gesù aveva presentate e difese a Roma.
Col tempo si dimostrò che dietro quella semplice e quasi analfabeta giovane, stava una forza provvidenziale che dava a suor Candida la forza di proclamare la sua speranza, con la generosità di chi si abbandona nelle mani del Padre in cui credeva e sperava: “È posta nelle mani di Dio la nostra causa. Siamo Figlie di Gesù. Egli ci difenderà da ogni male. Questa è la nostra speranza e non saremo deluse”.
Pur mancando di risorse materiali, madre Candida portò avanti il consolidamento della sua opera, lavorando per l’estensione del Regno di Dio e la sua maggior gloria, poté così esclamare nell’ora della sua morte, avvenuta a Salamanca il 9 agosto 1912: “Muoio tranquillamente serena, perché dei 41 anni della mia vita religiosa, non ricordo un solo momento che non sia stato per Dio”.
Fu sepolta nella Casa madre della Congregazione; oggi la sua Opera è diffusa in 12 Stati d’Europa, delle Americhe, dell’Asia. Il processo per la sua beatificazione ebbe inizio nel 1942 e il 12 maggio 1996 papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata a Roma.
E' stata canonizzata a Roma da papa Benedetto XVI il 17 ottobre 2010.
La celebrazione liturgica è il 9 agosto.
Autore: Antonio Borrelli
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