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Beato Vincenzo de L'Aquila Religioso

Festa: 7 agosto

1435 - 7 agosto 1504

Martirologio Romano: All’Aquila, beato Vincenzo, religioso dell’Ordine dei Minori, celebre per umiltà e spirito di profezia.


Vincenzo è ricordato nel Martirologio Francescano il 7 agosto. Nacque verso il 1435 ed entrò, sui quattordici anni, tra i Frati Minori nel convento di S. Giuliano, fondato dal beato Giovanni da Stroncone, presso le porte della città aquilana.
Ammesso subito al noviziato, e compiutolo coi voti solenni, passò i primi anni della vita conventuale ritirato in una capanna nella selva del convento, che lasciava solo per l'adempimento degli uffici affidatigli, specialmente quello di calzolaio, forse suo mestiere di origine.
Ma tanta era la sua applicazione alla preghiera che, di lui, fra' Marco da Lisbona lasciò scritto che era «astratto, elevato in aria et era il suo corpo così privo di sensi come se fosse morto». I superiori, vedendolo così esemplare, ed anche per distoglierlo dall'eccessiva sua mortifìcazione, lo avviarono alla questua. Tra le anime che si ispirarono alla sua santità, va ricordata la giovinetta Mattia Ciccarelli di Lucoli, divenuta poi agostiniana in Aquila col nome di suor Cristina, ed oggi venerata sugli altari col titolo di beata.
Vincenzo venne mandato, in seguito, al convento di Penne e, per dieci anni, a quello di Sulmona, per fare quindi definitivo ritorno a S. Giuliano. Con lui furono in relazione per consigli, il principe di Capua, la regina Giovanna, seconda moglie di Ferdinando I, e sorella di Ferdinando il Cattolico, re di Spagna. Predisse il reame al duca di Calabria, primogenito di Ferdinando I d'Aragona.
Travagliato dalla gotta e dagli stenti, nonché dall'età, morì la sera del 7 agosto 1504 a sessantanove anni. La beata Cristina ne vedeva l'anima, portata dagli angeli, salire al cielo mentre la selva di S. Giuliano era tutta una gran luce. Da qui la consuetudine annuale dell'illuminazione del convento e di parte della selva, la sera del 6 agosto e cioè la vigilia della sua festa.
Vincenzo è sepolto nella chiesetta di S. Giuliano, e il suo corpo incorrotto è racchiuso in artistica urna. Il suo culto fu confermato da Pio VI, il 19 settembre 1787.


Autore:
Rocco Guerini


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2005-02-04

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