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Beato Filippo Hernández Martínez Chierico salesiano, martire

Festa: 27 luglio

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Villena, Spagna, 14 marzo 1913 - Barcellona, Spagna, 27 luglio 1936

Felipe Hernández Martínez nacque a Villena, nei pressi di Alicante, il 14 marzo 1913. Dall’età di nove anni fu allievo nel collegio salesiano della sua città natale. Frequentò poi il seminario di Campello ed emise la professione religiosa il 1° agosto 1930 a Girona. Giovane allegro, fraterno e cordiale con i ragazzi, era da tutti stimato. Studente di teologia nel 1936, nell’estate fu inviato a Sarriá e lì lo sorprese la guerra civile. Insieme con il coadiutore Jaime Ortiz Alzueta trovò rifugio in una locanda, che fu perquisita dai miliziani il 27 luglio. Furono catturati i due salesiani e anche un terzo, Zacarias Abadía Buesa, giunto in cerca di rifugio. Dopo essere stati torturati, furono uccisi quella stessa notte. Felipe, che al momento del martirio aveva ventitrè anni, è stato incluso insieme ai suoi compagni nel gruppo di 32 Salesiani dell’Ispettoria Tarragonense (circoscrizione regionale salesiana in cui ricade Valencia), beatificati l’11 marzo 2001 nella celebrazione in cui, in totale, furono elevati agli altari 233 martiri uccisi durante la guerra civile spagnola. La Famiglia Salesiana ricorda lui e gli altri suoi martiri della stessa persecuzione il 22 settembre.

Martirologio Romano: A Barcellona sempre in Spagna, beati Filippo Hernández Martínez, Zaccaria Abadía Buesa e Giacomo Ortíz Alzueta, religiosi della Società Salesiana e martiri, che patirono il martirio sempre nella stessa persecuzione.


Felipe Hernández Martínez nacque a Villena, nei pressi di Alicante, il 14 marzo 1913, in un’umile famiglia di contadini. Dotato di un carattere inquieto e talvolta ribelle, entrò a nove anni nella scuola dei Salesiani nella sua città natale.
Mentre frequentava le elementari, sorse in lui la chiamata a consacrarsi a Dio tra i figli di san Giovanni Bosco. Nell’autunno 1924 entrò quindi nel Seminario di Campello, dove ebbe come rettore don Recaredo de los Rios Fabregat.
Nel 1929 compì il noviziato a Girona: professò i voti religiosi il 1° agosto 1930. Al termine degli studi di Filosofia, iniziò il triennio di tirocinio pratico a Ciudadela, presso Minorca. Uno dei suoi allievi testimoniò che era «allegro ed espansivo, sapeva contagiare i bambini con il suo dinamismo, metteva un interesse speciale perché i bambini imparassero a servire Messa a dovere. Era il chierico ideale, il quale attraeva per la sua religiosità, che viveva realmente, e che trattava tutti con affetto e con un’estrema delicatezza».
Nell’ottobre 1935 si trasferì a Carabanchel Alto, presso Madrid, per iniziare gli studi di Teologia. Arrivata l’estate del 1936, andò per le vacanze nell’istituto salesiano di Sarriá, vicino Barcelllona.
Tuttavia, a causa dell’inizio della guerra civile spagnola e della conseguente persecuzione religiosa, l’istituto fu chiuso e la comunità disciolta.
Quindi Felipe, insieme al coadiutore (ossia religioso non sacerdote addetto all’istruzione tecnica dei giovani) Jaime Ortiz Alzueta e a un allievo della scuola, si diresse in una locanda situata in calle Deputación, dov’era ospitato un fratello di quell’allievo.
Di frequenza si mettevano in contatto con gli altri salesiani, per sapere le notizie più importanti. Tuttavia, col passare dei giorni, si resero conto che la situazione era davvero grave. Trascorrevano pregando tutti i momenti in cui erano in casa.
Quando ebbero trovato la casa di un cappellano, vi si recavano con frequenza per ascoltare la Messa e confessarsi. A chi gli fece presente che, in quelle circostanze, era un comportamento imprudente, Felipe replicò: «Se devo morire, preferisco vedere la morte faccia a faccia e non essere sorpreso in una trappola per topi».
La sera del 27 luglio 1936, la locanda venne perquisita: Felipe, Jaime e un altro chierico sopraggiunto nel frattempo, Zacarías Abadía Buesa, furono arrestati. Di fronte a chi l’interrogava, il ventitreenne Felipe dichiarò di essere un religioso salesiano e che la sua missione era educare i giovani operai, alla cifra di due pesetas al giorno, affinché potessero guadagnarsi onorevolmente da vivere. Dopo varie torture, vennero uccisi quella stessa notte.
Felipe e i suoi compagni di martirio furono inclusi nella causa capeggiata da don José Calasanz Marqués, composta da 32 Salesiani dell’Ispettoria Tarragonense (circoscrizione regionale salesiana in cui rientra Valencia), comprese due suore Figlie di Maria Ausiliatrice e il già citato don Recaredo de los Rios Fabregat.
Il loro processo informativo iniziò il 15 dicembre 1953 e si concluse il 10 ottobre 1955. Il decreto sugli scritti si ebbe il 15 novembre 1962.
La convalida del processo informativo avvenne il 28 febbraio 1992 e nel 1995 fu presentata la “Positio super martyrio”. I Consultori teologi la esaminarono il 23 febbraio 1999, mentre il 1° dicembre 1999 fu il turno dei Cardinali e dei Vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi.
Infine, il 20 dicembre 1999, il Papa san Giovanni Paolo II ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui i 32 Salesiani potevano essere dichiarati martiri. Lo stesso Pontefice li ha beatificati l’11 marzo 2001, in una celebrazione che comprendeva in tutto 233 vittime della medesima persecuzione.
La Famiglia Salesiana ricorda tutti i suoi martiri uccisi durante la guerra civile spagnola, ossia i 32 di Valencia e i 63 di Siviglia e Madrid (beatificati il 28 ottobre 2007) il 22 settembre.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-04-02

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