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Sant' Eustasio di Aosta Vescovo

Festa: 25 febbraio

V sec.

Primo vescovo di Aosta, fu un vescovo di origine orientale che, dopo aver ricevuto una formazione presso il cenobio di Vercelli fondato da sant'Eusebio, fu inviato in Valle d'Aosta nella prima metà del V secolo. La sua azione pastorale in questa regione è poco documentata, ma è noto che nel 451 inviò il presbitero Grato al concilio di Milano. Sant'Eustasio morì in età avanzata e fu succeduto da Grato, che divenne il primo santo patrono di Aosta. La memoria liturgica di Sant'Eustasio è stata recentemente abolita in diocesi e non è più presente nel calendario della Regione Pastorale Piemontese.



Nel vasto panorama dei primi vescovi delle antiche diocesi piemontesi è fuori dubbio che gli unici due che rivestano un interesse per la Chiesa universale siano Sant’Eusebio di Vercelli, ricordato anche nel Calendario liturgico Romano, e San Massimo di Torino, annoverato tra i padri minori della Chiesa latina. Assai meno noti, ma non meno importanti in quanto primi padri nella fede delle comunità loro affidate, sono Gaudenzio di Novara, Maggiorino d’Acqui, Eulogio di Ivrea ed Eustasio di Aosta.
Quest’ultimo, anticamente ricordato in data odierna, è tradizionalmente ritenuto il primo vescovo dell’antica Augusta Pretoria, odierna Aosta, capoluogo della grande vallata omonima. Il suo nome di battesimo, Eustasio (citato talvolta quale Eustazio o Eustachio), ci fa presupporre che fosse di origine orientale: vari altri santi di quelle zone portano infatti tale nome. Conobbe dunque assai probabilmente Sant’Eusebio allora esiliato forzatamente e decise di seguirlo a Vercelli per entrare nel nascituro celebre cenobio da lui fondato.
Ricevette qui un’adeguata formazione e, ritenuto degno dell’episcopato. In seguito alla richiesta che, secondo Sant’Ambrogio, la Chiesa valdostana fece ad Eusebio, Eustasio fu dunque destinato nella nuova sede episcopale nella prima metà del V secolo. Non sono purtroppo stati tramandati ulteriori dettagli circa il suo operato presso Aosta, ne sussiste prova alcuna del suo passaggio presso l’attuale cattedrale cittadina. Nel 451, forse impossibilitato a parteciparvi a causa dell’età avanzata, Eustasio inviò in sua rappresentanza al concilio di Milano il presbitero Grato. Quest’ultimo gli successe poi sulla cattedra di Aosta e, venerato come santo, la venerazione nei suoi confronti superò enormemente quella verso il protovescovo.
Da tempo non è più celebrata nella sua diocesi la memoria liturgica di Sant’Eustasio e nel calendario della Regione Pastorale Piemontese non figura inspiegabilmente neppure tra i santi e beati con culto solo locale.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2005-07-18

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