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Sigmund Ocasion Allievo salesiano

Festa: Testimoni

1976 - 2000

Exallievo di Mandaluyong (Filippine) cui rimarrà attaccatissimo anche dopo il trasferimento a Toronto. Modello tra i compagni, è morto di tumore. Era corredato di una intelligenza vivissima e di una bontà unica.
Scoppiata la malattia all’ospedale lo chiamavano “il ragazzo speciale”. Scrisse di lui don Occhio: “Ho visto in questo giovane il volto sereno di Cristo nella Santa Sindone”.


Sigmund è del ‘76. Oggi avrebbe 28 anni. Unico maschio di una nidiata di quattro figli, Sieg crebbe in una meravigliosa famiglia. Fin dalle elementari frequentò il “Don Bosco" di Mandaluyong. Oltre ad essere vicino a casa, i genitori pensavano che la scuola salesiana avrebbe offerto buone fondamenta umane, morali e spirituali. Lì Sigmund ricevette vari attestati di eccellenza in religione e un premio come la persona più simpatica. Era socio del club “Amici di Domenico Savio” e del gruppo “Apostoli dei Compagni”, e partecipava alla scuola per animatori. Nel 1992 la famiglia si trasferì in Canada. Sigmund impressionò i professori di Toronto per il suo rendimento e i compagni per la sua bontà e disponibilità. Fece presto a diventare un leader. Tra le altre cose si distinse come “un impressionante giocatore di pallacanestro”, tanto che fu preso nella squadra del Duke, e ne divenne il giocatore migliore. Ma la vita non era facile in Canada, e Sigmund decise di... aiutare la baracca: “Mamma, distribuirò giornali nella zona per aiutarti nelle spese”. “Buona idea, figlio mio, ma sei sicuro di non vergognartene?”. “Perché dovrei?”. Per contribuire poi alle spese universitarie lavorò in un “fast food” e fece il lavapiatti in una casa per anziani. Conseguita la laurea, a 22 anni, trovò lavoro come analista di materiali, dimostrando serietà, competenza e decisione. Il presidente della compagnia lo chiamava “Grande Persona” e “Piccolo Presidente”. E quando sembrava che si avviasse a una vita di successo economico e sociale, ecco all’improvviso la malattia. Rientrando dall’ufficio, una sera del febbraio 2000, Sigmund sentì un dolore lancinante allo stomaco. Tumore al colon. Trepidazione, lacrime, preghiere... E l’operazione. Poi l’ansia dell’attesa. Il verdetto del primario chirurgo non lasciò speranze: “Purtroppo è in metastasi”. Il male precipitò. Un salesiano venne per il sacramento degli infermi. Era sereno. La sua grande fede lo portava a consolare i suoi, invece che a lamentarsi. Tutti, medici, infermieri/e e pazienti, lo chiamavano “ragazzo speciale”, e le visite non finivano mai. Credeva fermamente che Dio avesse una finalità per la sua sofferenza. Nel notiziario salesiano del Canada (giugno 2000), don Giuseppe Occhio scrisse: “Oggi, 14 giugno, celebrerò la messa di trigesima per il riposo dell’anima di Sigmund Ocasion. Tre mesi fa, ha scoperto di avere un tumore terminale. È stato una esempio luminoso del successo della spiritualità salesiana: la sua serenità, coraggio e pace fino al momento della morte mi hanno fatto pensare a Domenico Savio”.


Fonte:
www.sdb.org

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Aggiunto/modificato il 2005-11-01

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