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San Senatore d’Albano Martire

Festa: 26 settembre

E' un martire cristiano venerato ad Albano, nell’area dei Colli Albani, e ricordato dalla Chiesa il 26 settembre. La sua figura appartiene a quel gruppo di martiri delle comunità cristiane dell’Italia centrale dei quali la memoria antica ha conservato il nome e il luogo del culto, ma non una vera biografia. Non sono infatti noti con certezza né la data della nascita e della morte, né le circostanze del martirio, né il periodo preciso nel quale visse. La testimonianza più significativa è costituita dal Martyrologium Hieronymianum, che registra a Albano, il 26 settembre, la memoria di Senatore. Ancora più importante per la storia del culto è il De locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, guida per i pellegrini databile al VII secolo, che ricorda lungo la via Appia una ecclesia sancti Senatoris, dove era venerato insieme a Perpetua e ad altri santi. La documentazione archeologica della catacomba di San Senatore conferma l’antichità e la continuità del culto, ma non permette di ricostruire una vicenda personale dettagliata. Per questo motivo la storia del santo deve essere distinta dalla storia della sua memoria e del suo santuario: è soprattutto quest’ultima che consente oggi di comprendere la consistenza storica della sua venerazione.

Etimologia: Dal latino Senator, ‘senatore’, ‘membro del senato’; il nome deriva dal termine senex, anziano.

Martirologio Romano: Ad Albano nel Lazio, san Senatore, martire.


Di San Senatore non possediamo una Passio o una Vita antica capace di raccontarne l’origine familiare, la formazione, l’attività religiosa o le circostanze della morte. Le fonti antiche conservano invece il suo nome, il carattere martiriale della memoria e soprattutto il luogo nel quale il suo culto era praticato.
Questa situazione impone particolare prudenza. Non è possibile stabilire se Senatore fosse originario di Albano, come talvolta è stato ipotizzato, né precisare se il martirio sia avvenuto nella stessa città. Anche l’attribuzione del martirio a una specifica persecuzione imperiale non trova nella documentazione conservata una base sufficiente. Le ricostruzioni che lo collocano sotto Decio, Diocleziano o altri imperatori appartengono quindi al campo delle ipotesi o delle elaborazioni agiografiche posteriori e non devono essere presentate come dati storici.

La comunità cristiana di Albano
Il culto di Senatore deve essere inserito nella storia della prima comunità cristiana di Albano. La presenza cristiana nella zona è documentata almeno dal IV secolo e il territorio conserva un importante complesso funerario sviluppatosi lungo la via Appia, in un’area che in precedenza era stata utilizzata come cava di pozzolana.
Il cimitero cristiano fu progressivamente organizzato tra la fine del III e l’inizio del IV secolo e rimase frequentato per molti secoli. La Depositio martyrum, inserita nel cosiddetto Cronografo del 354, ricorda già quattro martiri di Albano, Secondo, Carpoforo, Vittorino e Severiano, commemorati l’8 agosto. Senatore appartiene dunque a un ambiente nel quale la memoria dei martiri costituiva uno degli elementi fondamentali dell’identità della comunità cristiana locale.
È importante, tuttavia, non confondere i diversi gruppi di martiri. La Depositio martyrum non nomina Senatore tra i quattro martiri commemorati l’8 agosto. Il suo nome compare invece in una diversa tradizione liturgica, legata al 26 settembre.

La testimonianza del Martirologio Geronimiano
La più antica testimonianza specificamente riferita a Senatore è quella del Martyrologium Hieronymianum, nel quale al 26 settembre compare la memoria di Senatore ad Albano.
Il valore di questa testimonianza è notevole perché dimostra che, in epoca tardoantica, esisteva già una memoria liturgica di un martire chiamato Senatore associata ad Albano. Il martirologio, però, non fornisce una narrazione della sua vita e non precisa le circostanze del martirio. Il dato storico più sicuro è quindi l’esistenza di una memoria martiriale associata ad Albano, non una biografia dettagliata.
La stessa data del 26 settembre è stata conservata nella tradizione liturgica successiva fino al Martyrologium Romanum, che ancora oggi registra: ad Albano nel Lazio, san Senatore, martire.

La chiesa sulla via Appia
Una testimonianza decisiva per comprendere la storia del culto è contenuta nel De locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, una guida destinata ai pellegrini che visitavano i luoghi di culto situati fuori Roma.
Il testo, nella forma trasmessa, è databile al VII secolo e descrive il percorso lungo la via Appia fino ad Albano. Qui indica una ecclesia sancti Senatoris, nella quale era venerato anche il corpo di Perpetua insieme a numerosi altri santi. La guida aggiunge che in quel luogo avvenivano grandi prodigi, espressione che testimonia l’importanza cultuale attribuita al santuario.
La testimonianza è particolarmente significativa perché mostra che il nome di Senatore non era semplicemente conservato in un elenco liturgico: nel VII secolo esisteva ad Albano un luogo concreto di venerazione identificato con lui e inserito nei percorsi dei pellegrini.

La catacomba di San Senatore
Il complesso oggi conosciuto come catacomba di San Senatore si trova lungo l’antica via Appia, al quindicesimo miglio da Roma, nel territorio di Albano Laziale. L’area funeraria fu ricavata all’interno di una preesistente cava e venne utilizzata per sepolture cristiane dalla tarda antichità.
La catacomba presenta una particolare concentrazione di testimonianze legate alla memoria dei martiri. Una cripta ebbe un’importanza cultuale eccezionale e fu progressivamente decorata. La continuità degli interventi pittorici e la trasformazione di alcuni ambienti per funzioni liturgiche indicano che il luogo rimase per lungo tempo un centro di venerazione.
La documentazione archeologica permette quindi di confermare l’esistenza di un importante santuario martiriale, ma richiede prudenza nell’attribuzione delle singole sepolture. Non tutte le tombe della catacomba possono essere identificate con i personaggi ricordati dalle fonti e non è possibile ricostruire attraverso l’archeologia una biografia personale di Senatore.

Senatore e Perpetua
Il De locis associa espressamente la chiesa di San Senatore al corpo di una santa chiamata Perpetua e a numerosi altri santi. La relazione mostra che il luogo aveva una funzione commemorativa più ampia e non era dedicato esclusivamente alla memoria di Senatore.
La presenza di Perpetua è importante anche perché dimostra la complessità del santuario. Il testo per pellegrini non offre tuttavia elementi sufficienti per stabilire chi fosse questa Perpetua, né permette di ricostruire con certezza i rapporti tra lei e Senatore. Non è quindi corretto trasformare la loro compresenza cultuale in una relazione personale.

La memoria del martire nel Medioevo
Il culto di Senatore non scomparve dopo la tarda antichità. La documentazione relativa al complesso catacombale mostra una lunga frequentazione cultuale, protrattasi fino al pieno Medioevo. La persistenza del santuario sulla via Appia costituisce uno degli elementi più significativi della sua storia.
La tradizione locale conserva dunque una memoria molto più antica delle notizie biografiche disponibili. La continuità del luogo di culto non permette di ricostruire episodi della vita del martire, ma dimostra che il suo nome rimase legato ad Albano per molti secoli.
Nel tempo il complesso funerario fu progressivamente abbandonato e le sue strutture vennero meno. La riscoperta archeologica della catacomba in età moderna ha restituito una parte importante della documentazione materiale relativa al culto.

La riscoperta delle catacombe
Le catacombe di Albano furono riscoperte nel XVIII secolo, in particolare grazie agli studi e agli scavi di Giovanni Marangoni. Successivamente Giovanni Battista de Rossi ne studiò la topografia e la documentazione epigrafica e agiografica, contribuendo in modo decisivo alla comprensione del complesso.
Gli studi archeologici moderni hanno permesso di mettere in relazione la catacomba con le testimonianze antiche sulla comunità cristiana di Albano. La ricerca contemporanea ha inoltre rivalutato le pitture conservate nella cripta, considerate importanti testimonianze della continuità del culto martiriale.

Le immagini nella catacomba
Nella catacomba sono conservate pitture di epoche diverse. Tra esse esiste una raffigurazione tradizionalmente collegata a San Senatore, ma l’identificazione dei singoli personaggi raffigurati negli affreschi più antichi non è sempre sicura.
Gli studi storico-artistici hanno sottolineato proprio la difficoltà di attribuire con certezza un nome a ciascuna figura quando mancano iscrizioni identificative. Per questo motivo l’esistenza di una pittura riferita a Senatore costituisce soprattutto una testimonianza della memoria cultuale del martire e non può essere utilizzata per ricostruirne l’aspetto storico.
Le pitture testimoniano comunque l’importanza attribuita alla cripta e alla memoria dei martiri. La successione delle decorazioni mostra che il luogo continuò a essere considerato significativo anche molti secoli dopo la formazione del cimitero.

La tradizione liturgica attuale
La memoria di San Senatore è rimasta nel calendario liturgico al 26 settembre. Il Martyrologium Romanum lo ricorda semplicemente come martire ad Albano nel Lazio, senza aggiungere una biografia o una datazione precisa del martirio.
Questa formulazione è particolarmente significativa. La tradizione liturgica contemporanea conserva il nucleo essenziale della memoria antica, ma non tenta di colmare le lacune della documentazione con particolari non verificabili.
La sobrietà della commemorazione odierna riflette quindi bene lo stato delle conoscenze storiche: Senatore è un martire venerato ad Albano, la cui memoria è antica, mentre la sua vicenda personale rimane in gran parte sconosciuta.

La via Appia e il santuario di Albano
Il culto di Senatore assume particolare rilievo anche per la posizione del suo santuario. Albano si trovava lungo la via Appia, una delle principali strade dell’Italia romana e una delle grandi vie di collegamento tra Roma e il Mezzogiorno.
La collocazione del santuario lungo un percorso frequentato dai pellegrini contribuì probabilmente alla conservazione della memoria del martire. Il De locis dimostra infatti che la chiesa di San Senatore era inserita in un itinerario destinato a chi visitava i luoghi santi fuori Roma.

Un santuario collettivo dei martiri
La catacomba di San Senatore non deve essere considerata semplicemente come la tomba individuale di un santo. Le fonti parlano di numerosi santi e martiri e l’archeologia mostra l’esistenza di un articolato cimitero cristiano.
La memoria di Senatore si inserì quindi in un più ampio culto dei martiri di Albano. Questa caratteristica spiega perché la documentazione conservata sia più ricca per il santuario e per il cimitero che non per la biografia del singolo martire.

La differenza rispetto agli altri santi chiamati Senatore
Il nome Senatore compare anche nella storia di altri personaggi cristiani. Sono ricordati, tra gli altri, vescovi chiamati Senatore associati a Milano, Verona e Avranches. Il martire di Albano costituisce però una figura distinta, riconoscibile per il diverso luogo di culto, la memoria del 26 settembre e la specifica tradizione legata alla catacomba albana.
La distinzione è importante perché la scarsità di notizie sul martire ha favorito in passato la possibilità di sovrapporre informazioni provenienti da omonimi.

Curiosità
- Il nome di Senatore è legato ad Albano già nella documentazione altomedievale relativa ai luoghi di culto dei martiri.
- La catacomba che porta il suo nome è stata ricavata in una preesistente cava di pozzolana lungo la via Appia.
- Il De locis presenta la chiesa di San Senatore come un luogo nel quale i pellegrini potevano venerare numerosi santi e assistere, secondo la testimonianza del testo, a grandi prodigi.
- La memoria liturgica del 26 settembre è rimasta sostanzialmente invariata nella tradizione romana.
- Le pitture della catacomba documentano una continuità del culto protratta attraverso epoche artistiche differenti.

Cronologia
- IV secolo: la Depositio martyrum ricorda ad Albano i martiri Secondo, Carpoforo, Vittorino e Severiano, testimoniando l’antichità della comunità cristiana e del culto martiriale locale.
- V secolo circa: il Martyrologium Hieronymianum registra ad Albano, il 26 settembre, la memoria di Senatore.
- VII secolo: il De locis sanctis martyrum ricorda sulla via Appia la ecclesia sancti Senatoris, associandola alla memoria di Perpetua e di numerosi altri santi.
- Medioevo: il complesso cimiteriale continua a essere frequentato come luogo di culto martiriale.
- XVIII secolo: le catacombe di Albano vengono riscoperte e iniziano le ricerche archeologiche sistematiche.
- XIX-XX secolo: gli studi di Giovanni Battista de Rossi e di altri archeologi cristiani contribuiscono alla ricostruzione della topografia del cimitero e della storia del culto.
- Età contemporanea: la memoria di San Senatore è conservata nel Martyrologium Romanum al 26 settembre.

Valutazione storico-critica
- L’esistenza di una memoria martiriale di Senatore ad Albano è storicamente ben attestata da fonti antiche e indipendenti tra loro, in particolare dal Martyrologium Hieronymianum e dal De locis sanctis martyrum.
- La data del 26 settembre è documentata dalla tradizione martirologica antica e costituisce il dato cronologico più sicuro associato al santo.
- Non sono invece documentati in modo sufficiente la data del martirio, l’imperatore sotto il quale sarebbe avvenuto, l’origine familiare, l’attività svolta in vita e le circostanze della morte.
- L’ipotesi che Senatore fosse originario di Albano è plausibile nel quadro della tradizione locale, ma non può essere considerata dimostrata. Le fonti attestano con sicurezza il suo culto ad Albano, non necessariamente la sua nascita o il suo martirio nella città.
- Il De locis dimostra che nel VII secolo esisteva una chiesa dedicata a San Senatore e che il suo culto era inserito in un santuario frequentato dai pellegrini. Questa testimonianza è fondamentale per la storia del culto, ma non contiene una biografia del martire.
- L’archeologia conferma l’importanza del complesso catacombale e la continuità della venerazione, ma non consente di attribuire con certezza a Senatore una specifica sepoltura o di ricostruire dettagli della sua vita.
- La tradizione che lo colloca nei primissimi secoli del cristianesimo è compatibile con l’antichità della sua memoria, ma una datazione precisa del martirio rimane impossibile.
- La figura storica di Senatore deve quindi essere distinta dalla successiva costruzione della sua memoria. La prima è documentata soltanto in modo molto limitato; la seconda è invece ampiamente attestata dalla liturgia, dalla topografia sacra e dalla documentazione archeologica di Albano.
- Nel complesso, Senatore può essere considerato un martire storicamente attestato attraverso una memoria cultuale antica, mentre quasi tutta la biografia personale tramandata in forme divulgative moderne eccede ciò che le fonti consentono realmente di affermare.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Hieronymianum, memoria di Senatore ad Albano al 26 settembre, nella tradizione manoscritta del martirologio.
- Martyrologium Romanum, editio typica, commemorazione del 26 settembre: Albani, in Latio, sancti Senatoris, martyris.
- De locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, itinerario dei santuari suburbicari, passo relativo alla ecclesia sancti Senatoris presso Albano.
- De Rossi, Giovanni Battista, studi sulla catacomba e sui cimiteri cristiani di Albano, in Bullettino di archeologia cristiana, XIX secolo.
- Marinone, Mariangela, ‘La decorazione pittorica della catacomba di Albano’, Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte, nuova serie, XIX-XX.
- Leclercq, Henri, voce relativa ad Albano e ai suoi cimiteri cristiani, in Dictionnaire d’archéologie chrétienne et de liturgie.
- Enciclopedia Cattolica, voce ‘Archeologia’, vol. I, 1948, pp. 404 e seguenti, per la documentazione relativa alla ecclesia Sancti Senatoris e alla catacomba di Albano.
- Documentazione del Comune di Albano Laziale relativa alle Catacombe di San Senatore e alla loro storia archeologica.
- Documentazione della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra relativa alla Catacomba di San Senatore, Albano.
- Museo Diocesano di Albano, documentazione sulla catacomba di San Senatore e sulla sua continuità cultuale.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il Martyrologium Romanum commemora in data odierna San Senatore, martire vissuto in epoca incerta, venerato presso Albano Laziale.
E’ incredibile come la fragilissima carta scrittta si sia dimostrata, nel tramandare notizie sull’origine del culto di questo santo, più resistente e longeva della pietra, del mar¬mo o del cemento, materiali assai più robusti. L’apparente paradosso della carta che rimane e della pietra che sparisce ha un esempio elo¬quente in un preziosissimo libretto compilato circa tredici secoli fa, agli inizi del VII secolo. Esso costituisce una sorta di guida turista del tempo, destinata all’utilizzo da parte dei numerosi pellegrini, desiderosi di visitare i luoghi sacri alla me¬moria dei martiri esistenti nei pressi di Roma. Grazie a tali libretto gli studiosi hanno potuto scoprire esattamente quali chiese, santuari, memo¬rie sorgevano a quel tempo attorno all’Ur¬be, anche se poi qualora qualcuno volesse rintracciarli sul posto al giorno d’oggi, scoprirebbe che in molti casi non ne resta traccia.
Anche in questo ca¬so, la parola scritta ha sconfitto la pietra. Tra le indicazioni dell’antica guida, infatti, si legge: “Percorrendo questa stessa strada (cioè la via Appia) si giunge alla città di Al¬bano, e da questa stessa città alla chiesa di San Senatore, dove si trova il corpo di Per¬petua con innumerevoli santi. Vi si compiono grandi prodigi”. Quest’ultima frase, buttata lì senza precisazioni e senza impegni, assomiglia metaforicamente alle stellette che si usano odiernamente sulle guide per segna¬lare qualcosa di rilevante, come per esempio un buon albergo, e costituiva insomma una sorta di racco¬mandazione ai pellegrini a visitare quel luogo.
In questo caso il luogo era dunque la chiesa di San Senatore, presso Albano Laziale, lungo la celebre via Appia. Conseguentemente è ragionevole pensare che l’esistenza di un edificio sacro intitolato a tale santo presupponesse l’esistenza di un santo che portasse quel nome, probabilmente vissuto e morto ad Albano, cioè nel luogo dove si svi¬luppò fiorente il suo culto. Quasi con certezza si può asserire che egli morì martire, in quanto nei primi secoli le chiese erano solitamente dedicate solo a tale categoria di santi, che purtropo non mancavo a Roma e dintorni a causa delle numerosissime persecuzioni. Un santo martire, dunque, la cui esistenza terrena si collocherebbe nei primissimi secoli dell’era cristiana, sul conto del quale sa¬rebbe però azzardato dire di più, in quanto la sua me¬moria ha subito la medesima sorte della chiesa a lui dedicata presso Albano, cioè è completa¬mente scomparsa e non ne resta che una trac¬cia soltanto tra le pagine dell’antico libretto cartaceo prima citato.
L’antichità di tale fonte è però stata considerata sufficiente dai compilatori del nuovo martirologio ufficiale della Chiesa Cattolica, che hanno così ritenuto opportuno continuare ad inserire la sua festa al 26 settembre. Altri tre santi, tutti vescovi, portano l’augusto nome di Senatore: essi occuparono rispettivamente le cattedre episcopali di Milano, Verona ed Avranches, in Francia.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto/modificato il 2026-09-15

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