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San Discolio IV Vescovo di Vercelli

Festa: 12 agosto

† Vercelli, 430 circa

Il suo episcopato, collocato generalmente nel secondo decennio del V secolo, si svolse in un periodo di grandi trasformazioni per l'Italia romana, mentre l'Impero d'Occidente attraversava una profonda crisi politica e militare. Le fonti contemporanee sono quasi del tutto assenti e le notizie disponibili derivano principalmente dall'antico catalogo episcopale della Chiesa vercellese, da alcune litanie della liturgia eusebiana e da tradizioni locali successivamente raccolte dagli studiosi. Nonostante la scarsità delle informazioni, Discolio occupa un posto significativo nella continuità della successione apostolica della diocesi fondata e resa celebre da sant'Eusebio. La memoria liturgica è il 12 agosto, condivisa con san Simplicio.

Etimologia: Discolio è un raro nome personale dell'onomastica romana tardoantica; non ne è certa l'etimologia.

Emblema: Pastorale, piviale episcopale, mitra (nell'iconografia moderna).


Ricostruire la vita di san Discolio è particolarmente difficile. La documentazione relativa ai primi secoli della diocesi di Vercelli andò in gran parte dispersa durante le invasioni barbariche e le successive vicende belliche che interessarono il territorio piemontese. Per questo motivo gli storici devono affidarsi a poche testimonianze indirette: antichi cataloghi episcopali, iscrizioni, libri liturgici locali e riferimenti contenuti in documenti di altre Chiese.
Una delle fonti più importanti era costituita dalla serie dei ritratti dei primi quaranta vescovi di Vercelli che decorava l'antica basilica eusebiana, poi scomparsa e sostituita dall'attuale cattedrale. Sotto ciascuna immagine era riportato il nome del vescovo raffigurato. Quando, tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, i vescovi Giovanni Stefano Bonomio e Giacomo Ferrero fecero trascrivere quanto ancora leggibile, molti nomi risultavano ormai deteriorati dal tempo. Anche quello di Discolio appariva incompleto e si distinguevano soltanto le lettere finali "...colius".

Il quarto vescovo di Vercelli
La cronotassi oggi generalmente accolta colloca Discolio come quarto vescovo della diocesi, successore di sant'Onorato e predecessore di san Didaco. L'Arcidiocesi di Vercelli ne situa l'episcopato tra il 415 e il 430 circa, una cronologia coerente con il contesto storico del tempo.
La sua missione pastorale si svolse negli anni immediatamente successivi al sacco di Roma del 410, quando l'Impero romano d'Occidente viveva una fase di crescente instabilità politica. In questo scenario le Chiese locali rappresentavano ormai uno dei principali punti di riferimento per la popolazione, chiamate non soltanto alla guida spirituale, ma anche a sostenere la coesione civile delle comunità.

Il problema del nome
Anche il nome del santo ha dato origine a numerose discussioni tra gli studiosi.
Nelle antiche litanie della liturgia eusebiana compare infatti un san Duscolius, mentre nella Vita di sant'Onorato è ricordato un Duscelio. Gli storici locali hanno generalmente identificato queste varianti con la medesima persona. Oggi prevale la forma Discolio, ritenuta la più corretta, anche perché il nome è attestato nell'onomastica romana tardoantica e non costituisce un'invenzione medievale.

Un episcopato silenzioso
Nulla è conosciuto dell'attività concreta di Discolio. Non sono conservati scritti, lettere o atti sinodali riconducibili al suo governo pastorale.
È tuttavia verosimile che abbia proseguito l'opera di consolidamento della diocesi iniziata da sant'Eusebio e continuata dai suoi immediati successori. La Chiesa di Vercelli era ormai una delle sedi episcopali più autorevoli dell'Italia nord-occidentale e continuava a esercitare un'importante influenza religiosa sul territorio.
L'assenza di notizie specifiche non deve essere interpretata come indice di scarsa importanza, ma riflette semplicemente la perdita della documentazione relativa ai secoli più antichi della diocesi.

Il culto
Non esistono testimonianze di un culto particolarmente sviluppato né sono note reliquie attribuite al santo.
La sua memoria è stata tuttavia conservata dalla tradizione ecclesiastica vercellese e dalla successione episcopale. La Bibliotheca Sanctorum lo presenta insieme a san Simplicio, ritenendo probabile che entrambi fossero commemorati il 12 agosto nell'antico calendario liturgico locale. Da questa tradizione deriva l'attuale memoria liturgica.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Nell’antica basilica eusebiana, ora scomparsa e sostituita dall’attuale cattedrale, si vedeva dipinta nella navata centrale la serie dei primi 40 vescovi di Vercelli, partendo da s. Eusebio fino a Nottingo, vissuti dalla metà del secolo IV all’830 circa; sotto ad ogni ritratto era scritto a grandi lettere il nome del personaggio rappresentato.
È ancora oggetto di studio, la datazione di questa serie di ritratti e di nomi, non è certo se fu realizzata da Norgando, immediato successore dell’ultimo effigiato e quindi nella prima metà del secolo IX, oppure da qualcuno dei vescovi, che eseguirono i restauri dopo la devastazione degli Ungari nell’899 o dopo l’incendio appiccato da Arduino da Ivrea (955-1015), che uccise il vescovo Pietro e ne incenerì la salma.
Certo i ritratti costituivano un documento autorevole per la storia degli antichi vescovi, ma essi per incuria o per vetustà, svanirono nel corso dei secoli, e soltanto 25 nomi poterono essere letti, quando i vescovi Bonomio e Ferrero, alla fine del XVI secolo e al principio del XVII, vollero trascriverli per comporre il catalogo episcopale della diocesi.
A ciò si aggiunge la dispersione dei documenti d’archivio, avvenuta durante le invasioni barbariche, particolarmente nell’epoca longobarda.
Quel poco che si conosce sui vescovi di Vercelli, vissuti dalla metà del V secolo al principio del IX, deriva da iscrizioni sepolcrali, da alcuni libri liturgici locali, da documenti di altre Chiese e da notizie di storia civile.
Pertanto anche di s. Discolio si sa ben poco, egli fu il quarto vescovo della serie, dopo s. Eusebio († 371), s. Limenio e s. Onorato al quale successe nel secondo decennio del secolo V.
Il suo nome non appariva completo sotto l’antico ritratto quando fu trascritto, infatti si notavano soltanto le lettere ”…colius”; in antiche litanie della liturgia eusebiana, era invocato un s. Duscolius, che gli storici locali identificarono con s. Discolio.
Nella ‘Vita’ di s. Onorato, egli è menzionato brevemente con il nome di Duscelio, ma erroneamente, perché il nome Discolio è citato varie volte nell’antica onomastica romana.
Pur non essendoci un culto giunto fino a noi, s. Discolio e il vescovo s. Simplicio, sono catalogati insieme nell’autorevole “Bibliotheca Sanctorum” e giacché san Simplicio veniva ricordato il 12 agosto, si presume che anche san Discolio si celebrava nello stesso giorno.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-08-04

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