Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera S > Beato Saverio (Javier) Bordas Piferer Condividi su Facebook

Beato Saverio (Javier) Bordas Piferer Sacerdote salesiano e martire

Festa: 24 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

San Pol de Mar, Spagna, 4 settembre 1914 - Barcellona, Spagna, 23 luglio 1936

Nato in Catalogna in una famiglia profondamente legata alla tradizione cattolica, crebbe nell'ambiente educativo dei figli di don Bosco, maturando presto la vocazione alla vita consacrata. Entrato nella Società Salesiana, si formò nello spirito della spiritualità di san Giovanni Bosco, caratterizzata dall'educazione dei giovani, dalla carità pastorale e dalla fiducia nella Provvidenza. Ancora studente, dopo aver frequentato l'Università Gregoriana di Roma, tornò in Spagna nell'estate del 1936 proprio nei giorni in cui iniziava la guerra civile. Il 23 luglio 1936, pochi giorni dopo lo scoppio della persecuzione contro sacerdoti e religiosi, fu riconosciuto come salesiano e ucciso a Barcellona. Aveva soltanto 21 anni. La Chiesa lo ha riconosciuto martire e lo ha beatificato nel 2001 insieme ad altri testimoni della fede perseguitati durante quel drammatico periodo storico.

Etimologia: averio deriva dal basco 'Etcheberria', cioè 'casa nuova'.

Emblema: Abito salesiano, croce del martirio, palma del martirio.

Martirologio Romano: Sempre a Barcellona, beato Saverio Bordas Piferrer, religioso della Società Salesiana e martire, che con il proprio martirio testimoniò l’esempio di vita di Cristo maestro.


Saverio Bordas Piferer nacque a San Pol de Mar, località costiera della provincia di Barcellona, il 24 settembre 1914. Proveniva da una famiglia cristiana, nella quale ricevette una formazione religiosa che influenzò profondamente la sua crescita.
Fin dall'infanzia entrò in contatto con la spiritualità salesiana. A sei anni iniziò infatti la frequenza del collegio salesiano di Mataró, ambiente nel quale maturò la conoscenza del carisma di don Bosco e il desiderio di dedicarsi alla vita religiosa.

La vocazione salesiana
Il giovane Saverio trovò nei Salesiani il modello educativo e spirituale che avrebbe orientato tutta la sua esistenza. La pedagogia salesiana, fondata sull'unione di ragione, religione e amorevolezza, contribuì alla sua formazione umana e spirituale.
Entrò nella Congregazione Salesiana e nel 1932 emise la professione religiosa. La sua giovane età non gli impedì di assumere con serietà il cammino di consacrazione, distinguendosi per impegno nello studio e fedeltà alla vita comunitaria.

Gli studi a Roma
Dopo la professione religiosa fu inviato a Roma per completare la propria formazione filosofica presso la Pontificia Università Gregoriana.
Gli anni romani furono per lui un periodo di approfondimento culturale e spirituale. La permanenza nella capitale della cristianità gli permise di conoscere più direttamente la dimensione universale della Chiesa e di prepararsi al ministero sacerdotale.
Nel luglio 1936 rientrò in Spagna insieme al confratello don Félix Vivet per trascorrere il periodo estivo. Il viaggio avvenne proprio nei giorni in cui la situazione politica spagnola precipitava verso il conflitto civile.

La persecuzione religiosa e il martirio
Il ritorno in patria coincise con l'inizio della guerra civile spagnola. A Barcellona, e in particolare nell'ambiente salesiano di Sarriá, la comunità religiosa fu travolta dalla violenza anticlericale che accompagnò le prime settimane del conflitto.
I Salesiani furono costretti ad abbandonare le proprie case religiose. Saverio cercò di trovare una sistemazione sicura e, secondo le testimonianze raccolte nella tradizione salesiana, tentò anche di verificare la possibilità di offrire rifugio ad alcuni confratelli.
Il 23 luglio 1936 si recò presso una proprietà della famiglia nella zona di Horta, a Barcellona. Riconosciuto come religioso salesiano, probabilmente a causa dei documenti personali che portava con sé, venne fermato e ucciso.
La sua morte avvenne in odio alla fede, secondo il riconoscimento della Chiesa, che vide nel suo sacrificio una testimonianza cristiana maturata nella fedeltà alla vocazione salesiana. Aveva appena 21 anni.

Il contesto storico: la persecuzione religiosa in Spagna
Il martirio di Saverio Bordas Piferer si colloca nel drammatico contesto della guerra civile spagnola (1936-1939). Durante questo periodo numerosi sacerdoti, religiosi e laici cattolici furono uccisi a causa della loro appartenenza ecclesiale.
La Famiglia Salesiana fu particolarmente colpita: numerosi membri della Congregazione furono assassinati in diverse località della Spagna. La Chiesa ha riconosciuto in molti di questi casi il martirio, dopo un esame storico e teologico delle circostanze delle uccisioni.

Spiritualità e testimonianza
La figura di Saverio Bordas Piferer non è legata a grandi opere pubbliche o scritti spirituali, data la brevità della sua vita. La sua importanza risiede soprattutto nella coerenza della scelta vocazionale e nella fedeltà mantenuta fino alla prova estrema.
Il suo percorso rappresenta quello di molti giovani religiosi del Novecento che, formati in comunità educative e missionarie, furono chiamati improvvisamente ad affrontare la persecuzione.
Il martirio costituisce il punto culminante di un'esistenza breve ma orientata completamente al servizio di Dio e della comunità ecclesiale.

Beatificazione
Il processo di riconoscimento del martirio di Saverio Bordas Piferer fu inserito nell'indagine relativa ai martiri della persecuzione religiosa spagnola.
Il 20 dicembre 1999 papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sul martirio dei 32 Salesiani uccisi durante quel periodo. L'11 marzo 2001 lo stesso pontefice celebrò la beatificazione di 233 martiri spagnoli, tra i quali Saverio Bordas Piferer.

Culto e memoria
Il Beato Saverio Bordas Piferer viene ricordato dalla Chiesa il 24 luglio, giorno vicino alla data del suo martirio. Il Martirologio Romano lo commemora a Barcellona come religioso della Società Salesiana e martire, sottolineando che con la sua morte testimoniò l'esempio di Cristo Maestro.
Per la Famiglia Salesiana la memoria dei martiri salesiani della persecuzione spagnola viene celebrata anche il 22 settembre.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-07-16

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati