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Beato Michele Domingo Cendra Salesiano, martire

Festa: 11 agosto

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Caseres, Spagna, 1 marzo 1909 - Prat de Compte, Spagna, 12 agosto 1936

Nacque a Caseras (Tarragona) il 1° marzo 1909. Fece i suoi primi studi nella Scuola Salesiana di Rocafort (Barcellona). Passò poi a Campello (Alicante) e poi a Sarria (Barcellona) dove fece la sua professione come salesiano nel 1928. Uomo di grande bontà e capacità educativa, lavorò per tre anni a Mataro (Barcellona), e passò a Carabanchel (Madrid) per lo studio della teologia. Durante l'estate del suo secondo anno di teologia si trovava a Sarria quando scoppiò la guerra civile. Trovò un primo rifugio in una casa, ma poi pensò che sarebbe stato più sicuro andare presso i genitori. Arrivando sul posto fu riconosciuto, fatto prigioniero poi brutalmente ucciso.

Etimologia: Michele = 'Chi è come Dio?' (dall'ebraico Mikha'el); Domingo = 'del Signore' o 'nato di domenica' (dal latino Dominicus).

Emblema: Palma del martirio, abito nero salesiano.

Martirologio Romano: Nel villaggio di Prat de Compte vicino a Tarragona sempre in Spagna, beato Michele Domingo Cendra, religioso della Società Salesiana e martire, che nella stessa persecuzione meritò con il martirio di conseguire la palma della gloria.


Michele Domingo Cendra nacque il 1 marzo 1909 a Caseres, un piccolo comune situato nella provincia di Tarragona, in Catalogna. Cresciuto in un contesto familiare cristiano, manifestò fin da giovane una spiccata inclinazione verso la vita religiosa e l'apostolato educativo. Attratto dall'opera di San Giovanni Bosco, entrò in contatto con i Salesiani e intraprese il suo cammino di formazione all'interno della congregazione.
I suoi primi studi si svolsero presso la scuola salesiana di Rocafort, a Barcellona. Successivamente, per approfondire la sua preparazione umana e spirituale, fu trasferito prima a Campello, nella provincia di Alicante, e infine a Sarrià, il celebre quartiere barcellonese che ospitava una delle più importanti case di formazione salesiane della penisola iberica. Fu proprio a Sarrià che, nel 1928, il giovane Michele emise la sua professione religiosa, legandosi definitivamente alla Società di San Francesco di Sales.

L'impegno educativo e gli studi teologici
Dopo la professione religiosa, don Michele fu destinato all'apostolato attivo. Per tre anni prestò il suo servizio nella casa salesiana di Mataró, sempre in provincia di Barcellona. In questo periodo si distinse per la sua grande bontà d'animo e per le notevoli capacità educative, entrando in sintonia con i giovani affidati alle sue cure e incarnando lo spirito preventivo tipico del carisma salesiano.
Conclusa questa prima esperienza pastorale, i superiori lo destinarono allo studio della teologia in vista dell'ordinazione sacerdotale. Fu inviato a Carabanchel, nei pressi di Madrid, dove si immerse negli studi accademici e nella preparazione al sacerdozio con serietà e profitto. Il suo percorso di formazione teologica procedeva spedito, alimentato dalla speranza di poter presto servire la Chiesa come sacerdote salesiano.

Lo scoppio della guerra e la ricerca di rifugio
L'estate del 1936 rappresentò una frattura drammatica nella storia della Spagna e nella vita di Michele. Durante le vacanze estive, mentre si apprestava a iniziare il suo secondo anno di teologia, il giovane chierico si trovava presso la casa di Sarrià, a Barcellona. Il 18 luglio 1936, il fallito colpo di stato militare diede il via alla guerra civile spagnola, scatenando immediatamente nella zona repubblicana una feroce ondata di persecuzione religiosa. Chiese e conventi furono incendiati, e il clero regolare e secolare divenne il bersaglio privilegiato delle milizie anarchiche e anticlericali.
Di fronte al pericolo imminente, la casa di Sarrià fu perquisita e i religiosi dovettero disperdersi per cercare di salvarsi la vita. Michele trovò un primo, precario rifugio in una casa privata. Tuttavia, la situazione a Barcellona si faceva di giorno in giorno più insostenibile e pericolosa. Valutando le opzioni a sua disposizione, il giovane salesiano pensò che sarebbe stato più sicuro abbandonare la città e tentare di raggiungere i suoi genitori, sperando di trovare presso di loro un nascondiglio più protetto e lontano dai controlli delle milizie.

Il martirio a Prat de Compte
Il viaggio verso la terra d'origine si rivelò fatale. Mentre si spostava per ricongiungersi alla famiglia, Michele fu riconosciuto come religioso salesiano. Per i miliziani che battevano le campagne e le strade della Catalogna in cerca di preti e frati, l'abito o anche solo l'identità di un consacrato erano sufficienti per emettere una condanna a morte senza processo.
Fatto prigioniero, fu condotto nel villaggio di Prat de Compte, un piccolo centro rurale situato nell'entroterra della provincia di Tarragona, non lontano dal suo paese natale. Qui, il 12 agosto 1936, Michele Domingo Cendra fu brutalmente ucciso in odio alla fede. Aveva solo ventisette anni e il suo sogno di diventare sacerdote fu infranto dalla violenza ideologica. La sua morte si unisce a quella di migliaia di altri consacrati e laici spagnoli che persero la vita durante il conflitto, testimoniando la propria fedeltà a Cristo fino all'effusione del sangue.

Il culto e la beatificazione
La memoria di Michele Domingo Cendra fu coltivata nel silenzio e nel dolore della Chiesa spagnola per molti decenni dopo la fine della guerra civile. Il suo sacrificio fu ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa universale quando la sua causa fu inserita nel più ampio processo di beatificazione dei martiri spagnoli del XX secolo.
Egli fa parte del gruppo dei Beati Giuseppe Calasanz Marqués e 31 compagni, martiri della Famiglia Salesiana. La solenne cerimonia di beatificazione si tenne l'11 marzo 2001, presieduta da Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro a Roma, in concomitanza con la beatificazione di altri 233 martiri di Valencia.
Il Martirologio Romano lo commemora in data 11 agosto, ricordandolo come 'religioso della Società Salesiana e martire, che nella stessa persecuzione meritò con il martirio di conseguire la palma della gloria'. La sua festa liturgica si inserisce in un periodo ricco di memorie mariane e salesiane, offrendo ai fedeli un modello di eroica coerenza cristiana.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-08-04

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