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Beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi Salesiani, martiri

Festa: 4 agosto

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† Barcellona, Spagna, 4 agosto 1936

Religiosi coadiutori della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, appartengono al vasto gruppo dei martiri della persecuzione religiosa scoppiata durante la guerra civile spagnola del 1936. Provenienti da esperienze e generazioni diverse, erano accomunati da una vita di servizio semplice e nascosto nelle opere educative salesiane. Don Batalla si distinse come infermiere dei confratelli e dei giovani; Rabasa dedicò gran parte della propria vita ai servizi domestici della comunità; Rodicio lavorò con generosità nella panetteria del collegio di Sarrià. Quando la violenza anticlericale costrinse i religiosi ad abbandonare le loro case, nessuno dei tre rinnegò la propria identità religiosa. Arrestati in circostanze diverse e uccisi a Barcellona nell'agosto 1936, furono riconosciuti dalla Chiesa come autentici martiri in odio alla fede. L'11 marzo 2001 san Giovanni Paolo II li proclamò beati insieme ad altri martiri salesiani della stessa persecuzione.

Etimologia: Giuseppe: dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga'. Egidio: dal greco aigidion, 'scudo di pelle di capra', poi interpretato come 'protetto'.

Emblema: Palma del martirio, crocifisso, abito salesiano.

Martirologio Romano: A Barcellona sempre in Spagna, beati martiri Giuseppe Batalla Parramòn, sacerdote, Giuseppe Rabasa Bentanachs e Egidio Gil Rodicio, religiosi, della Società Salesiana, che nella stessa persecuzione combattendo per la fede ricevettero la vita eterna.


Nel luglio 1936 la guerra civile spagnola provocò, soprattutto nelle zone controllate dalle milizie rivoluzionarie, una durissima persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici. Numerose chiese e conventi furono incendiati, mentre migliaia di ecclesiastici vennero arrestati e uccisi esclusivamente a motivo della loro appartenenza alla Chiesa. In Catalogna la presenza salesiana fu particolarmente colpita e il collegio di Sarrià, a Barcellona, venne rapidamente sgomberato.

Don Giuseppe Batalla Parramón
Nato ad Abella il 15 gennaio 1873, entrò relativamente tardi tra i Salesiani, professando i voti religiosi il 7 dicembre 1894. Ordinato sacerdote nel 1900, svolse tutta la propria esistenza in mansioni poco appariscenti, distinguendosi per umiltà, disponibilità e spirito di servizio.
Per molti anni fu infermiere della comunità salesiana di Sarrià, dedicandosi con particolare cura ai confratelli ammalati e ai giovani ospiti dell'istituto. Allo scoppio della guerra civile preferì rimanere nel collegio per assistere i feriti, pur sapendo di esporsi a un grave pericolo. Quando anche lui dovette abbandonare la casa, iniziò una difficile fuga insieme al confratello Giuseppe Rabasa. Ottennero perfino un passaporto per lasciare la Spagna, ma furono riconosciuti prima della partenza, arrestati e fucilati in una strada di Barcellona il 4 agosto 1936.

Giuseppe Rabasa Bentanachs
Giuseppe Rabasa nacque a Noves de Segre il 26 luglio 1862. Entrò inizialmente nella casa salesiana come cuoco e successivamente chiese di essere ammesso come coadiutore salesiano, emettendo la professione religiosa nel 1892.
Per molti anni lavorò nelle cucine delle opere salesiane, distinguendosi per laboriosità e spirito di sacrificio. Quando l'età e la salute non gli permisero più il servizio ordinario, venne destinato ad altri incarichi più leggeri. Durante la persecuzione volle rimanere accanto a don Batalla per collaborare nell'infermeria e condivise con lui la fuga e infine il martirio. Aveva settantaquattro anni.

Egidio Gil Rodicio
Gil Rodicio Rodicio nacque a Requejo, in Galizia, il 20 marzo 1888, in una famiglia profondamente cristiana. Entrò tra i Salesiani nel 1908 come coadiutore e prestò servizio in diverse case dell'ispettoria, prima di stabilirsi nuovamente a Sarrià come responsabile della panetteria.
I confratelli lo ricordavano come uomo semplice, gentile, instancabile e sempre disponibile. Dopo la dispersione della comunità trovò rifugio presso un ex allievo. Una lettera inviata ai familiari riportava però il suo indirizzo; la corrispondenza fu intercettata e consentì ai miliziani di individuarlo. Arrestato, venne ucciso nei primi giorni di agosto 1936. La memoria liturgica lo celebra insieme ai due confratelli il 4 agosto.

Il martirio
Le testimonianze raccolte nel processo canonico concordano nel ritenere che i tre religiosi non furono eliminati per motivi politici o militari, bensì perché riconosciuti come Salesiani e quindi come rappresentanti della Chiesa cattolica. Nessuno cercò di rinnegare la propria identità religiosa per salvarsi. La loro morte è pertanto riconosciuta dalla Chiesa come autentico martirio in odio alla fede (odium fidei).

Beatificazione e culto
Il 20 dicembre 1999 venne promulgato il decreto sul loro martirio. L'11 marzo 2001 furono beatificati da san Giovanni Paolo II insieme ad altri martiri della guerra civile spagnola, tra cui trentadue Salesiani appartenenti all'Ispettoria di Valencia. Nel Martirologio Romano sono commemorati il 4 agosto.

La testimonianza salesiana durante la guerra civile
I tre beati appartengono al gruppo dei trentadue martiri salesiani beatificati nel 2001. Essi rappresentano le diverse vocazioni presenti nella famiglia salesiana: il sacerdote dedito al ministero e all'assistenza, il coadiutore impegnato nei servizi della comunità e il religioso addetto al lavoro manuale. La loro vicenda mostra come la persecuzione colpisse indistintamente sacerdoti e fratelli religiosi.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-28

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